ILJA GRIGOREVIC EHRENBURG.
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La tempestosa vita di Lazik.
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Traduzione di: Pietro Zveteremich.
2009. Giuntina Editrice.
Collezione Diaspora. 
ISBN 978-88-8057-344-9. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Unione Sovietica, primo e periglioso decennio postrivoluzionario. In una sperduta, "qualsiasi" Gomel, Lazik Reutschwanetz, rispettabile quanto minuscolo sarto per uomo, conduce una vita non felice (perch la compagna Gersanovic dai suoi dieci centimetri d'altezza in pi ostinatamente gli si nega) e tuttavia  libero, fino al giorno in cui imprudentemente si lascia scappare un sospiro davanti a un manifesto pubblico. Di qui alla prigione il passo  brevissimo. E cos pure dalla prigione a una nomade esistenza da irregolare. Lazik, sballottato di paese in paese, passa attraverso una serie ininterrotta di percosse, imprigionamenti e brillanti quanto temporanei successi mondani. Il nostro antieroe  sempre in braghe di tela, senza mai un soldo in tasca, il suo stesso nome, in russo Lazzaro, richiama la povert di evangelica memoria. La tempestosa vita di Lazik, uscito a Parigi nel 1928, rientra nella tipologia del romanzo picaresco, ma con unamarezza di fondo che non si ascrive completamente al genere. Ehrenburg mescola lironia della cultura yiddish con la tradizione umoristica della grande letteratura russa dell800, soprattutto di impronta gogoliana. Partendo da un profondo pessimismo sulla realt contemporanea, polemizza acremente con tutto: con il farisaismo talmudico, con linsensatezza del sistema comunista, con la spietatezza del capitalismo. Lazik finisce per non coincidere pienamente con la figura dellebreo in eterno conflitto con il mondo, ma capace di difendersi da esso con la furbizia. Lui resta ingenuo, testimone del tragico destino del proprio popolo. In chiusura al volume una postfazione critica di Paolo Genesio.
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L'AUTORE.
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Ilja Grigorevic Erenburg, nato a Kiev il 26 gennaio 1891, morto a Mosca il 31 agosto 1967,   stato un giornalista e scrittore sovietico.
Avendo partecipato, giovanissimo, all'organizzazione di circoli socialisti, fu arrestato e condannato all'esilio dalla polizia zarista. Giunto a Parigi pubblic un libro di versi (Parigi, 1910), poi, durante la prima guerra mondiale, fu corrispondente dal fronte occidentale per vari giornali della capitale. 
Dopo la rivoluzione d'ottobre torn in patria ove fond asili e scuole, tenne corsi di letteratura russa a lavoratori e studenti, organizz gruppi teatrali.
Ma nel 1921 era di nuovo in viaggio per l'Europa, dove pubblic i primi romanzi, tra cui La tempestosa vita di Lazik che, proibito in Russia, apparve a Parigi nel 1928. 
Tornato in URSS dovette adattarsi ai nuovi canoni ufficiali del realismo socialista, ma senza mai cadere nella vuota retorica: dal 1934, come corrispondente delle Izvestia, segu le principali operazioni della guerra di Spagna, cui dedic anche un saggio (Spagna, 1937). 
Quando i tedeschi attaccarono l'URSS, divenne celebre per le trasmissioni da Radio Mosca e per i suoi articoli come corrispondente di guerra in cui attaccava violentemente il fascismo ed il nazismo; per questa sua opera il generale Charles De Gaulle gli confer la Legion d'onore.
 Intanto aveva pubblicato il suo romanzo forse pi importante, La caduta di Parigi, per cui ricevette il premio Stalin nel 1942. Alla fine della guerra scrive, con Vasilij Grossman, Il libro nero - Il genocidio nazista nei territori sovietici 1941-1945, per denunciare al mondo lo sterminio degli ebrei sovietici da parte delle forze dell'Asse, di cui Stalin proib la pubblicazione. Nel 1954 pubblic Il disgelo la sua opera pi celebre, in cui  affrontato il tema della libert artistica in URSS; il titolo stesso di quest'opera indic, per antonomasia, il periodo della destalinizzazione. 
Vincitore del premio Lenin per la pace del 1960, ha pubblicato, con il titolo Uomini, anni, vita, le sue memorie di cui, poco prima della sua morte, aveva visto la luce il sesto volume.
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La tempestosa vita di Lazik.
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1.
La tempestosa vita di Lazik1 cominci, si pu dire, con un imprudente sospiro. Meglio sarebbe stato per lui non sospirare!
Ma si ignora di quale Lazik qui si tratti. Di Lazik ce ne sono molti: c Lazik Rochenstein, quello che al club Sfondamento Rosso faceva la caricatura dellimperatore Paolo e in questa parte grugniva in modo innaturale (e a proposito, i pantaloni, che erano poi di uravlv, erano gi in terra); o anche Lazik Ilmanovic, il segretario del comitato distrettuale, un ghiottone come pochi che lanno passato, senza alcuna paura delle purghe di partito, s pappato lazzimella con le uova e per giunta, facciatosta, s rifatto allautorit dellEnte sanitario provinciale, dicendo che ha un alto tenore nutritivo e per di pi non forma gas.
E poi, anche a Odessa campa un certo Lazik. M accaduto di tener laggi una conferenza sulla letteratura francese. Come al solito, una montagna di quesiti scritti, e di domande. Di che classe siete?. E: Parlateci piuttosto della spedizione del compagno Kozlv. E anche: Rispondi, nipote dun somaro, per quante libbre ti sei venduto?. E persino la seguente: apiro,2 guarda un po, Lazik  gi addormentato. E io, bench non sia apiro, mi feci prendere dalla curiosit. Di gente per ce nera molta, sicch non riuscii a rintracciare quel sonnacchioso Lazik. Non so neppure chi fosse; una sola cosa era chiara: che si trattava di un ignorante; gli altri imparavano e lui russava.
No, Lazik Reutschwanetz non  mai caduto cos in basso.
Lo so, mi diranno subito: Per, con quel cognome. Non discuto, ci sono cognomi pi belli, persino fra i sarti per uomo di Gomel, per non parlare poi del clero ortodosso; per esempio Rosenblhm, oppure Apfelbaum. Ma chi fa caso al cognome?
E infine, che cosa costava nei nostri giorni a Lazik diventare persino uno Spartak Rosaluxemburgskij? Onisim Afanasievic Kucevod, contabile del Belles, si  pur trasformato in Apollon Entuziastov.  questione di due soli rubli e di un po dispirazione. Se Lazik Reutschwanetz non si  fatto sedurre da un albero da frutto, si capisce che doveva avere le sue ragioni. Perch lui ci teneva molto al suo meschino cognome, anche se le signorine strillavano: Ahi, ahi, ahi.
Il cognome faceva parte del ben ragionato piano della sua vita. Di chi erano i ritratti messi in bella mostra sopra il minuscolo lettino di Lazik? Difficile rispondere. E quanti erano poi? Ecco cosa domando io. Di certo non meno di un centinaio. Lo sanno tutti che i sarti di Gomel amano abbellire le pareti con vari dshabills spagnoli. Ma Lazik non era uno scemo. Le belle donne se le guardava quandera in visita, s, ma i suoi muri li ricopriva di ritratti ritagliati dallOgonk.
Ecco quel tipo con gli occhiacci da gambero: sapete chi ? Il delegato di Penza della Dobrochim. E il giovanotto in costume da bagno, che espone la coscia al sole,  il famoso bardo proletario urka Bezdomnyj. A destra ci sono le sezioni internazionali. Non lo riconoscete? Il flagello dei boia del Portogallo, Miguel Tracanza. E a sinistra? Pss! Un vecchio irriducibile combattente, il compagno murygin, presidente a Gomel della Capito?
 vero per che a questi ritratti pieni di pathos si  appiccicata una fotografia della defunta zia di Lazik, Chasja Reutschwanetz, che vendeva ovette fresche a Gluchovo. Fra i colonnati di marmo la povera zia Chasja occhieggiava spaventata e intenta, con la boccuccia semiaperta, come una gallinella pronta a mangiarsi lovetto. E tuttavia Lazik fece vedere anche lei al suo pigionante responsabile Pfeiffer:
E questo  il capo di tutte le cellule proletarie di Parigi. La sua anzianit  cos grande da far impazzire. Guardate soltanto questi occhi, cos pieni di decisione.
Di giorno questi combattenti facevano la guardia a Lazik; di notte gli facevano paura. Persino il flagello portoghese, in mezzo a un sospetto silenzio, si immischiava nella vita personale di Reutschwanetz: Tu hai nascosto allispettore delle finanze i pantaloni di Pfeiffer, il covercoat del committente e la giacca di stoffa del cliente Ma lo sai cosa significa la parola Solovki4? Sicch il sarto di Gomel fra laltro vorrebbe andare a finire in un monastero? Hai denunciato ottanta invece di centoquindici. Benissimo! E al Solovki probabilmente ci sono cento gradi sotto zero. Eh gi, Lazik Reutschwanetz, altro che Portogallo sar per te!. E il flagello schioccava sarcasticamente la lingua.
urka Bezdomnyj gridava parole terribili, come al club Sfondamento Rosso degli artigiani individuali, palesemente alludendo sia ai pantaloni di Pfeiffer, sia al Solovki: Ti metti una foglia di fico, lord figlio di cagna? Te la faremo vedere noi, brutto pazzo!.
Persino la zia, la buona zia Chasja, che il giorno di Chanukk5 regalava al piccolo Lazik una monetina, persino lei starnazzava in tono di condanna: Che hai fatto dunque? Ah!. Lazik si seppelliva sotto la coperta.
E tuttavia i ritratti non li toglieva. Lui sapeva tener duro sino in fondo, precisamente come il compagno murygin. Credete che Lazik avesse poco sofferto per i suoi princpi? Si era mandato a memoria sedici poesie di urka Bezdomnyj a proposito di certi anormali commissari di brigata, che muoiono con trionfante sogghigno sulla fronte.
Non si era fermato neanche di fronte alla mano del barbiere Levka, che in un battibaleno aveva trasformato la sua benevola, timida fisionomia nellimmonda faccia di un mostro scatenato. Che farci, al club Sfondamento Rosso avevano messo in scena un dramma del compagno Lunacarskij. Lazik non era un sabotatore. Un mostro? E va bene per il mostro! Aveva persino aggredito Sonecka Cvibil facendo finta di morderla, bench la cosa gli ripugnasse. Coshanno in comune, dite un po, un sarto di Gomel e un qualsiasi cane rabbioso? Per di pi Sonecka aveva il marito nella milizia e, sebbene quei balzelloni canini fossero un dovere di stato, Lazik davvero non sapeva come il cittadino Cvibil avrebbe interpretato una simulazione del genere. N daltronde Lazik voleva restare indietro rispetto alla sua epoca. Si era messo valorosamente a ruggire e a digrignare i denti. Faceva profondi inchini a tutti gli artigiani individuali, che sghignazzavano: Oh, che fesso  quel Reutschwanetz!. E lui continuava a ripetere: Compagni, un merci di cuore. Tutto aveva sopportato.
Ecco, appunto il cognome Perch Raecka laveva scacciato? Per via del foruncolo? Domandatelo a Lazik, lui vi risponder: Il foruncolo  nulla, il foruncolo nasce e tramonta come un qualsiasi commissario di Gomel. Il cognome invece Si pu andare a spasso a braccetto di un uomo che ha un cognome cos sciocco? Con chi va Raecka?. Ma s, con Reutschwanetz. Ah ah!.
Nicev! Che ridano pure, Lazik  pi furbo di loro. Quando lavevano chiamato per riempire il quarantasettesimo formulario, il compagno Gorbunov, il rosso dellamministrazione comunale, gli aveva domandato:
Cognome?.
Reutschwanetz.
Come?.
Reutschwanetz. Scusate, ma lo dico per esperienza:  un cognome indicativo. Ci sono altri che oggi si aggiungono la parola rosso, come se lavessero sempre avuta. Voi non siete di qui, per cui vi posso dire che la tavola calda Intimit Rossa prima era semplicemente Intimit, e questa via della Bandiera Rossa prima si chiamava, in modo persino sconveniente, via Vladimirskaja. Se credete che i Bagni rossi siano sempre stati rossi, scusatemi, vi sbagliate. Sono arrossiti precisamente un anno fa. Erano i pi orribili Bagni familiari. Mentre io, fin dalla nascita, sono Reutschwanetz, e di questo si possono prendere informazioni dal rabbino ufficiale civile. Gi nel cognome porto una fine allusione. Ma vedo che voi non capite nulla. Vi spiegher io: Reut vuol dire rosso. Il compagno Gorbunov sogghign e, per la noia, chiese:
Gi E che cosa vuol dire schwanetz?. Lazik si strinse nelle spalle con negligenza:
Basta che la prima met significhi qualcosa. Schwanetz non significa nulla.  un mero suono.

NOTE.

1 Diminutivo del russo Lzar, Lazzaro.
2 Cognome ebraico molto comune.
3 Popolare rivista sovietica.
4 Noto carcere.
5 Festa ebraica.


2.
No, non fu a causa del cognome che per Lazik. La colpa di tutto fu un sospiro. O forse non un sospiro, ma il regime deconomia o il tempo torrido o anche certi problemi elevati. Chi lo sa che cos che fa perire i sarti di Gomel?
Quel giorno cera davvero un caldo torrido come poche volte. Il So si prosciugava sotto gli occhi dei cittadini di Gomel. In compenso, il giudice istruttore Kugel era in un bagno di sudore.
Verso le sette della sera, Lazik decise di recarsi dalla figlia del cantore, Fenicka Geranovic.
Fenicka cantava melodie internazionali al club Sfondamento Rosso. A dire il vero, nel club cera entrata dastuzia. Che razza di artigiano individuale era Geranovic? Che cosa produceva? Intagliava insignificanti bambolotti a tre rubli il pezzo. La cellula avrebbe potuto facilmente stabilire che Fenicka era vergognosamente mantenuta da un servitore del culto.
Il vecchio Geranovic diceva alla figlia: Questo Schatzman mi guarda per dieci minuti di seguito senza batter ciglio. Una delle due: o vuole sposarsi con te o vuole che io vada a Narym.1 Cantagli cento melodie internazionali, per piacere! Forse allora si dimenticheranno che anchio canto. Se Daniele ha domato dei veri leoni, perch tu non potresti domare questi storti ebrei? Vedi bene che mi faranno fuori e io rimpiango una cosa sola: perch mai a suo tempo li ho circoncisi.
Non so se i trilli di Fenicka raddolcissero i cuori dei membri del comitato provinciale di Gomel, fatto sta che, ascoltandoli, Lazik sinnamor in modo ardente e non corrisposto. Non era il cognome in verit che turbava Fenicka, la quale si atteneva a concezioni progressiste. Era piuttosto la statura di Lazik, alla quale non poteva assolutamente rassegnarsi. Che cosa restava da fare alla figlia del cantore? Sognare la carriera di Mary Pickford e ballare il fox-trot con i senzapartito. E Lazik? Non lo nascondo: la testa di Lazik ciondolava sotto lascella di Fenicka.  anche vero che Lazik prov a camminare in punta di piedi, ma non ottenne altro risultato che quello di irritarsi i calli. Come dunque esprimere i suoi focosi sentimenti? Come poter baciare per caso, in uno sperduto viale, la guancia di Fenicka? Anche se avesse fatto un salto, non ci sarebbe arrivato.
Sicch egli aveva doppiamente caldo: gli ardeva anche il cuore. Usc di casa dopo essersi stirato i pantaloni di Pfeiffer e, per ogni evenienza, aver avvertito i vicini:
Vado a lezione di abc politico. Se voi sapeste che cos anche soltanto la questione cinese!  ancor pi difficile della cabala. Se fossi Schatzman, proibirei agli artigiani individuali di occuparsi di questioni cos essenziali. Ci dovrebbe meditare piuttosto un comitato dellultima ora e non i sarti di Gomel.
Sospir, ma non fu questo sospiro a perderlo, e nemmeno il successivo, generato dalle sue considerazioni sullinaccessibilit di Fenicka. Quel giorno le avrebbe detto tutto. Le avrebbe detto che David era piccolo e Golia un grande fusto come quello Schatzman. Le avrebbe detto che un usignolo  molto pi piccolo di un dindo. Le avrebbe detto, e in maniera veramente moderna, che una piccola minoranza organizzata vince, pur potendo temporaneamente aver la peggio. Le avrebbe detto
Di certo avrebbe escogitato qualcosa capace di persuadere anche la sventata Fenicka, ma tutto a un tratto la sua attenzione fu attratta da Natik, il guercio, intento a incollare sullo steccato dellex Istituto eparchiale un enorme manifesto.
Che altro era accaduto al mondo? Possibile che a Gomel fosse arrivata in tourne la compagnia delloperetta moscovita? Allora avrebbe dovuto rovinarsi per i primi posti: Fenicka aveva una natura musicale. Poteva anche darsi che avessero inventato nuove trattenute a favore di quegli scavezzacolli di cinesi. O forse, semplicemente, quellimbroglione di Dykin voleva smerciare le sue stupide missive del secolo trapassato con la scusa di una campagna culturale.
Il manifesto era destinato ai cittadini di media statura e Lazik dovette mettersi in punta di piedi, come se davanti a lui stesse Fenicka Geranovic in persona. Ma, gi dopo aver letto la prima frase, egli trasal e si guard attorno. Al suo fianco stava solamente una cittadina che non conosceva. Unartista delloperetta di Mosca? O una plenipotenziaria per lesazione delle trattenute?
Pi Lazik proseguiva nella lettura, pi tremava. Tremava la cravatta a pallini, tremava nella tasca dei pantaloni il magnifico polverizzatore americano con la migliore orchidea fabbricato dalla Tee,2 che Lazik aveva intenzione di offrire a Fenicka; tremavano i pantaloni (dei non comuni pantaloni di stoffa inglese che gli aveva lasciato un dissipatore del bene pubblico, perch dopo lultima prova era stato pizzicato senza i medesimi). Tremavano quelle lettere gigantesche. Tremava lo steccato. Tremava il cielo.
 deceduto il provato capo del proletariato di Gomel, compagno murygin. Per sei anni la spada rossa nelle sue mani callose  stata il terrore dei banditi internazionali. Ma se anche periscono le personalit luminose, vive lidea! Al posto di un combattente se ne schierano altri dieci, pronti a punire senza piet gli occulti nemici della rivoluzione.
Fu a questo punto che Lazik Reutschwanetz tir un sospiro lamentoso, sonoro; dir anzi lacerante. Aveva avuto compassione del compagno murygin, deceduto in seguito a un volvolo? O si era spaventato dei dieci nuovi combattenti? Dove rimediare i loro ritratti? Quale sarebbe stata la loro opinione sugli artigiani individuali parzialmente dotati di coscienza sociale? I pantaloni occultati allispettore delle finanze, i pantaloni di Pfeiffer!
Dopo aver cos sospirato, Lazik prosegu oltre. Ma non disse nulla a Fenicka a proposito di Golia gettato nellonta, non la spruzz con il suo polverizzatore americano di aromatica orchidea.
Il giudice istruttore, il compagno Kugel, gli disse cupamente:
Voi avete pubblicamente insultato la luminosa memoria del compagno murygin.
Io non ho fatto che sospirare sospir mitemente Lazik. Ho sospirato, perch faceva molto caldo e perch quella spada callosa  caduta dalle sue mani. Io sospiro sempre cos. Se non mi credete, potete domandarlo alla cittadina Geranovic e se neanche la cittadina Geranovic vi va bene, perch  la figlia di un ministro del culto, potete domandarlo al corriere dellispettore delle finanze. Lui lo sa bene come sospiro forte io. Vi dir persino che nella scorsa primavera volevano espellermi dalla comunit dabitazione per sospiri fastidiosi. Di notte studiavo labc politico e naturalmente sospiravo fra me e me, cos gli Pfeiffer hanno presentato denuncia che disturbavo il loro sonno operoso.
Il compagno Kugel lo interruppe:
Prima di tutto siate conciso. Insieme con il taylorismo la borghesia ha creato anche il famigerato aforisma il tempo  denaro. In ci si manifestava ladorazione della classe agonizzante per il miserabile prodotto del plusvalore. Noi invece diciamo: Il tempo non  denaro. Il tempo  pi del denaro. Adesso voi avete sottratto a me, e dunque a tutto lo stato operaio, cinque preziosissimi minuti. La cittadina Matilda Puke vi dimostrer in che modo, dopo aver letto lappello che ben conoscete a tutti i lavoratori di Gomel, voi avete cominciato a sghignazzare con aria trionfante e avete emesso unesclamazione sconveniente.
A questo punto, Lazik non si trattenne e sorrise in modo delicato.
Non so che cosa sia la cittadina Puke. Pu darsi che sia una sordomuta o addirittura unanormale. Vi dico una cosa soltanto: io non sono neppure capace di sghignazzare con aria trionfante. Quando dovevo sghignazzare con aria trionfante nella tragedia del compagno Lunacarskij, tutto a un tratto mi sono fermato sopra il cadavere ancor fresco della duchessa e sono rimasto completamente muto, sebbene Levka il suggeritore mi gridasse: E su, ridi, idiota!. Vi garantisco, cittadino Kugel, che se potessi emettere esclamazioni e sghignazzare con aria trionfante in pieno giorno, e per di pi nella via centrale della citt, certamente non sarei un disgraziato sarto che confeziona chiss che con la stoffa dei clienti; ma riposerei in unumile tomba o me ne starei a Mosca con il pi lussuoso incarico popolare.
Voi simulate larretratezza di classe, ma questo non vi sar di giovamento. Io vi accuso formalmente in base allarticolo 87 del codice penale, che punisce loffesa alla bandiera e allo stemma.
Sentendo questo, Lazik avrebbe voluto sospirare, ma si trattenne in tempo.

NOTE.
1 Ossia in esilio.
2 Fabbrica sovietica di profumi.


3.
Bench rumoroso, il sospiro di Lazik avrebbe ancora potuto essere preso per un disgraziato incidente, ma il suo comportamento durante listruttoria merita ogni biasimo. Ecco dove si manifest il pesante retaggio del passato! Giacch non sempre Lazik era vissuto per la questione cinese e altre luminose idee. Fino a tredici anni, pizzicandosi il mento appena ricoperto di peluria, se nera rimasto seduto a leggere quella specie di buffoneria che  il Talmud.
Se due ebrei trovano un solo tallt,1 a chi deve appartenere? A chi per primo lha visto o a chi per primo lha raccolto? Provate un po a risolvere questenigma. Il mento di Lazik bruciava per i pizzicotti. Che cos pi importante, la mano o gli occhi? Una scoperta o il lavoro? Lispirazione o la volont? Se lo si d a chi lha visto per primo, la testa si offende: Sono stata io a dar ordine che la mano raccogliesse il tallt. Se lo si d a chi lha raccolto per primo, si offende il cuore: Sono io che suggerisco agli occhi che li attende una scoperta. Se si lascia il tallt per strada, un buon tallt va perduto, un tallt di cui ogni ebreo ha bisogno per la sua preghiera. Se si taglia il tallt in due parti, non serve pi a nessuno. Se ci si serve del tallt a turno, i due ebrei si odieranno a vicenda, giacch per un uomo c molto spazio persino nello stomaco di un pesce ma per due anche il pi bel paradiso  stretto. Come comportarsi con questo perfido tallt? Come comportarsi con i due ebrei? Come comportarsi con la verit?
Meglio di tutto sarebbe non trovare un tallt e non pensare alla verit. Ma il tallt pu essere sulla tua strada e basta che un uomo resti a tu per tu con se stesso, fosse pure in coda davanti a una merceria o a un lurido gabinetto, perch subito cominci a pensare alla verit.
Da un pezzo il mento di Lazik si era ricoperto di ricciuta vegetazione; da un pezzo questa vegetazione era scomparsa, falciata dallabile mano di Levka il barbiere, da un pezzo egli si era dimenticato della verga del maestro e dei due ebrei che avevano trovato un solo tallt, eppure gli era rimasta labitudine di pensare a ci cui  meglio non pensare affatto.
 ridicolo sospettare Lazik di qualsiasi pregiudizio. Non aveva ancora tredici anni quando gi aveva capito che il tallt non serviva a nessuno e che per strada era meglio trovare duecentomila rubli o anche solamente tre; aveva capito che luomo deriva dalla scimmia e non  stato creato in base a una specie di sembianza, che loperetta  molto pi interessante del coro della sinagoga, che Geranovic era un grande truffatore, che il prosciutto con i piselli non  affatto peggio del vitello con le prugne e che in genere adesso siamo davvero nel ventesimo secolo.
Anzi, una volta Lazik aveva persino annientato il vecchio Geranovic mostrando con ci tutta la propria devozione alla pura scienza. Era successo di sera. Fenicka guardava il cielo stellato, e Lazik, incantato dalla pallida fronte della fanciulla, le stava accanto senza fiatare. Allora lastuto Geranovic aveva deciso di scavare il terreno sotto i piedi di Lazik:
Mi fa ridere pensare che tu affermi ancor oggi che il sole sta fermo e la terra gira. Non ti dico: guarda il cielo nellora del tramonto; forse sei cieco come un gattino e non sai vedere niente. Non ti domando nemmeno come Giosu abbia potuto fermare il sole se questo non si muove affatto, perch tu mi risponderesti: Io non cero a vedere, come rispondono tutti gli stupidi. A proposito, mi interesserebbe sapere se ceri quando la scimmia ha partorito un uomo... E, tuttavia, ti dimostrer che la terra sta ferma sempre allo stesso posto e tu non potrai rispondermi nulla. Anche se vuoi far la parte di uno stupido cristiano di Mosca, c stato un tempo che hai pure studiato il Talmud e sai che una scrittura di divorzio non si pu affidare a una donna quando una donna si sposta. Non le si pu concedere il divorzio n in treno, n su una nave, n quando semplicemente passeggia per la strada. Se la terra si muovesse, tutte le donne si muoverebbero, perch, fino a prova contraria, le donne vivono sulla terra. Allora non sarebbe mai possibile divorziare:  quindi chiaro che la terra se ne sta tranquillamente sempre nello stesso posto.
Bench Lazik fosse indebolito dalla vicinanza di Fenicka e dalla sontuosit del cielo stellato, tuttavia rispose fermamente a Geranovic:
Questi, scusatemi, sono ragionamenti da bambino. Se da un treno in movimento si guarda un altro treno che  pure in movimento, sembra che tutti e due i treni siano fermi. Chi concede il divorzio alla donna? Suo marito. Se lui girasse in unaltra direzione, si accorgerebbe che anche sua moglie gira, ma siccome tutti e due girano nello stesso senso, al marito sembra che sua moglie non giri affatto. E poi, per dirla genericamente, si pu divorziare anche su un bastimento americano, purch ci sia unimpiegata del Zags,2 e la cosa costa circa sessanta copeche. Limportante, compagno Geranovic,  che ci sia un amore ardente e un prodigo scintillio di stelle, perch tutto il resto non  che una marca da bollo.
Lazik disse questo con grande fermezza, bench sapesse che adesso per lui sarebbe stato ancor pi difficile arrivare alla guancia di Fenicka, pur mettendosi in punta di piedi. Che farci, Lazik era un uomo del ventesimo secolo!
S, ma il pizzicare il mento, ma il sorrisetto astuto, ma la logica, la logica a qualunque costo, fecero la rovina di un onesto sarto per uomo.
Gi alla prima domanda del presidente, invece di menzionare brevemente la propria origine proletaria, smentendo cos la ripugnante calunnia della cittadina Puke, Lazik rispose in modo ambiguo:
Colpevole? Se di qualcosa sono colpevole,  soltanto del fatto che sono vivo. Ma neanche questa  colpa mia. La colpa  di orribili pregiudizi e di uno spaventoso colera. Se non ci fosse stato il colera, Lazik Reutschwanetz non esisterebbe affatto e allora io vi chiedo, cittadino presidente, che cosavrebbe fattoquestanormale che  la cittadina Puke? Io sono nato perch era ridicolo misurare con un metro il cimitero, perch la sventura era tale che era ridicolo misurarlo con qualsiasi metro.Non capite di che cosa si tratta?  molto semplice. Dunque ci fu un gran colera, cos grande che quasi tutti gli ebrei morirono e quelli che non morirono naturalmente non volevano morire. Adesso per questo c lEnte sanitario del popolo e persino il compagno Semako in persona. Ma allora gli ebrei non erano socialmente coscienti e credevano che, a misurare il cimitero con un metro, il cimitero avrebbe smesso di ingrandirsi. Misuravano e misuravano e il cimitero continuava a crescere. Allora si ricordarono che, se non si poteva imbrogliare la morte, la si poteva per far divertire. Rintracciarono lebreo pi disgraziato, Motel Reutschwanetz. Egli non aveva nemmeno una copeca di rame. Aveva soltanto un cognome molto triste. Lavava la biancheria ignominiosa e per Purim3 portava di casa in casa i pi lussuosi regali per cinque miserabili copeche. Insomma, era uno che avrebbe potuto tranquillamente moriredi colera e nessuno se ne sarebbe rammaricato. Ma proprio lui non moriva. Gli ebrei ricchi rintracciarono Motel Reutschwanetz e poi trovarono la pi disgraziata delle ragazze. Disseroloro: Vi diamo trenta rubli, vi daremo un pollo e un pesce, ma celebreremo il vostro matrimonio al cimitero per fare un po divertire la morte. Non so se la morte si sia divertita, n se si siano divertiti gli ebrei, perch lo sposo, oltre a un triste cognome, aveva una grossissima gobba e la sposa, per essere sinceri, era zoppa. Non so nemmeno se il colera poi fin, ma una cosa so, e cio che nacqui io, Lazik Reutschwanetz, e questa, a quanto pare,  la mia unica colpa.
Ci potete dire comunque che cosa facevate lundici luglio alle sette della sera?.
Andavo da uniscritta al club Sfondamento Rosso, dalla compagna Fenja Geranovic. Prima mi ero stirato i pantaloni e dopo mi sono ritrovato in galera come un vero criminale.
E tuttavia, dopo aver letto lappello ai lavoratori, avete dimostrativamente esternato i vostri sentimenti controrivoluzionari.
Come potevo esternare i miei sentimenti quando in genere non li esprimo mai? Credete che abbia sghignazzato di trionfo quando sono cadute le catene dellautocrazia o quando il commissario di polizia Bogdanov  stato messo sotto il tino nel nostro cortile? No, anche allora io mi son detto: Che emetta esclamazioni il barbiere Levka, tanto non sa egualmente fare altro. Io non ho esternato, sebbene allora tutti esternassero, persino Bogdanov, che era uscito di sotto il tino e si era messo a esternare pure lui. Io sono un vero enigma e n la cittadina Puke n voi, compagno procuratore, nessuno al mondo sa che sentimenti posso avere in cuore. Per chi volete che sia interessante quello che ha dentro di s un piccolo sarto? E, se comunque voi vorrete insistere, vi dir francamente: si pu rivoltare una giacca, ma non unanima. Io andavo dalla compagna Geranovic e non esprimevo un bel niente. Voi domanderete perch ho sospirato dopo aver letto quellappello a tutti i lavoratori. E come potevo non sospirare? Era proprio un appello fatto per suscitare sospiri. Io tenevo appeso al muro un ritratto del compagno murygin. Perch io studio labc politico. Vi posso recitare a memoria anche subito tutte le opere del compagno urka Bezdomnyj. Se  successa una simile sventura e io, Lazik Reutschwanetz, sono capitato qui sul banco nero degli imputati, vi confesso che ho effettivamente occultato i pantaloni di Pfeiffer al cittadino ispettore delle finanze. Ho denunciato ottanta invece di centoquindici. Fa esattamente trentacinque rubli di differenza. Per questo mi si pu multare e io mi limiter a un flebile sospiro, come allora davanti allo steccato. Ma non mi si pu condannare per oltraggio alla bandiera e allo stemma quando laggi non cera bandiera n stemma, ma semplicemente la cittadina Puke e neanche lei io ho offeso in alcun modo.
Matilda Puke, una donna con malinconici occhi di un verde pallido e unanzianit di partito di nove mesi, conferm tuttavia la deposizione resa durante listruttoria: limputato era corso verso il proclama, laveva letto e, dopo aver sghignazzato in modo insolente, aveva emesso unesclamazione vergognosa che, tenendo conto della campagna contro il malcostume, non si doveva neanche ripetere. Dopo aver sentito questo, Lazik ammicc al presidente:
Lavevo ben detto io che costei  unanormale oppure una sordomuta. Natik effettivamente aveva incollato un manifesto. Io effettivamente mi sono avvicinato e lho letto. Perch attaccavano allo steccato quel manifesto? Perch la gente lo leggesse, mi pare. Dopo di che io ho sospirato. E voi che cosa ne sapete? Forse mi era venuta compassione del compagno murygin.  tanto semplice morire di volvolo? E poi, io capisco molto bene che cosa sia lafflizione sopra una tomba in una citt che  capoluogo di provincia. Se un tempo potevano celebrare delle nozze al cimitero, questo accadeva nel secolo trapassato e poi allora cera il colera, mentre da noi adesso non c nessun colera, adesso da noi c solamente la rinascita economica e la questione cinese. Nel vecchio cheder4 mi hanno insegnato il Talmud.  un inganno, si capisce, e dopo di allora io ho gi letto tutto lAbc del comunismo. Ma persino in quello sconveniente Talmud si dice che quando tutti ridono, devi ridere, e quando tutti piangono, devi piangere; quando tutti leggono la Bibbia, non farti venire in mente per piacere di leggere il Talmud e quando tutti leggono il Talmud, dimentica che al mondo esiste la Bibbia. Possibile che voi pensiate che io, Lazik Reutschwanetz, che sono sopravvissuto a otto regimi differenti, non sappia una cosa cos semplice? Consegnavano le macchine da cucire, e lho consegnata anchio. Gioivano dei successi dei turchi che si ridestavano e ne gioivo anchio. Hanno attaccato quel proclama e anchio ho sospirato. Che cosa volete da me con quella pazza di una Puke?.
Ripeto, Lazik si rovin da solo ed  facile comprendere quel giurato popolare che cupamente bofonchi rivolto a un altro:
 stupido, ma scaltro. Vuol darla ad intendere.
Il discorso del procuratore, compagno Gurevic, fu breve ed eloquente:
Il cittadino Reutschwanetz  un marcio prodotto della castrazione clericale dellindividuo. A parole, vuole versare nuovi succhi in un vecchio otre, ma si capisce subito che si tratta di tipico doppiogiochismo. Linaspettata confessione del perfido imbroglio perpetrato ai danni degli organi dellispezione amministrativa statale getta una nuova luce su questo lupo travestito. Le sue assicurazioni che il proclama era stato affisso per suscitare chiss quali sospiri coincidono perfettamente con le insinuazioni della stampa delle Guardie Bianche, mentre la deposizione disinteressata della cittadina Puke  dettata esclusivamente dalla sua coscienza di classe. Sulla base di tutto questo ritengo necessario, pur senza potare completamente il ramo malato e senza porre il problema della sua pericolosit sociale, di sottoporre il cittadino Reutschwanetz a una punizione correttiva.
Il difensore dufficio, cittadino Landau, si distinse al contrario per facondia. Parl per unora intera. A quanto pare, Lazik fu il solo ad ascoltarlo.
La scienza moderna conosce le allucinazioni delludito, per cos dire, i miraggi acustici del deserto. Gli arabi vedono oasi. Il prigioniero ode il canto dellusignolo. Non voglio gettare unombra sulla cittadina Puke. Ma sottopongo le sue parole a unanalisi rigorosamente scientifica. Certo, Lazik Reutschwanetz  un degenerato. Insisto per una perizia medica. Ci che egli definisce sospiro  un fenomeno chiaramente patologico. Forse abbiamo davanti a noi un grave caso di ereditariet. Un matrimonio stipulato al cimitero pu dare, secondo leugenetica, una discendenza anormale. Io soppeso tutti i fatti e sul piatto della bilancia si deve mettere anche la sua origine del tutto eccezionale. Tutti debbono accusare la borghesia ebrea, che ha creato le scuole talmudiche e altri strumenti dasservimento del proletariato come quelle offensive nozze in mezzo alle tombe; ma, in uno slancio di generosit della classe vincitrice, voi dovete assolvere questinfelice artigiano individuale!.
Con cautela il presidente domand a Lazik se non volesse aggiungere qualcosa a quanto aveva detto prima. Spossato dalleloquenza del compagno Landau, il presidente aveva palesemente paura del loquace imputato. Ma Lazik comprese che la sua causa era perduta. Non contest pi la deposizione della cittadina Puke.
Che cosa posso dire io, dopo tanti discorsi cos intelligenti? Quando un leone parla con una tigre  meglio, a quanto pare, che la lepre se ne stia zitta. Voglio soltanto fare una piccola proposta. Il compagno Gurevic  iscritto al partito comunista e anche il compagno Landau lo ; e fra di loro  nata una piccola discussione come nel nostro club degli artigiani individuali. Cos io propongo un accomodamento. Se, per esempio, il compagno Gurevic vuole che mi mettano dentro per sei mesi, e il compagno Landau vuole che mi rimandino a casa, io propongo di dividere a met e di mettermi dentro per tre mesi. Allora tutti saranno contenti, persino la cittadina Puke. E se io sar scontento,  pur vero che ho occultato i pantaloni di Pfeiffer e comunque, come ha detto il compagno Gurevic, io sono un prodotto marcio. Certo preferisco che voi ascoltiate il compagno Landau e mi rimandiate a casa. Prometto persino di non sospirare mai pi e di occuparmi solamente della questione cinese per tutta la mia non lunga esistenza. Ma, daltra parte, ho paura che possiate dar retta al compagno Gurevic.  proprio come una lotteria! E allora per me andr male davvero. Ecco perch vi propongo di addivenire immediatamente a un accordo e, dopo aver ben calcolato tutto, di darmi meno mesi che potete, perch probabilmente mi aspettano certe piccole ordinazioni nonch una speranza nella sensibilit della compagna Fenja Geranovic. E senza speranze e senza ordinazioni io potrei facilmente soccombere. Ma questo non lo vuole nemmeno il compagno Gurevic, perch tutti i cittadini, eccezion fatta per alcuni rami tagliati, devono vivere e concordemente fiorire come fioriscono gli alberi irresponsabili sulle rive scoscese del So, il nostro fiume navigabile!.

NOTE.
1 Manto rituale ebraico.
2Ufficio sovietico di registrazione degli atti civili.
3 Festa ebraica.
4 Scuola religiosa ebraica.


4.
Lazik aveva una pelle straordinariamente delicata e soltanto il barbiere Levka sapeva raderlo come si doveva. Ma Levka non era un semplice barbiere, era una celebrit mondiale. Si diceva che avesse tagliato cos artisticamente i capelli sulla nuca di una signora di passaggio del Komintern che la signora si era immediatamente sciolta in lacrime di commozione esclamando: Che grande paese  questo. Poi aveva dato a Levka un dollaro con il disegno della mucca americana. Forse mentivano, non lo so;  vero comunque che Lazik egli lo radeva a meraviglia: n scalfitture, n brutti arrossamenti, n bruciature: freschezza, riposo, spruzzi dacqua di colonia tripla, e per di pi anche un motivetto di contrabbando insinuato allorecchio, come ad esempio: Volete delle banane per ubriacarvi stamane?. Certo, da Ciperovi? cera ovatta sparpagliata dappertutto (gialla, di quella che mettono fra i vetri delle finestre) e altra pseudo-scienza dogni sorta, ma che cosera Ciperovi? di fronte a Levka?!
In carcere, Lazik aveva soprattutto nostalgia di Levka. In quanto uomo del nostro secolo tempestoso, egli si abitu rapidamente alla nuova vita. Certo, in carcere non cera Feniccka Geranovi?, n il prodigo scintillio di stelle, n la tourne delloperetta di Mosca. In compenso, per, nel carcere non cera neanche lispettore delle finanze. Quello che ci sarebbe voluto era Levka! Lazik non voleva affidarsi al barbiere del carcere: graffiava, imprecava e magari poi ti crescevano pure dei foruncoli; che cosavrebbe detto dopo sei settimane Feni?ka Geranovi?? E, intanto, sul mento di Lazik cominciava gi ad arricciarsi un boschetto rossastro. La questione non stava nella brutta figura: chi cera l, di fronte a cui vergognarsi, tranne otto malfattori con la barba lunga anche loro? La questione stava nel prurito intellettuale causato dalla barba.
Lazik capiva bene che cosa precisamente lavesse rovinato al processo. Si era ripromesso di pensare il meno possibile.  difficile, sintende, non pensare in prigione, quando ogni giorno ti danno ventiquattro ore per fare della filosofia gratis e lo spettacolo di un destino umano infranto, e tanto pi quando sul mento gi spunta un ciuffo di stoppa sospetta. Allora ti viene una gran voglia di arrotolarla intorno a un dito e di immergerti in meditazioni. Non c nulla che pi disponga al filosofeggiare di una barba ricciuta; fu essa appunto che port vari talmudisti alle sortite pi folli.
Immaginate, per esempio, che per terra ci sia un minuscolo pisello. Un topo si mangia il pisello. Il gatto, zaffete, si mangia il topo. Un grosso cane sbrana il gatto. Il cane,  regolare, viene divorato da un lupo e il lupo da un leone. Viene fuori un uomo e che fa? Ammazza il leone. Si potrebbe pensare che luomo sia il re del creato. Ma luomo torna a casa e inciampa in un minuscolo pisello, cade su una pietra e muore. Allora scappa fuori un topo e se la ride delluomo e il topo mangia il pisello e il gatto mangia il topo e cos pu continuare allinfinito. Adesso dite: degli uomini senza barba avrebbero mai potuto arrivare a considerazioni del genere? Lazik se ne stava mestamente seduto sulla brandina e, tormentandosi la barba, pensava se non al pisello, alla cittadina Puke che noi ben conosciamo. A un tratto squitt di gioia: nella cella era entrato il barbiere Levka. Non si trattava di un miraggio nel deserto o del canto dellusignolo che ode il prigioniero. No, davanti a lui stava Levka, Levka in carne e ossa!
Nonostante tutta la sua gioia, in quanto artigiano individuale perfettamente cosciente, Lazik trasse un sospiro:
Dimmi, chi altro  morto, Levka? Forse il flagello portoghese?.
Che cosa centra il flagello portoghese se, fino a prova contraria, noi ci troviamo a Gomel? E poi non  morto nessuno, eccetto il vecchio imanovi?. Ma lui doveva morire comunque, perch aveva ottantadue anni. E a Chasin gli  nata una bambina, cos impara a vendere lo zucchero umido. Ma io non sono qui perch imanovi?  morto, n perch a Chasin  nata una bambina. Queste sono meschine stupidaggini private, mentre io sono qui per un affare di straordinaria importanza governativa. Ci sono cascato a causa di.
Si pu essere il primo barbiere del mondo e con questo tuttavia restare anche un terribile fanfarone: una cosa non impedisce laltra. Levka arruff trionfalmente le penne, come un giovane passerotto.
Ci sono cascato a causa di quella botte. Qui devo spiegare che a Gomel, nonostante tutte le nostre grandi conquiste, ancor oggi non esistono le necessarie tubature. Dal tetro passato gli abitanti di Gomel hanno ereditato queste sconvenienti botti che rimbombano sulla via principale. Prego di non disprezzare per questo Gomel. A Gomel ci sono una quantit di iniziative culturali, due teatri, un circo, per non parlare poi del cinema. Nel museo c un pesce olandese talmente grosso che ogni ebreo al sabato vorrebbe che Dio glielo mandasse. Nel parco che prima si chiamava parco Pakevic c un autentico lupo incatenato che spaventa con i suoi laceranti ululati gli ingenui ragazzini. E il club Sfondamento Rosso degli artigiani individuali? E il progetto ormai completamente elaborato di una linea tranviaria? No, dal punto di vista della civilt, Gomel si distingue ben poco da una capitale. Per quanto concerne la fognatura, si tratta di un dettaglio che non merita attenzione. Ad Atene stessa, che  famosa e pare che ci vadano persino dallAmerica, queste fognature non ci sono, e quindi  inutile biasimare Gomel per le sue sconvenienti botti.
Si capisce, lamministrazione comunale cerca di difendere in ogni maniera i nasi dei cittadini. Le botti sono autorizzate a circolare solamente di notte e pure allora soltanto chiuse. Non tutti, per, obbediscono anche ai divieti pi severi. Non parlo di quellimbroglione di Geranovi?, il quale conosce tutte le regole a memoria, come i dieci comandamenti: dove non si pu sputare e dove s, in che punto attraversare la piazza del mercato, in quali giorni esporre le bandiere e perfino di dove salire sul tram, bench a Gomel per ora si abbia solamente il progetto di un tram. Al mondo esistono cittadini un po pi importanti di Geranovi? e cos ecco che la botte di un ente se ne esce in pieno giorno, e senza il dovuto coperchio. Che si deve fare a questo punto? Come dicono a Gomel pu succedere che anche uno sputo meriti rispetto.
In una torrida giornata destate ecco qualcuno che gridaarriva!. Gli abitanti di Gomel non domandano chi: lo sanno, subito chiudono ermeticamente le finestre e, ammucchiati in un angolo, portano le dita agli attributi sensori del fiuto.
Fu appunto per via di questa botte che casc Levka il barbiere. La sciagura lo sorprese in strada ed egli non fece in tempo a rifugiarsi nel pi vicino negozio. Tappandosi il naso, si mise a urlare indignato:
Che crepino, con quella maledetta botte!.
Certo,  stupido gridare per strada. Ma non per niente Lazik aveva fatto riferimento a Levka. Al barbiere effettivamente piacevano le esclamazioni. Durante la campagna contro la religione aveva strillato tanto da diventare rauco. Era entrato di corsa nella sinagoga gridando: Abbasso questo rancido sabato! Evviva, diciamolo pure, il luned!. Al cinema non poteva starsene seduto tranquillo: quante volte lo avevano cacciato fuori! Si vedeva, per esempio, un lord che seduceva una fanciulla innocente, e gi Levka ci diventava matto: Ti rapo io, sfrontato feudatario!. Insomma, Levka era un celebre urlatore e per questo lesclamazione a proposito della botte non avrebbe dovuto stupire nessuno. Lazik gli domand diffidente:
Se hai soltanto emesso unesclamazione, perch ti hanno cacciato dentro? Non lo fai sempre, forse? Mi sembra, Levka, che qui non si tratti affatto della botte.
Levka strizz ironicamente gli occhi, come se stesse rapando un lord.
Chi ti ha detto che la faccenda sta nella botte? Si capisce che non si tratta della botte: la botte transita ogni giorno di Dio. Si tratta di una certa cittadina Puke. Ha detto che io avrei tenuto un vero e proprio discorso dimostrativo.
Lazik rimase pensieroso:
Anchio sono andato dentro per via della cittadina Puke.  una donna che ha paura. Ma io mi domando: se costei camminer ancora per un po per le vie di Gomel, quand che potremo muoverci? Per adesso qui siamo soltanto in nove, ma domani potremo essere centonove. Adesso per tutta la notte rifletter sul nocciolo della questione. Di che cosa ha paura questa cittadina Puke: di un intervento rumeno o di qualche pasticcio kulak? Senti, Levka, gi che sei capitato qui,ti prego, fammi subito la barba in modo che non sia indotto a pensare tanto.
Ahim, sebbene Levka fosse stato preso con tutti i suoi strumenti di produzione  si incamminava infatti per andare a far la barba a Osja Zajcev che era malato  gli avevano comunque sequestrato il rasoio. Roba da ridere! Come se, per via di una certa Puke, Levka avesse intenzione di scannarsi.
Ma se vuoi, Lazik, posso insaponarti, perch mi hanno autorizzato a tenermi il pennello. Certo, la barba ti rester, per potrai pensare di non averla pi.
Per un bel pezzo Levka insapon la barba di Lazik. Poi emise alcune terribili esclamazioni, che  meglio per me omettere, e, definitivamente esausto, si addorment. Ma Lazik non dormiva. Si arrotolava su un dito la barba e meditava. Ben oltre la mezzanotte egli svegli Levka che russava in maniera insolente:
Ho gi capito tutto. Sai dov il nocciolo? Precisamente nel regime deconomia. Lei non ha affatto paura dei rumeni, n dei pasticci dei kulak; lei ha semplicemente paura che la licenzino, perch adesso dappertutto licenziano spietatamente i collaboratori inamovibili.  regolare che anche una Puke voglia mangiare pollo e pesce.  una cosa che si capisce benissimo e io penso che non dobbiamo prendercela con lei; no, noi dobbiamo darle un magnifico attestato, come alla esposizione agricola.


5.
Vedendo il guercio Natik, Lazik si intener:
 straordinario che ti abbiano messo dentro, Natik. In primo luogo, non ci sar pi nessuno che attacchi i proclami e quella cittadina Puke dovr inventare qualche nuovo trucco; in secondo luogo, adesso siamo esattamente in dieci e, se qualcuno domani muore di nostalgia per la libert senza fronzoli, lo si potr seppellire con tutti gli ammennicoli: perch allora saremo esattamente dieci ebrei. Mi domanderete, come dieci se uno crepa? Il decimo  il secondino. Sebbene assicuri di essere un georgiano della Transcaucasia e per di pi di una federazione semiautonoma, penso che sia piuttosto un mio pronipote di Mozyr e che il suo vero nome sia Kapelevic. Del resto, se di nostalgia per la libert senza fronzoli e per Fenicka Geranovic morir proprio io, Lazik Reutschwanetz, vi prego di non recitare per me preghiere di afflizione. Che Levka piuttosto canti una canzone contrabbandiera sulle banane estere. Io non ho mai provato questi frutti inventati, ma so che cosa sia la pi terribile passione. E vi prego di non recitare per me il kaddish.1 Vi prego invece di dire: Forse Lazik era un prodotto marcio e di sicuro occult i pantaloni di Pfeiffer. Ma amava la libert senza fronzoli, gli alberi sparsi sulla riva del So, le stelle che girano chiss dove nei vuoti orizzonti, e poi amava una ragazza di Gomel il cui nome rester coperto dallultimo segreto. Vi prego di dire tutto questo, se io morir, ma si capisce che non penso lontanamente di morire e penso addirittura di dimostrarti, Natik, che tu, come dice il compagno Gurevic, sei una personalit castrata. Se ho distrutto persino Geranovic, in cinque minuti posso dimostrarti che la terra non si regge affatto su tre sostegni e che  assai meglio occuparsi di un bel rompicapo cinese che non ripetere per tutta la vita le stesse frasi lamentose, che ormai conoscono tutti i gatti di Gomel, per non parlare poi dei cani.
Lazik aveva appena incominciato la sua conferenza illuministica, quando la sua attenzione fu attratta da un nuovo arrestato, o meglio da una giacca. Lazik guardava infatti il mondo con gli occhi di un onesto artigiano individuale: prima di tutto notava il taglio dellabito. Con gli occhi saggi la stoffa del novellino: era merce di contrabbando della pi autentica, roba da forse ottanta rubli la spanna. Non era per confezionata tanto bene; probabilmente era opera di Zimach, che non era un sarto ma un calzolaio. Rovinare una stoffa del genere! Il tutto comunque poteva esser costato quattrocento rubli.  forse stupido il celebre detto tutto  vanit delle vanit? Vedrete che cosa ne rester fra una settimana di questa stoffa celestiale, dato che dai pagliericci qui spunta la peggiore setola che si possa trovare. Ma insomma, chi poteva essersi fatto fare un abito cos proditorio?
Alla fin fine Lazik diede unocchiata alla faccia dellelegantone. Davanti a lui stava il celebre baro di Gomel, Mitka Rajkin, il quale vendeva macchine da scrivere, comprava fiammiferi e mandati, gestiva il buffet della stazione, aveva ora in costruzione un chiosco contadino per la libera distribuzione aicorrispondenti di villaggio di limonate e di letteratura ateistica,e ogni giorno si pappava un pollo a suo completo e totale gaudio. Evidentemente Mitka non avrebbe dovuto meravigliarsi di ritrovarsi l e invece Mitka sinceramente se ne meravigliava.Si stringeva nelle spalle, starnutiva con ingenuit, sforzandosi di esprimere con questo il proprio sdegno, e si tirava su i pantaloni affinch non sfiorassero il pavimento del carcere. Egli fu il primo ad attaccare discorso con Lazik:
Bene, e voi che ne dite?.
Lazik trov che la domanda di Mitka era straordinariamente indelicata. Che lo domandasse a Zimach, che gli aveva fatto cos magnificamente quel vestito che aveva indosso. Mitka, fino a prova contraria, non era il giudice istruttore. Perch Lazik doveva essere obbligato a rispondere alle sue stupide domande?
Io? Io non dico niente.
Ah, anche voi non potete dir niente? Ma  una vera barzelletta! Metter dentro me, come un qualsiasi bandito! Avevo pur offerto cinquanta rubli a favore di quei cinesi. A quanto pare non stavo costruendo un caf-chantant, ma un chiosco educativo quattro volte approvato dal Centro. Se, per esempio, voi siete finito dentro, di certo avete fatto qualcosa contro la legge.
Vedendo i tormenti spirituali di Mitka, Lazik simpietos:
S, qualcosa ho fatto ho sospirato in presenza della cittadina Puke.
Ecco, vedete, certo si tratta di una grave offesa ai costumi. Dunque vi hanno messo dentro per ragioni vostre. Ma me, per che cosa? Hanno persino inventato una storia assurda, che ne riderei da cascar per terra se non mi trovassi in questa insopportabile prigione. Sentite: se voglio che lente Ukrspicka comperi le calcolatrici da me e non da Schwarzberg, devo dare il venti per cento al direttore.  unoperazione normalissima. Be, che cosa succede? Prima lui pretende il quaranta per cento, come se non abitasse in un capoluogo di provincia ma si trovasse sulla strada. Quando gli rispondo delicatamente di no, lui compera le calcolatrici da quellinfame di Schwarzberg. E poi mi agguantano come se avessi scannato un uomo vivo e mi gettano in questa intollerabile galera. Quando io domando: Perch torture simili?, loro mi rispondono: Voi, Rajkin, siete un autentico concussionario. Ma  idiota chiamare con un nome cos criminale unoperazione normalissima. Io non sono un fesso e capisco bene di che cosa si tratta. Il direttore dellUkrspicka  un feroce antisemita. E uno. Il giudice istruttore  pronto a mangiarsi vivo qualsiasi ebreo, nonostante tutte le sue bellissime dichiarazioni. E due.
A questo punto Lazik si prov a protestare:
Ma il compagno Kugel  un ebreo come me e come voi,soltanto con unanzianit di partito assolutamente comprovata.
Mitka tuttavia non desisteva:
Fa lo stesso. Quando vi dico che sono dei veri antisemiti, dovete credermi. Si tratta di un secondo caso Bejlis.2 Ma di Bejlis aveva preso le difese lAmerica. E chi invece prender le difese mie? Nessuno. E che cosa mi resta da fare, vi domando? Una cosa sola: stare in prigione e sospirare.
Starvene dentro, potete farlo benissimo. Ma di sospirare non vi consiglio. Il compagno Landau mi ha spiegato che questi sospiri sono un fenomeno nettamente patologico. Inoltre vi assicuro che se per met mi hanno assolto, questo  stato solamente grazie alla mia origine eccezionale. Mentre i vostri indimenticabili genitori di sicuro non si sono sposati al cimitero, ma sotto qualche lussuoso baldacchino, e per ogni sospiro voi potete beccarvi alcuni interminabili mesi. No, cittadino Rajkin, se anche siete un secondo Bejlis, statevene qui tranquillo e starnutite, e quando vi sarete stancato di starnutire, allora potremo discutere della grande questione cinese.
Tre giorni dopo Lazik fece conoscenza di un nuovo abitante della cella n. 6, ovvero il direttore della sezione di Gomel del Belles, il cittadino Cebyev. Il vestito che aveva indosso Cebyev era piuttosto brutto, di quelli da venti rubli la spanna, prezzo rosso.  vero che nel guardaroba di Cebyev erano appesi quattro abiti inglesi di prima qualit e persino uno smoking, ma ben pochi erano al corrente della cosa. Non desiderando indurre in tentazione le piccole forze, Cebyev si metteva questi abiti inglesi solamente a casa sua, dopo aver chiuso ermeticamente le imposte, e non si decideva a farsi vedere con lo smoking indosso neanche dagli amici pi scelti; con lo smoking indosso si limitava a sedurre di notte la sua troppo flemmatica consorte. Comera potuto andare a finire in prigione un uomo cos cauto?
Dopo aver ben squadrato i coinquilini mandatigli dal destino, Cebyev si ferm su Lazik. Riuscendo in qualche modo ad abbracciarlo, dato che Lazik gli arrivava poco pi su delle ginocchia, Cebyev avvi una conversazione lirica:
Di voi io non parlo. Voi siete un ebreo simpatico. Ma non tutti sono come voi. Anchio a suo tempo ero per leguaglianza di diritti. Ma allora chi ne sapeva nulla? Posso ancora capire labolizione della linea dincolato.3 Ma che cosa vediamo? Tolgono la terra a noi e la danno a dei nuovi arrivati. E dove ci mandano adesso? In Siberia? No. In Crimea, dove un tempo andavamo a goderci il mare azzurro. Magari sulla costa, vicino a Yalta. Dite un po, non  forse una cosa che indigna?.
Lazik compianse Cebyev:
Perch sulla riva del mare azzurro voi avevate un bellissimo orto?.
Cebyev si offese:
Io, mio caro, ho la laurea universitaria. Un orto? A Yalta io ci andavo soltanto per la stagione di primavera. Prima della rivoluzione mi occupavo esclusivamente di diritto romano. Altro che piantar cavoli come credete voi. Questa  cultura, una cosa per voi irraggiungibile.
Ah,  vero! Sebbene adesso mi occupi anchio dellenigma cinese, per me tuttavia.
Non interrompete! Vi dir tutto. Qui non abbiamo leguaglianza, abbiamo la prepotenza ebraica.  lannientamento della popolazione locale ad opera dellelemento immigrato. Giudicate voi stesso: io dovevo acquistare dei mobili da ufficio per la sezione del Belles. La cosa naturalmente comporta una certa spesa. Fare un preventivo non  cos facile. Arriva uno di questi luridi commissari falliti e mi propone di triplicare il prezzo dei mobili. Io gli spiego che fare un preventivo con quel prezzo  quasi impossibile. Che cosa dir il controllo operaio? Quante bocche ci sono da tappare? Al minimo il quaranta per cento, gli dico. Allora lui comincia a contrattare, come al mercato. Scusatemi, ma  una razza rognosa. Ho dovuto prendere i mobili dal suo concorrente. Conclusione: la galera, la posizione distrutta, la rinuncia a ogni residuo di vita civile, e lo sa il diavolo che altro ancora.Come possa vivere in mezzo a questa marmaglia sfrontata io che sono un semplice, un ingenuo russo, ditemelo voi.
 semplicissimo. Intanto che voi parlavate, io riflettevo. E ho gi escogitato qualcosa. Un giovanotto deve trovare una ragazza carina come la compagna Fenja Geranovic, la chiave deve trovare la serratura, allora comincia una felicit senza passivi. Voi restate per un po dentro e poi loro vi libereranno, perch, presto o tardi, liberano tutti. Se non liberassero, infatti, dove metterebbero i nuovi arrestati? Voi sarete liberato, perch ci sar una piccola amnistia oppure uno sfoltimento o perch semplicemente si annoieranno di vedere, scusate, la vostra faccia per sempre insultata. E allora diventerete il direttore di qualche ente: se non del Belles, magari dellUrsachar. Non c poi tanta gente che conosce lautentico diritto romano. Ve ne starete di nuovo in un ufficio lussuoso. Adesso vi faccio conoscere Mitka Rajkin. Lui vendeva macchine da scrivere, ma se avrete bisogno di mobili, vi do la mia parola che vi trover istantaneamente anche i mobili:  il primo farabutto di Gomel. A quanto pare, adesso avete molto tempo: ventiquattro ore su ventiquattro e potete mettervi daccordo su tutto con lui. Mettiamo che vi accordiate sul trenta per cento. Allora nessuno dir pi a lui che d e a voi che prendete. Sar unoperazione normale e tutti e due sarete perfettamente contenti. Quando la chiave trova la serratura, si pu bere vino da due rubli la bottiglia e ridere come soltanto gli angeli ridono. Vedrete, compagno Cebyev, che vi attende una vera cultura per me irraggiungibile. Solo che io, mi scuso, sono infelice, perch non ho la chiave e forse non vedr mai pi gli occhi di Fenja Geranovic, azzurri come il mare della vostra indimenticabile Yalta.

NOTE.
1 Preghiera funebre.
2 Si allude al clamoroso caso di un ebreo accusato nel 1909 di omicidio rituale.
3 Ossia la linea che delimitava la zona di residenza concessa agli ebrei nella Russia zarista.


6.
La pena di Lazik scadeva il dieci agosto. Il sei verso sera egli fu chiamato nella direzione del carcere. Soffoc in tempo un sospiro:
Ancora non mi possono rilasciare e neanche mi possono gi fucilare. Dunque vogliono che riempia il quarantanovesimo formulario. Ma, ditemi, come faccio a sapere quanti metri cubi daria inghiott a suo tempo il mio mite padre?.
Ma si sbagliava. Il presidente della Commissione per lo sfoltimento dei luoghi di detenzione, il procuratore Vasiliev, aveva convocato Lazik Reutschwanetz animato dalle pi umane intenzioni:
Noi desideriamo rilasciarvi prima del termine.
Lazik cominci a riflettere:
Questa volta non ci capisco davvero nulla. Crede che non mi sia procurato certe piccole informazioni? Il mio pronipote, il compagno Kapelevic, candidato senza macchia, mi ha detto che molta gente viene liberata prima dellanniversario dellottobre e prima della grande festa del 1 maggio.
Ma purtroppo la cittadina Puke  venuta a sapere della riduzione degli organici proprio in luglio. Questo  un mese assolutamente vuoto.  vero che alcune cittadine vengono liberate 18 marzo, per la giornata mondiale della donna, ma adesso, naturalmente, non siamo in marzo e poi io non sono una cittadina. Perch dunque volete liberarmi?.
Il compagno Vasiliev si prov soltanto a cominciare:
La Commissione per lo sfoltimento.
Ma Lazik lo interruppe in modo trionfante:
Lavevo pur detto a quel cretino di Rajkin che non cera posto! Certo, capisco benissimo che non sta bene attardarsi in visita, e sono pronto anche subito a scaricarvi di tutta la mia triste presenza.
Il compagno Vasiliev tuttavia era un procuratore onesto. Dopo aver esaminato attentamente Lazik, disse:
I vostri scherzi non sono di mio gusto. Questa  volgarit e meschinit. Prima di rilasciarvi voglio convincermi che vi siate effettivamente emendato. Il lavoro onesto, ecco la base della nostra libera societ. Se qualche kulak si esprime contro la bandiera e contro lo stemma, che sono i simboli gloriosi della repubblica callosa,  una cosa che si comprende. Ma un artigiano individuale deve santamente amare lemblema della pace e dei processi del lavoro. Promettetemi di non violare pi le leggi stabilite dal governo operaio e contadino e io firmo lordine del vostro immediato rilascio.
Merci, no rispose fermamente Lazik. Oggi, mi sembra,  il sei agosto. Certo, non vi nascondo che quattro giorni qualcosa significano. Noi non viviamo duecento anni, come i patriarchi o come gli elefanti, per poter buttar via quattro luminose giornate. Vedere quattro giorni prima gli uccelletti che svolazzano nellex parco Pakevic, e la compagna Fenicka Geranovic,  davvero la felicit! Ma io non posso farvi questa funesta promessa perch non ho letto le leggi del governo operaio e contadino e perch non so se la cittadina Puke passeggia ancora per Gomel. Meglio che resti ancora quattro giorni, fra lacrime ardenti ed eterne ragnatele.
Voi non me la fate, cittadino Reutschwanetz. Molti sono gli speculatori che ho messo a posto. Voi potete essere poco cosciente, questo lo ammetto. Ma che cosa siano il lavoro onesto e le dimostrazioni illegali anche voi lo sapete bene. Dunque, e ve lo domando per lultima volta, vi pentite della vostra azione e siete intenzionato a subordinare dora in avanti la vostra condotta individuale agli interessi della societ?.
Certo, io mi pento dei pantaloni di Pfeiffer.  stato il peggiore dei misfatti. Cos ho detto anche durante il processo al cittadino presidente del tribunale. Poi, per essere franco, non ci ho pi pensato. Ho pensato piuttosto alla cittadina Puke e agli occhi della cittadina Fenja Geranovic. Per cui, se voi pensate che mi sia pentito standomene seduto su un pancone insieme con il cittadino Rajkin, vi sbagliate. Mi sono pentito una volta durante il processo e questo  sufficiente. Quante volte si pu pensare a dei pantaloni? Scrivete pure sul vostro taccuino Reutschwanetz si  pentito, e non discutiamo pi di questo momento ormai trascorso. Ma quella funesta promessa non ve la faccio. Se non si tiene conto della storia di Pfeiffer, io sono un sarto assolutamente onesto e, se prometto di consegnare unordinazione per il sabato, la consegno. Come faccio a sapere che cosa mi succeder domani? Luomo  un minuscolo travicello in mezzo alle ribollenti onde del nostro So. Perch ho occultato allispettore delle finanze i trentacinque rubli? Perch alle finestre del reazionario alloggio di un ministro del culto si erano accesi gli occhi folli di uninaccessibile cittadina. Io non voglio n vivande prelibate, n vini della Crimea, n lussuose cravatte, n brillanti. Ma ecco che ho visto quegli occhi e istantaneamente ho perduto la mia coscienza di classe. Camminavo e sospiravo e lei stava l e rideva. Io le gridavo: Il cuore mi va a pezzi, e lei eseguiva a sangue freddo le sue melodie internazionali. Allora mi sono risolto a una fosca impresa. Ho nascosto i pantaloni allispettore delle finanze e con quei trentacinque rubli ho comperato un polverizzatore americano pieno dellaromatico olezzo dellorchidea Tee. Volevo spruzzarne, come se si trattasse della poesia del mio cuore, quellinaccessibile cittadina. Ma ci si  messa di mezzo una persona a voi nota, della quale ora  meglio che io non parli. Il polverizzatore  rimasto nel crudele ufficio della direzione e il profumo  certamente evaporato. Come far adesso a incontrarmi con la cittadina Geranovic? Non ho con me olezzi aromatici, n risa, n note trionfali. Forse mi getter nelle profonde acque del So o partir per una qualche Siberia a cercare una falsa felicit. Ma non vi posso fare funeste promesse. Non sono un santo, sono soltanto un artigiano individuale semicosciente. Non mi credete? Vi racconter una bella storia. Certo, perderete del tempo, che  pi prezioso del denaro, ma in compenso sentirete la vera verit, e la verit, secondo me,  ancora pi preziosa del tempo. Io sono un marxista quasi quanto voi e capisco benissimo che queste sono tutte faccende di classe. Ma, sotto la reazionaria palandrana del secolo trapassato, batteva un vero cuore umano, e, sebbene voi ed io siamo completamente marxisti, siamo anche, scusatemi, veri uomini, ed ecco perch voglio raccontarvi questa bella storia.
La cosa  accaduta allo tzaddik1 di Kock, cio precisamente a quello tzaddik che, chiusosi in casa, per tutta la vita cerc una verit elucubrata. Egli sinfischiava sia della ricchezza, sia della moglie, sia degli onori. Di tutto si infischiava. Se ne stava in unangusta celletta e mangiava pane secco. Leggeva libri impossibili, del genere di quelli sulla questione cinese, e per ventiquattro ore al giorno rifletteva su quei libri. A quanto pare, era luomo pi forte che si potesse immaginare e tutti naturalmente dicevano che lo tzaddik di Kock non aveva la pi piccola debolezza, e non era neppure un uomo ma solamente pensiero, e dei pi elevati.
Ed ecco che prima di morire lo tzaddik di Kock dice al suo discepolo prediletto: Tu sai che cosa ho fatto durante tutta la mia triste esistenza? Mi sono macchiato solamente di un enorme peccato: ho ascoltato il canto di donna.
Devo dirvi, cittadino procuratore, che un ebreo devoto non deve ascoltare il canto di donna.  un pregiudizio cosciente, si capisce, ma tutti gli uomini amano inventare i pi diversi divieti, perch cos la vita sembra loro pi allegra. Prendiamo quellimbroglione di Rajkin: lui non  iscritto al partito, sicch pu tranquillamente ballare a casa sua il foxtrot, mentre a voi, cittadino procuratore, ci  completamente vietato, e dunque capirete bene come a un qualsiasi arretrato ebreo non sia permesso ascoltare il canto di donna.
Ed ecco, immaginate un po, che lo tzaddik di Kock confessa di avere ascoltato per tutta la vita, standosene inquellangusta cella dove cerano solamente libri e pensieri, il canto di donna. E svela il proprio segreto al discepolo prediletto:
Nella mia camera cera un antico orologio con la suoneria. Laveva fatto un disgraziato orologiaio di Proskurov, che poco dopo era impazzito. Allorologiaio era morta la bellissima fidanzata e lorologio suonava le ore in un modo che ricordava la voce di una donna. Era una voce cos bella e cos triste che io sorridevo e piangevo mentre lascoltavo. Sapevo che facevo peccato, che dovevo star l seduto e meditare sulla verit, eppure mi avvicinavo allorologio e dicevo: Va un poindietro oppure: Va un po avanti. E spostavo la lancetta e lorologio suonava di nuovo lora e una donna di meravigliosa bellezza cominciava a parlarmi damore e di dolore, delle stelle, dei fiori, della mia morta primavera e della primavera viva dellorologiaio pazzo, di quando cantano gli uccelli e fruscia la pioggia.
Lamato discepolo naturalmente si spavent per la sua minuscola fede e chiese al maestro:
Che cosa devo fare adesso, rabbi?.
E lo tzaddik di Kock gli rispose tranquillamente:
Se non hai un orologio, puoi ascoltare come fruscia la pioggia, perch nessun libro potr mai toglierti la pioggia, come non potr toglierti i sorrisi, n ti toglier il peccato o lamore.
Cittadino procuratore, non aveva capito dove stava la questione, quellarretrato tzaddik. Adesso ditemi: come posso farvi una qualsiasi promessa? Lasciatemi qui, non dico quattro giorni, ma quattro anni, e io vi risponder comunque con una piena confessione; io vi dir: Ho sentito quellorologio anche nellangusto carcere, dietro lultima inferriata, e adesso per me  pi leggero morire con in corpo una fredda pallottola che non vivere tutta la vita senza un solo colpo di questo inammissibile orologio.

NOTE.
1 Ovvero il giusto, capo della comunit dei chassidim.

7.
L sullalta riva del So, gi da parecchie ore gli abitanti di Gomel discutevano. A Pfeiffer era persin venuta la voce roca:
Vi dico io che il Kommunist si  arenato, e noi possiamo andarcene a dormire, tanto non si muove pi.
(Meno male che da quelle parti non cera la cittadina Puke! Va poi a spiegare che il Kommunist era un normale vapore non iscritto al partito, carico di uova e della compagnia in tourne di Kiev).
Si  arenato!.
Osja Zalkin gracchi indignato:
Che i miei nemici prosperino se quello si  arenato! Va avanti bene invece, e presto arriver. Se non fra unora, sar fra due, ma arriver senza fallo, e voi, Pfeiffer, dovreste vergognarvi di negare la scienza e le sue magnifiche ruote motrici soltanto per via dun tempo un po secco.
Chiss quanto tempo sarebbero rimasti sullalta riva del So se dietro di loro non si fosse udita una vocetta sottile:
Si  arenato e non si  arenato. Voi non capite nemmeno la pi elementare dialettica. C da pensare che siate idioti al cento per cento e leggiate lorario di navigazione. Chi infatti non sa che il sole scalda, che le ruote del vapore girano, che la scienza  la scienza, e che il Kommunist ogni giorno si arena sui banchi del fiume e poi naturalmente si annoia e cos si stacca dal banco e arriva nella natia Gomel? Allora dalla gioia fischia forse anche cento volte. Se avessi una tromba, anchio adesso fischierei, perch mi ero arenato su un banco di sabbia e me ne sono disincagliato e sono ritornato su questa alta riva, e il mio cuore dartigiano individuale  pronto ad andare in pezzi dallentusiasmo quando guardo i liberi alberi, tutta la folla organizzata delle individualit a me care e persino i vostri maledetti pantaloni, indimenticabile cittadino Pfeiffer.
Vedendo Lazik, quelli che discutevano improvvisamente tacquero. Era uscito? E va bene. Ma di sicuro non era il caso di scambiarsi baci per strada con un uomo processato per offesa alla bandiera e allo stemma! Pfeiffer si arrese:
Il vapore arriva sempre, dato che la legge ha istituito le idrovore e lorario estivo, lo capiamo pure noi senza bisogno delle vostre pericolose parole.
Lazik si mise a sghignazzare:
Che cosa centra lorario? A quanto pare, dovrebbe arrivare di mattina presto, e invece arriva di sera tardi. Io non faccio obiezioni: si pu camminare per la via principale e arenarsi lo stesso: sono le leggi della natura. Ma perch, cittadino Pfeiffer, vi atteggiate a una specie di diplomatico inglese mentre io tremo di inaudita gioia? Forse io ho sofferto proprio per i vostri pantaloni, ma non me ne rammarico un briciolo. Li avevo confezionati magnificamente, non come Zimach che con la migliore delle stoffe ha messo insieme chiss che per quellimbroglione di Rajkin, no, io li avevo confezionati come un Dio irriso. Guardate questa pieguzza, non sembra forse un sorriso?.
Probabilmente voi siete diventato cieco nel vostro ben meritato carcere, egregio Reutschwanetz. Fino a prova contraria, i pantaloni che ho indosso sono grigi e nessun altro li ha fatti se non il compagno Zimach, che confeziona onestamente pantaloni e non offende lo stemma. Voi volete trascinarmi nella vostra nera congiura con quei pantaloni, e che siano maledetti. Come se non conoscessi il vostro infame discorso in tribunale, dove, senza alcun motivo, avete pronunciato il mio onesto nome. Sono venuti sei volte per quella faccenda, maledetti anche loro, e se qualcosa mi ha salvato,  stato solamente il mio puro passato rosso. Li ho sbattuti via quei pantaloni, e che vadano al diavolo. Li ho gettati via come la pi sudicia calunnia, sebbene mi fossero costati trentacinque rubli, occultati non gi da me, bens da voi. Io vi posso dire una cosa sola: il vapore arriver in orario, voi siete stato dentro a ragione, e io adesso sono il vero candidato di leva, per cui vi prego, egregio Reutschwanetz, di non conversare con me, almeno in simili luoghi pubblici.
Detto questo, Pfeiffer si allontan rapidamente. La gente si disperse, andandosene alle proprie case senza pi aspettare il vapore. Lazik rimase solo fra i liberi alberi.
Pfeiffer  semplicemente diventato rabbioso. Questo succede per via del caldo, quando il So si asciuga, e nessuna idrovora pu evitarlo. Zimach gli ha cucito un abito che  una vergogna; chiunque vede che la piega non sta assolutamente dove dovrebbe. Candidato di leva posso diventarlo anchio e io ci capisco pi di Pfeiffer nella luminosa questione cinese. Ma intanto bisogna che vada a casa e, dopo essermi cambiato necessariamente almeno la camicia, corra poi, soffocato da tanta felicit, dalla compagna Fenja Geranovi?.
Quando fu vicino a casa, Lazik rabbrivid e si sent venir meno. Sognava forse? Cera stato a quanto pareva un alienato di tzaddik, che dormiva spesso quando non dormiva, e gridava disperatamente: Datemi un pizzicotto perch finalmente io veda se dormo o no. Date un pizzicotto al povero Lazik! No, egli non dorme. Questa  via Klara Zetkin. Questa  la terza casa dopo langolo. E questo  il cuore di Lazik, un irrequieto cuore pieno damore per Feni?ka Geranovi?. Perch dunque sopra la finestra di sinistra, dove era appesa la lussuosa insegna Sarto per uomo L. Reutschwanetz, adesso dondola una tabella con la sinistra scritta Fabbricazione di bandiere del modello stabilito nonch dei migliori tamburi per pionieri. Mojsej Reichenholtz?
Per ogni evenienza Lazik si denud rispettosamente il capo: per cinque minuti rest l trepidante e reverente, poi si decise e gratt sommessamente la porta come un cane in colpa. Fu Pfeiffer che apr:
Ah, siete voi, disgraziato Reutschwanetz? Ma perch siete venuto qui? Non vedete forse che non ci state pi, qui? Qui adesso abita il cittadino Reichenholtz. E non  affatto sarto. Lui fabbrica.
Lazik si mise a tremare:
Per amore di quanto  deriso, meglio non diciate in mia presenza queste parole da codice penale! Io infatti non offendo nessuno. Io voglio soltanto chiedervi: dove sono in questo caso i miei tristi beni, magari soltanto la camicia che mi  necessaria?.
Probabilmente la porta lui, quel Reichenholtz. Come se non avesse bisogno di camicie, anche se fabbrica bandiere del modello stabilito. A esser sinceri,  lultimo dei cafoni, ha relazioni che non stanno n in cielo n in terra. Che cosa volete che sia per lui la vostra camicia se  entrato da me, ha visto sulla tavola cinque uova sode e in un battibaleno se le  pappate tutte e cinque, e neanche mi ha detto se per un qualche motivo gli erano piaciute? Si  preso tutti i vostri tristi beni e vi ha dato in cambio solamente due crudeli ricordi: questinsegna e il ritratto del flagello del Portogallo.
Lazik non si mise a piangere la camicia perduta. E neppure si lagn della ferocia del destino:
Addio, Pfeiffer! Voi eravate uno straordinario locatario responsabile e non dovete arrabbiarvi perch in tribunale ho pronunciato il vostro purissimo nome.  stata unesplosione di pentimento inaspettato e adesso io stesso me ne pento. Ma in una cosa non avete ragione: avete fatto male a buttarli via. Erano dei magnifici pantaloni. Probabilmente erano i miei ultimi pantaloni, ovvero, come canta Feni?ka Geranovi?, era il mio canto del cigno. A quanto pare io non sono pi un sarto per uomo, ma soltanto un individuo indeterminato. Se fra un quarto dora trover la felicit che mi riprometto, vivr sullalta riva del So fra gli alberi e mi nutrir di frutti colti qua e l. Allora sar pi felice di questo Reichenholtz, con tutte le sue solide relazioni. Ma se fra un quarto dora non trover nulla, partir per qualche localit lontana, per Mozyr o persino per linfame Palestina.
Lazik buss a lungo alla porta del ministro del culto: non gli aprivano. Finalmente alla finestra si affacci la barba canuta di Geranovi?:
Perch dai scandalo? Non ti hanno insegnato abbastanza in prigione? Se non ti aprono la porta, vuol dire che non vogliono aprirtela. Certo, io sono un cittadino arretrato, ma non sono un bandito. Io prego affinch prosperi lintera, immensa Unione dei Soviet e non voglio affatto parlare con un riconosciuto malfattore.
Perdonate il mio sconveniente bussare, cittadino Geranovi?, ma lardente sentire  pi forte di ogni ragionamento e io ho atteso questistante esattamente per sei eterne settimane. Vi prego solamente di togliere questo crudele chiavistello affinch possa vedere gli occhi sinceri della vostra cara figliola.
E io penso che neanche mia figlia desideri conversare con un cos orrendo delinquente, dato che canta melodie internazionali e adesso parla per tutto il tempo con il rispettabile compagno Schatzman.
Nonostante la sua piccola statura e la sua vocetta sottile, Lazik era geloso. Sentendo il nome di Schatzman, cominci a bussare ancora pi forte e a urlare:
Aprite la porta! Se davanti a me si  aperta la porta di ferro della prigione, si aprir anche questo ridicolo cancello. Feni?ka non pu parlare con Schatzman, perch Feni?ka ha unanima di cigno e Schatzman  stupido come un dindo. Aprite la porta, altrimenti commetto un delitto! Magari offendo questo Schatzman e magari anche questo Schatzman  una bandiera o uno stemma.
Geranovi?, spaventato, apr la porta. Si sforz di calmare Lazik:
Perch hai bisogno proprio di Fenja? Non puoi forse sposarti con qualche altra ragazza? E perch poi questi strilli quando lei  gi per un terzo la sua vera moglie? Dico per un terzo, dato che io sono un arretrato ministro del culto. Perch la moglie diventi moglie  necessario che luomo infili al suo dito lanello in presenza di due buoni ebrei: questo  un terzo. E Schatzman naturalmente non ha fatto questo.  necessario che firmi il contratto di matrimonio: questo  il secondo terzo. E lui non ha fatto nemmeno questo. Invece, ha firmato lattestato che io sono un invalido del lavoro e che non bisogna mandarmi in certe paludi. Ma resta lultimo terzo.  necessario che luomo trascorra con la donna una notte come se fossero sposati. E questo Schatzman lha fatto certamente. Con lei ha passato non una notte, ma forse venti. Dunque, per me, lei gli  moglie per un solo terzo. Ma per lui, Fenja  moglie per tutti e tre i terzi.
Lazik cadde in deliquio. Il ciuffetto di pelurie sulla sua minuscola testolina tremolava per lira. Guaiva:
Io lo scanno col coltello, come nel secolo trapassato!.
A quelle grida venne fuori Feni?ka. Indossava una vestaglia lilla e, vedendo il suo bianco collo, Lazik cadde in ginocchio. Quindi protese verso di lei le mani tremanti:
Voi siete un vero lill, siete il meraviglioso cigno delle vostre melodie. Voi non potete essere la moglie di Schatzman. Schatzman ha soltanto una buona posizione e unanima impudente. Io non vi avevo mai detto questo, ma ora vi dico una cosa orribile: io vi amo dellamore pi tradizionale e arretrato, io posso morire in questo istante a causa di questi sentimenti esagerati.
Feni?ka per tutta risposta scoppi in una risata:
Bellammiratore! Andate piuttosto a cambiarvi la camicia;  talmente nera che sembrate tornato da un funerale.
Non posso farlo, perch le mie camicie non sono pi mie. Se ne  impossessato un cittadino che fabbrica cose innominabili. Ma io non sono venuto per un funerale. Se voi lo volete, sono venuto piuttosto per un matrimonio perch, anche se disprezzo loppio a buon mercato del vostro stimato genitore, sono pronto a eseguire subito tutti e tre i suoi terzi pur di meritarmi un solo vostro bacio.
Credete che io possa baciare un cos misero pigmeo? Io ho scelto il compagno Schatzman e voi mi fate semplicemente ridere. Per diventare mio compagno damore  necessario innanzitutto il sesso. E voi non avete alcun sesso. Voi siete stato dieci volte a passeggio con me nel parco e non una sola volta vi  venuto in mente che mi si poteva sfrontatamente baciare. Voi non dovete sposarvi con una donna, ma con un maggiolino. In secondo luogo, sono necessari i soldi. Che cosa mi avete regalato sempre? Una porzione di gelato e degli stupidi discorsi. In terzo luogo,  necessaria una posizione. Bella personalit avetevoi: ex sarto reduce dalla prigione dei ladri! In quarto luogo, a me servono piaceri spirituali. Osate forse dirmi che siete intelligente come Trotzkij? Che sapete ballare il fox-trot? Non mi avete portato una sola volta a vedere un film americano. Non facevate altro che passeggiare e sospirare come la locomotivadi un treno merci. Bellamante! E adesso perch tacete?.
Feni?ka non rideva pi, era sdegnata. La sua voce echeggiava severa e implacabile come il discorso del procuratore. Dopo aver riflettuto, Lazik rispose:
Voi avete perfettamente ragione, compagna Geranovi?, e io mi allontaner subito nella profonda notte. Vi spiegher soltanto perch non vi ho baciato sfrontatamente, perch passeggiavo nel parco, e perch non vi ho offerto le pi lussuose toilette. Questa  la buffa storia di una vacca. Forse lho letta in qualche posto nel Talmud o forse me lha raccontata Levka il barbiere, perch a lui piacciono le storielle vergognose.
Cera un ebreo che il sabato aveva bisogno di candele e non aveva denaro. Allora vendette la vacca al vicino. Ma ecco che passa un giorno o forse anche due e il vicino grida, in preda a una straordinaria indignazione:
La tua mucca non d latte.
Ma lebreo gli risponde con la massima tranquillit:
Non capisco perch ti arrabbi. Non d latte non perch non vuole, ma perch non pu. Sai che cosa ti dico? Sicuramente non ha latte.
Ecco tutto, compagna Feni?ka Geranovi?.  vero, io avevo un amore ardente e altri sentimenti trapassati, ma essi oggi non servono pi a nessuno. Vi auguro una meravigliosa felicit con il sunnominato Schatzman e vi prego di non prendervela con loltraggiato pigmeo.
Lazik trascorse la notte sullalta riva del So e la mattina di buonora si diresse alla sua casa di un tempo; senza disturbare gli Pfeiffer, si rivolse direttamente al cittadino Reichenholtz:
Non sono venuto da voi per le camicie. Potete mettervele a vostro completo soddisfacimento. Perch dovrei parlarecon voi delle camicie quando voi non accettereste ugualmente di parlarne con me? So bene che avete relazioni che non si sono mai viste n in cielo n in terra. Ma vi prego di acquistare da me per quattro disgraziati rubli questa lussuosa insegna.Probabilmente vi servir. Forse vi salter in capo di diventare sarto per uomo.  una cosa molto pi sicura. Nessuno infatti viene processato per offese ai pantaloni. Ma anche se non volete diventare sarto, forse vi verr voglia di cambiare cognome. Vi assicuro che Reutschwanetz  assai pi nello spirito dei tempi attuali che non questo sontuoso Reichenholtz. Allora cancellerete la parte di sopra e avrete una lussuosa insegna.Infine, potete cancellare tutto e scrivere le cose pi straordinarie.  buon materiale danteguerra ed  sopravvissuta a otto differenti regimi. Su di essa cerano quei buffi segni duri1 e persino una specie di ghirigoro di Petljura.2 Datemi quattro rubli e salper immediatamente per paesi ignoti. Prendo con me solamente il ritratto del flagello del Portogallo e la mia orribile posizione. Se voi non mi compraste linsegna, io potrei perire davanti alla porta della mia ex casa e allora, probabilmente, per voi sarebbe troppo sgradevole portare le camicie di una specie di suicida vivente.
Il vaporetto salp secondo lorario estivo. Lanci un fischio brioso, ma mezzora dopo si incagli su un banco. Lazik diede un colpetto pieno di simpatia alla fiancata:
Non importa. Sono cose che succedono. Poi passa. Io e te fischieremo ancora, vapore caro! Io ho perduto linsegna e la felicit. Ho perduto persino Feni?ka Geranovi?. Del tutto casualmente non sono morto. Dunque, devo vivere. Bene, fra una settimana sar un magnifico candidato.

NOTE.
1 Segni dellalfabeto russo prima della riforma del 18.
2 Caporione antisovietico durante la guerra civile.


8.
Le navi salpano per il mare aperto e i sarti di Gomel diventano personaggi della storia. In confronto al Dnepr, il pur navigabile So sembra un misero fiumiciattolo. Che cosa avrebbe detto Fenicka Geranovic vedendo i mantelli di crespo di Cina nel Giardino proletario? E i discorsi! Altro che il compagno Landau! Rintronano gli autobus, scintillano le luci, appelli fiammeggianti corrono addirittura attraverso il telefono senza fili.
Lazik Reutschwanetz aveva tenuto fede alla promessa. Giunto a Kiev, era diventato un onesto candidato, e persino membro di turno del club degli impiegati del Charcsmak. Adesso camminava sempre in punta di piedi. Lo dir senza esagerazioni: nonostante tutta la gracilit della sua complessione egli si preparava a una lunga navigazione, cos come si compete a una grande nave.
Anche qui, tuttavia, lo aspettavano prove severe. Anche Mika Mincik era candidato, e per di pi un grande pigro. Lazik bofonchiava nel sonno: Chiang Kaishek, Chang Tso-lin, Sun Chung-fang. Mika Mincik non voleva affaticarsi con simili esercizi. No, lui non faceva altro che sorridere estatico ogni volta che simbatteva nella virile fisonomia del segretario della commissione di controllo, compagno Serebrjakov.
La sera, al club degli impiegati del Charcsmak, la giovent ballava, e in questo, si capisce, non cera nulla di pregiudizievole. Lazik capiva bene che se certi imperialisti parigini agitavano le gambe, non si trattava daltro che dellagonia di un cadavere in decomposizione, quando la gente danza su un vulcano e uno spettro gi vaga sotto la finestra ricordando la propria presenza con un folle sciabordio di bandiere; mentre se muove le gambe la balda giovent, si tratta di una breve sosta per riprendere il fiato, e persino di unoccasione per sviluppare lenergia combattiva in vista degli scontri futuri. Essendo membro di turnodel club, Lazik osservava affettuosamente le coppiette che ballavano e ripeteva: Gira, gira, brava giovent. Quanto a lui, non ballava, perch non poteva dimenticare la vestaglia color lilla di Fenicka Geranovic, e anche perch nessuno della nuova generazione femminile desiderava ballare con lui, a motivo della sua statura fuori del comune e del suo carattere eccessivamente sensibile. Tutto andava per il meglio, ma fu a questo punto che intervenne Mika Mincik:
Sarebbe interessante sapere perch questo guardiano non si occupa delle sue dirette incombenze. Nessuno fa obiezioni quando i giovani ballano un vero valzer o i balli delle nostre grandi minoranze. Ma, secondo me, certi compagni ballano il pi scoperto fox-trot nonostante tutti i pi severi decreti. Se questo continuer, dovr rivolgermi al compagno Serebrjakov.
Lazik si perse danimo:
Io posso distinguere persino in sogno il roseo traditore Chiang Kai-shek dallindubbio macellaio Chang Tso-lin, ma non so distinguere questo criminoso fox-trot dal valzer che  perfettamente consentito, e non so proprio cosa dovrei fare.
Servizievole, Mika Mincik rispose:
 molto semplice, compagno Reutschwanetz. Naturalmente potreste studiare i motivi musicali, ma questo non vi sarebbe assolutamente di giovamento, dato che loro con le orecchie ascoltano una cosa e con la gamba fanno tuttaltro. Dunque, voi dovete studiare i passi non consentiti. Andate in via Carlo Marx,al n. 6, dove il giovane parassita Paul Violon per cinque qualsiasi rubli vi illuminer, allistante, e allora potrete onestamente adempiere le vostre funzioni di sorvegliante di turno.
Lazik dovette rinunciare a qualche cena per rimediare i necessari cinque rubli. Ma Paul Violon, o, per dirla altrimenti, Osip Katz, dichiar orgogliosamente a Lazik:
Per cinque qualsiasi rubli io posso insegnarvi un sorpassato valzer, ma il fox-trot americano costa dieci rubli, dato che questa  arte proibita e io devo dedicarmi a voi in un angolo isolato, in mezzo a tappeti preziosi.
Lazik dovette cos rinunciare anche ai pranzi. Il ballo gli riusciva con fatica. Osip Katz mormorava:
Vi supplico, muovete questo piede, cos sar molto pi chic!.
Lazik sudava, muoveva il piede e, per tranquillizzare la propria coscienza, continuava a ripetere:
Io non mi occupo affatto di questo per potere esser chic, ma come se si trattasse della solita questione cinese, perch io sono un candidato irreprensibile.
Terminata la teoria, egli cominci a guardare con altri occhi la giovent che ballava: questo poteva andare, questaltro era gi sospetto. Ma questo questo!
E corse da un ballerino:
Che razza di melodie provocatorie state eseguendo, stimato compagno?.
Il valzer Il sogno.
Bello il vostro valzer!.
E, facendosi largo fra le coppie che ballavano, Lazik si precipit valorosamente verso la coppia delittuosa. Afferr un robusto omaccione per il fianco, dato che non poteva afferrarlo pi in alto:
Ravvedetevi, impazzito cittadino! Sapete che cosa state facendo? State commettendo un delitto. Come se non vedessi dove andate a finire con la gamba sinistra! Quello suona un valzer del secolo trapassato e voi ve ne infischiate: voi vi decomponete sotto gli occhi di tutta la giovent, come se non vi trovaste al club degli impiegati del Charcsmak, ma su un vulcano a Nuova York. Ho sperperato dieci rubli guadagnati con il sangue per poter definire queste sortite illegali. Non vi lascer uscire di qui. Vi porter dal compagno Serebrjakov, perch io sono un candidato senza macchia. Mi sono detto: Arrampicati, Lazik, e mi arrampico.
Liberando la gamba, luomo dalta statura rispose cupamente a Lazik:
In primo luogo, Serebrjakov sono io. E in secondo luogo, adesso noi due parleremo del modo in cui avete sperperato dieci rubli e del modo in cui interpretate i vostri doveri di membro. Evidentemente Mika Mincik era riuscito a informare tempestivamente il compagno Serebrjakov. Un candidato del partito che trascorre le sere in un covo ripugnante in mezzo ai rifiuti della borghesia. Vergognatevi, compagno! Anzich gli enormi problemi del movimento mondiale o del nostro progresso economico vi interessano certi divertimenti insani, gli eccessi erotici, la schiuma della Nep. In che cosa spendete il vostro tempo?.
Scusate, compagno Serebrjakov, per questo io ho speso pure dieci rubli e sebbene ideologicamente il tempo sia pi prezioso del denaro, per me i soldi sono un pochino pi preziosi del tempo, perch io di soldi non ne ho e recentemente a Gomel ho trascorso sei settimane di tempo assolutamente inutile. Mi domandate in che cosa ho speso quei dieci rubli guadagnati con il sangue? Vi risponder: per un trattato su uno stupido uovo.  un pezzo dello stupido Talmud. Quando avevo tredici anni, studiavo a memoria questo trattato dal mattino a notte fatta. Ecco qui: se una gallina ha fatto un uovo di sabato, lo si pu mangiare o no? Da un lato, la gallina evidentemente ha peccato: di sabato si deve riposare e quella si  fatta venire in mente di fare un uovo; ma, daltra parte, lei ha gestito questuovo nei giorni pi diversi e il sabato non ha fatto altro che alleggerirsi lanima. Sicch io vi dico, compagno Serebrjakov, che esistono due fazioni di talmudisti: gli uni dicono che luovo del sabato  puro; gli altri dicono che  impuro, e su questo uovo sono state scritte pi di cento impossibili pagine. Io non avevo mai potuto capire perch tante discussioni intorno a un solo uovo, che probabilmente si  mangiato qualche vecchissimo scemo. Ma adesso s che capisco: questa  una scienza degna di ogni rispetto. Voi mi domandate di che cosa mi occupavo in casa di quel giovane parassita. Delluovo. Se si volta una gamba a sinistra,  uno scandalo inverosimile; se la si piega e si fa una leggerissima flessione, allora si tratta delloccupazione pi onorata. Ho paura di offendere la vostra indiscutibile anzianit di partito, compagno Serebrjakov, ma ho limpressione che questa gamba voi labbiate spinta dove non si doveva, sebbene debba ancora riflettere sulla cosa; forse anche questo passo autorevole si pu interpretare in un altro modo. Probabilmente la cosa dipende dalla scuola a cui si appartiene nellesaminare luovo, se a quella che.
Basta! Lo sa il diavolo di che cosa  zeppa la vostra testa! Vi consiglio piuttosto di occuparvi.
Scusate, ma io sono gi occupato. Tutta la sostanza della cosa sta in Hankow. Adesso non mi resta che.
Gi, gi, non sarebbe male parlare proprio di questo. Non solo vi abbandonate alla corruzione nel covo di un certo Katz, non solo con le vostre stupide uscite portate uno spirito ostile in unatmosfera di compagni, ma dimostrate anche un ottuso opportunismo nel vostro atteggiamento verso il partito. Che cosa significano queste parole: Arrampicati, Lazik...?.
Molto semplice. Io sono devoto allidea luminosa e mi arrampico. Da noi a Gomel c il detto se non puoi saltare lostacolo, arrampicati. Voi, si capisce, siete pieno dintelligenza e di anzianit. A voi non costava nulla fare un salto. E lavete fatto. Ma io? Lo dite voi stesso che ho la testa zeppa di chiss che cosa. E cos a me non resta altro che arrampicarmi e io mi arrampico buono buono. Vi prego di perdonarmi se vi ho acchiappato la vostra autorevole gamba. Io non conoscevo voi, ma solamente il vostro nome fatale. Non annuvoler pi la vostra atmosfera. Adesso ho capito che certe volte quelle uova si possono anche mangiare, purch.
Serebrjakov non resistette. Batt in modo suggestivo il pugno sul tavolo di quercia:
Potete andare, compagno. Io ho troppo poco tempo.
Dopo aver fatto un gentile inchino, Lazik si allontan dallufficio. Sulla porta, tuttavia, fece in tempo a finire ci che doveva dire:
Ma s, voi avete troppo poco tempo per perderlo, come io per esempio ho perduto i miei dieci rubli guadagnati col sangue.
In corridoio simbatt in Mika Mincik:
Che cosa dite dunque dopo il colloquio con il compagno Serebrjakov? Come vi sembra lincondizionata disciplina dei compagni segretari?.
Io dico che  molto pi difficile del Talmud. E tuttavia prover ad arrampicarmi. Resto pur sempre candidato, anche se adesso sono un candidato un po macchiato.


9.
Mika Mincik non si diede per vinto. Di nuovo spinse Lazik a un atto pazzesco. Questo accadde in relazione a una circolare che imponeva leliminazione dei libri nocivi dalle biblioteche dei club. Lazik figurava come bibliotecario e, ricevuto il documento, si inquiet sul serio. Nella circolare erano elencati millesettecento titoli, mentre nella biblioteca del club del Charcsmak cerano in tutto tre libri: Ragni e mosche, i Problemi aritmetici di Evtusevkij e una monografia sullo stile poetico di Demjan Bednyj.1 Nessuno di questi tre libri figurava nellelenco che gli avevano inviato.
Adesso vedo che i talmudisti erano dei ridicoli sempliciotti. Che coshanno inventato? Un ebreo, per esempio, non pu mangiare lo storione. Perch lo storione  caro? No. Perch non  gustoso? Nemmeno. Perch lo storione nuota senza le dovute squame e dunque  impuro, e lebreo mangiandolo contamina il suo eletto stomaco. Che lo mangino gli altri popoli, i popoli inferiori. Vi dico io, compagno Mincik, di cibi discutevano questi sempliciotti! Ma ecco che finalmente  arrivato il vero ventesimo secolo e gli uomini sono diventati pi intelligenti e, invece di uno stupido storione, davanti a noi sta un certo Kant e con lui il millesettantunesimo reato. Che i francesi sul loro vulcano leggano pure tutte queste cosette impure; noi abbiamo cervelli eletti e non possiamo insudiciarli con tanti sfrontati errori. S,  davvero unidea magnifica e io non capisco soltanto una cosa: come posso togliere di mezzo questi libri se questi libri qui non ci sono?.
Se c scritto ritirarli dalla circolazione vuol dire che si devono togliere. Io vi consiglio, compagno Reutschwanetz, di perquisire tutto questo spazioso locale.
Scusate, compagno Mincik, ma dove volete che trovi questi libri criminosi? Capisco anchio che bisogna ripulire tutta una casa irreprensibile.  come prima della Pasqua, quando la gente cerca se per caso una crosta di pane impura non  andata a finire sotto un armadio. Ma in questa casa irreprensibile, a quanto pare, non ci sono libri. Io posso guardare nella credenza, ma di sicuro c dentro soltanto della birra di scarsa gradazione e una salsiccia perfettamente consentita.  vero che i buoni ebrei, quando non c nessuna crosta di pane sotto larmadio, ce la mettono apposta per avere qualcosa da bruciare; un ebreo ce la butta e un altro la trova e, chiaro, entrambi capiscono che si tratta di una buffonata, ma in compenso pregano magnificamente ed eseguono al cento per cento la loro rigorosissima circolare. Se a casa avessi il Talmud, lo porterei qui, perch certamente anche il Talmud figura in questo mortifero elenco. Ma io non ho nessun Talmud, il Talmud ce lho solamente in testa e non posso levare di mezzo la mia sventurata testa.
Perch levare di mezzo la propria testa? Bisogna semplicemente levar di mezzo i libri estranei, e ci  molto semplice; basta guardare nei vari angolini, per esempio in questa anonima borsa: forse ci troverete dei libri contagiosi.
Mi diventa insopportabile arrampicarmi verso la mia luminosa meta. A quanto pare  pi facile affogare nelloceano in burrasca, che chiss perch chiamano Dnepr, che non safferrare le gambe altrui o metter mano alle borse altrui. Ma io mi arrampico verso i miei ideali e mintrufolo dove posso.
Il compagno Serebrjakov trov Lazik seduto davanti a un libro aperto:
In primo luogo, voi state leggendo lo sa il diavolo che cosa. E, in secondo luogo in secondo luogo in secondo luogo, avete osato intrufolare le mani nella mia borsa!.
Io non leggo affatto questo ridicolo romanzo per il piacere della lettura; io lo leggo per toglierlo dalla circolazione, e non capisco la vostra giusta ira, compagno Serebrjakov. Io penso che dovreste essermi riconoscente per avere ripulito la vostra autorevole borsa da questo contagio che figura nellelenco. Dovete scusare il mio errore a proposito della vostra gamba sinistra. Voi avevate paura che io potessi avvelenarmi con questo storione, ma ve lo portavate dentro la vostra borsa e certamente ve ne siete avvelenato sebbene esso sia assolutamente senza squame. Perch vi arrabbiate di nuovo con me? Di nuovo gridate in primo luogo, in secondo luogo. Vi prego, non torturate la mia debole anima. Gridate pure in terzo luogo e allora io sapr che cosa fare. Allora, forse, comincer in gran fretta ad annusare tutti i fiori oppure a guardare le stelle sperperate cos vanamente.
Il compagno Serebrjakov, tuttavia, non disse in terzo luogo. Si limit a sogghignare in modo sinistro.

NOTE.
1 Popolare poeta sovietico.

10.
Il compagno Trivas si dedicava allinsegnamento tra gli impiegati del Charcsmak secondo un nuovissimo sistema. Alle tediose lezioni aveva sostituito la libera conversazione. Aveva cominciato subito con amichevoli scambi di opinioni e con risposte a biglietti che non erano stati presentati.
Cos era anche adesso. Dopo aver gettato unocchiata alla faccina estatica di Lazik, il compagno Trivas disse:
Su! Fate delle domande.
Lazik si mise a tremare:
Io non so ancora lontanamente su che cosa dovrei farvi domande: sulla ragion pura delle formiche o sulla vergognosa livrea di qualche macellaio di Amsterdam?.
In tal caso vi far io una domandina. Come considerate, per esempio, compagno, le funzioni sessuali alla luce delletica di un esemplare membro di cellula?.
Scusate, ma a questo non mi ero ancora preparato. Volete interrogarmi, per piacere, su qualcosa daltro? per esempio, su Chang Tso-lin o persino sul congresso di Stoccolma? Io, infatti, non conosco alcuna conquista sessuale.  vero che a Gomel mincontravo con la figlia di un ministro del culto, la compagna ex Fenja Geranovic. Ma eravamo tutti e due completamente senza partito e non avevamo nessuna funzione, se si eccettuano i miei sospiri prettamente patologici. Certo, adesso alla compagna ex Geranovic si  appiccicato un autentico membro di cellula, diciamo il compagno Schatzman, ma io credo che si tratti veramente di fox-trot segnato sullelenco dei balli proibiti o persino di una concessione depredatrice, perch Fenja Geranovic ama le toilette chiassose e il sesso, mentre Schatzman non ha nessuna etica, ma in compenso una posizione al cento per cento, e tutto questo messo insieme fa esclusivamente delle funzioni, come nei parassiti incoscienti, mentre manca ogni ardente amore e cos pure quel lill prettamente proletario che induce il mio devoto cuore a queste pubbliche lacrime.
E, rammentandosi della vestaglia lilla di Fenja Geranovic, Lazik scoppi a piangere, con generale soddisfazione degli impiegati del Charcsmak che si annoiavano.
Bench Lazik innaffiasse i suoi pantaloni delle pi comuni lacrime, il compagno Trivas si mise a esclamare in preda allentusiasmo:
Eccola, la tipica rosea acquetta della sovrastruttura piccoloborghese! Dobbiamo finirla con questi vergognosi pregiudizi! Basilarmente il sesso  un nudo mezzo di moltiplicazione e, sempre che nella cosa non simmischino il capitalismo di Malthus e altre barriere del genere, noi possiamo considerare il cosiddetto amore come un processo strettamente produttivo di due artigiani individuali. Quanto pi esso  breve, tanto maggiore  il tempo che rimane al proletariato per i sindacati e il cooperativismo. Per quanto concerne le lacrime del compagno che  intervenuto, esse sono caratteristiche in quanto sopravvivenza della propriet, allorch il fabbricante considerava il compagno-femmina alla stregua delle sue azioni. Io non ho alcuna obiezione contro le funzioni in se stesse dato che voi siete baldi giovani, ma, sentendo questa salivazione damore, sappiate che si tratta di una delittuosa turlupinatura e cacciate via come una pecora rognosa chiunque si faccia venire in mente di rimpiazzare il ferreo materialismo con una qualsiasi polentina damore.
Lazik si soffi il naso in segno di obbedienza. A Mincik, poi, confess:
Sono cose dieci volte pi difficili del cheder. L ci insegnavano che al mondo esistono molte cose buone che non si debbono mangiare.  stupido, ma  chiaro. Qui invece ci dicono: Voi potete mangiare persino le banane inventate da Levka, ma dovete mangiarle come se si trattasse della pi infima patata; non ardite sorridere e neanche piangere di felicit di contrabbando; cercate di condire queste banane di qualche indispensabile sale amaro. Ho paura che rester per tutta la vita un oscuro candidato, perch per me  pi facile morire in mezzo ai tafani e ai ragni che non dimenticare che profumo ha il folle lill.
Quella sera Mincik accompagn il mesto Lazik al parco. Era per una consolazione eccessivamente crudele. Lazik vide in cielo le stelle e in terra i fiori, lussureggianti come sopravvivenze. Coppiette senza partito si baciavano sotto le piante. A un tratto Mincik fece fermare Lazik:
Vedi quella ragazza in preda alla corruzione? Non  altri che la compagna Gorenko, membro del nostro club Charcsmak. Oggi  stata alla lezione del compagno Trivas, ma si pu dire che non ci sia stata, perch si comporta come la pi rognosa delle pecore. Io penso che tu debba agire, caro compagno Reutschwanetz.
Io non voglio essere un nero sorvegliante. Io non voglio rovinare questanima arretrata che ama come me il trapassato lill.
Chi dice che tu devi rovinarla? Tu devi salvarla dalle pi orribili conseguenze. Tu devi salvare lei e, con lei, anche quelluomo sventurato da qualche commissione spietata. E perci io ti domando: sei sempre un candidato, compagno Reutschwanetz, o sei un apostata in livrea fatto e finito?.
Lazik si avvicin timidamente alla coppia. Non vedeva le facce. Sentiva soltanto un bisbiglio appassionato:
Ti amo, Anja! Andremo in Crimea. Le tue labbra sono come una rosa.
Lazik url:
Vi supplico, troncate immediatamente questa dimostrazione illegale! Forse anchio sognavo simili premesse, sebbene non ami le rose, ma il lill o persino linesistente orchidea. Ma non posso assistere al vostro atroce suicidio. Carissimi artigiani individuali, anchio sono un artigiano e anchio sono individuale. Vi dir urgentemente che dovete occuparvi di produzione sessuale, mentre, invece che al nudo sesso, voi state pensando allormai soppressa Crimea. Vi scongiuro: in nome della Commissione di controllo, rimpiazzate immediatamente questa conversazione angelica con quella funzione perfettamente autorizzata.
Questa volta il compagno Serebrjakov non sogghign neppure. Si limit a lanciare unocchiata a Lazik, e Lazik cap istantaneamente tutto. Si affrett ad allontanarsi di gran corsa. Corse fino al mattino per i viali ormai deserti del parco e, al mattino, spavent il barbiere George, ovvero Simcha Zucker, con questenigmatica richiesta:
Radetemi energicamente, compagno George, radetemi fino alla radice, una volta per sempre, per sei settimane, forse anche per sei anni! Chang Tso-lin finalmente  sconfitto e noi possiamo sorridere. Ma rimane una funzione a me inaccessibile Adesso probabilmente lui dir in terzo luogo ed io, Lazik Reutschwanetz, ammutolir in mezzo alle eterne ragnatele.


11.
Voi mi avete nascosto il vostro oscuro passato e larticolo ottantasette del codice penale. Voi avete cercato di consolidare la vostra posizione con assurde denunce. Voi avete espresso unideologia a noi estranea: antisemitismo, misticismo e morboso erotismo. Nei colloqui con un giovane compagno avete paragonato la disciplina basata sulla ragione a certe sopravvivenze medioevali. Rispondete!.
Posso anchio, come il compagno Trivas durante le sue lezioni mondiali, non rispondervi affatto con un armonioso coro, ma porvi delle piccole domande?  il nostro attuale momento che ci conduce alla dialettica. Io, per esempio, vi domando: perch avrei dovuto nascondere larticolo ottantasette? Non si tratta infatti dei pantaloni di Pfeiffer. Io ho parlato tanto delle mie sei sempiterne settimane che la cosa  venuta a noia persino alla salsiccia nella credenza. Quando ho spalancato la bocca, la balda giovent del Charcsmak  scappata via, come se io fossi la botte di Gomel, esclamando: Questo Reutschwanetz incomincia daccapo a lagnarsi della sua tediosa prigione. Unaltra domanda: a chi, e mi scuso per lespressione sconveniente, avrei chiassosamente presentato denuncia? Io ho semplicemente sussurrato pian piano a un membro autorevole qualcosa a proposito della sua stessa gamba. E se ho disturbato le funzioni della compagna Gorenko e di quel non nominato artigiano individuale,  stato esclusivamente in uno slancio dincondizionata disciplina. Terza domanda: come posso essere un antisemita da incubo se io stesso sono un ebreo di Gomel al cento per cento? Quarta e piccolissima domanda: che cos il morboso erotismo? Se si tratta di determinate funzioni, ahim, io non mi ci sono dedicato per nulla, n in stato di sanit, n in stato di malattia, per il che sono stato giustamente maltrattato dal compagno Trivas di fronte alla confluenza di tutta la balda giovane generazione. Posso porvi ancora cento domande, ma non posso togliervi il vostro celebre tempo. Vi domando solo questo, compagno Serebrjakov: perch, passeggiando di notte nellaromatico parco, non avete adornato il vostro autorevole petto di qualche lanternino di segnalazione? Perch non avete marchiato la vostra borsa con un vistoso timbro? Perch, spostando la gamba sinistra, non avete gridato dentro un enorme altoparlante che eravate precisamente voi e non io o un altro Reutschwanetz? Perch avete turbato la mia anima non ancora rinvigorita con il vostro taciturno misticismo?.
Il compagno Serebrjakov strizz ironicamente gli occhi:
 tutto?.
No, non  ancora tutto. Voglio parlarvi del vostro giovane compagno. Certamente bisogna ringraziarlo. E anchio gli dico: Un merci popolare, caro compagno Mincik! Adesso, anzich essere un trepidante candidato, diventerai un membro perfettamente rigido e io ti propongo di sposarti immediatamente con una preziosa persona.  vero che ha un cognome sfortunato, ma questo pu essere dimpedimento a un qualsiasi soprano lirico, mentre lei non  affatto un soprano, no, lei si limita a passeggiare per le vie di Gomel; e se tu te la sposi, caro compagno Mincik, potrete passeggiare insieme, e allora sar una autentica melodia internazionale.
Il compagno Serebrjakov aggrott i sopraccigli:
 tutto?.
No, non  ancora completamente tutto. Siccome il mio clamoroso fallimento mi ha reso inauditamente ardito, voglio esprimervi adesso un pensiero, ricciuto come la barba che attende di crescermi sul mento. Voi certamente sapete che gli ebrei arretrati credono nella Tor. La Tor  una legge direttamente caduta dal cielo, cos loro si dilettano della Tor come voi vi dilettate della vostra incondizionata disciplina. Ogni mattina ringraziano Dio, perch ha donato loro questa insopportabile Tor. La leggono e la rileggono, di una legge ne fanno mille, e il sabato non possono fumare, non possono mangiare i bitki alla smetana,1 e, insomma, non possono fare nulla; sono degli asini al cento per cento e questo  ben chiaro per ogni marxista. Ma ecco che una sola volta allanno essi sono sinceri con il loro Dio inventato. Parlano con lui veramente a cuore aperto, cos come adesso parlo io con voi. Gli ebrei sono obbligati a gioire della fuga dallEgitto, sebbene, forse, adesso vorrebbero tornarci; e ne gioiscono, perch cos comanda la legge, e mangiano noci pestate e bevono vino dolce.  allora appunto che cominciano un discorso diretto con Dio. Certo, non imprecano; no, parlano come sontuosi diplomatici; se, infatti, bisogna far qualche concessione alla trapassata cortesia quando si conversa con un qualsiasi ambasciatore dellEstonia, a tanto maggior ragione gli ebrei fanno indossare alle parole dei ridicoli frac quando debbono dire cose abbastanza spiacevoli al loro eletto Iddio. Cominciano da lontano per non offendere Dio. Fanno delle riverenze davanti a lui: Se tu ci avessi semplicemente tirati fuori dallEgitto, e non avessi fatto nientaltro, anche questo soltanto sarebbe stato un bene. Poi gli si avvicinano dallaltro lato: Se tu ci avessi dato la manna e non avessi fatto nientaltro, anche questo sarebbe stato un bene. Ma poi si stufano e allora dicono con sfrontata disperazione: Ma se tu ci avessi tirati fuori e ci avessi dato la manna e non ci avessi dato affatto questa Tor, allora sarebbe stato loptimum. Una cosa simile, si capisce, si pu dire una volta sola allanno, e cos io vi dico questo, compagno Serebrjakov.
Il compagno Serebrjakov url minaccioso:
E questo, finalmente,  tutto?.
 quasi tutto, ma non  ancora tutto. Io ho sacrificato un rublo e settanta copeche a favore dellassociazione Via le mani dalla Cina bench non mi accinga affatto ad agguantare questi trisillabici cinesi con le mie mani; gi cos la mia debole testa va in pezzi; ma ho pianto con piacere il mio unico carnale rublo e settanta copeche. Che nessuno li agguanti, i cinesi. Perch andare a mettere le mani in una qualsiasi popolatissima Cina? E poi io capisco che un impiegato del Charcsmak deve salutare con gioia la rinascita dellultimo Oriente. Contro di questo non ho nessuna obiezione. No, ci che minteressa  una fatale domanda: che cosa succede se io organizzo unassociazione volontaria chiamata Via le mani dal disgraziato Reutschwanetz, con uno statuto e un vistoso timbro? Ditemi, questo avrebbe un effetto oppure no? Io, compagno Serebrjakov, non vi chieder certo alcuna entusiastica trattenuta sullo stipendio, del genere del mio compianto rublo e settanta copeche. No, adesso non i soldi mi interessano, ma il tempo, ossia le sei settimane o i sei anni che mi attendono. Io voglio sapere come considerer questa associazione un qualsiasi nuovo Mincik e se, dopo queste parole dordine entusiastiche, mi agguanteranno con disinteressate mani.
A questo punto il compagno Serebrjakov non si tenne pi. Ansando, egli grid:
Questo  tutto?  tutto!?.
Sembra tutto. Ma no, non  tutto. Mi resta da comunicarvi una novit di carattere assolutamente intimo: con me potete anche non fare complimenti, dato che vi ho battuto in furberia sin da questa mattina. Voi stavate ancora l seduto a pensare che cosa fare con Reutschwanetz e io invece avevo gi capito tutto e mi ero tagliato allistante la barba.

NOTE.
1 Polpette con panna acida.

12.
Trascorsero alcune settimane. Caddero le foglie nel Giardino proletario, la compagna Anja Gorenko fin in clinica invece che in Crimea. Paul Violon venne tradotto chiss dove in Oriente. Solamente il Dnepr continuava a scintillare come prima sotto il fatale burrone. Un bel mattino Lazik, di nuovo tutto coperto di una fulva barbetta, buss alla porta di Mika Mincik.
Come mai non ti sei sposato con la Puke? Peccato! Almeno saresti diventato membro permanente. E lei? Lei non ha avuto niente. Detto fra di noi, ho paura che resti per sempre senza figli, questa notevole cittadina. Ma melodie del genere non debbono estinguersi senza lasciar traccia. Del resto, non voglio affatto forzare le tue libere funzioni. Sono venuto da te per tuttaltra faccenda. Devo lasciare Kiev, come gi una volta ho abbandonato la natia Gomel. Sono le leggi della natura; sento che mi attende una circolazione forzata. Avrebbe mai pensato il mite Motel Reutschwanetz che il suo postumo figlio avrebbe avuto una vita cos burrascosa? Ma io non piango. Io mi consolo con le parole di un intelligente tzaddik. Egli disse che muoversi vuol dire vivere e stare sempre nello stesso posto vuol dire morire. Il pi miserabile ronzino  meglio del pi lussuoso palazzo. Secondo me, un ebreo che non si muove  una cosa persino sconveniente, come una locomotiva rotta. Cos lascio Kiev. Ho disimparato a fare pantaloni e non posso diventare un prodigioso specialista, perch non conosco la lingua statale di qui.1 Ho imparato una decina di parole, senza contare i nomi autorevoli, ma  risultato che non erano affatto parole ucraine, bens bielorusse. Mi istruiva Juzja laccordatore e si capisce che mi ha fregato. Ho deciso di andarmene in una piccola cittadina, dove non ci sono n fiumi impetuosi, n rimbombanti fox-trot, n lingue statali come la tua, Mincik. Credi che sia venuto da te per salutarti e per baciare le tue guance quotidianamente rasate? Come potrei strapparti alle tue grandi preoccupazioni con una sciocchezza simile? No, io sono venuto per domandarti innanzitutto se il vero mondo sar instaurato presto, ossia se dopo la nostra morte o prima.
Mika Mincik sput con molta baldanza:
Che discorsi vuoi fare su questo tema? Prima,  chiaro.  una cosa che dipende da uno o due raccolti e dal completo annientamento di Chang Tso-lin.  un affare di miserabili minuti.
Lazik sorrise gioiosamente.
Benissimo che tu la pensi cos, Mincik. Dimmi adesso: in questo mondo vero ciascuno avr la sua parte e tutte queste parti saranno uguali,  cos o non  cos?.
Certo che  cos, eccezion fatta per i parassiti, che per in genere non esisteranno.
Allora ascoltami, Mincik, io sono venuto da te con una proposta convenientissima. Io voglio venderti la mia parte per dieci disgraziati e qualsiasi rubli. Quel parassita di Paul Violon mi ha preso dieci rubli per le sue lezioni di vergognosi movimenti corporei; mi ha preso la mia parte fresca in questo futuro mondo ed io sono pronto a rilasciare formale ricevuta.
E che, sei diventato matto, Reutschwanetz, dopo tanti saltelli criminosi? Come osi proporre a me, che sono un marxista fidato, una specie di trucco mistico?.
Perch ti arrabbi?  un sano scambio di merci. Non ti nascondo daver fatto fesso Aron Kagan, ma non ho affatto intenzione di imbrogliare te. Aron Kagan ha comperato da me tuttaltra roba. Come ogni prodotto arretrato, lui credeva nella vita doltretomba. Gli pareva poco essere impresario edile a Gomel e mangiare ogni giorno pollo; aveva voglia di mangiare pollo anche in cielo e, dato che era un uomo vorace come se ne sono visti pochi, probabilmente temeva che gli avrebbero dato troppo poco ma s, una coscia oppure unala. Per ogni ebreo  belle pronta una parte nella vita futura e cos io ho venduto ad Aron Kagan la mia parte. Lho fatto fesso due volte. Innanzitutto, avevo venduto gi una volta la mia parte; quandero ancora ragazzo, la perdetti al cheder, quando giocavo a bottoni con gli altri ragazzi. Si capisce che a Kagan questo non lho detto, perch non si pu vendere una cosa gi venduta. E, in secondo luogo, sapevo di essere pi intelligente di lui e che esiste, diciamo, il gas, che esistono le meste ossa, ma non esiste nessun cibo oltre tomba. A te, invece, io propongo una parte ben concreta in questo mondo. Se tu sei un rigido membro e credi nel nostro luminoso trionfo come fai a non volermi dare dieci effimeri rubli per una felicit cos vicina?.
Io non ho tempo dascoltare il tuo ridicolo delirio, Reutschwanetz. Rivolgiti piuttosto a una rivista satirica, dato che hai questo talento dello scrivere. Io ti dar un rublo perch te ne vada via subito di qui.
No, oltre a questo rublo, tu mi darai altri nove rubli. Il biglietto, infatti, costa dieci rubli e io devo partire di qui. Se resto a Kiev, resto da te, Mincik. Potrebbe anche darsi che mi tagli il collo con il tuo coltello proletario o che mi impicchi con le tue onorate bretelle. Vedremo che cosa dirai allora nella tua lingua statale! Ti metterai a tremare come la pi piccola maretta. Dammi ancora nove rubli e io me ne andr lontano di qui, per cominciare una tranquilla esistenza di ex candidato in qualche ex parco, fra molti fiori ex e persino non ex.
Grande  la forza della parola umana: due ore dopo Lazik si avvicinava fieramente allo sportello della stazione ferroviaria, stringendo in pugno tutti e dieci i suoi rubli.

NOTE.
1 Ossia lucraino.


13.
Nella vettura faceva caldo, cera molto fumo e si stava comodi. Lazik masticava beato una salsiccia da cacciatore. A un tratto uno dei passeggeri, fissandolo, domand:
Scusate, cittadino, non sareste per caso Pyskis di Belgorod?.
Lazik si mise a tremare.
Come sarebbe a dire Pyskis? Io vi prego di troncare siffatte allusioni. Io sono in tutto e per tutto Reutschwanetz, e non sono di Belgorod ma di Gomel. Non so assolutamente chi sia questo Pyskis. Magari  lultimo dei dissipatori, no? Magari ha sparato contro qualcuno, no? Allora che centro io, se ho il biglietto fino a Tula e il libretto di lavoro?.
Va bene, ma non offendetevi! Questo Pyskis non  un assassino, ma un dentista.  vero che ha strappato al mio coinquilino Egorov quattro denti sani e Egorov ha promesso di caricarlo di botte; ma questo riguarda Egorov e non me. Lho domandato soltanto per curiosit. Una somiglianza simile! Curiosit della natura.
Belle curiosit! Da noi a Gomel cera il calzolaio ajkevic. Per tutto lanno beveva pejsachovka1 e insultava il vicino Wulf, chiamandolo cimice zebrata. Quando arrivarono i bianchi, annunciarono che ajkevic era un comandante travestito dellarmata a cavallo, sebbene tutti a Gomel sapessero che sarebbe morto di spavento se lavessero messo in sella a un cavallo vivo anche nel pi pacifico tempo di pace, e lo fucilarono in quanto comandante a cavallo. Non vi basta questo? Allora posso dirvi che limpresario Sachs  stato liquidato perch assomigliava a un certo generale di Denikin,2 sebbene anche in questo caso tutti sapessero benissimo che Sachs giocava a stukolka3 ed era geloso della moglie, mentre il generale probabilmente sparava con il cannone o galoppava come un pazzo attraverso il fiammeggiante campo di battaglia. Ma Sachs, vedete un po, aveva un mento sospetto. E dopo tutto questo voi ve ne state seduto davanti a me in unonorata, ovvero strapazzata vettura, e bevete il t, mentre io mastico salsiccia per conto mio, e tutto a un tratto dichiarate ad alta voce che io non sono io, ma un certo enigmatico Pyskis. Grazie a ci io potrei anche perire, se non a causa del mento, a causa del naso!.
Capita! Come si dice: errori giudiziari. Anche da noi a Belgorod il dottor Rostovcev  stato preso per un certo Rostovcev della steppa di Sarapul. Ebbene, kaputt. Una coincidenza! I tempi sono cos, si capisce. E non c nessuno con cui prendersela. Quando si taglia il bosco, le schegge volano. Vi pare che sia perita poca gente? In compenso tutto si  aggiustato. Diversamente non si pu far nulla.
I passeggeri sbadigliavano pigramente. Lazik non resistette. A lungo esort se stesso: taci, Lazik! A dire il vero, per tutta la mattina aveva masticato la salsiccia in silenzio. Adesso si scaten.
Certo, se questo dottore  un tipo importante come, diciamo, Lazik Reutschwanetz, avrebbe potuto giacere in una tomba gi pronta anche prima, giacch quando passeggia per la strada la storia al cento per cento, alluomo comune non resta altro che morire con lentusiasmo negli occhi. Questo  un due-pi-due-fa-quattro cinese e chiunque lo capisce. Ma io e voi non siamo la storia. Noi siamo solamente sventurati compagni di viaggio in un qualsiasi vagone dai sedili duri e possiamo dire apertamente: perch quellanonimo dottore doveva pagare per una qualche grande frase? Forse anche questo dottore aveva dei cari bambini, no? Forse anche lui voleva semplicemente vivere altri venticinque anni. Io non lho mai visto coi miei occhi, ma capisco una cosa: di sicuro era un uomo comune e in ogni caso non una banconota perch lo ficcassero dentro la cassa dei biglietti. Perch dunque trangugiate crudelmente il vostro t e non volete capire questa semplice tragedia? Credete che, se si ammazza un uomo e lo si stampiglia con un marchio vistoso come se non si trattasse di un vivo cadavere ma soltanto di un due-pi-due del meraviglioso domani, il sangue cessi di essere sangue? Vorrei giacere con questo dottore liquidato piuttosto che ascoltare unaddizione cos arida. Io non so fare dei miei sentimenti un tonante rendiconto, ma adesso vi racconter una storia superstiziosa.
Lho sentita nella mia natia Gomel dal vecchio mendicante Berka.  la storia dello tzaddik di Berdicev, ma forse  anche la storia di Gersch o persino di qualche dottore. Voi non siete affatto obbligato a credere nelle varie sopravvivenze, voi potete coscientemente pensare che Dio sia una stupida supposizione come il due-pi-due cinese.
A Berdicev, dunque, viveva un celebre tzaddik. Certo, bisogna dirvi che lo tzaddik  un uomo assolutamente pio, il vero capo di tutto il villaggio. E lo tzaddik di Berdicev era considerato quasi un santo, tanto era buono e intelligente. E poi conversava con Dio alla buona, senza nessuna diplomazia. Non parlava con lui in quella lingua insopportabile in cui sono scritti i vari vecchi libri; no, conversava con Dio in gergo normalissimo, come un ebreo conversa con laltro. Si arrabbiava con Dio, lo esortava, gli dimostrava tutto per filo e per segno, contava con lui sulla punta delle dita, e lo faceva ridere, lo faceva tanto ridere che Dio rideva da farsi sentire in tutto il mondo e a Berdicev i vetri tremavano sotto quella celeste risata. Insomma, quando occorreva sapeva ben persuadere Dio a salvare qualche vita umana. Vi potete immaginare quanto stimassero a Berdicev quel saggio tzaddik; lo stimavano e lo amavano perch, come gi vi ho detto, era il pi buon uomo sulla terra. Aveva persino paura di camminare sullilare erba per non farla piangere.
Certo, Berdicev  una grande citt e, oltre allo tzaddik, ci vivevano anche altri ebrei; ci viveva, per esempio, un certo Meisel e io non so neppure come chiamarlo. Costui era pi che altro un parassita incallito. Era uno speculatore al cento per cento e il nostro Rajkin di Gomel, in confronto a lui,  un bambinetto. Arraffava soldi infischiandosene dogni codice. Concedeva prestiti a interesse e spogliava nudi i gonzi di Berdicev. Comperava case e aveva gettato sul lastrico una quantit di ebrei, che non sapevano neanche pi dove accendere le candele del sabato. Ma ogni insetto ha i suoi salti. Una volta allanno questo Meisel perdeva la sua nera linea. Gli ebrei hanno lo Jom Kippur, che  il giorno del pi alto giudizio, quando bisogna affrettarsi a pentirsi, e ogni anno per lo Jom Kippur questo sfrontato Meisel piangeva lacrime non artefatte. Non che spremesse fuori da s alcune decenti goccioline, no, egli si inondava di vere lacrime, perch vedeva bene di essere lultimo dei malfattori. Il giorno dello Jom Kippur dava tutti i suoi soldi ai poveri. Si batteva il petto con il pugno e gemeva disperatamente. Quel giorno aveva paura di guardare lo tzaddik, perch gli occhi dello tzaddik lo incenerivano come carboni accesi e lui si contorceva sotto di essi. Ma il mattino del giorno successivo si svegliava come se niente fosse. Di nuovo arraffava denaro e, se la sera aveva dato a un povero i cento rubli che lui stesso gli aveva rubato, oggi si affrettava a recuperarli con qualche nuova astuzia. E incontrando lo tzaddik non abbassava gli occhi; no, si metteva persino le mani in tasca.
Oggi, a quanto pare, non  Jom Kippur, vero? Quando verr il giorno, forse mi pentir di nuovo. Ma per il momento bado ai miei affari. Dicono che persino Dio non vuole bene ai poveri e perch dovrei amarli io? Io amo soltanto i bei soldi e voi potete anche lasciarmi in pace con i vostri sguardi interrogativi.
Il saggio tzaddik poteva conversare con Dio, ma non poteva penetrare nel cuore di Meisel. Meisel restava un orrendo malfattore e tutti a Berdicev avevano paura di Meisel, ne avevano paura e lo odiavano.
Adesso devo dire qualcosa di una terza persona, il vecchio Gersch, ma non so che cosa si possa dire di lui. Egli era vecchio come la nostra Terra. Era mostruoso, com mostruoso il dolore. Era disgraziato, come pu essere disgraziato un vecchio ebreo che non ha n moglie, n figli, n un rifugio, n una copeca. Aveva sessantanni, a quanto pare. Dai suoi occhi malati sgorgavano continue lacrime. Se non si affrettava a morire, ci era probabilmente perch non aveva soldi per il sudario. Ma forse neanche per questo. Forse voleva semplicemente vivere, come vogliamo vivere io e voi, come voleva vivere quel dottore liquidato. Insomma, non aveva fretta di morire. Come il mio mite padre, egli lavava vergognosa biancheria. Quando in una casa cera della biancheria che si aveva vergogna di dare alla serva, arrivava il vecchio Gersch, prendeva la biancheria e la portava fuori citt.
Tutti amavano lo tzaddik, tutti odiavano Meisel e nessuno faceva caso al vecchio Gersch. Avrebbe potuto morire e nessuno avrebbe sospirato; la biancheria ignominiosa lavrebbero data a un altro vecchio, a Leibe o a Elin. Ma Gersch non moriva. Gersch viveva quietamente e soltanto lo tzaddik qualche volta sbirciava dentro i suoi occhi pieni di lacrime sempre pronte. Allora gli occhi dello tzaddik si accendevano come carboni.
Adesso sapete chi viveva a Berdicev e io posso dirvi che Meisel finalmente mor. Certo, si pu pensare che fosse morto per la collera di Dio, ma io credo che fosse morto per ingombro di stomaco, perch, a quanto pare, si mangiava da solo tutti i polli di Berdicev. Lo seppellirono come si usa: ovvero i poveri risero fra s dalla felicit, ma ad alta voce piansero di dolore obbligatorio, perch per i loro sospiri ricevevano un vecchio abito e un po di carne con la salsa.
Allora quel malfattore di Meisel si present davanti a Dio. Certamente voi sapete come parlano di questo gli uomini dellantichit trapassata. Dio se ne sta, diciamo, in cielo, e giudica luomo che  morto. Deve ancora decidere dove debba andare quel cadavere disperato, se in paradiso o allinferno, come se neanche dopo morto un uomo potesse giacere tranquillamente nella tomba. Che farci, agli uomini piace troppo giudicare. Anchio, a Gomel, sono stato giudicato in base a un folle articolo del codice per via di una bandiera che si erano sognati, e so che non c niente di pi piacevole per un uomo che star seduto pi in alto di tutti di un metro e cominciare a leggere un impossibile codice. Quando i membri di una qualche antica commissione inventarono Dio, naturalmente lo fecero in base alle loro meravigliose sembianze. Essi vollero compiacerlo: Tu ci giudicherai come il pi insopportabile dei giudici.
Meisel si present dunque davanti a Dio e ci accadeva proprio il giorno dello Jom Kippur. A Berdicev gli ebrei vivi digiunavano e si pentivano, come ogni anno. Lo tzaddik cantava nella sinagoga la sua lacerante preghiera e dagli occhi di Gersch sgorgavano continue lacrime. Essi naturalmente non sapevano che proprio in quel momento il Signore stava giudicando quellimbroglione di Meisel. E in cielo invece gi si lavorava. Avevano fatto portare unenorme bilancia e tutti avevano cominciato a parlare con piena soddisfazione. Peccato che non fosse presente il compagno Landau del nostro tribunale di Gomel: ecco dove avrebbe potuto sfoggiare tutta la sua repressa eloquenza. Dapprima, si capisce, parl il pubblico ministero, e cio, ma vi supplico di non cercare in questo nessuna allusione, il pi autentico dei diavoli, e cit tutti gli articoli del codice. Egli chiese che il parassita deceduto fosse consegnato a lui per qualche supremo provvedimento. Poi simise a parlare il primo difensore, e parl, e si diffuse, e cit tutta lorigine di Meisel, e si batt il petto con lala finch Dio non si fu annoiato. Dio, si capisce, afferr un campanello e tutti gli ebrei di Berdicev si sentirono tintinnare le orecchie:
Basta! Ormai  tempo di soppesare gli atti di questo morto Meisel.
Gli angeli si misero rapidamente a gettare su un piatto i vari vistosi misfatti di Meisel: cerano le lacrime dei poveri, i lai delle vedove e le urla dei bimbi affamati, e tutto ci assolutamente di prima qualit, tanto che il piatto nero si abbass con orrendo fragore scontrandosi con qualche nuvola. Allora, nellaltro piatto gli angeli si misero a gettare certe ridicole goccioline. S, essi non mettevano le buone azioni di Meisel, bench per lo Jom Kippur lui distribuisse quanto aveva depredato ai poveri; no, mettevano sul piatto solamente delle minuscole goccioline. Meisel era completamente affranto: che cosa cera pi da dire ormai? Da una parte un mucchio dei misfatti che poteva valere centomila rubli dargento; dallaltra, un secchio dacqua salata. Ma che cosa vede? Il piatto chiaro comincia un po per volta ad abbassarsi. Certo, se fossero state lacrime di convenienza avrebbero pesato poco, ma io vi avevo pur detto che si trattava di vere lacrime che sgorgavano proprio dal cuore, ed esse pesavano una libbra se non cento libbre. I piatti, a un certo punto, si fermarono: uno non riusciva a vincere laltro. Le azioni buone e quelle cattive nella vita del defunto Meisel risultavano pari. Allora gli angeli e Dio stesso si trovarono in imbarazzo. Nessuno sapeva che cosa si dovesse fare, mentre Meisel stava l in piedi e tremava, e gi in testa gli vagolava un nuovo proposito delittuoso. Colto lattimo in cui Dio era voltato dallaltra parte per guardare che cosa stavano facendo in una qualche America, quellimbroglione agguant dal piatto nero unazione orribile e se la ficc rapidamente in tasca. Ma probabilmente Meisel non era stato il primo a far questo e Dio aveva fabbricato la bilancia in modo che essa rivelasse siffatti inganni. Meisel aveva appena commesso questa sua bassezza doltretomba, che il piatto nero piomb con raddoppiato frastuono sopra una nuvola e tutti capirono che Meisel voleva far fesso Dio stesso dopo che aveva gi ingannato migliaia di persone.
A questo punto, persino il difensore rinunci alla sua lussureggiante eloquenza: non voleva difendere un simile misfatto. Ma il Dio inventato  comunque in qualcosa migliore dei comuni mortali ed egli disse agli angeli:
Non voglio assolutamente spedire questo Meisel allinferno senza lultima arringa. Ditemi, chi di voi vuole difendere un siffatto ultimo delitto?.
Ma gli angeli, si capisce, sono dei riconosciuti vigliacchi: avevano paura di violare la disciplina celeste.
Noi non vogliamo difendere un simile malfattore, ma se vuoi assolutamente che qualcuno lo difenda dufficio, puoi chiamare qui lo tzaddik di Berdicev, perch non  mai successo che egli rifiutasse di difendere anche il pi obbrobrioso degli uomini.
Nella sinagoga gli ebrei videro improvvisamente lo tzaddik addormentarsi senza finire di cantare la sua lacerante preghiera. Naturalmente si meravigliarono, ma non provarono a svegliarlo: se il saggio tzaddik si era addormentato, voleva dire che cos doveva essere. E continuarono a pregare.
Credevano che lo tzaddik si fosse addormentato. In realt lo tzaddik era stato trasportato in alto e comparve in presenza di Dio; e, senza nemmeno aver fatto in tempo a guardarsi intorno e a vedere dovera seduto ciascuno degli angeli, cominci immediatamente a difendere il defunto Meisel. Non enumer le buone azioni di Meisel e non indic il secchiello con lacqua salata. No: cominci subito a far pressioni su Dio. Subito egli tocc Dio sul vivo:
Per che cosa lo giudichi? ti domando. Per il fatto che qui ha commesso un nuovo misfatto? Io penso che un misfatto di pi o uno di meno sia una cosa che non interessa a nessuno. Se ha ingannato degli innocenti bambini, questo  un po peggio della buffa storia successa con la tua bilancia, perch quelli li ha effettivamente ingannati, mentre con te ci ha provato soltanto, e questo in modo del tutto innocente, come un bambino prova a ingannare il padre. Se tu lo giudichi per il fatto che  vissuto malamente sulla terra, io ti risponder che la colpa di questo non  affatto del defunto Meisel.  tua. Se tu avessi cominciato con il mostrare agli uomini il paradiso, essi sarebbero meravigliosi quanto questi angeli inventati, ma tu hai cominciato con il mostrare agli uomini il pi vero inferno, dato che non vorrai negare che la vita  un inferno e persino due volte un inferno. Che coshai dunque da stupirti se allinferno gli uomini vivono come se fossero allinferno? E adesso vuoi prendere questo defunto Meisel e metterlo di nuovo allinferno. Dov allora la giustizia e perch dici che giudichi gli uomini? Tu li torturi, piuttosto, e questo si pu fare senza nessuna bilancia, come fanno gli uomini sulla terra. Dunque, tu devi immediatamente assolvere questo defunto Meisel.
Dio, si capisce, non pot replicare a simili intelligenti parole e si confuse. Egli si mise a gridare:
Bene! Conducete questo defunto Meisel nel pi lussuoso paradiso!.
Lo tzaddik di Berdicev avrebbe potuto tornarsene indietro a Berdicev, ma aveva notato che quel giorno Dio era di buon umore e gi un po commosso dalle sue ardenti argomentazioni. Lo tzaddik pens: bisogna approfittare di questo momento, bisogna dimostrare a Dio che egli ha gi messo abbastanza alla prova lumana pazienza, che gli uomini a Berdicev come negli altri posti sono molto infelici, che  ora finalmente di mandare sulla terra qualche inventato messia affinch salvi subito lintera, vasta umanit. Lo tzaddik non discese gi. Continu a svergognare Dio e a persuaderlo. E Dio cominci a cedere. Sorrideva gi confuso e cercava di tranquillizzarlo:
Perch ti agiti tanto? Non ho mica detto che non mander il messia. Al contrario, ho detto che lo mander sicuramente. Forse tu hai ragione dicendo che  venuto il momento. E allora discutiamo insieme questa questione. Che anno abbiamo adesso sulla terra?.
Io vi dico che Dio era gi pronto ad acconsentire, ma a questo punto ci fu un intoppo. Gli ebrei nella sinagoga naturalmente non vedevano lo tzaddik che chiacchierava con Dio, ma lo tzaddik, che stava in cielo, vedeva benissimo tutti gli ebrei nella sinagoga. Egli vedeva che, a causa della sua conversazione con Dio, la preghiera andava per le lunghe e dunque andava per le lunghe anche il digiuno.  facile digiunare a ventanni, ma non a sessanta. Ed ecco che a un tratto lo tzaddik vede il vecchio Gersch cadere a terra privo di sensi. niente dire che dal giorno prima egli non aveva mangiato, n bevuto nulla. Lo tzaddik cap che se la preghiera non terminava subito, Gersch sarebbe morto sul posto. Cos disse a Dio:
Forse io agisco in modo molto stupido. Io dovevo persuaderti che non si pu pi aspettare. Allora tu avresti salvato lintera vasta umanit. Ma adesso non posso pi discutere con te, perch non ho pi tempo: se rester ancora unora in cielo, il vecchio Gersch, che a Berdicev lava la biancheria obbrobriosa, certamente morir. E dove  stato mai detto che io abbia il diritto di pagare con la vita del vecchio Gersch la felicit dellintera, vasta umanit?.
E, senza terminare la conversazione, discese dal cielo. Si affrett a finire di cantare la sua preghiera ormai inutile e a por fine al digiuno. Pu darsi che Gersch sia morto dopo un anno, ma non mor quella sera. Lo tzaddik non lo infil come una banconota in una cassa dei biglietti ferroviari.
Ecco che cosa volevo raccontarvi, miei sventurati compagni di viaggio. Voi, si capisce, potete bere il vostro t e giustificare un cuore nero con qualche grande storia. Io vi dir una cosa sola: va bene, quel dottore ormai giace nella sorda terra, e non il dottore soltanto. Ma ditemi, che cosa hanno infilato nella vostra magnifica cassa?.

NOTE.
1 Specie di vodka.
2 Generale bianco.
3 Gioco di carte.

14.
Lazik sapeva tagliare i pantaloni con arte. Checch ne dicessero Pfeiffer e gli altri che gli volevano male, io sono convinto che Zimach, con il suo presunto taglio inglese, in confronto era nulla! Ma Tula aveva gi non pochi sarti: i cittadini si voltavano malinconicamente dallaltra parte quando passavano davanti alle insegne splendenti. Soltanto nelle favole delle donne  detto che Tula forgia samovar e cuoce mostaccioli; in realt Tula riduce la manodopera. Con le forbici Lazik non sarebbe sopravvissuto neanche un giorno. Lo salv la sua famosa dialettica: se licenziavano, dunque assumevano.  una legge di natura: una persona viene scacciata da una stanza, al suo posto se ne mette unaltra, e quella scacciata deve per naturalmente mangiare anche lei: se lhanno scacciata da una stanza, pu sempre entrare in unaltra, giacch la terra, nonostante lo stupido Talmud, gira e su di essa girano tutti i tempestosi collaboratori di tutte le possibili sottosezioni.
Non era trascorsa una settimana, che gi Lazik aveva trovato la porta adatta. Era diventato collaboratore della sezione provinciale dellallevamento del bestiame ed era stato incaricato di seguire la moltiplicazione in tutta la provincia di Tula dei conigli di razza, dato che il Centro aveva stabilito che questa era una delle pi vantaggiose variet dellimminente agricoltura.
Entrando nella porta che si era aperta davanti a lui, Lazik contempl baldanzosamente il campo della sua futura attivit sotto forma dun tavolo con una sudicia carta assorbente e domand al corriere Dunja:
Scusate, compagna, ma loro dove sono?.
Dunja sbadigli:
E dove dovrebbero essere adesso? A casa, prendono il t. Oppure da Marija Ignatievna.
Pss! Io non vi domando del compagno dirigente. Sul suo conto non voglio far domande di sorta. A Kiev ho agguantato fin troppe gambe autorevoli. No, io vi domando solamente di quei conigli del tutto innocenti.
Quelli qui non ci stanno, ma se voi volete Kropotkov, non  qui ma in amministrazione.
Lazik diede unocchiata dentro il cassetto del tavolo, ma cera solamente una scatola di sigarette vuota. Rimase allora onestamente seduto fino alle cinque; poi se ne and a casa. Aveva fermamente deciso di non filosofeggiare. Il mattino dopo ard comunque domandare al dirigente:
Mi scuso, compagno Petrov, ma vi voglio solo domandare: dove sono loro, ossia i conigli che mi sono stati affidati, qui o in provincia?.
Petrov brontol:
E chi lo sa! In quellarmadio, credo. Frugate in mezzo alle carte.
Per tutto il giorno Lazik lavor. Con la dovuta cautela, come un terrier dal pelo fitto, frug nei cassetti starnutendo per lacre polvere che si sollevava. Infine, se non i conigli scopr tuttavia la copia di una circolare emanata con il n. 2178 nella quale si parlava della triste sorte di una coppia di razza giunta dal Centro nella benedetta Tula. Il predecessore di Lazik, un certo Rokov, attualmente collaboratore di una sottosezione musicale, comunicava a Mosca: Confermando ricevuta del carico di razza, comunichiamo che gli esemplari inviatici non sono pervenuti al punto-raccolta di Tula in seguito alle caratteristiche del clima locale, alle difficolt nei rifornimenti, nonch a causa dellignoranza della popolazione locale per quanto concerne lallevamento dei conigli di razza, dato che alla verifica nella cassa si sono trovate solamente variet morte e, per testimonianza del punto-veterinario, la morte  avvenuta o a causa del gelo, o a causa dellinsufficiente alimentazione dazoto, o a causa del comportamento dei cittadini alla stazione, i quali hanno arbitrariamente aperto la cassa e tollerato una caccia disorganizzata con la partecipazione di cani randagi della citt di Tula. Lazik lesse ben tre volte questo triste messaggio e, approfittando dellassenza del corriere Dunja, emise un lacerante sospiro:
Povera coppia di razza, ecco tutto ci che  rimasto del vostro entusiastico saltellare in qualche bel posto sotto le palme americane, copia emanata con il numero duemilacentosettantotto. Ma, si domanda, io che cosa devo fare? Come posso moltiplicare questo crudele ricordo in tutta la vasta provincia?.
Incapace di reggere allopprimente vuoto della scrivania, come pure della provincia di Tula, due giorni dopo Lazik si rivolse di nuovo al compagno Petrov:
Che cosa devo fare adesso se quelli sono definitivamente morti e persino registrati in questa copia?.
Come, che cosa fare? Lavorare, compagno, lavorare! Moltiplicare! Produrre! Intensificare! Avete capito? Vedete la tabella comparativa? Carne, uno. Pelli, due. Modestia, tre. Economia di tempo, quattro. Alla fine dellanno in esercizio non avremo meno di tredicimila capi.
Mi scuso, compagno Petrov, ma da dove verranno queste magnifiche pelli e persino la carne se cani disorganizzati hanno sbranato i loro miti progenitori? Io posso moltiplicare solamente afflitte circolari, ma questo non ci dar nessuna bella tabella,perch loro, mi scuso, malauguratamente sono crepati.
Crepati? Ah ah! Effettivamente, sono crepati. E daltronde, sia detto fra noi, di quali conigli si pu parlare qui? Capisco ancora i maiali. Per voi, compagno, moltiplicate lo stesso. Da Mosca ne manderanno degli altri e allora si potranno almeno compilare le istruzioni per le aziende agricole. Oppure preparate una lezione con proiezioni. Insomma, non approfondite. Avete capito? Ecco, a proposito, abbiamo ricevuto il formulario di uninchiesta dal Centro. Per ci che vi riguarda qui ci sono diciassette quesiti.
Lazik rimase con i diciassette quesiti e con una pesante perplessit. Che cosa voleva dire non approfondite? Considerare i conigli in quanto conigli? Ammettiamo pure. Ma ecco che nellundicesimo paragrafo gli domandavano: Quali riflessi ha avuto limpostazione dellallevamento dei conigli di razza sulla situazione economica dei contadini? Sulla loro vita culturale? Sui rapporti familiari? Si nota in questa connessione un aumento della natalit? Stabilite in cifre arrotondate la correlazione fra il numero dei conigli e il consumo di sapone per ogni nucleo contadino. Se i conigli dovevano essere conigli, essi assolutamente non cerano.  vero, si poteva supporre che i conigli fossero semplicemente il possente simbolo di qualche sontuosa elettrificazione. Nel Talmud cerano molti scherzi da pazzi. Per esempio, si diceva capezzoli di pecora e invece si trattava dei sacri vasi di chiss quali leviti. Chiss che con la parola conigli non intendessero una normalissima cellula? Ma il compagno Petrov aveva pur detto: Non approfondite.
Dopo lunghe esitazioni Lazik decise di astenersi dalle allegorie. Al primo quesito: Quanti capi di conigli si trovano nella provincia di Tula al momento del riempimento del formulario, egli rispose virilmente: Un monumento tombale sotto forma di una lettera ufficiale che dilania il mio cuore. Sotto gli altri sedici quesiti tracci una linea tragica: n sapone, n natalit, n rapporti familiari, ma il vuoto, il dolore, linesistenza.
Per ogni evenienza mostr poi il foglio al dirigente. Allora il compagno Petrov cominci a correre lungo il corridoio strillando:
Ma che, siete impazzito? Sapete che cos la riduzione del personale?.
Come no! A quanto risulta, le sei settimane in prigione me le son fatte io e non la cittadina Puke.
Voi non sapete niente! Voi volete rovinarci tutti quanti! Com possibile rispondere in questa maniera a uninchiesta? Bisogna approfondire il problema. Bisogna vantarsi delle conquiste ottenute. Tabelle, preventivi, diagrammi. Se aveste spedito questi farneticamenti, saremmo andati tutti sotto processo. Rifate tutto daccapo! Non avete un briciolo di comprensione per la statalit. Monumento tombale! Cosa sarebbe? Un motto di spirito?.
Vennero per Lazik giornate di lavoro. Alle tre se ne andava il compagno Petrov, alle cinque il corriere Dunja. Ma Lazik non conosceva orari: sedeva chino al suo tavolo, calcolava, rifletteva, distribuiva.
Alla fine del quinto giorno egli termin la sua fatica. Aveva risposto a tutti i diciassette quesiti. Aveva scritto quanto segue:
In quanto la coppia deceduta venne spedita a Tula il 18 novembre 1924, al presente si pu determinare che la popolazione di conigli della provincia ammonti a 11.726 capi e mezzo. In considerazione delle funzioni corrette e dellassenza di epidemie, per il 1 gennaio 1930 si prevedono nella provincia 260.784 capi. Non si osservano elementi dannosi, eccezion fatta per le talpe e la filossera. Per quanto concerne altre malattie, non possiamo lagnarci di alcuna fuorch la disgrazia sopravvenuta con la prima coppia e un possibile raffreddore, che tuttavia non significa nulla. E ci grazie alleroico coraggio dellEnte sanitario. I conigli sono tenuti in piantagioni sotto le palme e in altri armadi. La natalit della popolazione in connessione a quanto sopra ribolle in modo inaudito, mentre, naturalmente, riesce difficile alla produzione di sapone tenersi al passo, in quanto, se pur si registra per ciascun nucleo qualche misero frammento per met desaponificato, in cifre arrotondate si pu dire che si tratta di un assoluto zero a fianco del lussureggiante piumaggio di un migliaio e pi di conigli.
Scritto questo, Lazik decise di non disturbare pi il compagno Petrov, occupato con Marija Ignatievna, e sped il documento a Mosca. Per un paio di settimane si godette la quiete e il silenzio. Il corriere Dunja sbadigliava, il t si raffreddava solitario, il compagno Petrov era fruttiferamente assente e al dirigente dellallevamento di conigli non restava altro che disegnare sulla carta assorbente le orecchie degli inobliabili progenitori. Ma ecco che un giorno il corridoio si riemp di un baldanzoso scricchiolio di stivali: da Mosca era giunta una commissione per studiare lesemplare impostazione dellallevamento dei conigli nella provincia di Tula.
Innanzitutto dobbiamo congratularci con voi, compagno. Nella vostra provincia ci sono pi conigli che non in tutta lUnione Sovietica. Evidentemente avete scoperto un nutrimento particolarmente felice. In Inghilterra risultati consimili sono stati raggiunti con preparati fosforici. Ma noi gliela faremo vedere. Con che cosa li avete nutriti?. Lazik abbass modestamente gli occhi. Esclusivamente di fantasia burocratica. I moscoviti non capirono. Delicatamente essi dissero:
Bene, constateremo sul posto. Domani andremo a visitare le aziende agricole. Diteci, in quale distretto preferibilmente si allevano i conigli?.
Come, dove si allevano? In nessun distretto, in nessun armadio, bens qui sul posto.
E Lazik indic con fierezza la propria minuscola testolina. Allora il corridoio si riemp di nuovo dello scricchiolio degli stivali, ma questa volta lo scricchiolio fu sinistro. Il compagno Petrov, dimentico di Marija Ignatievna, url:
Voi ci avete fatti fessi! In galera! Sotto processo!.
Perch ve la prendete con me, compagno Petrov? Quando ho scritto che dai defunti era difficile attendersi una lussureggiante moltiplicazione, voi avete cominciato a pestare i piedi. Allora ho estenuato la mia povera testa con la tavola pitagorica e ho creato un vero prodigio burocratico: ho obbligato questi morti a moltiplicarsi. Ma ecco che voi pestate di nuovo i piedi e io non ci capisco pi nulla. Mi scuso per il paragone sconveniente, ma voi mi ricordate un certo imperatore romano, quel pazzo idolo di Adriano. Quando un ebreo, vedendolo, non gli fece linchino, egli grid: Mozzategli al pi presto la testa! Come ha osato questo sfrontato ebreo non inchinarsi allimperatore romano?. Ma poi vide un altro ebreo, che subito gli fece linchino e si mise egualmente a gridare: Fate ancora pi presto: mozzate la testa anche a questaltro ebreo; come ha osato fare linchino a me un simile sfrontato?. Io vi domando, compagno Petrov, che cosa dovrebbe fare un moltiplicatore di conigli se non pu dire la verit e neanche mentire in modo buffo?.
Voi fate il finto tonto, ma vedremo che cosa direte quando vi cacceranno in prigione.
Nicev, ormai ci sono abituato e la cosa pi probabile  che l dentro stia zitto o mi metta a raccontare storielle spudorate. Ma non mi piace una cosa: quando mi prendono. Allora mi viene una terribile tachicardia.  meglio che vada subito di mia iniziativa alla porta della prigione e li preghi di lasciarmi entrare, diciamo, con unora di anticipo. Cos la cosa sar assai pi tranquilla. Addio, compagno Petrov! Addio, silenzio di queste scrivanie nella sezione dellallevamento del bestiame; addio, t del corriere Dunja e meste ombre dei due progenitori scomparsi, i quali saltellavano giorno e notte nella mia malriuscita testa di devoto specialista!.

15.
Lazik era seduto su una panchina del boulevard Tverskoj e meditava quanto dovesse esser saporita la carne dei conigli. Doveva trattarsi di qualcosa come le banane di cui cantava Levka, o delle orchidee; ma no, le orchidee a quanto pareva non si mangiavano, si annusavano soltanto, mentre Lazik aveva voglia prima di tutto di mangiare. Non insisteva per i conigli, sarebbe stato contento anche di un pezzetto di salsiccia passata da un pezzo. Pareva uno scherzo dirlo, ma era il terzo giorno che si accontentava di fiutare le varie tavole calde e birrerie dalle quali sinvolavano profumi degni delle misteriose orchidee. Soldi non ne aveva; non aveva nemmeno amici, n lettere di raccomandazione, n indirizzi sicuri. Mosca aveva accolto Reutschwanetz in modo solenne e severo, e lui se ne lamentava: Ma s, il monumento a Pukin; ma s, diecimila vicoli; ma s il Soviet di tutti i possibili commissari! E poi? Perch mica si pu semplicemente fiutare che odore hanno gli androni delle cucine ministeriali.
Lazik cercava una scappatoia. Scrutava attentamente i dintorni. Dappertutto i suoi occhi simbattevano nelledificante ammonimento: Attenti alle automobili!.
Proprio! Ho davvero trovato a cosa stare attento! In primo luogo, qui ci sono tante automobili quante da noi a Gomel; in secondo luogo, marciano assai pi adagio che non, per esempio, il vecchio Geranovi? quando dalla sinagoga se ne va a casa a cenare; in terzo luogo, se anche unautomobile mi schiaccia, almeno sar una morte americana, come in un vero secolo ventesimo, il che comunque  pi distinto che non morire di una fame trapassata. No, lasciatemi scrivere un piccolo avvertimento e lo scriver cos: Attenti agli occhi istantanei della compagna Fenja Geranovi?! Attenti agli odori del coniglio e, in genere, alleccessivo appetito!. Ma chi mai fa caso anche alle pi sagge istruzioni?.
Accanto a Lazik stava seduto un pezzo duomo grande e grosso, in pantaloni corti e stivaletti resi rossi dal tempo, ma senza nientaltro indosso. Sul suo torace e sulle sue gambe sarricciava una vivace vegetazione pilifera. Teneva una borsa sotto braccio, fischiettava una marcia militare e muoveva le gambecome un cavallo stanco di star fermo. Lazik non lo guardava: cera forse solo lui a Mosca? No di certo. Era nudo? E che fosse pure nudo! Non si trattava di Feni?ka Geranovi?! In compenso il cittadino denudato, sempre fischiettando, non distoglieva gli occhi da Lazik. Che cosa cercava, ora sulle case, ora in cielo, ora sotto la panchina? Incuriosito, egli domand infine a Lazik:
Avete perso qualcosa?.
Lazik lanci unocchiata diffidente alle villose spalle del vicino:
Perduto? No, io non ho niente da perdere eccetto la nostra speranza di Gomel, ma ancora non lho perduta. Certo, si pu perdere una moglie o dei soldi o persino il proprio nome. Ma queste sono vere stupidaggini. Oggi un uomo perde i denti e domani un dentista americano gliene mette dei nuovi. Ma non si pu perdere la speranza.  lo stesso che morire ventanni prima della propria morte. Ma in che cosa devo sperare se a Mosca non ho protezioni, e se tutta Mosca ha un odore cos gustoso, come se fosse un solo grande rag di inesistenti conigli? Eppure io spero. Pu darsi che adesso passi qualcuno per il boulevard e lasci cascare in terra una buona relazione. Allora diventer dirigente delle piantagioni di ananas di Mosca o persino dei vivai per lincrocio dei cittadini coscienti con le scimmie oppresse.
Complimenti! Cos, compagno, voi pure vi occupate di letteratura. Permettete che mi presenti: Archip Stojkij. Avete letto sulla Komsomoiskaja Pravda il frammento del romanzo Il fischio saponificante? Quella  produzione, e senza moccoli. E voi, dove avete pubblicato?.
Lazik riflett. E se fosse stato davvero uno scrittore? Se bisognava togliersi la camicia, lui se la toglieva. Limportante era la fantasia, e Pfeiffer pi duna volta gli aveva detto:
Voi, Reutschwanetz, le sballate grosse, come se non foste un uomo, ma un intero giornale. Certo, nella sua anima, era uno scrittore! Ecco per che cosa era venuto a Mosca.
Fino a quellistante, ad esser franchi, Lazik aveva pensato ben poco alla letteratura. Sapeva soltanto che Pukin era geloso della moglie, proprio come limpresario ajkevi?, e che Leone Tolstoj aveva una magnifica barba, come Carlo Marx, ma quella di Marx era a forma di vanga e quella di Tolstoj, invece, a forma di votazza. Adesso per aveva capito che lui, Lazik Reutschwanetz, non era affatto un sarto per uomo e neanche uno specialista, ma un rimbombante scrittore. E ammicc confidenzialmente al geloso Pukin.
Pubblicare? Dove capita e ho gi avuto, si capisce, almeno una quarantina di ottimi pseudonimi. A Gomel, per esempio, mi consideravano quasi un Pukin, certo, senza listinto di propriet di un industriale. Probabilmente avrete sentito parlare del nostro bardo di Gomel, urka Bezdomnyj, no? Scrive poesie esclusivamente sui comandanti di brigata, e per di pi anormali. Cos io gli davo questo consiglio: Mettici ancora un sorriso su quel volto, urka Bezdomnyj carissimo!. E lui ce lo metteva sempre.
Roba vecchia, compagno. Pukin, urka Bezdomnyjtutti tromboni. Vi far vedere io come si scrive adesso da noi a Mosca.
Archip Stojkij tir fuori dalla borsa alcuni fogli e, agitando la gamba nuda, tuon:
Frammento 98. Il sapone ululava come le api di ferro. Baldanzosamente scosse la testa Senka Puvak: E allora, ragazzi, abbiam tenuto duro. Accanto a lui sorrideva Dunja. Era con fierezza che essa contemplava le cinghie di trasmissione, e la stella rossa ondeggiava sul suo petto pieno di sano entusiasmo. Il sapone bolliva. Serviremo tutta lUnione Sovietica disse Senka. Egli adesso guardava la stella della ragazza: Ebbene, Dunja, andiamo! La nostra strada di classe giovane conduce verso il sole. Dimentichiamo i sudici sollazzi di coloro che un tempo erano i proprietari di questofficina. Lascia che ti stringa a me con mani operaie!. E, abbandonandosi al palpito della nuova esistenza, leggermente imporporandosi, Dunja bisbigli: Lo vedi, abbiamo superato le norme danteguerra. Risuona, sapone, risuona! Se un giorno avremo un figlio, lo chiameremo semplicemente Il fischio saponificante!.
Archip Stojkij contempl orgogliosamente il boulevard Tverskoj. Sulla sua vegetazione pilifera brillavano ora gocce di sudore.
In gamba, no? Anche voi dateci sotto cos! Si pu scrivere cos anche sui bachi da seta, per esempio. Limportante  affermare la nostra linea. Chi scrive sulle riviste? Degenerati borghesi. Noi li cacciamo dalla porta e loro rientrano dalla finestra. C da stare con gli occhi ben aperti! Io ho pubblicato solamente sedici frammenti. Ma ne ho scritti duecentoquattordici.  ora di finirla con questandazzo. Io vi consiglio, compagno, di entrare subito nel nostro gruppo Vigila. Noi vigiliamo affinch non sintrufolino nelle redazioni tutti quei cadaveri. Se entrate nel nostro gruppo, vi pubblicheranno dove volete. Vi va?.
Lazik accett ben volentieri.
Dopo i conigli morti non ho pi paura di nulla. Vada pure per il Vigila. Ditemi soltanto che cosa devo fare immediatamente. Togliersi la camicia, si capisce,  un affare di due minuti, ma io, per esempio, non ho una borsa cos lussuosa.
Stupidaggini! Non  obbligatorio. Io,  vero, sono per labbronzatura.  un segno di salute e ci distingue perfino nellaspetto dai vari pallidi degeneri dei gruppi di centro. Io mi abbronzo. Io mangio pane nero e bevo acqua artesiana. Io sono semplice, austero, inconciliabile. Io sono un vero vigilante e anche voi adesso siete un vigilante.
Al sentir menzionare un cibo pur cos spartano come il pane nero, Lazik sospir melanconicamente:
Certo, c pi sapore quando su questaustero pane si mette un pezzettino di salsiccia di centro. Ma se un vigilante deve mangiare solamente pane, nellattuale momento io non faccio obiezioni; io vi domando una cosa sola: dove potrei trovarlo istantaneamente questo inconciliabile pane? Allaria fresca m venuto un pochino dappetito.
Archip Stojkij ammicc briosamente a Lazik e lo condusse in una birreria solitaria. Ben presto, sulla tavola comparvero dei bitki con la cipolla e quattro bottiglie di birra. Tracannato un bicchiere, Lazik divent subito brillo e cominci entusiasticamente a mugolare:
Se questa  acqua austera e pane artesiano, si domanda: chi sono io e chi siete voi? Io penso che voi siate Leone Tolstoj e io Pukin in persona, sebbene io non abbia nessuna moglie eccetto Feni?ka Geranovi? e lei sia piuttosto moglie di quel galletto di Schatzman, mentre voi non avete la barba, ossia la barba vi cresce sotto le ascelle. Dite, come si chiama questo folle piatto? Bitki? Voi dite che sono comunissimi bitki, ma io, dopo tre giorni di ininterrotto Jom Kippur, vi dico che questi non sono bitki, sono conigli e forse sono banane.
Archip Stojkij beveva da re. Le bottiglie si avvicendavano, i bitki fumavano, i bicchieri briosamente tintinnavano.
Noi li snideremo dappertutto! Evviva il vigilantismo!.
Muovendo a fatica la lingua, lormai appesantito Lazik bofonchiava:
Certo, che viva pure, dato che sul tavolo c un cos sontuoso coniglio. Voi dite che i cadaveri si fanno avanti. Che razza di cadaveri sfrontati, per! Un cadavere deve giacere sotto qualche lapide commovente. Perch per un cadavere  veramente sconveniente arrampicarsi alle finestre. Mica  sapone per rombare incessantemente. Ma io volevo soltanto proporvi una cosa. Io ho degli occhi deboli fin dai tempi della culla. Una volta, per sbaglio, ho agguantato una gamba che non dovevo. Come si dice a Gomel, io posso scambiare un elefante estero con Moka il sigarettaio. Mentre voi siete un uomo occupatissimo. Voi vi abbronzate e bevete questacqua artesiana, per non parlare poi di Dunja, che certamente romba tutto il tempo. Insomma, con i nostri mezzi non ce la faremo. Cos io vi propongo di includere nel nostro gruppo una certa persona di Gomel.  vero che ha un cognome obbrobrioso, ma noi le regaleremo uno pseudonimo inaccessibile. Probabilmente potr essere poetessa. Le baster dare unocchiata al vostro libero torace per esplodere in versi ininterrotti.
Conversando su questi temi letterari i due amici non si erano accorti di quanto tempo fosse trascorso.
Otto rubli e venti copeche!.
S, s, non discuto Niente da fare, per oggi pagate voi. E la prossima volta sar io a tirar fuori la batteria.
Neanchio discuto. Perch discutere? Non sono mica un cadavere, fino a prova contraria. Ma in tasca ho solamente il ritratto del flagello del Portogallo e, forse, un buco. Vi ho pur detto che per tre giorni ho digiunato e, a quanto pare,  chiaro che questo non  oppio, ma soltanto ferreo materialismo.
Archip Stojkij si alz, rutt e osserv con filosofia:
Al diavolo! Non ho neanche tasche per fare almeno finta di frugarci dentro! Ehi, cittadino!  un aneddoto, ma pure un fatto: ho dimenticato a casa la giacca con il portafoglio. Niente da fare: educazione fisica. Be, arrivederci.
Barcollando, egli usc in strada. Il padrone della birreria si prov a scuotere per la collottola Lazik che era rimasto immobile, ma, persuasosi che da lui non si riusciva a far cascar gi nulla fuorch un ritratto, si accontent di dargli un pugno.
Lazik si ritrov sul boulevard con un occhio un po pesto. Ma non per questo era abbattuto: dietro di lui cera una cena sontuosa e davanti la gloria di Pukin. Stai a vedere che nellex parco Pakevic gli avrebbero innalzato un bel monumento! Lo si sarebbe visto l in piedi, con i pantaloni di bronzo e con un sorriso sprezzante. E al monumento si sarebbe recata Feni?ka Geranovi? e sarebbe scoppiata in lacrime: Ah, perch ho amato quel galletto di Schatzman senza monumento e non questeroe celebre in tutte le Americhe?. E malgrado i pantaloni di bronzo, Lazik non si sarebbe tenuto;sarebbe sceso gi di corsa dal piedestallo, e avrebbe detto: Io vi amo anche dopo la morte e, se lo volete, possiamo sposarci subito per tutti e tre i terzi. Cos sognando, Lazik si addorment.


16.
La sera dopo egli si diresse al Club Letterario. Allingresso firm con aria dimportanza Lazik, vigilante. Qualcuno gli domand:
Compagno, voi siete poeta o critico?.
Senza confondersi, Lazik rispose:
Spietato critico della Commissione di controllo. E cos questo rimbombo che si sente oggi qui da voi? Danze delle minoranze o una lezione sulla questione sessuale?.
Saputo desser capitato a una disputa letteraria sul tema Si deve pubblicare? e dove?, Lazik si rallegr. Ecco dove avrebbe fatto vedere chi era lui!
Il relatore era un vigilante. Parl a lungo sul fatto che le pianete rosse dovevano essere bianche; e che i compagni di strada erano una sovrastruttura sopra la base. Finch il lettore era grezzo, gli si potevano ancora propinare libri sospetti, ma adesso il lettore era maturo, esigeva che il suo cervello venisse difeso contro la produzione marcescente. Si poteva forse, dopo capolavori mondiali come Il rombo saponificante, stampare il biascicare senile di certi degenerati e, per di pi, in ventimila copie? Abbasso la politica dello struzzo e viva la giovane generazione letteraria!
Lazik applaudiva furiosamente. Avrebbe voluto intervenire subito con la proposta di erigere un doppio monumento ad Archip Stojkij e a Lazik Reutschwanetz, proprio come a Minin e Poarskij,1 ma lo prevenne il rappresentante di una casa editrice:
Volevo semplicemente attirare lattenzione del relatore su alcune nude cifre. Infatti, compagni, noi dobbiamo basarci sul calcolo economico. Il lettore, purtroppo, ancora non acquista le opere dei vigilanti. Del romanzo La grande masnada si sono vendute solamente sei copie e del racconto Il bacio lavorativo quattro. Bisogna cercare di conciliare la linea marxista con la grave situazione economica. Noi pubblichiamo in ventimila esemplari il veleno di un qualsiasi compagno di strada per avere la possibilit di stampare in edizione di lusso le opere complete del compagno Archip Stojkij, che sono un sicuro controveleno.
Archip Stojkij url con voce rauca e indignata:
Assurdo! Se pubblicaste noi soltanto, loro chi comprerebbero? Basta con i compromessi!.
Ma il rappresentante della casa editrice non si arrese. Egli riemp la sala di cifre. Allora Lazik trov che era venuto il momento di esprimersi. Lanci una tenera occhiata al relatore, ad Archip Stojkij e a quello della casa editrice.
Voi siete tutti dei simpatici marxisti e adesso con un podi piccola dialettica io vi metter daccordo. Archip Stojkij una specie di Leone Tolstoj e bisogna pubblicarlo oggi stesso.Che cosa c da discutere, se vuole esser pubblicato? Qui, mi pare, i soldi non centrano per nulla. Se ieri un piccolo proprietario ci ha nutriti di conigli, senza fermarsi di fronte a nessuna spesa, secondo me lo stato deve istantaneamente stampare tutti i frammenti di questo Boato insaponato, perch se non li stampa, il compagno Archip Stojkij smetter di urlare e diventer un cadavere che sintrufola. Ma resta la seconda questione, quella di codesti sconvenienti compagni di strada. Da una parte non li si pu pubblicare, perch non si tratta di testi davvero ortodossi, ma dallaltra  necessario pubblicarli perch, non facendolo,la casa editrice non  altro che un buco ininterrotto e non ha neanche un po di spiccioli. Come risolvere una simile contraddizione? Ma  semplicissimo! I nostri ebrei di Gomel sono talmente stupidi che credono ancora in Dio e rifiutano il prosciutto progressista, eppure a una cosa simile sono arrivati pure loro. Io vi dico, per esempio, che un ebreo deve vendere prima di Pasqua tutte le sue stoviglie e lasciare in casa solamente quelle per la Pasqua. Ma a chi vendere tutte queste stoviglie in citt? E poi, vendi una brocca per dieci copeche e una nuova costa un rublo. E allora, prima di Pasqua, lebreo chiama un russo, diciamo un facchino o un guardiano, e gli dice: Io ti vendo tutte le stoviglie per cinque copeche, e quello risponde: Bene, le compro. Certo, tutti e due capiscono che  una cosa fatta apposta e al facchino viene dato semplicemente mezzo rublo per la vodka in quanto conforto spirituale. Ecco, cosa significa trovare una via duscita dalla pi ardua delle situazioni!
Vedo che voi non siete mai vissuti a Gomel e ancora non capite come si fa, per cui vi racconter la storia dei fazzoletti. Il sabato lebreo non pu portare con s nulla, neanche lindispensabile fazzoletto, se esce dal suo cortile. Ma il raffreddore si pu prendere anche di sabato. E, daltronde, non si pu stare tutto il giorno in casa. E nella sinagoga, per esempio, non si pu sporcare soffiandosi il naso. Voi credete che gli ebrei siano rimasti incerti sul da farsi? Nientaffatto! Hanno riflettuto, e hanno escogitato un espediente. Se si circonda tutta Gomel con un filo, si pu considerare tutta Gomel come un solo cortile. Allora si pu andare in giro per tutta Gomel anche con una dozzina di fazzoletti. Cos hanno fatto una colletta e hanno comprato una corda e, in dieci minuti, hanno legato tutta Gomel. Io vi dico: limportante  mettersi daccordo prima. Pu darsi che questi compagni di strada siano un po come i fazzoletti, le stoviglie e il diavolo sa che cosaltro. Ma noi li venderemo al guardiano e li circonderemo con una corda. Noi diremo che li abbiamo in cortile e allora li si potr stampare con unassordante prefazione. Lui, per esempio, scrive che urocka ha un grande amore e noi invece, nella prefazione, lo venderemo come un centinaio di brocche: urocka non  una vera urocka e il suo amore non  amore ma solo una serie di rimbalzi classisti. Il libro sar venduto anche in ventimila copie e in cassa ci saranno i soldi e Archip Stojkij ricever per il suo Boato insaponato un mucchio di rubli.
Archip Stojkij si accigli diffidente.
Voi siete un vigilante o non lo siete? Leccapiedi! Dei nostri e di quelli degli altri. Con chi siete gi riuscito a intendervela?.
Lazik, tuttavia, lo tranquillizz rapidamente:
Questo per tappare la bocca a quel tipo con gli occhiali e perch ci diano finalmente un po di rubli, dato che il trucco della birreria a quanto pare non riuscir unaltra volta e io ho gi fatto in tempo a esser di nuovo affamato.
Sebbene Archip Stojkij adesso avesse una blusa con le tasche, soldi nelle tasche non ce nerano. Lazik dovette abbandonarsi ai dolci ricordi: che buon profumo avevano quelle banane di coniglio! A un tratto gli si avvicin un cittadino ben nutrito, dallaspetto assai distinto. Sorridendo con aria di scusa, costui chiese a Lazik:
Scusatemi, posso dirvi due parole? Voi parlate addirittura come Trotzkij. Unidea brillante dietro laltra. Penso che noi due ci capiremo. Io, vedete, cerco un marxista condiscendente.
Lazik si intener:
Vi capisco bene. Anchio a Gomel cercavo una ragazza condiscendente. Ma Fenja Geranovic si  rivelata inaccessibile come due serrature americane.  vero che poi  diventata condiscendente, ma non con me, bens con Schatzman, e naturalmente allora ha cessato di essere ragazza. Questa  quella che si chiama la felicit gomeliana! Ma ditemi perch avete bisogno dun marxista condiscendente. Non vi sarete messo in testa di correggere addirittura Carlo Marx, eh?.
Pss! Che cosa dite?! E in un luogo simile! La mia  una faccenda molto delicata. Se uscissimo insieme? Permettete che mi presenti: Rjurik Abramovic Soliter.
Le narici di Lazik si dilatarono, gli venne la saliva in bocca, la testa gli girava. Egli decise di agire di slancio:
Sapete con chi state parlando, Rjurik Abramovic? Io sono un grande scrittore. Domani forse mi erigeranno con i pantaloni di bronzo. Io sono un critico spietato. Dentro di me ci sono mille inchieste. Ma noi usciremo di qui insieme. E non solo usciremo insieme, ma insieme entreremo anche in qualche paradiso. Si vede subito che in tasca voi non avete solamente dei buchi e che mi offrirete quei famosi conigli, ossia degli ottimi bitki alla smetana.
Rjurik Abramovic abbracci affettuosamente Lazik.
Certamente, certamente. Andremo insieme al ristorante Venezia. L servono gallinelle selvatiche e birra: quel che ci vuole.
Finito di mangiare il secondo volatile, Lazik disse:
Merci. Dopo questi conigli sono diventato cos condiscendente che potrei mettermi subito a piangere. Ma, se volete che io corregga Carlo Marx, non accetto a nessun prezzo. Mi piace farmi la barba un giorno s e uno no e non starmene seduto sopra dei panconi correttivi.
Ma che dite, che dite! Vi sembra che io sia un bandito? Non sono che un disgraziato ebreo di Kryopolje. Vorreste ancora un uccellino? Un po di salsa? Qui si tratta dun affare letterario. Noi due siamo quasi paesani e mi capirete. Io devo vendere le stoviglie al portiere. Voi siete di Gomel e io di Kryopolje. Fin qui ben poca differenza. Ma voi siete un marxista, mentre io sono un elemento non lavorativo, pieno di lacrime e dinfelicit. In che cosa mai non ho fatto commercio? Potrei persino parlarne in poesia, come il vostro Pukin: saccarina, aspirina, sterline inglesi, uvapassa e chiss diavolo che altro ancora. Otto volte mi hanno deportato, infliggendomi temperature di sei gradi sotto zero, e Narym, e Solovki, e chiss che altro ancora, come se per loro fossi un Nansen capace di scoprirgli qualche nuovo Polo Artico. Ho sopportato di tutto. Ma, adesso, niente pi affari. C da impazzire per questo calo dei prezzi. Ho perduto mille rubli solo con il covercoat. Non sapevo pi che altro inventare. Me ne stavo sulla Petrovka2 come se fossi davanti al muro del pianto di Gerusalemme. Se non mi sgorgavano le lacrime, era solo grazie alla mia educazione. A un tratto, sbuca fuori Fuchs e mi dice: Fai leditore! Io pubblico e non mi posso lamentare. Io, si capisce, lo prendo per la collottola: E che, hai mangiato del pesce marcio? Credi che sia un comitato statale per dirmi di fare leditore?. Ma lui si mette a ridere: Mica devi pubblicare roba di propaganda, no? Pubblicherai romanzi con scenette parigine, e guadagnerai il cento per cento. Be, non era mica poi tanto scemo quel Fuchs! Ho gi pensato a tutto. Ho gi anche il nome delle edizioni: Il Divano Rosso. Ho persino un manoscritto, un romanzo tale che non riesco a leggerlo senza emozionarmi. Lho gi letto otto volte e continuo sempre a emozionarmi. Mi schizzano gli occhi fuori delle orbite. Che citt, vi dico io, questa Parigi! Lo leggerete pure voi. In principio c un ragazzo che dorme con una ragazza. E va bene, questo succede anche da noi a Kryopolje. Ma poi il ragazzo dorme con un altro ragazzo, e la ragazza con una ragazza; e ognuno per conto suo, e poi tutti insieme, e alla pagina duecento io non sono pi capace di capirci niente, perch quello non  pi un letto, ma una specie di mulino a vento. Non lo so, forse ci si  messo pure il traduttore a raccontare storie, perch  un estone, un accordatore di pianoforti. Su dieci parole ne capiva cinque e mi ha detto persino che per quaranta rubli non poteva capire tutto, mi doveva bastare la met. Ma cosa contano le parole? Questo libro andr benissimo, credete pure al mio fiuto. Solo che non me la sento di pubblicarlo cos sui due piedi. Sono stufo di queste gite nellArtico! Voglio che voi mi scriviate una vera prefazione marxista. Vi dar cinquanta rubli. Dopo il vostro sottile discorso, so che scriverete una prefazione degna del pi sottile diplomatico. Vi va? Eccovi un piccolo anticipo. Ancora un po di birra? Un caff?.
Sulla prefazione Lazik dovette sudare non meno che sulla memorabile inchiesta a proposito dellallevamento dei conigli. Lesse undici volte il manoscritto e tuttavia non ci cap nulla.
Qui Valentin prese il tram e vide Angelica che ballava in mezzo alle limousine. Allora in lui si risvegli la passione per i lineamenti e, senza volerlo, prese al suo vicino la racchetta da tennis. Gli disse per: Dopo Il toro sul tetto vuoi giacere con me in mezzo al Bois de Boulogne o anche nel talamo della portinaia sorda?.
Lazik gemeva sommessamente. Ecco chi aveva mangiato pesce marcio! Be, che giacessero pure sul tetto o anche nel talamo sordo, affari loro. Ma che centrava la racchetta? No, no, era pi facile moltiplicare conigli morti! E tuttavia Reutschwanetz era un uomo di ferma volont. Decise di meritarsi i pantaloni bronzei e lavor come un bue. Pochi giorni dopo aveva terminato una breve ma significativa prefazione:
Lo scrittore francese Alphonse Curose, il cui libro ci affrettiamo a offrire al lettore proletario, non  cos semplice come pu sembrare a uno sguardo superficiale. Sotto lapparenza dellurto dei vari sessi, egli in realt flagella clamorosamente la borghesia francese, che danza come una folle fra lampadari e limousine. Valentino  un tipico degenerato che probabilmente brama il nostro petrolio e per il momento si limita a sfruttare la sua portinaia sorda. La situazione della classe oppressa  ben messa in luce dallautore, anche soltanto nelle seguenti parole della schiava che urla: Signore, pulitevi pure i piedi, se lo desiderate. Quanto servilismo sotto il manto di una falsa libert!
Certo, Alphonse Curose oscilla fra due campi e non riesce in alcun modo a porsi su una piattaforma ben solida. Dal punto di vista del pi spietato marxismo noi sappiamo che egli  un tipo completamente declassato e trema al bivio. Ma il talento gli suggerisce che ben presto non vi saranno pi lineamenti di sorta e il tennis passer nelle mani callose dei baldanzosi pionieri. Quando un pesante vaso casca in terra nel suo boudoir, egli trasalisce simbolicamente e, nascondendo in un com la biancheria sporca del suo passato, grida in modo insopportabile: Viene, egli viene!. Il nostro lettore proletario sorrider: s, viene, il nuovo padrone della vita, ed  tempo per voi, oscillanti Curose, di allinearvi sotto il grande stendardo dello standard stabilito!.
 facile capire come tremasse Lazik terminando questa prefazione; egli infatti ben si ricordava dellart. 87. Ma lispirazione aveva vinto i timori. Rjurik Abramovic lesse la prefazione ad alta voce, la lesse con sentimento, spruzzando saliva e gesticolando.
Che dirvi, prima qualit! Mi immagino come minvidier quella bestia di un Fuchs.
Avuto il denaro, Lazik sinorgogl. And al Venezia, si bevve una caraffina di vodka e cominci a vantarsi:
Io posso far tutto a pezzi dal punto di vista marxista. Persino un ombelico. Sono veramente un genio e mi fa ridere pensare che davanti a me stiano seduti degli uomini vivi e non leterna memoria. Allora, Fenicka, lavevi comunque intuito? Io resecher scientificamente la tua vestaglia lilla e dico: questa  oscillazione fra due piattaforme. Ehi, Beethoven, suonatemi una melodia! E voi chi siete? Il cameriere? Non lo so. Non vi conosco. Magari siete Massimo Gorkij. Insomma, aiutatemi ad alzarmi, perch ho le gambe che non ce la fanno. Di certo mi sono gi diventate di bronzo.
Lazik fu accompagnato alla toilette. Dimentico della gloria mondiale, egli simmobilizz con fare colpevole sulla tazza. Che farci? Non aveva mai bevuto tanto in vita sua.

NOTE.
1 Leggendari eroi della Russia antica.
2 Via centrale di Mosca.


17.
Due settimane dopo tutta Mosca letteraria conosceva gi Lazik Reutschwanetz. Come uno di casa egli frequentava le redazioni, si sedeva, chiacchierava, esigeva anticipi dalle case editrici per vari lavori, interveniva ai dibattiti. Tutti si erano rapidamente abituati alla sua statura smisuratamente piccola e alla sua vocetta sottile, che sembrava lo squittio di un topo. Nessuno,  vero, sapeva con precisione per che cosa egli fosse famoso, ma in ogni caso dicevano: Bisogna invitare anche quel tale, quel Reutschwanetz. Quando a Lazik domandavano:
Lavorate?.
Orgogliosamente egli rispondeva:
E come no! Sto terminando il sesto tomo duna critica marxista di ogni genere di lineamento.
Ci suscitava lammirata trepidazione degli uni e linvidia degli altri. Una volta Lazik se ne stava seduto al Club Letterario in attesa di unoccasione, e cio che tutto a un tratto apparisse un nuovo Soliter. Con lui attacc discorso un soggetto occhialuto, che per tutto il tempo sbadigliava in modo da lacerarsi la bocca:
Noiosa oggi questa relazione.
E quand che non  noiosa? Mica  il Venezia con le sue melodie.
Locchialuto sogghign:
E voi siete poeta? Prosatore?.
Io? Io sono un marxista al settimo tomo. E non qualcosa di approssimativo, ma un critico al cento per cento. E voi chi siete?.
Io sono un segretario erudito dellAccademia.
Lazik si sent rivoltare: questa s che era bella. Di sicuro a quello gli pagavano cento rubli sonanti per una prefazione, e poi anche onori a grancassa. Chiss come nutrivano, per esempio, un frutto accademico come quello! Di sole orchidee. Perch anche Lazik non poteva essere segretario dellAccademia? Probabilmente si trattava di una casa come unaltra, se non sulla Lubjanka, di certo sulla Petrovka. Quanto allerudizione non cera nulla da dire. Pi erudito di lui non si poteva concepire nessun altro. Perch, gli aveva insegnato poco anche il solo compagno Serebrjakov, per non parlare poi del cheder?
Al successivo dibattito sul linguaggio moderno Lazik cominci cos il suo discorso:
Io non parlo semplicemente come critico spietato, ma anche come segretario assai erudito della principalissima Accademia. Io conosco la vostra lingua possente in lungo e in largo e dico che questo  soltanto il balzo dellagonia, perch quando si agita loceano della classe.
Non riusc a terminare.
Una disgrazia ne tira laltra. Rjurik Abramovic riusc di nuovo a scoprire il Polo Nord ed esaminando laffare della casa editrice Il Divano Rosso, gente immodesta volle interessarsi dellautore della patetica prefazione. Dopo lo scandalo del dibattito i vigilanti si erano affrettati a rinnegare Reutschwanetz e la carriera letteraria di Lazik termin con la seguente conversazione di genere non precisamente letterario:
Nome? Anno di nascita? Fate parte dellorganico? Benissimo. Adesso spiegatemi chi siete, in fin dei conti.
Io? Una sovrastruttura.
Come?.
Semplicissimo. Se voi siete la base, io sono la sovrastruttura. Io parlo con voi da marxista radicato.
Sapete che vi dico? Piantatela con questi scherzi. A me non la fate tanto facilmente. Io vi vedo in trasparenza. Rispondete senza tante storie: che razza di uccello siete?.
Se devo essere un uccello, sono un gufo. Non conoscete quella vergognosa storia? Ma se la conosce tutta Gomel! Allora ve la racconto subito. Due ebrei discutono. Che cos un gufo?. Un pesce. Perch allora sta sul ramo?.  matto. E cos anchio sono un uccello o un pesce, insomma qualcosa di matto.
Ah, cos! Fate il furbo? Davvero a proposito, perch io sono uno specialista in simulatori. Qui cera un farabutto, vendeva dollari alla borsa nera. Si  messo a recitare una commedia come fate voi. Diceva di essere un cane: camminava carponi, abbaiava, alzava persino la zampa destra. Be, io gli dico: Dato che siete un cane,  inutile discutere: per un cane morte da cane!.  saltato in piedi in un battibaleno e come s messo a gridare! Va bene, non sono pi un cane, sono Osip Bencik e, vi prego, rivolgetevi a me da uomo a uomo!. E cos voi sareste un pesce?.
No, io non sono un pesce. Non ho nessuna voglia di nuotare in qualche acqua gelida. Io ho provato a parlare con voi su un tono elevato, come ai dibattiti pi chic, ma se questo non vi piace, posso parlare con voi anche alla buona. Chi sono dunque io? Sono un ex sarto per uomo. Tutto  cominciato dai pantaloni di Pfeiffer ed  finito con questi pantaloni di bronzo. Io sono stato schiacciato dalla grandezza della storia. Io, per esempio, per tre giorni ho digiunato, ma poi ho incontrato il compagno Archip Stojkij. A lui cresce la barba in tuttaltro posto da quello normale e mi ha recitato tali stupidaggini che, se le sentisse lultimo ronzino di Gomel, creperebbe dasciutto sarcasmo. Allora ho pensato: se questo Archip Stojkij  un grande scrittore, perch non posso arrampicarmi anchio su un piedestallo belle pronto? Non  colpa mia se nel romanzo del cittadino Curose non ho capito niente. Neanche voi ci avreste capito qualcosa e vi do la mia parola donore che nemmeno i generali cinesi ci avrebbero capito niente. E se una volta mi sono sbronzato al Venezia, questo non  un delitto antistatale. Da noi a Gomel dicono: Luomo, si capisce, esce dalla terra e, si capisce, alla terra fa ritorno.  una cosa che si capisce benissimo. Ma, fra il momento in cui se ne esce e il momento in cui ci si torna, sembrerebbe che si possa tracannare un bicchierino. Non mi ricordo che cosa ho detto laggi, in quel gorgogliante Venezia, dato che mi sono semplicemente sentito male. Adesso sono senza aureola, come linesistente Iddio. Che farci, non obbietto. Voi non volete che io sia un nuovo Pukin; bene, non lo sar. Mi tolgo questi pantaloni di bronzo e do laddio a quelle saporite orchidee. Vi prometto di stare pi quieto dellerba rasa a zero. Solo, non mandatemi a tener compagnia a Rjurik Abramovic! Io non possiedo nessuna pelliccia e probabilmente adesso lui non ordina pi prefazioni. Non torturate il disgraziato Reutschwanetz! No, lasciatelo piuttosto libero di andare in tutte le quindici direzioni!.

18.
Verso lautunno Lazik era di nuovo sistemato. Di nuovo mangiava bitki.  vero che nel suo nuovo impiego non cera nulla che elevasse lanima, ma, istruito dallamara esperienza, egli non sognava pi la gloria mondiale. Un certo Boris Samojlovic Chejfetz riceveva da Minsk della stoffa di contrabbando. Rientrava fra i compiti di Lazik distribuire il materiale ai sarti privati. Per questo riceveva sessanta rubli al mese. Certo, a Mosca faceva pi caldo che non al Polo Nord, eppure Lazik tremava tutto il tempo. Portava il panno come la povera madre di un trovatello, stringendoselo al petto e voltandosi a guardare con spavento i passerotti che cinguettavano. Giungeva persino ad invidiare Rjurik Abramovic: quello era gi sul posto, si era abituato, forse gli era cresciuta una pelle dura come un orso artico, mentre lui, Lazik, non aveva altra prospettiva che quella febbrile escursione.
Unica consolazione di Lazik erano due sue vicine. Le incontrava talvolta in corridoio o sulle scale, si fermava, sospirava devotamente e lasciava cascare in terra un taglio di stoffa. Il tempo si era ripreso i suoi diritti e in cuor suo ormai egli aveva tradito Fenja Geranovic. Dopo tutto, Fenja era la mela di un albero reazionario, mentre le vicine di Lazik lavoravano al Trust del lino, andavano a teatro e si esprimevano in modo scientifico; cos, per esempio, una di esse, scontrandosi sulla porta con Lazik, aveva detto: Negri siffatti non dovrebbero occupare la superficie abitabile. Lazik sera innamorato in un colpo solo di tutte e due e questo non lo turbava affatto. Sapeva che una, sontuosa e rosea, si chiamava compagna Njusja, mentre laltra, una brunetta dal naso a punta, era la compagna Lilja. Ma di chi era innamorato lui, di Lilja o di Njusja? Questo problema comunque lo occupava in astratto, dato che avrebbe preferito andare a trovare lartico Rjurik Abramovic piuttosto che attaccare discorso con una delle due belle vicine.
Una sera, tornando a casa dopo una giornata di lavoro (Chejfetz aveva ricevuto una grande partita di covercoat), Lazik vide sulla porta della sua stanza la compagna Njusja. Egli squitt sommessamente per lentusiasmo. Njusja parl per prima:
Perch mi guardate sempre e non mi salutate?.
Lazik tacque.
Be, che siete: muto?.
Allora, con un eroico sforzo di volont, Lazik si costrinse a parlare:
No, non sono muto. Muta  la Puke. Mentre io sono Reutschwanetz. Ma come potrei parlare con voi? Oh, se vi avessi incontrato prima, quando ero candidato a diventare un Pukin o anche semplicemente un candidato qualsiasi! Che cosa sono ormai? Il corriere senza speranze di una impresa assolutamente privata, ossia di Boris Samojlovic. Mentre voi siete una divinit di bronzo.
Njusja scoppi a ridere.
Io non sono una divinit, ma una protocollista; per voi avete una bella stanza. Ci vivete da solo? Come siete riuscito a procurarvela?.
 stato Boris Samojlovic. Lui ha molte straordinarie relazioni. Ma perch parlate di una stupida stanza, quando voi siete qualcosa di superiore addirittura ad un reparto davanguardia, siete un lineamento bronzeo?.
Com che ci tenete tanto al bronzo? Io non sono di bronzo. Io, a quanto pare.
Njusja non termin le sue parole: invece di far parole, agit le sue forme, che effettivamente non erano di bronzo. Lazik strizz gli occhi. Riusc a malapena a balbettare:
Che fuoco dartificio soprannaturale!.
Njusja si avvicin alla finestra, contempl con attenzione il modesto arredo. Lazik non distoglieva gli occhi da lei: un miraggio, una visione stupenda!
Bisogna riconoscere che Lazik si distingueva per un eccessivo entusiasmo. Bench Njusja fosse una donna formosa, certamente non eccelleva per bellezza: naso a patatina; invece dei sopraccigli, una peluria albina; collo corto e grosso. Lunica cosa di cui poteva vantarsi era labbondanza di materiale: a fianco di Lazik, sembrava in larghezza un oceano in tempesta e verticalmente un grattacielo.
Il silenzio si protrasse abbastanza a lungo. Finalmente Njusja disse:
Continuate a puntarmi gli occhi addosso! Vi piaccio?.
Oh! Oh!.
Lazik non trovava le parole. Agitava le braccia e respirava a scatti.
Mi piacete? Che vergognosa espressione! Perch non sono Pukin? Perch non sono almeno urka Bezdomnyj? Oggi io rido quando penso alle mie opere recenti. Sentite in che modo orrendo io rido?.
Njusja si limit a stringersi nelle spalle. Lazik infatti non rideva.
Non sentite?.
E Lazik url ad alta voce: Ah, ah! Adesso sentite? Io rido perch dubitavo di un legame con la vostra compagna Lilja. Quella non ha nientaltro che il naso.  persino indegna di dormire nella stessa stanza con voi. Quando io vi guardo da tutte e quattro le parti, nei miei occhi vola lelettricit. Voi incombete sul mondo come una bronzea.
Puah! Daccapo il bronzo? Ma su, provate, mica sono fredda.
Nella testa di Lazik pass come un baleno: Fenja Geranovic, Schatzman, la mucca, il pigmeo Qui bisognava essere davvero coraggioso! Io sono pur la classe baldanzosa? Ma come fare a baciarla se stava in piedi? Salire su uno sgabello? Pi coraggio! Per lennesima volta Lazik si spron con la sua massima prediletta: Arrampicati, Lazik, arrampicati!. Salt allora sullo sgabello. Di colpo si sent diventare alto e audace. Con le sue braccia sottili cinse il collo massiccio. Baci Njusja senzaltro sulle labbra, come quello sfrontato Valentino baciava la sua Angelica parigina. Ma, a questo punto, accadde limprevisto: gli venne un giramento di testa e cadde per terra fra le risate di Njusja.
Alzarsi? Ma se lei rideva Mica era colpa sua. Lui sarebbe andato arditamente in battaglia e, se pur era contuso, questo accade anche ai pi irreprensibili eroi. Ma lei questo non lo capiva. Dunque meglio non alzarsi. Meglio giacere sul pavimento come se fosse gi morto di troppa e irruente felicit.
Hi! Hi! Perch non vi alzate? Vi siete fatto male?.
No, io non mi sono fatto male, ma forse sono definitivamente morto in seguito a sentimenti cos scottanti. Forse davanti a voi giace soltanto la fredda salma di un torero o persino di Eugenio Oneghin.
Dopo aver riso a crepapelle, Njusja costrinse Lazik ad alzarsi. Molto tranquillamente gli disse:
Lilja ha stufato pure me. Con quel suo naso va a ficcarsi anche dove non dovrebbe. Non posso invitare nessuno che subito me lo frega. E voi, anche se non siete riuscito bene quanto a statura, nel complesso siete mica male, potete andare. Insomma, volete che ci sposiamo? Domani mattina andiamo al Zags, e dopo lufficio io porto qui la mia roba. Vivremo insieme.
Invece di rispondere, Lazik cadde in ginocchio. In modo sconnesso esclam:
Voi siete pi dolce dei banani! Voi ribollite come cento Dnepr! Quando ricever i sessanta rubli da Boris Samojlovic vi comprer una racchetta da tennis. Io vi amo come un Dio fossile!.
Njusja gli diede un colpettino sulla testa e, dopo aver detto: Allora, arrivederci a domani, se ne and a dormire come una virtuosa fidanzata dei tempi andati. Ma altro che sonno per Lazik! Dimenticate le severissime deliberazioni della comunit degli inquilini, come una tigre si agitava nella stanza in preda alla paura, alla passione, alla felicit. Parlava da solo: Lazik, ma lo capisci che cos successo? Hai vissuto trentadue anni come lultimo gattino. A chi sarebbe mai venuto in mente di baciarti, tolta la zia Chasja? E adesso, invece, sei un amante felice. Ti si pu esibire in tutti i teatri. Domani tu entrerai in paradiso. Che cosha di peggio questa stanza del talamo della portinaia sorda? Su di te scriveranno romanzi parigini. Ruggisci, Lazik, ridi, balla! Tu non sei un fattorino di Boris Samojlovic, sei un toro pronto al balzo.
Il mattino dopo Lazik diede un calcio al pacco del covercoat. Annunci a Boris Samojlovic:
Oggi io non lavoro. Ho scoperto un piano superiore. Domani forse recapiter tutto il materiale a Sucharevskij, ossia in quella selvaggia via abolovka. Ma oggi non voglio neanche discutere con voi, perch voi vivete sulla terra con il vostro covercoat canino mentre io mi libro fra compatti lineamenti.
Che vi piglia? Siete gi sbronzo di mattina? O avete uninfluenza con complicazioni?.
No, ho un amore con complicazioni. Domani verr da voi, ma oggi mi sposo e non con una donna comune ma con un lineamento di sogno.
Alla Sezione registrazioni Lazik si comport con dignit. Solo non gli riusc, per quanto ci provasse, di prendere sotto braccio Njusja. Considerava sconveniente montare su una sedia in un ufficio pubblico e Njusja non voleva a nessun costo mettersi in ginocchio.
Non mi metter a raccontare in che modo nel suo trentaduesimo anno di vita Lazik divent un amoroso trionfante. Albeggiava gi quando dest Njusja e, travolto dalla piena dei sentimenti, si mise a dire:
Sai che a Gomel noi abbiamo recitato la tragedia del compagno Lunacarskij? Allora io non capivo niente. Ero cieco come un sorcio di bronzo. Dovevo mordere la duchessa, ma non ho saputo far altro che urlare in modo rauco e incosciente.Adesso capisco di che magnifica tragedia si trattava! Se fossi un vero duca classista ora mi metterei a morderti nel mio penultimo sprazzo. Ma io non sono un duca e voglio semplicemente baciare ancora una volta questo non-bronzo.
Njusja gli si avvent contro:
Vattene al diavolo! Ho sonno.
Il mattino dopo Njusja si alz, si vest sbadigliando, bevve il t e poi disse a Lazik:
Bene, adesso andiamo al Zags.
Ma se ci siamo stati ieri.
Ieri! Ieri ci siamo sposati e oggi invece andiamo a divorziare.
Lazik si lasci cadere sullo sgabello dove aveva conosciuto la prima felicit, e si mise a piangere piano.
Njusja! Lineamento! Perch vuoi dissolverti? Io non capisco pi niente Non siamo mica obbligati a divorziare. Possiamo vivere insieme fino alle assi della bara. Gli ebrei trapassati avevano questa regola: se i giovani non avevano dormito insieme, il mattino dopo dovevano divorziare. Certo, si tratta di una violenza sulla libera coscienza, ma  una cosa che ancora si capisce. Perch la gente si sposa, infatti? Ma c forse una legge per cui, se i giovani hanno dormito insieme, il mattino dopo sono obbligati a divorziare?.
Mi hai scocciato, piagnone! Eh gi, abbiamo dormito! E poi, a quanto pare, ci siamo pure alzati. Non vorrai mica che mi dia da fare ogni notte con una cimice come te! Adesso abbiamo la libert. Scegliti chi vuoi. Parliamo della camera, piuttosto. A met non la si pu dividere. E tornare da Lilja non posso. Ci ho litigato per causa tua. E poi mi ha detto che oggi va anche lei al Zags con Garin. Staranno da lei. Bene, tu sei un uomo, per te  pi facile sistemarti. Sicch la camera rimane a me. E le tue cose levale di mezzo, ma subito, senza tardare troppo. Non mi va. E non credere di venire a trovarmi. Al Zags io ci sono gi stata quattordici volte. Se tutti gli ex mariti cominciassero a mettere il naso in casa mia, non ci sarebbe posto abbastanza.
Lazik si soffi sommessamente il naso.
Lo so che sono infelice. La zia Chasja diceva che da piccolo ho sbattuto la testa contro un vaso. Per me muore un miraggio e tu mi parli di una ridicola superficie abitabile. Se avessi unAccademia, ti darei tutta lAccademia. Perdonami se ti ho svegliato di notte con le mie ovazioni teatrali. Andr a vagare per il mondo, come si addice a un maledetto Reutschwanetz. Sulla terra ci sono i metri quadrati e il Zags e persino qualcosa che non  di bronzo. Ma, sulla terra, non c la felicit. Questa  solamente una parola arretrata di una lingua possente.
Vedendo Lazik, Boris Samojlovic scoppi a ridere:
Vi siete sposato? Auguri!.
Datemi il covercoat per Sucharevskij e non toccate i miei punti dolenti. Non solo mi sono sposato, ma ho gi divorziato. Perch mi avete dato quella crudele superficie abitabile? Era meglio se avessi dormito su una panchina del corso! Adesso posso addentare tutti, come un coniglio rabbioso. Io respingo il vostro mondo organizzato! Voi volete soltanto i rubli. Lei voleva i metri quadrati. Io volevo qualcosaltro di cui non parler affatto con voi. Ma vi domando: chi  che non vuole nulla? Chi si accontenta di un amore tombale e delle lacrime di gioia altrui?.


19.
Lazik si stabil da Chejfetz, in cucina, insieme con la vecchia serva Daa. Daa figurava come la zia di Boris Samojlovic e Lazik era suo nipote. Di notte Lazik piangeva la sua breve felicit. Di giorno continuava come prima a portare in giro la merce, incassava i soldi o aggiustava i pantaloni di Boris Samojlovic. Voi, diamine, domanderete perch Boris Samojlovic non potesse farsene dei nuovi del migliore cheviot inglese. Come se i pantaloni fossero una capocchia di spillo! Del resto, Lazik ben sapeva che cosa siano dei pantaloni
Boris Samojlovic viveva in modo concentrato, da uomo devoto a unalta idea. A lui, per esempio, piacevano i dindi oppure i capponi, ma nellalloggio si trovava il cittadino Tycenko e Tycenko poteva sentire un odore sospetto. Boris Samojlovic perci mangiava minestra con il lesso. Andava in giro con i pantaloni rattoppati da Lazik.
Tu, Reutschwanetz, almeno sei stato sposato una notte,mentre io sono due anni che mi accontento di ricordi a pezzi.Qui non posso portare nessuno, Tycenko lo verrebbe a sapere e direbbe: Chi , perch questa vita lussuosa?. E andarci, a donne, sarebbe altrettanto pericoloso: magari incappi in una retata. Marjancik mi ha raccontato che in vicolo Nikolskij tre danesi nude raffigurano il telegrafo subacqueo e bastano dieci rubli per un telegramma.  quasi gratis! A momenti mi veniva il cardiopalma. Ero gi uscito di casa, ma poi sono tornato indietro. Se mi pigliavano, ero finito.
Una notte Boris Samojlovic si port Lazik in camera sua, chiuse la porta a chiave, guard se per caso Tycenko non gironzolava in corridoio e, infine, tir fuori da sotto la biancheria sporca un piccolo quadretto con una cornice lussuosa. Lazik vide un cane da caccia che strappava senza tanti complimenti la gonna di una contadinella. Boris Samojlovic bisbigli, pieno di ammirazione:
Vedi? Me lha venduto Sapelov per cento rubli. Sapelov non aveva solamente un museo di armi, ma anche un allevamento equino. Mi ha detto francamente: Il rischio  grande se ve lo trovano. Ma se lo tenete fino alla fine,  una ricchezza. Gli stranieri vi darebbero almeno centomila rubli, perch si tratta di un grande pennello. Questo  un Repin o un Raffaello, oppure tutti e due insieme. Sicch ho rischiato. E non penso neanche ai soldi. Di notte me lo guardo alla chetichella e ci godo. Che espressione questa gonna! Che pennello! Tu, Reutschwanetz, magari al mondo non rispetti nulla, ma io ti assicuro, fratello mio, che esistono molte cose belle.
Correvano giornate piene di pericoli. Lazik faceva il giro dei sarti. Certe volte, alla vista delle forbici e del ferro da stiro, in lui si ridestava la coscienza: Perch ho tradito tutto questo per i vagabondaggi? Ma che cosa dovevo fare? Non sono io che mi sono tolto da me linsegna e la felicit.  tardi per lagnarsi! Adesso sono trascinato come una povera fogliolina, sospinto da un uragano centenario.
Boris Samojlovic cambiava i rubli in sterline inglesi e certe volte se le contava; allora Lazik doveva stare seduto in gabinetto e far frusciare disperatamente la carta igienica per confondere le idee a Tycenko.
Dopo aver contato il denaro, Boris Samojlovic sospirava malinconicamente. Andava in cucina in punta di piedi e diceva alla serva:
Zia Daa, mi fareste bollire un semplice samovar proletario?. Quindi si lagnava con Lazik: N ragazze, n cene al Moskovskaja, e neanche mai a sentire unoperetta. Sono davvero un martire! Sono un santo! Dopo morto, di sicuro non appassir, no, comincer a olezzare. Ma, intanto, con che cosa mi consolo?.
Potete pensare, per esempio, di essere gi morto, e allora potete olezzare a tutto spiano, se questa per voi  una consolazione.
Ma per Boris Samojlovic non era poi cos facile consolarsi. Bisbigliava:
Non capisci, mascalzone, che tutto il loro comunismo non  altro che unassurdit piombata?.1
Lazik rispondeva evasivo:
Da noi a Gomel si dice: una sola aringa basta anche per dieci, mentre un grosso pollo se lo pappano in due.  la verit delle verit. A voi, si capisce, piace mangiare il pollo; piace anche a me; piace a tutti. Unaringa in bocca  un altro discorso. Ma tutto linsieme non  pi la vostra rabbia solitaria di quando fate frusciare le banconote, ma esatta aritmetica. Io lo capisco senza bisogno di nessun abc politico e voi ed io siamo due classi infuriate. Chiunque vede che voi siete un vagone di prima e io uno al di sotto della terza. Per il momento ci tira la stessa locomotiva. Ma che cosa sar domani io non lo so.
Una sera, tornando a casa, Lazik vide che Boris Samojlovic si era avvolto in un cappuccio caucasico e chiss perch zoppicava.
Dov che siete cascato, Boris Samojlovic? Sulla Passeggiata degli entusiasti, forse?  molto sdrucciolevole laggi.
Pss! Io non sono pi Boris Samojlovic, ma Oskar Zacharievic e zoppico fin dallinfanzia. In primo luogo, tieni questinvoltino. Solo sta attento, qui c tutto il mio avvenire. E, secondariamente, hanno beccato Tycenko ed  saltato fuori che Tycenko non era affatto nel partito, ma lavorava insieme con Marjancik. Questo vuol dire che laffare passa per Minsk e domani acchiapperanno pure me. Se ancora si trattasse di Narym, ci penserei, ma la cosa puzza di processo. Reutschwanetz, io ho deciso di filarmela a Lodz. Laggi ho un nipote. Non come te: vero. Se Dio vuole, camper. Sempre che riesca a far passare questo fagottino. Ora, domando, tu cosa fai?.
Io. Niente. Io ci sono abituato. Il massimo che posso fare nella data situazione  andare dal barbiere.
Tu sei un fesso, Reutschwanetz! Perch, se io me la svigno, piglieranno te. Va un po a dimostrargli che non sei mio nipote. E poi, chi hanno visto con il materiale? Te. Vuoi beccarti dieci anni? Li vuoi? Idiota! E se poi ti fucilano, magari?.
Perch dovrei sbirciare avanti, nel mio sanguinoso futuro? Meglio che vada e per ogni evenienza mi cambi la biancheria.
Aspetta! Sai che ti dico? Piglio pure te con me. Tu farai passare il fagottino. E per il resto tutto si aggiuster. Ci far passare la frontiera Feigelsohn di Minsk. Hai ancora dei dubbi? Ma tu sei un idiota, a dir poco. Ti metter a posto io a Lodz.
Io non capisco: perch dovrei scappare? Voi, chiaro, salvate il vostro Raffaello e quei biglietti bianchi. Ma io che ho da salvare? Se si tratta di me stesso, non val certo la pena di andare a Lodz: posso tranquillamente morire nel cimitero Dorogomilovskoe. E se non si tratta di me stesso, allora di chi? Della mia ex consorte? o di Tycenko? o del vostro inaccessibile fagottino? Be, laggi voi avete un nipote, ma io laggi non ho nessun nipote, e a voi io credo come alla neve dellinverno trapassato. Io avevo una zia a Gluchovo, ma ormai non c pi. Perch dovrei scappare o anche soltanto accelerare il passo? Comunque, s, acconsento. Scapper con voi alla cieca verso la vostra maledetta Lodz. Ormai non sono nemmeno pi un cittadino stabile, ma un unico salto nellignoto. Io per primo non posso fermarmi. Fuggiamo, Oskar o Boris, oppure Repin con il pennello, fuggiamo! Noi siamo foglioline e intorno abbiamo uragani. Ma fermatevi, ch voglio piangere lacrime appassionate. Io do laddio a tutta la mia giovinezza fallita. Do laddio a Gomel e al ditale. Do laddio a questo Ivan il Grande e allo sgabello della mia ex consorte. Io sto come inchiodato, io singhiozzo e tuttavia non posso far nulla di fronte a un simile terremoto e fuggo, fuggo, fuggo.
1 Probabile allusione a Lenin, che giunse in Russia, per scatenarvi la rivoluzione, in un vagone piombato.


20.
Guardiamo insieme la verit negli occhi, Reutschwanetz. Tu sei un grande filosofo e non sei geloso della vita.Volevi persino morire immediatamente al cimitero Dorogomilovskoe. Tu non hai nessuno al mondo. E io invece ho un nipote a Lodz. Sicch non voglio morire, e tanto non lo voglio che, quando vedo per strada i funerali degli altri, mi sento una fitta alla pancia. Dunque il fagottino devi prenderlo tu. Se ti beccano, che farci, morirai almeno duna morte interessante. Ma se farai passare questo fagottino, io ti coprir doro. E tu certamente lo farai passare. Sei cos piccolo tu, che nessuno certo si accorger di te. Poi, in fin dei conti,sei un mio impiegato e quindi sei tenuto a portare i miei fagotti.
Io non dico di no, ma tanto vale che mi metta a cantare la marcia funebre a mio proprio beneficio. Anchio voglio ancora vivere, magari un anno soltanto, e mi sento una fitta alla pancia come se gi vedessi i miei propri funerali.
I fuggiaschi superarono felicemente le postazioni di frontiera. Vedendo da lontano il berretto di un gendarme polacco, Boris Samojlovic chiam Lazik:
Bene, adesso dammi qui questo fagottino.
Lazik slacci i pantaloni e ne tir fuori il prezioso fagottino. Consegnandolo, si limit a domandare:
E quando comincerete a coprirmi doro?.
Ma Boris Samojlovic non rispose nulla. Sorridendo confidenzialmente, egli porse al gendarme una delle frusciami banconote:
Questo, pan,  il meglio passaporto.
Il gendarme decise di contrattare: troppo poco, bastava per uno, non per due. Allora Boris Samojlovic, stringendosi perplesso nelle spalle, disse:
Questo non essere uomo mio. Io non conoscerlo affatto. Questo essere di certo bolscevico. Dal muso si vede esser figlio di cane.
Lazik venne arrestato. Egli non discusse, non si difese. Si limit a dire piano a Boris Samojlovic:
Ve lavevo detto gi a Mosca che vi credevo come alla neve dellanno trapassato. Potete pure portare i miei saluti al vostro caro nipote e poi coprirvi doro da tutte le parti. Diventerete cos bello che tutte le polacche vi organizzeranno un unico telegrafo senza fili. E Reutschwanetz se ne star sopra i panconi stranieri a pensare che al mondo non esiste neppure una giustizia ladresca.
Prima di accingersi allinterrogatorio dellarrestato il commissario decise di irrobustirsi un po: si mangi un pezzo di salsiccia affumicata e svuot una caraffetta di vodka. Sebbene le sue gambe si fossero appesantite, la testa si fece pi leggera e, sghignazzando con allegria, cos salut Lazik:
Salve, compare. Chi sei tu, una spia dei rubli?.
Io? No, io sono piuttosto quel poveraccio di Reutschwanetz.
Non fare il fesso. Che piani volevi rubare, per esempio: di Varsavia o di Vilno? O, forse, volevi ammazzare addirittura il nonnino Pilsudski?.
Quello non  affatto mio nonno e io non volevo accoppare nessuno. Io non volevo accoppare nemmeno quel Boris Samojlovic sebbene mi avesse promesso di coprirmi doro e poi sia scappato al trotto. Anche i piani a me non servono nulla, io non sono un disegnatore e non ho il pennello di Repin. Una notte,  vero, lho passata su un piano superiore con la mia ex consorte, ma la cosa si  ridotta alla fin fine a una semplice questione di superficie abitabile.
Questo non  un uomo!  un colera! Se lo vuoi sapere, questo non  un porcile sovietico, perch tu vi macini le tue idiozie. Rispondi, perch sei sconfinato in Polonia?.
Lazik si fece pensieroso. Gli era difficile rispondere di primo acchito a questa giudiziosa domanda:
Pi che altro perch avevo il vento del nord alle spalle. Se avete unora o due di tempo, potrei naturalmente raccontarvi tutto per filo e per segno. Tutto  cominciato da quella sordomuta di Puke. Allora io ero innamorato di Fenicka Geranovic e voi stesso sapete che lamore non  un semplice legume.
Basta!  cos che parli a un ufficiale polacco? Se vuoi saperlo, non  lAsia qui. Qui da noi  Parigi. Qui c la Lega delle Nazioni. Qui a Vilno c ununiversit pi che chic. Noi abbiamo dato i natali a Copernico. Noi abbiamo lussuose cocotte nelle pasticcerie. Io ti spacco il muso! Rispondi come si deve: chi sei?.
Un ex sarto per uomo.
Aha! Krawec1.
Io non sono affatto Krawec, ma Reutschwanetz, ma da noi a Gomel di Krawec ce n un sacco. Un Krawec faceva persino il commissario e schiacciava le pulci da tifo mentre un altro Krawec fabbricava la pejsachovka con la trementina ungherese; poi, naturalmente, lhanno spedito in capo al mondo.
Sta zitto, mascalzone! Dove sei nato?.
Gi ve lavevo detto che sono precisamente di Gomel.
Esausto, il commissario di polizia si assop. Lo svegliarono i passi della sentinella. Destatosi, per prima cosa egli si mise a urlare:
Ancora una bottiglia! E tu di dove sei, figlio di un cane! Di Gomel. Cos dunque! Sicch sei un polacco. La regione di Gomel  terra nostra. Mettiti sullattenti di fronte a un ufficiale, vecchio sorcio! Sei uno schifoso ebreo, ma sei sempre un polacco della legge di Mos, perch Gomel noi presto ve la prenderemo. Tutti voi di Gomel in realt siete polacchi.
Il commissario adesso tracannava la vodka dal bicchiere del t. Lazik lo guardava in modo pensieroso e tenero:
A voi capiter quello che  capitato a me al Venezia e qui non c neanche il cesso. Voi dite che io sono polacco. Pu darsi. Non ci avevo ancora pensato. Ma sono stato candidato erudito dellAccademia. Perch non potrei diventare polacco? Con Pfeiffer per voi sarebbe molto pi difficile, perch Pfeiffer  testardo come un asino e poi adesso si trova nella polacca Gomel mentre voi siete ancora qui. Lui pu dire, per esempio, che non  un polacco, ma un iracondo membro della cellula. Io, invece, sto qui in piedi e non discuto. Tagliamo corto e diciamo pure che io sono un polacco purosangue.
Il commissario non stette pi ad ascoltarlo. Si mise a gridare:
Alzati, colera!. (E questo bench Lazik fosse sempre rimasto in piedi). Alzati e canta il nostro eroico inno: La Polonia mai perir finch noi vivi sarem.
Ma qui Lazik interruppe il canto con unesclamazione disperata:
Che centra qui la Puke?2.
Taci, carogna! Dovresti esultare, battere sui tamburelli, suonare trombe, camminare sulla testa, e invece guaisci chiss che. Del tuo muso io faccio marmellata! Ti butto fuori dalla finestra! Ti faccio legare sul pancone!.
Lazik sospir:
Ancora i pantaloni? Ma questi gemelli di panno mi perseguitano fino alla tomba!.
Ti faccio pestare a sangue! Da me imparerai cos la Rzecz Pospolita!3 Mica crederai che questo sia un letamaio di rubli, eh?.
Gi lho imparato. Per me, a quanto pare,  ora di andare sulle panche della Pospolita, mentre per voi non sarebbe male cercare un po dove ci sia da queste parti un cesso abbastanza comodo, altrimenti imbratterete la mia preziosa deposizione, che voi stesso avete riportato su questo lussuoso foglio. Lo vedo pure io che non mi trovo a casa mia a Gomel, ma nella meravigliosa Rzecz. L mi facevano domande sui metri cubi del mio mite padre, mentre voi volete adoperarmi subito per cucinare chiss quale dolce piatto. Tenetevi pure le vostre pasticcerie chic e portatemi via anche cento Pfeiffer, se volete.
Il commissario di polizia, con un estremo sforzo, tracann un altro bicchiere, e poi, evidentemente soggiogato dalleloquenza di Lazik, and a cercare la ritirata. Lazik fu condotto in cella.
Alcuni giorni dopo lo trasferirono a Grodno. Qui fu sottoposto a un nuovo interrogatorio. Lufficiale che lo interrogava era perfettamente gentile; gli disse persino pan vecchio credente e Lazik esclam intenerito:
Non si potrebbe fare in modo che minterrogassero sempre di mattina quando i signori commissari bevono il caffelatte e non quella terribile vodka?.
Il commissario non rispose. Si limit a coprirsi educatamente la bocca con una mano. Che farci: certe volte gli piaceva bersi a digiuno un bicchierotto di buona slivovica.
Sicch voi stesso avete confessato di aver varcato illegalmente il confine per fare della propaganda delittuosa, magari fra i contadini bielorussi.
Probabilmente quel primo commissario non ha trovato la tazza del gabinetto, ha insudiciato il foglio e voi avete creduto di vedere lettere dellalfabeto che non ci stavano scritte. Io ho confessato solamente di chiamarmi Reutschwanetz e di essere un polacco purosangue. Della propaganda contadina e del magari non abbiamo neanche discusso. Noi abbiamo discusso delle cose pi varie, per esempio che si pu prendere e ammazzare nonnino Pilsudski o rubare lintera Vilno con tutti i suoi piani, ma ai contadini il pan primo commissario non ha minimamente accennato.
Sicch voi rinnegate le vostre stesse deposizioni? Adesso affermate di essere polacco?.
Diciamo pure che non sono io che lo affermo, ma voi o persino il vostro consanguineo compagno di sindacato.  stato lui, infatti, a dirmi che Gomel  Polonia purosangue mentre io sono semplicemente un lurido Mos di legge polacca.
Certo: Gomel  una citt polacca. Noi fummo laggi ed essa ci appartiene di diritto.
Lazik si rianim:
Voi foste a Gomel, pan commissario?  una citt di prima classe, vero? Il solo parco Pakevic  pi bello di tutti i pennelli di Raffaello. E il teatro,  forse brutto? E il So? In che cosa non  meglio di un mare? Alberi come a Gomel io non ne ho ancora visti in nessun posto e donne cos pure non ne ho mai viste altrove, perch, se adesso si paragonano in una prospettiva storica Fenicka Geranovic e Njusja, provvisoriamente signora Reutschwanetz, il paragone davvero non regge. Ma perch vi sto a dire tutto questo quando voi stesso foste a Gomel? Sarei curioso di saperlo: dove vi siete fermato? Al primo albergo comunale, forse? L, si capisce, c una posizione scelta, perch dal balcone si possono guardare tutti i conoscenti che passano,ma, in compenso, le cimici sono troppo sfrontate.
Voi non mi avete capito come si deve. Personalmente a Gomel io non ci sono mai stato, ma noi, polacchi, siamo stati a Gomel; quindi, moralmente, essa  nostra.
Voi siete cos simpatico, pan commissario, che vorrei farvi un dono floreale. Voi non mi strillate che io sarei, diciamo, un vecchio sorcio, e tenete le vostre mani in tutto e per tutto nelle giuste tasche. Sicch state a sentire: a Tula io moltiplicavo conigli morti. Tula  una bellissima citt con il personale ridotto. Che dirvi, anche a Tula cera un polacco, vi do la mia parola donore. Alla sezione comunale lui dirigeva certe ignominiose botti e andava dal nostro corriere Dunja e tutto il tempo non faceva che bofonchiare: Che cosa sono questi vostri divini profumi, compagna carissima? Caro pan commissario, eccovi cos unaltra citt. Mica  uno scherzo! In cinque minuti voi vi siete inauditamente arricchito. Avete la regione di Gomel, e la regione di Tula. Scrivete una cartolina a Rjurik Abramovic e di sicuro lui vi regaler tutta la regione di Narym. Allora s che diventerete un vero emisfero. Io, invece, vi chiedo soltanto una cosa: lasciatemi in libert! Pu darsi che tutto a un tratto io provi a fare a qualche Mos polacco un vestito con la sua stoffa. Comunque mi sono stancato di stare sui panconi delle prigioni; dietro di me non c pi Reutschwanetz, ma una continua inferriata.
Perdio, io non posso rilasciarvi. Voi siete una spia sovietica e vi si pu aggregare a qualsiasi affare, per esempio alla congiura di Leopoli, alle bombe di Vilno, ai proclami di Grodno, ai timbri falsi di Lodz, allattentato al maresciallo a Cracovia, al deposito di armi a Lublino.
Vi prego, fermatevi! Lo so gi che voi avete molte citt. Di questo passo arriverete subito a Tula. Ma io non voglio essere aggregato. Io gi mi sono aggregato a voi e sono un polacco purosangue. Se adesso vi alzate in piedi, canto subito il vostro eroico inno: La Puke mai perir. Voglio generare io stesso un nuovo Copernico! E poi, insomma, voglio dare anchio unocchiata a queste cocotte polacche!.
Lazik rimase in carcere quattro mesi. Da Grodno lo tradussero a Vilno, da Vilno a Lomza, da Lomza a Leopoli. Non senza orgoglio egli diceva agli altri carcerati:
Voi siete merda! E io invece sono un pan segretario erudito. Io ho scoperto questa Polonia, come un nuovo Nansen. Dentro di me ormai non ho pi le budella, ma soltanto un piano della Rzecz Pospolita con una carta completa delle bevande alcooliche. Ma io non mi deprimo. Sono gi riuscito a notare che da voi si sta pi stretti che non da noi.  uno scherzo dirlo, quando voi avete le pasticcerie e la Lega delle Nazioni, e per ogni branda ci sono dieci polacchi purosangue. Bench io sia un Mos di insignificante statura, comunque occupo i miei metri quadrati, mentre i pan commissari tutto il tempo non fanno altro che organizzare tempestose congiure. Dunque, verr il giorno in cui mi rilasceranno e io pester con slancio sui tamburelli.

NOTE.
1 Sarto in polacco. Il gioco di parole che segue si basa sul fatto che in polacco la parola significa sarto, mentre  diffusa come cognome nella zona di Gomel.
2 Lequivoco di Lazik  dovuto a questo: che in polacco la parola finch  affine al nome Puke.
3 Repubblica in polacco, Polonia per antonomasia.


21.
Finalmente Lazik capit a Varsavia. Il dodicesimo commissario di polizia gli disse gentilmente:
Ben presto vi espelleremo dalla Polonia.
Lazik sospir di sollievo:
Grazie a Dio! Non per niente in ogni caso avete dato i natali a Copernico! Ma che cosa avete intenzione di espellere: lassassinio di pan Pilsudski o semplicemente linsurrezione di cento o duecento galiziani di Vilno? Del resto, ve lo domando per pura curiosit. Merci, pan commissario, merci! Tutto il tempo me ne sto su queste panche e penso che qui avete una libert davvero straordinaria! In effetti io ho fatto gi il giro di dieci prigioni e posso dire che questa non  una nazione, ma una festa per i bambini. Capisco bene che chiamate nonnino il pan Pilsudski. La stupida parentela qui non centra per niente. Io, per esempio, ho uno zio e si chiama Boris Samojlovic, ma che ci ha a che fare lui con pan Pilsudski? Come si respira a pieni polmoni da voi! Basta solamente dire allultimo disgraziato una parola non perfettamente esatta perch la correggano a spese dello stato! E che lussureggianti sobborghi! Nei sobborghi, gli altri hanno solamente immondizia non spazzata. Quel delinquente di Archip Stojkij mi diceva che da noi nei sobborghi vivono quei pazzi di morduini1 e urlano perfino in morduino. Da voi invece, come pure a Gomel, ci sono soltanto polacchi. E tutti, si capisce, cantano: per non perire. Io capisco bene che valeva la pena, come mi ha detto il settimo pan commissario, di morire per duecento anni allo scopo di ricevere una cos inaudita libert.
Il commissario si commosse.
 una bella cosa che abbiate apprezzato la nostra libert. La Polonia, come ai tempi del grande Mickiewicz, sa conquistare anche i cuori pi duri. Fra un mese o due vi espelleremo. Vi ritroverete libero in qualche paese non libero. E l vi ricorderete della Defensiwa2 polacca. E direte con entusiasmo: La Rzecz Pospolita non  solamente il focolare della libert, ma anche il baluardo della giustizia.
Dopo un discorso cos patetico, il commissario chiuse gli occhi esausto e si abbandon a una gradevole sonnolenza. Lazik non si affrett a tornare in cella, ma decise di prolungare il colloquio:
Adesso voglio raccontarvi una storia sugli animali da cortile. Bench non senta il vostro nobile alito, pan commissario, capisco tuttavia che voi non bevete n zubrovka, n starka, n cistaja e nemmeno slivovica.3 Probabilmente voi pensate in continuazione a una certa Lega delle Nazioni. Sicch per voi sar interessante ascoltare questa vecchia storia. Quando non ero ancora un polacco della legge di Mos, ma soltanto un comune ebreo di una Gomel non annessa, studiavo nel cheder e l mi raccontarono questo allegro fatto. Voi certamente conoscete Alessandro il Macedone. Egli  stato un importantissimo maresciallo. Qualcuno probabilmente gli diede i natali, come voi li avete dati a Copernico. Sicch questo Alessandro il Macedone and in giro per tutto il mondo, come me, e gli capit di far visita a un imperatore selvaggio. Potete immaginare la differenza fra Alessandro il Macedone e un qualsiasi selvaggio! Il primo certamente aveva una lussuosa uniforme, del genere della vostra; laltro, grazie ancora se aveva dei pantaloni del peggior cotonaccio. Alessandro il Macedone capit proprio durante un processo e limperatore selvaggio interrog in sua presenza i suoi selvaggi. Vedete, un selvaggio aveva comprato della terra da un altro selvaggio; poi aveva scavato per bene e aveva trovato un fagotto, magari con delle sterline inglesi. Si voleva sapere a chi appartenesse quellinvolto: a quello che aveva venduto la terra o a quello che laveva comprata? Limperatore dice:
Tu forse hai un figlio?.
S.
E tu una figlia?.
S.
Allora tu fai sposare tuo figlio con sua figlia e linvolto lo date agli sposi.
Alessandro il Macedone ascolt e cominci a stringersi perplesso nelle spalle: che razza dinvenzioni selvagge erano quelle? Loro non conoscevano il vero diritto! Allora limperatore selvaggio gli domand:
Forse che nel tuo grande paese il tribunale avrebbe agito diversamente?.
A questo punto Alessandro il Macedone scoppi in una tal risata che ai selvaggi si ruppero tutti i loro selvaggi timpani. Gi, a proposito, anche a me sarebbe piaciuto sentire come ride pan Pilsudski. Pure questa devessere una bella musica. Credo comunque che Alessandro il Macedone abbia riso pi forte. E, quando si fu stancato di ridere, disse allimperatore dei selvaggi:
Da noi? Ma da noi non ci sono dei selvaggi come te. Da noi mozzerebbero ad ambedue le teste contro ogni evenienza dincendio. Pu darsi che quelli preparassero congiure o in genere buttassero bombe. E linvolto? Linvolto viene depositato alla banca di stato, perch i soldi vengono sempre buoni se ogni giorno bisogna tagliare delle teste e mantenere inoltre un seguito fastoso.
A questo punto fu limperatore selvaggio a stringersi nelle spalle. Lui non sapeva ridere come Alessandro il Macedone: per far questo bisogna avere un vero stato, come lavete voi, con ununiversit veramente chic. No, limperatore selvaggio si limit a domandare remissivamente ad Alessandro il Macedone:
Dimmi, e nel tuo grande paese brilla il sole?.
Eccome no! Quando in cielo c il sole, esso brilla.
E cade la pioggia nel tuo grande paese?.
Che razza di domande! Quando piove vuol dire che piove.
E ci sono animali da cortile nel tuo grande paese?. Ti conceda Iddio tanti animali da cortile quanti ce ne sono nel mio paese.
Limperatore dei selvaggi simmerse nella meditazione e poi disse:
Sai che ti dico, Alessandro il Macedone? Se nel tuo grande paese brilla ancora il sole e ancora piove, ci  soltanto grazie agli animali da cortile.
Bella storiella, vero, pan commissario? Ma perch mi guardate cos? Voi non siete mica Alessandro il Macedone! Ohi, pan commissario, che razza di pugno avete!  vera artiglieria! Avete un pugno come il pan commissario numero sei. Anche a lui avevo raccontato un fatto dellAntico Testamento e mi ha risposto con tamburelli sanguinari. Ancora due o tre pan commissari e di Reutschwanetz non rester pi niente, soltanto un livido a cavallo del tavolaccio.

NOTE.
1Piccolo popolo asiatico dellUrss.
2 Polizia politica.
3 Liquori russi e polacchi.


22.
A Poznan Lazik ebbe modo di conversare con il tredicesimo commissario. Entrando nellufficio, egli si present gaiamente:
Io sono il famoso Reutschwanetz. Oggi  una magnifica mattina! In questa prigione non si odono i passeri, ma di certo oggi essi cantano come le stelle in unoperetta, perch siamo entrati nella primavera internazionale. Da noi a Gomel adesso si stanno sciogliendo i possenti ghiacci; Pfeiffer di certo sta imprecando, perch ha dei buchi nelle calosce, e Fenja Geranovic saetta sorrisi come il primo amore, sebbene al suo fianco ci sia Schatzman o magari neanche pi Schatzman. Che cosa c di meglio al mondo di una giornata come questa? Felicissimo di conoscervi.  vero: voi non siete il primo amore, siete il tredicesimo, ma tredici  un numero fortunato,  la dozzina del diavolo.
Delittuoso moscovita, piangere devi, non scherzare! Ho firmato or ora lordine della tua espulsione e domani tu dovrai lasciare la nostra meravigliosa Polonia.
A questo punto a Lazik accadde qualcosa di inimmaginabile: perse completamente la testa per la gioia. Si mise a saltare da un angolo allaltro, a ronzare come un calabrone, a battersi con le palme delle mani sui posti pi malaugurati; infine, ricordandosi delle lezioni del parassita di Kiev, cominci a ballare un vero fox-trot davanti al commissario che non capiva pi nulla.
Sei diventato matto?.
Ma Lazik non era in grado di spiccicar parola. Continu a emettere suoni di tromba. Allora, allarmato, il commissario di polizia fece chiamare un medico:
Lo choc morale ha determinato nellarrestato terribili convulsioni. Sar un ballo di san Vito, o un colpo apoplettico. Com penoso assistere alle sofferenze di un uomo, anche se si tratta di un malfattore bolscevico!.
E il buon commissario, estratto un grande fazzoletto, si soffi tragicamente il naso. Il dottore esamin Lazik.
Fate vedere la lingua. Dite trentatr. Respirate. Non respirate. Pan commissario, la cosa non mi sembra poi tanto pericolosa. Gli prescriver dellolio di ricino e una cura dacque di sei mesi.
Sentito questo, Lazik istantaneamente si quiet.
Berr anche una botte dolio di ricino, pan dottore, ma permettetemi di curarmi allestero in qualche posto. Parola donore, trover lacqua anche in un altro paese, non  poi una cos grande rarit.
Il commissario non resistette e scoppi a piangere:
Che cosa spaventosa! Avrebbe potuto trascorrere altri sei mesi in un carcere polacco ed ecco che invece domani deve partire. Quanto dolore in questo mondo! Io lo guardo e il mio cuore va in pezzi. Pan dottore, dategli almeno lolio di ricino affinch non muoia in viaggio per uno schianto al cuore. Perch non piangi, bandito? Datti sollievo con le lacrime. Pensa, domani sorger il sole, meravigliose panny1 passeggeranno nelle strade, nelle brocche scintiller con tutti i colori dellarcobaleno la nostra celebre perluwka,2 perfino dietro le inferriate del carcere gorgoglier la nostra lingua melodiosa e tu proprio allora sarai trasportato chiss dove, verso tetri paesi.
Lazik si preoccup:
Quali sono i paesi che chiamate tetri? Il Polo Nord? Oppure la Romania?.
Ti porteranno alla frontiera pi vicina. Bevi lolio di ricino! Prega Dio! Singhiozza! Domani mattina.
Domani mattina.
Di nuovo Lazik emise un suono sconveniente.
Ti sta per venire un altro attacco?.
No, no, pan commissario. Come ha detto il vostro primissimo progenitore, io non faccio altro che soffiare nella tromba. Se avessi una moneta, dalla gioia vi offrirei una bottiglia di quella famosa perluwka.
Pazzo! Di quale gioia stai parlando? Se io avessi un cuore duro, dovrei rallegrarmi: ecco un altro asiatico che lascia la nostra sacra terra. Noi ci scuotiamo di dosso un altro bolscevico, un tartaro, un moscovita, un violentatore, un boia, un barbaro! Non dimenticare che voi vi soffiavate il naso con le dita mentre da noi era vivo Sienkiewicz. S, io potrei rallegrarmi. Mentre tu devi batterti il petto, il tuo sciagurato petto. Oppure sei un pazzo e allora devi sottoporti a perizia psichiatrica.
No, non sottoponetemi! Meglio che beva lolio di ricino. Mi batter il petto. Vi spiegher perch soffio; ho soltanto paura che di mattina voi vi dedichiate alla ginnastica. No? Alla mattina scrivete rapporti? Magnifico. Allora vi spiegher di che cosa si tratta. Quando io faccio i miei bagagli, istantaneamente mi si slega la lingua. Cominciamo dal faraone. Costui era un altissimo ufficiale che se ne stava seduto in alto, mentre gi in basso gli ebrei costruivano le piramidi. Lui faceva schioccare la frusta e loro dovevano costruire. Diciamo che erano Mos di legge faraonica sebbene Mos allora non esistesse, mentre, quando apparve Mos, essi decisero che avevano costruito abbastanza, ma s, dieci piramidi diciamo, e se ne andarono a piedi via dallEgitto. Fu qui che cominci la discussione. Certuni dicevano che, svignandosela dallEgitto, gli ebrei erano contenti sebbene dovessero mangiare certe sciocchezzuole cadute dal cielo; altri assicuravano che chi era contento era il faraone, perch, come anche voi sapete, gli ebrei danno un sacco di grattacapi, bisogna perseguitarli oppure impiccarli, oppure nutrirli gratis in prigione di melodiose conversazioni. Fu allora che salt fuori un tipo intelligente il quale fece immediatamente luce sulla situazione. Egli disse cos: Quando un uomo grasso viaggia su un asinello, sta scomodo lui e sta scomodo lasinello, e quando arrivano a destinazione sono tutti e due contenti. Ma ecco il quesito: chi sia pi contento, se il cavaliere o lasino. Dunque possiamo essere contenti tutti e due. Mettete in tasca il vostro fazzoletto da pianto e smettetela di soffiarvi il naso come Sienkiewicz. Ballate piuttosto il fox-trot. Devessere una bella gioia sbarazzarsi di un simile Reutschwanetz! Per quanto mi riguarda, comunque, io ritengo che il pi contento fosse lasino.
Con questo termin il colloquio fra Lazik e lufficiale di polizia di Poznan. Non star a descrivere quanto segu. Basti dire che il tredicesimo commissario di polizia aveva ingannato Lazik: di mattina non scriveva semplicemente rapporti.

NOTE.
1 Signore polacche.
2 Liquore polacco.

23.
In un primo momento Lazik si rallegr: gli era sembrato che tutti intorno parlassero yiddish, solo un po alterato. Sussurr persino con grande entusiasmo al capostazione:
Wus makht a yid?1, ma quello emise un urlo cos cupo che Lazik si affrett a scomparire. Ora Lazik vagava per la cittadina scrutando attentamente le facce:
Di certo qui abita qualche Mos di legge tedesca.
Ed effettivamente, ben presto egli scorse un naso che non dava luogo ad equivoci. Allora corse contento verso il possessore del naso:
Vi ho trovato finalmente! Salve, salve, come ve la passate qui? Che Iddio vi mandi tutti i dodici figli affinch abbiate a chi dire un buon kaddish sulla vostra prossima tomba! Si capisce che voi dovete aiutarmi, perch siete un ebreo e anchio sono un ebreo e arrivederci lanno prossimo a Gerusalemme. Mi servono soltanto pochi miserabili marchi per arrivare a Berlino e, si capisce, metter qualcosa sotto i denti. In Polonia sono riuscito a far la fame. Riflettete, probabilmente avete avuto anche voi dei genitori e probabilmente ormai non li avete pi. Io pregher tutta la vita per voi. Ma se le mie pie lacrime per voi sono troppo poco, posso confezionarvi, per esempio, un galif color cachi. Posso perfino.
Il signor Rosenblum interruppe severamente Lazik, dicendogli:
Io vi comprendo solamente perch vivo a poca distanza dalla frontiera. Per io non sono un giudeo, sono un vero tedesco. Certo, professo il giudaismo, ma questo  un mio affare privato. Per le preghiere ai defunti ho gi ingaggiato una persona e non sono cos ricco perch per i miei cari genitori preghino in due. Io non porto nessun galif. Mi vesto presso il sarto Spiegel, che veste anche tutti i signori consiglieri commerciali e persino il signor von Krinkenbauer. Ma se mi accorcerete il mio palt pesante, mi rivolterete un abito, mi stirerete tutto il guardaroba e aggiusterete gli abitucci dei bambini, vi potr dare cinque marchi, e ci sebbene siate un vero giudeo,pieno di colera, di tifo e di bolscevismo; vi dar egualmente cinque marchi perch anche voi professate il mosaismo.
Ecco che siamo daccordo! Io metto le pezze in una maniera tale che la gente le vede a cento chilometri e grida dallentusiasmo. Per quanto concerne i genitori, per un consigliere commerciale come voi un solo orante  poco, ce ne vogliono due. Io, infatti, posso scommettere che i vostri genitori erano due e non uno solo. Io, per esempio, sceglier la vostra incondizionata mamma. Insomma, noi ci capiremo. Limportante  che voi siate un giudeo privato, perch il resto sono sciocchezze, abitucci per bambini.
Limportante  liniziativa: Lazik rimase nella cittadina dieci giorni, rivoltando abiti, rattoppando, raccorciando. Si presentava direttamente nelle case:
Ah, pure voi siete professante? Che cos che vi debbo accorciare?.
Tutti i pantaloni infine furono accorciati e rattoppati. Lazik in qualche modo raggiunse Knigsberg. Vedendo la statua a Kant, egli si fece triste:
Felicit di Gomel! Che ci posso fare? Non posso accorciarla. Ma se allora lavessi trovata al club del Charcsmak! Come sarebbe stato contento il compagno Serebrjakov se avessi tolto di mezzo subito uno storione di pietra come questo! Ma del resto, a che serve ora parlare? Devo mettere sotto i denti una briciola di pane o immediatamente morire.
Si ferm davanti alla vetrina di una salsicceria e mormor con lacquolina in bocca:
Che bellezza! Che pennello!.
Ma il padrone lo scacci:
Non occupate spazio! Qui le clienti legano i loro bassotti.
Avrebbe voluto attraversare la strada, ma un poliziotto gli url severamente:
Unautomobile vi poteva investire. Oggi qui non ci sono automobili, ma ieri sera ne sono passate due. Voi non avete il diritto di rischiare la vostra vita.
Lazik si sedette su una panchina del parco, ma subito sorse come di sotto terra un inflessibile guardiano:
Questa panchina  riservata alle balie oppure ai ciechi oppure ai soldati orbi.
Allora Lazik sospir malinconicamente:
Temo che qui diventer pazzo.
In questo caso, tutti i mercoled e i venerd dalle nove e quaranta alle dieci e trenta, visite gratuite presso lospedale cittadino.
Lazik pesc tra la folla un cittadino nasuto:
Fermatevi con il vostro giudaismo! Anchio sono dei vostri e non ho ancora mangiato niente!.
Il nasuto diede uno spintone a Lazik:
La sinagoga  ubicata in Viktoriastrasse diciassette, mentre uno spaccio di carne kosher2 si trova in Schillerstrasse undici; chiedere lelemosina  vietato da una deliberazione del presidio di polizia fin dal sei giugno milleottocentottantanove.
Lazik grid:
Voglio depormi immediatamente in una tomba gi pronta!.
Allora sbuc fuori dalla folla un certo tipo e, porgendogli un biglietto da visita, si mise a dire frettolosamente:
Vendita di loculi al cimitero per tutte le religioni e con forti dilazioni.
Infine Lazik si abbatt privo di sensi sul selciato. Su di lui si chin un uomo alto con torbidi occhi opalini e baffetti tagliati corti:
Ehi, voi che siete cascato Di che si tratta? Voi ostacolate il traffico. Siete un acrobata o avete lepilessia?.
Non avendo avuto risposta, diede un calcio a Lazik. Allora echeggi un debole squittio:
Che centrano qui gli acrobati? Io ho semplicemente un forte appetito, dopo tanti melodiosi discorsi. Se avessi denaro per una forte dilazione, mi deporrei immediatamente in un loculo cimiteriale.
Luomo alto esamin attentamente Lazik.
Giacere sul marciapiede  vietato. Eccovi dieci pfennig. Entrate da quel panettiere e comperate del pane. Lo mangerete poi in qualche vicolo buio. Io vi attendo alla fermata del tram. Qui non si pu stare, si ostacola il traffico. Svelto!.
Questultima esortazione era superflua: nonostante la debolezza, Lazik si avvi al trotto verso la panetteria.
Dov il pane? In tasca? chiese luomo alto quando fu tornato.
Eh, no! In tasca c solo un buco. Ma il pane ci sta vicino:  gi dentro.
Questa  indisciplina. I dieci pfennig erano miei. Voi siete tenuto a obbedirmi. Io ho progetti seri. Io posso garantire il vostro avvenire. Che cosa sapete fare?.
Tutto quello che volete. Io, per esempio, metto delle toppe tali che non  possibile confonderle con nientaltro. Quando a Gomel rattoppavo i pantaloni di Solovejcik, tutti lo riconoscevano grazie al mio lavoro. Stava ancora attraversando la piazza del mercato e vicino alla stazione gi si gridava: Arriva la toppa di Reutschwanetz!.
Privo di senso Al contrario non si sarebbero dovute notare. A Knigsberg ci sono sei ditte. Non sapete fare nientaltro?.
Come sarebbe a dire nientaltro? Vi ho detto che so fare di tutto, so perfino moltiplicare i conigli morti.
Doppiamente privo di senso. Qui nessuno mangia conigli, ma carne di maiale e di vitello. E, quanto a selvaggina, lepre e capra, per esempio.
La panetteria era minuscola. Lazik si mise a urlare:
State qui fermo e ostacolate il traffico! Se voi moltiplicate le lepri, anchio posso farlo, datemi soltanto prima una piccola coda o unaluccia di capra.
Errore. Io non moltiplico. Io ho la migliore farmacia della citt di Knigsberg e di tutta la Prussia orientale. Ero fornitore di sua altezza. Sullattenti di fronte a questo nome! Io servo le pi distinte famiglie. Potete chiamarmi semplicemente signor dottor Dreckenkopf. Qui non combinerete nulla con la moltiplicazione. Moltiplichiamo solamente i tedeschi. I futuri soldati di sua ex altezza. I democratici e tutti gli altri traditori ne fanno due per coppia. Chi la pensa in modo nazionale, sei o anche otto. Possono essere dodici, e allora diamo una medaglia. Io per mi astengo. In quanto patriota, vorrei; in quanto proprietario di una farmacia, sono legato a dei doveri spirituali. Devo pur reclamizzare con il vivo esempio la mia merce. Sicch voi non sapete far nulla. Chi siete in fin dei conti?.
Io sono un segretario erudito.
Erudito? In chimica? Nei gas? Anilina? Ingegnere? Strade? Ponti? Architetto? Cemento armato? Closet?.
No, io sono erudito in un altro senso. Io, vedete, sono piuttosto uno specialista in possenti linguaggi.
Un filologo sanscrito magari? Tre volte privo di senso. Conoscete il malese? Lazteco? Lo zul? Allora andate ad Amburgo. Il commercio vi attende. Ancora cinque anni e avrete delle colonie.
Non crediate, signor dottor Dreckenkopf, di avermi dato in questa panetteria del prosciutto di maiale. Era un pezzetto di pane non pi grande del vostro orologino ereditato. Non ho neanche fatto in tempo ad annusarlo per bene. E, dopo una simile premessa di fame, mi venite a parlare di aztechi.  una vera tortura! Come farei mai a conoscere chiss che razza di malese se sono nativo di Gomel? Le lingue? Io conosco un mucchio di lingue! So, per esempio, come parlano gli ebrei di Gomel, come parlano quelli di Gluchovo e persino come parlano quelli di Mosca.  vero che non si tratta di sanscrito, ma si tratta comunque di tre possenti dialetti in ununica alleanza. Poi conosco la lingua polacca. Pan Dreckenkopf, siete proprio un bel tomo. Questa non  nemmeno una lingua, ma una melodia! Conosco infine il tedesco e, se adesso non parlo come voi o come il signor Hindenburg,  soltanto perch sono sempre stato un terribile originale fin da piccolo. Ma non suona forse in modo meraviglioso questespressione: Signor dottore, ihr sond uno straordinario khokhem?3 Mi sembra che neanche il signor Hindenburg direbbe meglio.
Il signor Dreckenkopf taceva. La sua faccia esprimeva una lotta spirituale: gli occhi opalini riflettevano larcobaleno mentre i baffetti saltellavano febbrilmente. Dopo una lunga pausa cominci a dire:
Sdoppiamento di personalit. Interessante per ragion pura. Altro che cold-cream! Vera psicanalisi. Sviluppando il commercio, anchio servo la patria. Sua altezza lavrebbe capito. Egli infatti comperava supposte e rabarbaro. Sullattenti, a proposito! Voi siete ebreo. Di conseguenza, bisogna scacciarvi. Denunciarvi al presidio di polizia. Insistere perch vi espellano. Voi avete tradito il bianco-rosso-nero per il giallorosso-nero.  inaudito!  il diluvio!  un attentato alla nostra razza! Probabilmente siete un parente di Wirth, di Wilsohn, di Heine. Cugino. Bisogna togliervi i dieci pfennig; darvi il miglior emetico della mia farmacia. Affare di pochi minuti. Stop! Dove scappate? Ancora non vi ho dato nulla. Rifletto semplicemente ad alta voce. Come Kant. Come sua altezza. Sullattenti! Questa  la mia prima met. Laltra  che ho un progetto. Voi siete una trovata. In tutta Knigsberg non c un mostro come voi. Probabilmente pesate quaranta chili. Non di pi. Statura degenerata. Un metro e trenta. Non di pi. Potete passare per un bambino di otto anni. Senilit precoce. Ma siete un caso unico! Io esito. La mia anima si lacera in due parti.
Lazik stava l accanto tutto impaurito e tremava: quantera terribile quel dottore! Se anche gli avesse dato una codina di lepre con questo non era ancora detto tutto, dato che poco prima gi voleva riprendersi indietro il disgraziato panino. E lui che ne sapeva di Wirth? E se al dottore lanima andava in pezzi, facesse pure, purch non facesse a pezzi Lazik!
Deciso. Io vi perdono la vostra origine maledetta. Vi prendo. Venti marchi la settimana. Verser quotidianamente il denaro in banca a vostro nome. Contratto per un mese. Allo scadere di questo termine, la banca vi verser lintera somma. Mangerete in casa mia. Vi avverto: dieta rigorosa. Una galletta al giorno, due bicchieri di latte.  necessario prevenire un aumento di peso. Dovete mantenere il languore negli occhi. Ogni tanto cadere a terra senza sensi. In compenso, dopo un mese avrete ottanta marchi. Potrete mangiare anche cento bistecche di maiale. Con il cavolo o con le patate. O anche con le uova. Impanate vi vanno?.
Allora Lazik grid:
Ma impanate solamente fra un mese!.
Se firmeremo il contratto, per oggi vi consentir di non rispettare la dieta. Avrete una salsiccia e purea di mele.
Va bene. Ho gi firmato. Perch la mia anima dovrebbe andare a pezzi gi in anticipo? Certo, con una sola galletta andr assolutamente a finire nella tomba; ma, intanto, almeno mangio un pezzo di salsiccia e quella roba di mele. Ditemi soltanto, signor dottor Dreckenkopf, di quale malattia volete curarmi e che razza di abitudini compassionevoli sono le vostre?.
Curarvi? Non ne ho alcuna intenzione. Io sono un dottore in filosofia. Io sviluppo il commercio. La Germania  il primo paese dEuropa. Ma  rimasta indietro rispetto allAmerica. Ora dobbiam perfezionarci. Sviluppo della volont e della ragione. Il motore del commercio  la pubblicit. Purtroppo le farmacie non se ne valgono. Kant ha scritto della ragion pura. Sua altezza ha pubblicato la lettera agli invalidi. Io dico: un recipiente per il ghiaccio, un sifone per il clistere, persino un modesto senapismo non sono affatto peggio dei vassoi dargentone o delle penne stilografiche. Li si possono elevare allassoluto. Quel che  indispensabile  la pubblicit. Questa primavera ho fatto la pubblicit ai clismi. Ho esposto un mucchio di pietre: il cibo. Una precisa tabella: carne tanto, pane tanto. Noi trangugiamo pietre. Gli uomini sono pigri, gli dei sono pigri, sono pigri pure gli intestini. Evviva la lavanda! Lampadine elettriche illuminavano tutto il tragitto dalla gola allo stomaco. Lacqua scorreva lungo tubetti di vetro. Tutto quello che ostacola il movimento devessere eliminato. Un altoparlante urlava: Io lavo, tu lavi, sua altezza lava. Su, svelto, sullattenti! Adesso voglio fare la pubblicit dellolio di fegato di merluzzo. Voi siete un bambino al quale hanno dato delle imitazioni. Willy adoperava solamente olio islandese della mia marca. Inoltre, tenendo conto delle grandi spese, ci unisco anche la pubblicit di altri prodotti. Diplomaticamente, per non turbare le rispettabilissime madri. Imballaggio ermetico. Il primo nella Prussia orientale. Ho superato lAmerica. Noi tedeschi non ci fermiamo a met strada. Limportante  illuminare con unidea. Lacqua corre attraverso i tubetti. Con limballaggio ermetico non si rompono mai. Le stelle in cielo danno gioia. Olio del miglior merluzzo.
Lazik non ascoltava il signor dottore. Perch avrebbe dovuto ascoltarlo quando probabilmente si trattava del peggior sanscrito? Piuttosto che cosa intendeva quello per un pezzo di salsiccia? Un frammento o un quarto di libbra?
Il tedesco accompagn Lazik in sala da pranzo. Qui si trovavano una donna dai capelli color stoppa e tutta friabile sui quaranta anni e un ragazzotto straordinariamente ben pasciuto, con i calzoni corti e una giubba infantile alla marinara. Il signor Dreckenkopf si rivolse alla signora:
Questo  un mio nuovo paziente. A dieta rigorosissima. Una galletta, un quarto di litro di latte. Certe volte deve cascare a terra senza sensi. Oggi si fa eccezione. Gli darai un pezzetto di salsiccia e della purea di mele. Due gallette. Non deve dormire pi di sei ore. Capito? Adesso dammi della carta bollata. Metteremo gi il contratto.
La mano di Lazik tremava. Riusc a malapena a tracciare Reutschwanetz, e accanto ci mise una crocetta, spiegando al dottore piuttosto perplesso:
 unabbreviazione di simbolo: sebbene professi il mosaismo, ben presto giacer nella tomba a dilazione.
Prima di deglutire il minuscolo frammento di salsiccia Lazik lo fiut con grande cura. La signora Dreckenkopf si offese:
La nostra roba  tutta fresca.
Il signor Dreckenkopf soggiunse:
La pi fresca della Prussia orientale.
Ma Lazik chiar con fare colpevole:
Io lo annuso solo per ricordarmene, per non dimenticarne il lacerante profumo quando manger solamente una freschissima galletta.
La vera tortura cominci tuttavia quando la cameriera port la cena al grasso ragazzotto. Il padrone di casa spieg a Lazik:
Questo  Willy. Una trovata rarissima. Ventisette anni. Una faccia da bambino. Peso: novantadue chili. Statura: un metro e ottantuno. Vedete il colore della faccia? Olio di merluzzo islandese. Quattro marchi e novantacinque al litro.
A Willy servirono una grossa pagnotta, carne salata con patate, gnocchi di semolino con strutto fritto, bistecche di maiale con fagioli e, infine, un pudding di riso. Egli beveva un boccale di birra dietro laltro e ansimava pesantemente. Poi si mise perfino a rantolare. Prov a lasciare sul piatto uno gnocco, coprendolo con il cucchiaio, ma il signor Dreckenkopf disse severamente:
Willy!.
Non ce la faccio pi. Scoppio. E per voi sar peggio; perch romper la vetrina.
Willy!.
Allora Lazik prov a immischiarsi:
Signor dottore, e se lo mangiassi io quello gnocco? Io di certo non scoppio.
Ma il padrone di casa non lo degn di una risposta. Gli diede semplicemente unocchiata, unocchiata tale che Lazik chin subito gli occhi.
Il mattino seguente, davanti alla farmacia del signor Dreckenkopf si affollavano i passanti. In vetrina erano seduti due ragazzi. Uno, roseo e gigantesco, sorrideva beato. Sul suo petto cera la scritta: Mi hanno somministrato vero olio di fegato di merluzzo islandese. Si vende soltanto qui, a 4,95 il litro. Laltro ragazzo sospirava malinconicamente. I curiosi uscivano in esclamazioni di meraviglia:
Si potrebbe credere che abbia quarantanni.
Dove lhanno pescato un mostro simile?.
E se fosse un nano?.
Macch nano! Non vedete che sbava? E poi ci sta scritto Ho undici anni.  semplicemente un ragazzo ritardato.
Oltre a informare sullet, la scritta diceva quanto segue:
Mi hanno somministrato olio di fegato di merluzzo falso. Sono rachitico, anemico, leucemico, paralitico, isterico e affetto da altre diciassette malattie. Evitate ai vostri bimbi il mio orrendo destino! E se non volete assolutamente avere bambini come me, acquistate Niemals. Garanzia assoluta. 1,90 il pacchetto.
Attraverso una fessura il signor Dreckenkopf sorvegliava il comportamento dei suoi pezzi da museo. Di tanto in tanto bisbigliava:
Willy, sorridete! Mandate un aereo bacio a quella signora! Sollevate i pesi! Cantate di felicit!
Ebreo, gemete! Battetevi il petto! Strappatevi i capelli! Cercate di cader gi svenuto!.
I ragazzi conversavano a bassa voce. Si scopr che il florido Willy non era poi cos felice.
 gi la terza settimana che questo macellaio mi tortura.Io non posso mangiare cos tanto. Scoppier, Dio lo vede che scoppier. Mi ha proibito di camminare. Peggio ancora, vivo come un monaco. Per lui va bene, lui  pazzo, tutti lo sanno.Lui pu vivere in compagnia delle pantofole. Ma dentro di me tutto si agita. E, in pi, devo sorridere alle signore! Una volta o laltra giuro che spacco il vetro e gli salto addosso.
Ma per Lazik era difficile capire il suo collega:
Perch dovreste saltare quando fra unora vi daranno di nuovo dieci gnocchi? E a me, invece, mezza galletta. Questi idioti credono forse che a Gomel io abbia bevuto delle idiote imitazioni? Adesso vi racconter che cosa ho mangiato alle nozze di Dravkin. Avevo fatto a Dravkin una trapassata finanziera e lui si era cos commosso che mi aveva detto subito: Reutschwanetz, vieni alle mie sontuose nozze!. E io ci andai. E mangiai. Mangiai, per esempio, fegato trifolato con le uova. E uno. Mangiai colli di oca con polentina di grano saraceno. E due. Mangiai sfrizzoli, e knedlach,4 e gelatina. E mi sembra che faccia cinque. Ma perch questo stupido conto? Mangiai cento piatti. Che pollo! Ma sono un vero idiota, mi ero dimenticato il pesce farcito! Era con il cren rosso; poi, kugel con uvapassa, tzimes5 con le prugne e rafano allo zenzero. Ma perch correre avanti? Si pu ancora parlare di quei colli doca. Erano arrostiti tanto bene che la pelle scricchiolava e la si sentiva in tutta Gomel; il ripieno era stato fatto con cipolla e funghi.
A questo punto si ud il bisbiglio furibondo del signor Dreckenkopf:
Ebreo, piantatela subito di sorridere! Che sfacciataggine! Pensate a qualcosa di elevato! Per esempio, che siete nella Diaspora.
Bene, signor dottore. Gi ci sto pensando: Infelice Reutschwanetz tu sei nella Diaspora. Non si pu parlare di colli doca, e per giunta fra unora ti daranno la met di uninvisibile galletta. Vedete che sospiro? Io piango. Io mi immergo nella vostra Islanda. Io casco di nuovo a terra senza sensi.

NOTE.
1 Come va? (yiddish).
2Ossia secondo le prescrizioni alimentari ebraiche.
3 Signor dottore, voi siete uno straordinario sapientone (yiddish).
4 Pasticcio dolce.
5 Piatto ebraico dellEst europeo, come il precedente.

24.
La colpa di quanto segu fu dello stesso signor Dreckenkopf. Neppure a Knigsberg si pu vivere solamente di stelle e di ragion pura. Essendo, com noto, un patriota, egli aveva prodotto un figlio e una figlia, ma poi si era fermato, dichiarando allimbarazzata consorte:
Qui comincia la farmacia.
La signora Dreckenkopf era rimasta con le sue patate bollite e un inutile languore negli occhi spenti. Il signor dottore non aveva tempo per lei. Egli mandava avanti il commercio. Meditava sullassoluto. La domenica, insieme alle persone delle sue stesse idee, eseguiva marce patriottiche con il trombone. Sulla carta geografica rettificava i confini della Germania. Puliva lelmetto con il gesso. Beveva birra. Strangolava in sogno le concubine coloniali. Insomma, sbrigava non poche faccende statali. Conosceva inoltre anche distrazioni innocenti. Una volta alla settimana si sdoppiava. Lesimio signor dottore restava sullinsegna della farmacia e nella coscienza di tutta la stimata clientela. Il corpo, invece, si portava sulla Kaiserstrasse, alla casa numero sei. Qui i rigidi baffetti si rizzavano. Willy non aveva raccontato frottole: il signor dottore Dreckenkopf amava esclusivamente le calzature. Nella casa numero sei della Kaiserstrasse egli addentava la sera una vecchia pantofola ed esclamava:
Io ti morsico, eterna Gretchen! Urr!.
Tutto questo naturalmente era nellordine delle cose e non riguardava nessuno, eccetto forse la signora Dreckenkopf. Le patate la facevano ingrassare ogni anno di pi, ma, in qualche luogo sotto il grasso, pur batteva un cuore geloso. Venuta a sapere della passione segreta del marito, ella prov a mettersi in testa una pantofola invece della cuffia da notte. Ma non era cos facile gabbare il signor dottore
La signora Dreckenkopf non si distingueva affatto per spensieratezza. Una volta Willy, spinto alla disperazione dalle belle clienti che si affollavano davanti alla vetrina, prov a sfiorare i suoi grassi pluriennali. Ma la signora Dreckenkopf lo mise severamente a posto:
Willy, niente stupidaggini! Terminate i vostri gnocchi. Vedo che ne avete nascosti tre. Lo dir al signor dottore.
Willy irritava la signora Dreckenkopf. Russava come un maiale e la signora Dreckenkopf sognava invece un giovane pallido con gli occhi fiammeggianti.
Una sera ella rimase sola con Lazik. Il signor Dreckenkopf masticava pantofole nella Kaiserstrasse e Willy dormiva tranquillamente digerendo il suo mucchio di gnocchi. Lazik le diede unocchiata ed ella allib. Che fuoco! Che passione! Estasiata, bisbigli:
Voi assomigliate a Lohengrin Quando lo si vuole tanto, si pu forse rifiutare?.
Lazik, cos incoraggiato, cadde in ginocchio e singhiozz:
Una volta! Solo una volta! Lui non lo sapr. Lo chiameremo un sogno inventato. S, datemi due o tre gnocchi!.
Il grasso della signora Dreckenkopf batt possente contro gli sportelli della credenza, come le onde delloceano battono contro le rocce. Non diede a Lazik tre gnocchi ma ben quattro. Perisse pure la virt e perfino lolio del miglior merluzzo della Prussia orientale! Ella tir fuori da una guaina ricamata a perline la cuffia da notte.
Perditi nel mio amore!.
Lazik si ramment: gi al cheder gli avevano insegnato che il pane si deve guadagnare con il sudore della fronte, e tanto pi valeva la pena di faticare per degli gnocchi cos sopraffini.
Un quarto dora dopo egli si decise a parlare:
Vedete, io mi sono perduto, ma mi sono anche gi ritrovato. Sono tutto immerso nel sudore della mia fronte e vi supplico: datemi al pi presto, per esempio, una bistecca di maiale con le fave. Ho sentito che magnifico profumo mandavano quando se le pappava quel grasso scemo.
Ed egli trangugi in fretta limmensa bistecca.
Ancora! sospir poi, pensando al pudding di riso.
Ancora! sospir la signora Dreckenkopf, pensando a tuttaltra cosa.
E tuttavia si erano compresi. Willy russava cupamente. Chiss dove sulla Kaiserstrasse, in un eccesso di sentimenti, il signor Dreckenkopf stava calpestando la docile pantofola; e gli amanti felici tubavano teneramente.
Tu sei cos piccolo che ho paura che ti possa perdere come uno spillo.
Non aver paura, io non mi perdo. Tutti mi notano subito. Mi  bastato passare la soglia della grande Polonia perch mi notassero immediatamente. Ma io volevo domandarti unaltra cosa. Il signor dottore mi ha parlato di una certa selvaggina caprina. Domani non potresti prepararmi un tenero collo con i cavoli?.
Tre giorni dopo il signor Dreckenkopf si accorse del cambiamento di Lazik. Le sue gote si erano ricoperte di un leggero colorito. Aveva smesso di gemere. Fischiettava persino in modo sfrontato la canzoncina di Levka: Volete forse delle banane?, e, sorridendo, rispondeva a se stesso: Eccome no! Le voglio con i cavoli. Insomma, si comportava come se durante lintera sua vita avesse sempre preso il celeberrimo olio di merluzzo a 4,95 il litro.
Ebreo, siete diventato matto? Perch sorridete? Come osate diventare tanto roseo?.
Probabilmente  per via della vostra dieta di lavaggio, signor dottor Dreckenkopf. Infatti, io mi alimento di questaria meravigliosa, la migliore della Prussia orientale. Perch sto diventando roseo? Succede sempre prima della morte. Il cielo di Gomel e anche della vostra Islanda diventa roseo quando cade il crepuscolo. Poi mi avete messo una camicina da bambino e mi avete rasato almeno per ventun anni; e cos adesso sono roseo come un piccino nella culla, e canto, e fischio, sebbene voi abbiate una carta bollata, perch io sono il sole alla vigilia della morte oppure un neonato.
Per giunta Willy si ammal di indigestione. Se ne stava in vetrina, sbuffando pesantemente, e i passanti dicevano:
A quanto pare, quello piccolo  pi sano. La statura non significa nulla. Guardate invece quelle guance Ecco lolio di merluzzo che ti combina.
Il signor Dreckenkopf si metteva le mani nei capelli:
Crolla un piano geniale. Sua altezza ha perduto tutto. La Prussia orientale perde la migliore ditta farmaceutica.
La desolazione simpadron a tal punto di lui che una sera, dopo essersi incamminato verso la Kaiserstrasse, improvvisamente torn indietro verso casa.
Vedendo, vicino alla cuffia della consorte, gli ingenui pantaloncini del fanciullo undicenne, il signor dottore si mise a urlare disperato:
Ma dove siete?.
Lazik si rese difficilmente conto di quanto accadeva: era riuscito a mangiare due fegati doca e un grande pasticcio di patate. Pigol:
Io sono qui! Non abbiate paura, non sono uno spillo, non mi perdo.
Mentre il signor Dreckenkopf furibondo lo scuoteva per la collottola, bofonchi tranquillamente:
Perch vi agitate tanto? Non ho nessuna intenzione di sposarmela. Mi basta lesperienza che ho fatto a Mosca. Non vi porter via la vostra superficie abitabile. E neanche desidero moltiplicare i tedeschi. La vostra farmacia  la prima in tutta la Prussia orientale e da questo punto di vista potete stare assolutamente tranquillo. Smettetela di scuotermi, non siete un commissario della Pospolita! Voi avete la ragion pura, sicch riflettete per due minuti. Io non ho fatto niente di male, dato che professo il mosaismo nel quale si dice apertamente che  necessario il sudore della propria fronte. Come facevate a pensare che potessi vivere soltanto di una momentanea galletta?.
Il signor Dreckenkopf ruggiva fuori di s:
La vedremo, delinquente! Io ti mando in prigione! Io ti porto immediatamente al presidio di polizia! Ladro! Bolscevico! Laggi ti faranno ben vedere che cosa significa toccare la signora del dottor Dreckenkopf.
Approfittando del fatto che il signor Dreckenkopf si era dimenticato di chiudere la porta, Lazik scapp fuori in strada. Corse fino al primo crocicchio e con cautela, badando a non violare le regole degli attraversamenti stradali, si avvicin a un poliziotto:
Ditemi, signor dottore in filosofia poliziesca, che cosa ne pensate: se adesso vado al carcere, mi incarcereranno oppure no? Io lho comunque toccata e lei  la migliore di tutta la Prussia orientale.
Il poliziotto si fece coscienziosamente pensieroso.
Questo non lo so. Probabilmente vi chiederanno tre foto formato tessera e il certificato di vaccinazione vaiolosa.
Allora Lazik emise un penoso sospiro:
Bene, che farci, in tal caso mi resta una cosa sola. Vedete, signor dottor poliziotto, sono gi qui che giaccio privo di sensi e ostacolo il grande movimento, sicch portatemi voi laggi senza nessuna vaccinazione fotografica!.


25.
La fortuna sorrise a Lazik. Non solo egli riusc ad arrivare a Berlino, ma laggi trov un nuovo protettore. Fu di nuovo la statura a toglierlo dai guai. Come se la sorte volesse fare dimenticare allinnamorato di bassa statura le offese infertegli da Fenicka Geranovic e dalla compagna Njusja. Lazik, diamine, avrebbe potuto capitare nella serra del cuore di qualche nuova signora Dreckenkopf nelle vesti di un cactus nano, tanto pi che quellanno andavano di moda gli ombrellini minuscoli e i cani dalle zampe corte della razza foxterrier, e invece davanti a lui si aprirono ben nuovi orizzonti. Lo raccolse il libero artista Alfred Kummel, regista di una grande ditta cinematografica.
Che trovata! Si sente subito che siete russo e bolscevico. Voi avete condotto con voi le orde. Questo sguardo enigmatico Cigolio di carri in mezzo alle steppe Profilo mongolo. Gestire da ataman. Fotogenia dei sopraccigli. Riceverete cinquemila marchi. Sosterrete la parte principale nel mio nuovo film Il canto delle mitragliatrici e delle labbra.
Lazik si sent diventar timido:
Signor dottor artistico, sebbene cinquemila marchi siano una cifra tanto grossa che addirittura non esiste, com il caso per esempio delle orchidee, tuttavia io non mi affretto a saltarvi al collo con i miei gesti da ataman mongolo. In primo luogo voi dite che sono un bolscevico, sebbene io non vi conosca al punto di entrare in siffatti dettagli familiari.  vero che a Gomel Levka gridava sempre io sono un bolscevico della prima ora affinch lo lasciassero entrare alle manifestazioni musicali, ma voi, a quanto pare, non siete di Gomel, anzi, e con il fatto che un uomo sia continuamente malmenato non  daccordo neanche il pur perduto Lazik Reutschwanetz. Sicch lasciamo queste parole per una qualche conversazione intima. Quanto a recitare, naturalmente posso farlo; ho gi persino recitato in una tragedia ufficiale, dove ho fatto la parte del duca con i denti addentanti. Il titolo del vostro film per non mi garba affatto. Contro le labbra non ho nessuna obiezione. Questo succede a chiunque, e se persino Fenja Geranovic si facesse venire in mente di calunniare io posso avere un vero attestato di maturit dalla signora Dreckenkopf. Ma voi volete appiccicare alla vostra canzonetta anche le mitragliatrici. Siffatti motivi in genere non mi piacciono in quanto rifinito nemico dellinsolente imperialismo. Otto volte hanno provato a chiamarmi alle armi e otto volte sono uscito dalla commissione di leva con i miei propri pantaloni. Soffrivo di cuore, e di fegato, e dombelico, e di che altro mai non so. Per questi dottori artistici non sono riuscito a fare dei soprabiti gratuiti. Per un galif con stoffa mia una volta mi hanno persino tagliato un pezzetto di budella perfettamente sano, solo perch non corressi a morire per un hetman1 qualsiasi. Ditelo voi stesso: valeva la pena di giacere sotto un trepidante coltello per poi arrivare a Berlino a morire sotto la vostra opera mitragliante?.
Il regista, affascinato, bofonchiava:
Che fuoco orientale! Un uomo minuscolo, lo spirito vivo in un corpo impotente accende un oceano, trascina dietro di s folle di marinai e di nomadi No, mio caro, io non vi lascer scappare! Ehi, autista! Di corsa agli studi!.
Alfred Kummel mostr a Lazik gli immensi studi:
Vedete, tutto  pronto per le riprese. Io cercavo soltanto voi. Voi avrete la parte di Sascha Tzemalionkov, lo spirito delle steppe. Abbiamo gi speso somme colossali. Qui stanno le mitragliatrici. Dove correte? No, no, non vi lascio scappare! Eccovi la vostra partner, lanima di Lorelei. Unattrice famosa. Presentatevi. Domani arriveranno i cosacchi. Scappate di nuovo? Portiere, fatelo tornare! Ripresa della trentottesima scena: voi baciate lanima di Lorelei nel mezzo di una folle digitovka2 di quattro squadroni di cavalleria. Lo capite? Non  semplicemente un film,  un best-seller mondiale. Guardate laggi in quellangolo la piazza Rossa. Inteneritevi, siete di nuovo nella vostra natia Mosca.
Lazik non ci andava sovente sulla piazza Rossa, timoroso che la sentinella che stava davanti al mausoleo potesse sparare; anzi evitava sempre di passare davanti ai posti di guardia, perch, si diceva, a lui non gli costa niente impigliarsi per caso in qualche grilletto e allora io mi ritroverei una pallottola nella pancia. La piazza Rossa, comunque, laveva vista. Delicatamente osserv:
Secondo me, questa roba assomiglia piuttosto a un completo contrario e se, vicino a quella cupola, si mettesse una cuffia da notte, avremmo pi o meno una farmacia.
Il regista sorrise amichevolmente:
Io vi capisco. Voi volete dire che manca laria, latmosfera? Ma vedrete come cambier questa scena quando galopperete qui su un folle destriero arabo.
Arrivederci, signor libero dottore! Buona notte! Io sto gi galoppando lontano di qui. Trovatevi un arabo perch galoppi su quella follia, io mi tengo ancora cara la mia penultima vita.
Aspettate! Vi ho pur detto che non vi lascer scappare. Volete che vi assicuriamo? Va bene, accetteremo anche questo. Quanto vi stimate?.
Che centra adesso lassicurazione? Sono una casa incombustibile perch mi dia fuoco da me? Forse valgo solamente dieci pfennig, e anche questo non  sicuro, perch non ho pi niente dove mettere toppe. Ma se io muoio e mi danno centomila marchi,  una bella fregatura doltretomba! Come se potessi piacevolmente piangere sopra il mio lussuoso monumento!.
Voi non morirete. Voi non correrete nessun pericolo. Ho proposto lassicurazione solamente a causa del vostro nervosismo. Certo, durante le riprese alcuni casi funesti sono indispensabili. Noi abbiamo sorpassato lAmerica, noi non ci fermeremo di fronte a nulla. Questa  la migliore pubblicit. Ma noi ci accontenteremo di due o tre controfigure. Quanto a voi, vi proteggeremo come la stella pi viziata. Dunque, a cominciare da domani mattina attacchiamo a lavorare. Adesso vi espongo il soggetto del film.
Steppa. Corvi che gracchiano. Passano nuvole. Popolo oppresso. Il monaco Rasputin balla spensierato il fox-trot con una damigella di corte. Ai nomadi viene tolta la terra. Essi sospirano davanti ai fal e trasmigrano. Grandioso quadro! Anche i marinai sospirano. Gi, avevo dimenticato di dirvi che appare la flotta. I marinai sono in rivolta. Vogliono acqua pulita, acqua cristallina, e invece gli danno del falso kvas.3A bordo, un marinaio muore di dolore per la sua gente. Allora accorrono i nomadi e digrignano i denti. La damigella di corte batte gli schiavi con gli speroni. Le nuvole si addensano in nuvolaglia. Rapido montaggio. Nubi, speroni, lacrime del nomade. Tempesta. Da dietro un kurgan,4 strisciando venite fuori voi, ossia lo spirito delle steppe, minuscolo e possente. Prendete unicona e sollevate i marinai. Tutti si cingono di nastri di mitragliatrice. Il palazzo di corte brucia. Questa  la scena pi costosa. Novanta comparse. Fine del primo atto. Secondo. Scorre il Reno. Vignaioli. Castelli. La figlia del boscaiolo, lanima di Lorelei. Ella nutre i fringuelli intirizziti e impara canzoni con i bambini poveri. Nessuno la capisce. Il Reno scorre. Ella sente la propria vocazione. Ella  su un monte. Il suo abito bianco spicca contro una nuvola. Doppia ripresa. Ella cammina verso oriente. Voi galoppate sulla piazza. Voi galoppate attraverso la Russia. Voi galoppate attraverso lEuropa. Voi galoppate attraverso tutto il mondo. Non interrompetemi! Le nuvole ricoprono tutto il cielo. I marinai sono diventati nomadi. Al cabaret Alcazar le signore ballano spensierate il fox-trot. Le gambe delle signore. I nomadi navigano. I marinai fanno volteggi a cavallo. LEuropa alla vigilia della fine. Ecco allora il vostro incontro con lanima di Lorelei. Lei vi canta la canzone del fringuello. Vi baciate. Primo piano. Tutti si baciano. I nomadi ornano le telegi5 di rami. Sorge il sole. I marinai fanno il bagno nel Reno. Il boscaiolo, benedicendovi, muore. Vi lascia tutto e voi aprite una tabaccheria. Voi con la pipa. Lanima di Lorelei china sopra una culla. I nomadi tornano indietro verso le steppe. I marinai offrono unmazzo di viole del pensiero a Hindenburg. Le viole del pensiero in primo piano. La culla. Il neonato sorride virilmente. Didascalia: Un futuro soldato della Germania. Be, non  una grande idea? Amore. Misticismo. Rivoluzione. Patria. Per lesportazione basta tagliare gli ultimi duecento metri. Successo in America, in Russia, in Australia, in Cina. Il vostro nome, Reutschwanetz, far il giro di tutto il mondo. E adesso perch tacete? Confessate, siete sconvolto dal soggetto.
Totalmente.  come il romanzo di Alphonse Curose. Potete procurarvelo in qualche posto. Per esempio, perch  indispensabile cingersi di nastri di mitragliatrice? Secondo me,  meglio che ciascuno prenda nella sua possente mano una racchetta da tennis. Allora s che si avrebbe un vero lineamento. Ma voi, si capisce, ve ne intendete di pi. Volevo chiedervi soltanto una cosa. Se io devo galoppare per ventiquattrore difilato attraverso tutto il mondo, non si potrebbe comunque fare a meno del cavallo arabo? Che galoppino pure i marinai, cosa che del resto gli piace, mentre io potrei galoppare a piedi.
Ma Alfred Kummel era implacabile e il mattino dopo condusse il trepidante Lazik vicino al cavallo:
Montate!.
Unorchestra militare suonava per tenere su lo spirito marziale. Intorno caracollavano temerari cosacchi. Fecero indossare a Lazik un caffetano da boiardo, e sopra gli misero un nastro di mitragliatrice. Lazik strizzava gli occhi sotto la luce abbagliante e guaiva in modo miserevole.
Alfred Kummel gli appose allorecchio un enorme altoparlante e grid furibondo:
Non perdete tempo! Montate, svelto! Ogni minuto dindugio ci costa cento marchi!.
Caro signor artista, io rinuncio ai miei cinquemila.
Montate!.
Come posso montare quando la cosa pi alta su cui sono mai stato  la nera panca degli imputati? E poi, se anche a Gomel sparavano con le mitragliatrici, io potevo nascondermi nelluscita di servizio. Ma non posso mica nascondermi a me stesso una volta che mi avete appeso questo schifoso nastro. Se per caso pigliasse su e si mettesse a sparare?.
Basta con le chiacchiere! Voi siete lo spirito delle steppe. Voi galoppate. Espressione di ardimento e di spensieratezza. Capito? Su, montate. Non temete.  un cavallo ammaestrato.  un vecchio ronzino.  quasi un somaro. Siete montato? Adesso, ardimento, slancio. Ehi, tutto il parco luci! Karl, spaventate il cavallo! Operatori! Spirito delle steppe, audacia!.
Lazik riusc soltanto a gridare:
Addio, Pfeiffer! Hip! Hip! Cavallo, sii savio!.
Invano laltoparlante tuonava: State eretto! Sorridete!. Lazik non udiva nulla. In principio, ancora si tenne alla criniera, ma gi il primo scossone lo gett indietro. Allora si attacc alla groppa del cavallo. Gemeva di spavento. Quando comparve lanima di Lorelei, alla quale doveva inviare un aereo bacio, era ormai appeso alla coda del cavallo come un brandello di stoffa. Il cavallo agitava indispettito il deretano. Lazik si ritrov a terra. Si era rotto il naso. Dopo essersi asciugato il sangue con il caffetano da boiardo, si avvicin orgoglioso al regista:
Allora? Mi sembra davere veramente galoppato come un vero spirito.
Il signor Kummel non ricorse allaiuto dellaltoparlante. Url Via di qua! in modo tale che Lazik questa volta galopp davvero, incespicando nelle falde del lungo caffetano. Ma sulla porta si ferm:
Vi siete gi calmato dopo questa galoppata? Allora statemi a sentire. Non sono io che ho voluto galoppare. Tutto il tempo non ho fatto che dirvi che non ero uno spirito delle steppe, ma semplicemente uno sventurato sarto di Gomel. Siete stato voi a mettermi su questo sanguinoso patibolo. Eccovi il vostro anormale mantello e queste pallottole anormali e voi datemi invece un po di spiccioli, dato che, anche se non ho firmato la sciagura in carta bollata, ieri per mi avete parlato di assicurazione di vari caseggiati. Dunque, per quanto avete assicurato il mio sanguinante naso? Per esso voglio almeno dieci marchi, perch mi  venuta una fame da vera amazzone.
Ehi, Karl! Mostrategli dov luscita.
Che dire? Quel poveraccio di Lazik galopp di nuovo per il cortile, per le strade, per Berlino, per il vasto mondo.


NOTE.
1Capitano dei cosacchi.
2 Volteggio.
3 Bevanda russa di grano fermentato.
4 Tumulo.
5 Carri russi.


26.
Per vari giorni Lazik distribu nelle strade i dpliant di uno studio medico specializzato in malattie veneree, finch una rispettabile signora, alla quale, per maggiore sicurezza, aveva ficcato in mano lintero pacchetto, non lo batt con lombrello. Poi, nella clinica del celebre veterinario dottor Keller, svolse le mansioni dinfermiera per i gatti. Doveva infatti tenere fermi i gatti mentre gli facevano i raggi ultravioletti. I gatti palesemente non credevano nella medicina, si dibattevano e graffiavano in modo pi che doloroso. Lazik dovette lasciare anche questo posto dopo che un gatto siamese gli ebbe fatto sanguinare tutta la faccia. Il dottor Keller aveva paura che la vista di Lazik bendato potesse spaventare le impressionabili clienti. Allora Lazik capit in un circo viaggiante: lo presero per fare da controfigura alla scimmia Jigo malata di bronchite. Doveva arrampicarsi sul trapezio con tanto di pelliccia scimmiesca e di maschera. Egli si arrampic. Ma quando, durante lo spettacolo, gli ordinarono di saltare una barriera, non resse:
In primo luogo, di questo suicidio non mi avevate parlato, e in secondo luogo, se devo obbligatoriamente inondarmi di sangue, slacciatemi per favore la coda, perch, a quanto pare, la gente non salta con la coda.
E cos Lazik non riusciva a trovare un rifugio tranquillo. Invano tent di sedurre i passanti con le sue famose toppe. Si offriva di fare di tutto: soprabiti, palandrane da boiardo, persino elmetti dacciaio. Prov a commuovere in ogni modo i cuori dei berlinesi; rammentava loro che egli professava il mosaismo, che di lui era stata innamorata lanima di Lorelei, che, infine, non era lui che si poteva considerare responsabile di una coda slacciata. Niente, gli strillavano contro irritati e ci finch un poliziotto compassionevole non lo port al commissariato. Fu incriminato in base agli articoli che punivano laccattonaggio, lestorsione e loffesa ai costumi.
In prigione Lazik si abitu alla svelta; dopo avere appeso il ritratto del flagello del Portogallo, cominci a vantarsi:
 gi lundicesima e io posso scrivere una lussuosa guida delle prigioni. Certo, qui c pi aria che non, per esempio, a Lomza, per a Kiev cera un borc1 meraviglioso.
Accanto a Lazik dormiva un certo Kotz, che era stato messo dentro per il furto di una salsiccia. Di notte si lagnava piano:
Avevo cercato lavoro per sei giorni. Poi non ce lho fatta pi.  stato al mercato. Era l in disparte e lho mangiata subito.
Lazik diede un affettuoso colpetto sulla spalla dellenorme Kotz:
Be, non affliggetevi! Probabilmente vi libereranno. Io vi capisco bene. Dovevano proibire di esporre la salsiccia, ha un odore troppo invitante. Secondo me, nessuno pu resistere a un odore simile, neanche il signor Hindenburg in persona, sebbene avessero intenzione di portargli un mazzo di viole del pensiero. Sapete che vi dico, compagno Kotz, sulla terra non c giustizia! Se aveste preso le viole del pensiero, allora s che avrebbero anche potuto condannarvi. Perch portare via ad altri un simile dono? Ma un pezzetto di salsiccia  una cosa necessaria per ogni uomo. Allora che centra uno stupido tribunale? Anche del lavoro non mi dite niente? Non avevate trovato niente? E dunque  una fortuna. Voi siete dentro, io sono dentro, ma voi, almeno, avete un naso intangibile. Io ho galoppato su un folle destriero arabo e ho saltato oltre la sua coda, e poi dovevo affrontare per strada svariate dottoresse, e poi dovevo tenere ferme delle vere tigri siamesi. Questo  quel che si chiama sudore della tua fronte. La gente va in sinagoga o perfino in chiesa e l sinchina a Dio per imprese come queste. Io peraltro sono un vero reparto davanguardia e so che su in alto ci sono gas che non servono a nessuno. Ma se anche si vuole ammettere che su in alto ci stia un Dio inventato, si tratta di un assoluto imbroglione e noi e lui dovremmo scambiarci di posto. Lui dovrebbe giacere qui, sotto cento articoli del codice penale, e voi e io dovremmo riposarci in cielo. Credete che io non conosca tutte queste truffe? Le conosco come le cinque dita della mano. E, se si deve incominciare dal principio, prima di tutto non c altro che un chiasso incomprensibile. Bene, non si poteva mangiare la mela. Anche Dio ha le sue fissazioni. Ma ditemi, perch tutte queste grida storiche intorno a un piccolo frutto? Non  niente di pi che una salsiccia. Ma io corro avanti. Lui giudica e lui condanna. Ti guadagnerai il pane con il sudore della tua fronte. Ammettiamo.  stupido: perch sono obbligato a sudare se voglio invece librarmi come lui in mezzo al cielo blu? Ma  chiaro. E che ne risulta? Che io sudo al punto da non esistere pi, e sono forse pi un uomo? No, sono una cosa spremuta e invece di darmi del pane non fanno che darmele incessantemente. E dopo tutto questo voi direte che su in alto non ci sono dei vani gas?. Kotz, spaventato, si fece il segno della croce :
Anche se siamo compagni di sventura, io per sono un uomo onesto. Io sono capitato qui per caso. Io non avevo lavoro. Lei stava l in disparte... Voi siete un ebreo, e potete non credere nel vostro Dio, ma io sono di Wrzburg. Io sono un buon cattolico. Io credo nella misericordia di nostro Signore Ges Cristo.
Sentite, compagno Kotz, adesso vi racconter una bella storia. Sto gi vedendo che sebbene abbiate le dimensioni del cannone-zar,2 non avete per nessuna sovrastruttura. Probabilmente voi non conversate tanto spesso con le persone intelligenti e vi far quindi bene ascoltare questo profondo pregiudizio.
Da noi a Gomel viveva un vecchio matto. Aggiustava i vecchi materassi, ma erano pochi quelli che si rivolgevano a lui, tutti dicevano:  un cattivo ebreo, probabilmente se la intende con il diavolo, si  mai visto che di sabato si vada in giro con lombrello e, invece di pregare, si raccontino ai ragazzini storielle sporche?. Insomma, quel vecchio era un grande originale. Da lui ho imparato un mucchio di storie: sul chassid di Proskurovo che si era sbagliato, sulla tabacchiera del re Salomone, e molte altre ancora. Ed  stato appunto lui che mi ha raccontato la straordinaria avventura capitata al vostro misericordioso Dio. E sebbene voi siate di Wrzburg, e io solamente di Gomel, su questo punto forse cincontreremo.
Noi siamo lontani da Gomel, ma non siamo ancora a Roma, e Roma pure  una citt, e pu darsi che si possa andare a finire pure laggi, e la cosa pi buffa  che l ci vivono degli ebrei, precisamente come a Gomel. Questa avventura  capitata a Roma, e non adesso ma molto tempo fa, prima della guerra e probabilmente fin prima della guerra trapassata.
Era carnevale. Che festa saporita, a proposito! Da noi a Gomel il telegrafista Zacharov di carnevale mi offr dei bliny tali che per poco anchio non credetti in tutto il suo oppio con la smetana. Be, si capisce, in ogni paese la gente celebra le feste a suo modo. A Roma addirittura impazzivano. Si mettevano addosso gratis delle pellicce di scimmia e si attaccavano delle code. Passeggiavano dalla mattina alla sera con maschere da banditi. A guardarsi intorno, non era neanche una citt, ma unoperetta universale. Uno diceva di essere un elefante e agitava sfrontatamente la proboscide; laltro assicurava di essere un vero duca che mordeva la sua duchessa, e tutti saltavano, e suonavano le trombe, e ballavano le danze delle minoranze romane. Delle donne non sto neanche a parlarvi. Chi lo sa che specie di meccanica avete dentro? Forse anche voi, come quel grassone di Willy, andate ad arrampicarvi sul vetro. Vi dir solamente che le donne avevano le vetrine ricolme. Quali banane non mettevano fuori! E qui mettiamo mille puntini
Saltavano, cantavano, si baciavano, ma il numero principale era ancora da venire. Vi ho gi detto che a Roma ci abitavano anche gli ebrei. Era una spudoratezza, certo: gli ebrei che osano abitare nella stessa citt del papa! Ma cosa ci vuoi fare? Le formiche dov che non si intrufolano?! Anche i nostri pan commissari, come si agitano inutilmente! Schiacci un ebreo e subito ne salta fuori un altro con il suo naso autonomo. Il papa gridava, minacciava con la sua pantofola, ma poi si stanc: che vivessero pure. Non si poteva mica mettere in prigione qualsiasi raffreddore migratorio! Ma siccome al papa piaceva il carnevale, ecco che invent un bel trucco: gli ebrei dovevano fornire un corridore per il divertimento di tutta la cittadinanza. Questo disgraziato corridore il giorno di carnevale doveva fare tre volte di corsa il giro di tutta la citt e inoltre doveva correre nudo come mamma laveva fatto, e il papa con gli elefanti e le dame se ne stava seduto su sgabelli dorati, a ridersela un mondo.
Come dice la gente: per uno  carnevale, per un altro sono puri salti. Gli ebrei si riunivano per la loro conferenza quaresimale: chi sarebbe stato quel tormentato destriero? Ebrei ce ne sono di vari generi: certuni hanno i carati perfino nella pancia e altri, invece, solo lacrime gratuite. Io, per esempio, sono qui che giaccio sullundicesimo pruno e qualche Rothschild adesso probabilmente si pappa lundicesima capra. Anche a Roma cerano mercanti con le tasche piene, e mendicanti del cimitero che per un pezzo di pane piangevano secchi di lacrime su ogni tomba prescritta. Chi dunque avrebbe fatto la corsa intorno alla citt? Certo, non il rabbino: lui era un sapiente, senza di lui tutti sarebbero diventati stupidi; certo non il Rothschild di Roma, perch senza di lui non ci sarebbe stato nessuno per nutrire una volta allanno i mendicanti con le sciacquature di cucina.
Ogni ebreo offriva una moneta doro pur di non correre e anche i poveri la davano, perch vale la pena di vendere i candelabri del sabato o una palandrana o persino un cuscino pur di non morire in nude sembianze davanti a degli elefanti pazzi. Ma si trov un disgraziato sarto, il quale non aveva una palandrana, n un candelabro, n un cuscino di piume, n un tallt di seta. Aveva soltanto una moglie, sei figli e il corrispettivo dolore, ma tutto questo non si pu scambiare con nessuna moneta doro. Si chiamava, diciamo, Leiser. Penso che fosse il nonno di mio nonno, perch appunto da una cos afflitta ombra  venuta la stirpe degli straordinari Reutschwanetz.
Venne lora dellannunciata corsa. Il papa si sedette sul suo sgabello, circondato da sfrontati nobili e belle dame, e suon il campanello, chiedendo di vedere lebreo.
Allora condussero Leiser e, dietro di lui, arrivarono la moglie e i sei figli e tutti urlavano disperati. Perfino per un bambino piccolo, infatti,  chiaro che non si pu correre tre volte intorno a Roma senza mai riprendere fiato, mentre l bastava fermarsi un attimo che gli scudieri del papa ti cominciavano a fustigare. Dunque era lo stesso che andare alla morte. Leiser cominci a togliersi i pantaloni cento volte rattoppati. Dal gran ridere al papa venne perfino male alla pancia, mentre gli altri perdevano chi la proboscide, chi la coda: del resto lo spettacolo era piuttosto divertente, perch un disgraziato simile con i pantaloni  gi un fatterello curioso, ma se poi  addirittura senza pantaloni  davvero una cosa da cascare dal ridere.
Il papa dunque rideva, ma Leiser no. Leiser abbracci sua moglie e i suoi figli:
Va bene, io correr e morir, ma chi vi dar da mangiare domani? Forse il rabbino? S, lui manger una grande oca, ma a voi non dar neanche un ossicino. Vi offrir solamente delle parole dotte. Forse il Rothschild romano? S, lui dir: Io sono ebreo e anche voi siete ebrei e Dio vi benedica, ma adesso non posso conversare con voi, perch ho mangiato tante oche, polli e anatre che il dottore mi deve mettere delle sanguisughe. Io sono un vero martire, mentre voi siete esseri felici. Tanti saluti. Cos dir il vostro Rothschild. E nessuno vi dar da mangiare, perch i poveri non hanno nulla eccetto un nudo cuore, mentre i ricchi hanno tutto ma non hanno un cuore, e dunque anche voi morirete. Io morir oggi a causa di questa corsa, e voi morirete fra una settimana o fra un mese e pure a causa della corsa, giacch correrete per la citt a chiedere un tozzo di pane e poi morirete.
Sua moglie, si capisce, strillava. Baccagliava come se lavessero scannata e in modo che tutta Roma la sentiva:
Ohi, come potrai correre, Leiser? Tu non puoi correre. Digli che sei un disgraziato di sarto e non un cavallo. Perch tu ci morirai, parola donore, ci morirai! E come mi lasci? E a chi lasci questi orfani gi pronti a esserlo?.
Il papa si era ficcato dellovatta nelle orecchie e non mosse neppure un occhio. E il primo scudiero faceva intanto gi schioccare la frusta: Su, comincia la tua corsa!.
Addio, moglie mia! Figli miei, addio! Vita mia, addio!.
Leiser si sedette su una pietra, abbracci le sue nude ginocchia e sospir ancora una volta; sospir in modo tale che una raffica di vento attravers tutta Roma: era Leiser che si congedava dalla vita. E poi, si capisce, si alz e si mise al trotto come un vecchio ronzino.
La giornata era calda come se non fosse carnevale ma piena estate, perch a Roma c un calendario anormale e l si pu sempre uscire a passeggio in camiciotto di tela. E a correre, si capisce, si sente ancora pi caldo che non a star seduti. Subito Leiser cominci a grondare sudore equino. Inciampava, gemeva e scuoteva la barba e gli scudieri lo frustavano. Roma non  Gomel. Roma  piuttosto come Berlino, che per farne il giro di corsa ci vogliono forse due ore. Dappertutto cerano scudieri, a badare che il cavallo umano non si riposasse. E, oltre agli scudieri, cera anche semplicemente della gente: per chi non  interessante guardare siffatte corse bipedi? Cerano scimmie, e tigri, e duchi, e signore, e tutti sghignazzavano gratis:
Corri, vecchio ronzino!.
E a tutti Leiser rispondeva mitemente:
Io sto gi correndo.
Cos fece un primo giro di corsa intorno a Roma. Gi riusciva a malapena ad alzare le gambe e gli scudieri lo frustavano sempre pi spesso, tanto che per tutto il suo corpo scorreva il sangue. Ma bisognava fare altri due giri e lui sapeva che non ci sarebbe riuscito. Quando vide di nuovo linfelice moglie e i sei bambini e lo sgabello doro con il papa romano, perdette la speranza e si ferm. Ma cento scudieri accorsero verso di lui con le fruste e, gettata unocchiata ai suoi futuri orfani, Leiser si rimise a correre. Solo che corse per cento o per duecento passi e subito comprese che non era pi in grado di correre. Casc in terra e si mise ad aspettare la morte. Fu allora che gli accadde un nudo pregiudizio.
Vide a un tratto che un ebreo nudo correva per la citt e che non si trattava di lui, Leiser, ma di un altro ebreo. Che coserano quei trucchi? Tutti gli ebrei avevano pagato il riscatto per non correre. Esamin quel secondo ebreo e si stup ancor pi: Mi assomiglia proprio, anche lui  pelle e ossa, e gronda sudore, ed  tutto insanguinato, e la barbetta gli trema talmente che si vede subito che  kaputt. Ma gli occhi, a quanto pare, non sono come i miei e anche il naso non  dello stesso taglio. Dunque quello non sono io, ma un altro ebreo. Ma chi mai potr essere?. Leiser conosceva tutti gli ebrei di Roma. Non era il robivecchi Elia, n il calzolaio Natan. Di certo era un ebreo di fuori. E Leiser gli domand:
Di dove siete venuto fuori? Avete una faccia nota, come se vi avessi gi visto, eppure non posso avervi visto, perch io non sono mai partito da Roma. Forse sono gi morto e vi vedo in sogno? Come vi chiamate? E poi, perch correte se sono io che devo correre?.
Allora il secondo ebreo disse a Leiser:
Mi chiamo Iegoshua e voi non mi potete conoscere, perch sono gi morto da un pezzo mentre voi siete ancora vivo.Ma avete limpressione di conoscermi, perch probabilmente avete visto i miei ritratti. Mi chiamano con i nomi pi buffi, ma adesso vi dir io chi sono: io sono lebreo povero. Voi,  vero,siete un sarto, mentre io ero falegname, ma noi ci capiremo. Io volevo che sulla terra regnasse la vera giustizia. Qual  il povero che non lo desidera? Vedevo che il rabbino diceva parole intelligenti e che Rothschild mangiava oche e che sulla terra non cera n giustizia, n amore, n la pi normale felicit. Ed io fui con i poveri contro i ricchi. Vedevo che certi uomini avevano le mitragliatrici e altri soltanto il loro nudo petto e che a una pallottola di ferro non costava nulla perforare un cuore ed io ero con i deboli contro i forti. A me piaceva, Leiser, quando il sole scalda e i bambini ridono e tutti stanno bene, tutti bevono vino, tutti si sorridono a vicenda, le candele del sabato ardono e sulla tavola c del pane colorito. A quale misero non piace questo? Dapprima, si capisce, mi ammazzarono, e adesso non mi lasciano stare tranquillo sotto terra. Derubano i poveri e nominano il mio disgraziato nome in modo che io mi rivolto nella tomba. Mettono in un profondo carcere qualche uomo indifeso e gli cantano canzoni sul mio secolare dolore, e poi gli tagliano la testa in modo che io faccia di nuovo un salto nella mia tomba. Incitano la gente stupida affinch gli uni uccidano gli altri e portano sulle bandiere i miei dolorosi ritratti e io mi sollevo nella tomba inorridito. Trovano tutti i modi possibili per ridere sulle mie spoglie mortali. Mi fanno dei ritratti doro e di brillanti e li espongono dappertutto. Li mettono davanti ai bambini affamati e davanti ai patiboli. E io amavo tanto,invece, il pane colorito sulla tavola del povero! Abbiate piet di me, sarto Leiser! Voi morirete e vi seppelliranno e vi lasceranno poi in pace, mentre io devo correre per il mondo come se avessi la febbre terzana. Dicono che io sono onnipotente.Avete mai visto un ebreo povero che possa tutto? Ma se potessi fare anche soltanto la met di tutto non griderei forse: Basta!?Forse Rothschild continuerebbe a mangiarsi tutte le oche, forse il papa se ne starebbe seduto su uno sgabello doro, forse voi galoppereste intorno a Roma? Io posso soltanto non trovare pace. Io posso soltanto correre giorno e notte come unombra sanguinosa, come avete corso oggi voi.
Allora Leiser si rialz e abbracci il secondo ebreo:
Ho piet per voi, falegname Iegoshua, perch adesso so bene che cosa voglia dire correre. Ma vi dir una cosa: oggi voi potete riposare, oggi potete starvene tranquillo nella vostra tomba. Perch correre in due? Oggi io corro per me e per voi.
Ma lebreo morto rispose a Leiser:
No, voi potete ancora vivere, voi avete sei figli e questo non  uno scherzo. State a vedere che li facciamo fessi. Al naso loro non ci baderanno e da lontano noi due ci assomigliamo. Sicch voi statevene quieto in questo profondo fossato e intanto io far ancora due giri di corsa intorno a Roma.  inutile che discutiate con me, tanto io dovrei correre ugualmente; se non qui, in unaltra citt, perch di certo in questo momento stanno gi ammazzando qualcuno e nominano il mio nome in modo che io non possa starmene tranquillo nella tomba.
Detto questo, si mise a correre intorno alla citt, e gli scudieri lo frustarono e tutti gli spudorati elefanti gli risero dietro.
Eccovi tutta lavventura, caro compagno Kotz. Si capisce, voi potete farvi di nuovo il segno della croce, dato che avete le braccia sane e totale assenza nella testa.
Kotz si arrabbi:
La vostra storia  una stupidaggine. E io vi consiglio di non ripetere scempiaggini simili. Il meno che vi possa capitare  che vi accusino di sacrilegio.
Avete davvero trovato quello che si spaventa! Non fa lo stesso per me se mi incriminano in base a tre articoli oppure quattro? Non  altro che vuota statistica. Lavventura di Leiser per voi non lavete capita affatto. Con le braccia mica la si pu capire. Vi ho gi detto che probabilmente in testa voi ci avete un buco. Come se non avessi visto che, mentre raccontavo, seguitavate a farvi il segno della croce! Adesso per vi domando, anche se siete un buco da dieci libbre, chi  che venerate nella vostra Wrzburg? Se il povero ebreo, bisogna dire che lui non lo desidera affatto, e se venerate invece il Dio onnipotente, allora perch siete qui soltanto per un pezzo di salsiccia? Sapete, Kotz, noi abbiamo litigato e adesso faremo la pace. Voi e io siamo brava gente, perch siamo tutti e due dei poveracci in unignominiosa prigione. Ma domani voi potete diventare il papa di Roma e io posso diventare un altro Rothschild. Allora dimenticheremo allistante tutte le brucianti lacrime e diventeremo semplicemente dei maiali con il conto corrente. Finch il povero falegname sognava la giustizia era alto come il Dio fatto apposta, ma ecco che lhanno dichiarato Dio e messo in una cornice doro e cos  diventato un semplice mobile. Rothschild poteva crocifiggere in quattro e quattrotto qualunque povero che dicesse di non volere bene ai ricchi, bens ai poveri. Questo si capisce benissimo e Reutschwanetz qui non centra per nulla. Dunque, ogni giorno crocifiggono cento Reutschwanetz e nessuno fa obiezione. E le risate infantili? E il pane dal bel colore sulla tavola del povero? No, queste sono ridicole fantasie. Taci, stupido Reutschwanetz! Non c niente da filosofare! Il massimo che ti si chiede  galoppare senza pantaloni.

NOTE.
1 Minestra ucraina a base di barbabietole.
2 Il grande cannone collocato nel Cremlino.


27.
Dopo esser rimasto per il periodo stabilito in prigione, Lazik ricominci le sue peregrinazioni. A Magdeburgo vendette giornali, a Stoccarda lav vetri di finestre e, giunto a Magonza, capit nella salsicceria di Otto Worhms. Qui vendette tranquillamente la sua merce finch non fu colto in flagrante reato di sfrontato furto. Un giorno, vedendo sul bancone del prosciutto ancora caldo, egli afferr il coltello, tagli un pezzo ben grosso e lo inghiott cos presto che il padrone non riusc neanche a riaversi dalla sorpresa. Lazik dovette lasciare in fretta Magonza, dato che il salsicciaio aveva giurato di dare una lezione al malfattore.
A Francoforte, Lazik arriv con tre marchi in tasca. Per prima cosa decise di farsi radere per garantirsi contro ogni pensiero filosofeggiante. Quale non fu il suo stupore quando il giovane barbiere gli domand:
Scusate, signor dottore, come volete che vi si rada: al solito o secondo la legge di Mos?.
Lazik si limit ad allargare le braccia:
Secondo la legge di Mos, a quanto ne so io, non ci si pu neanche radere, sicch questa religione non  fatta per il vostro pennello. Ma, se vengo da voi, vuol dire che io ci sputo su questi ridicoli paragrafi. O avete paura che non vi paghi? Guardate, ecco qui degli autenticissimi marchi.
Fate male a offendervi, signor dottore. Da noi, a Francoforte, ci si pu anche radere senza violare la legge di Mos. Dato che agli ebrei  proibito semplicemente di raschiarsi via i peli con la lama, noi radiamo i nostri riveriti clienti senza il delittuoso rasoio. Ecco, guardate, questo  uno strumento brevettato. In cinque minuti io posso annientare tutti i peli senza irritare n la pelle, n i sentimenti religiosi.  uninvenzione del dottor Klemke e lui ci ha guadagnato su.
Ma Lazik non lo ascoltava pi. Approfittando del fatto che il barbiere non era ancora riuscito a raderlo, si era concentrato nella meditazione. Finalmente disse:
Radetemi pure senza tanti trucchi; solo affilate bene il rasoio perch la mia pelle  molto pi sensibile dei sentimenti religiosi. Adesso eccovi qui un marco di mancia e datemi lindirizzo di qualche riverito dottore che siete solito radere con questa puzzolente invenzione.
Chi vi posso raccomandare? Forse il signor Schenkensohn?  il commerciante pi stimato. Solo che  un pezzo che non si  fatto pi la barba. Credo che sia malato.
Malato?  proprio questo che mi serve. Su, avete finito di raschiarmi con quello scalpello? Allora datemi subito lindirizzo del signor Schenkensohn.
Bisogna riconoscere che il cuore di Lazik si mise a tremare demozione quando egli diede unocchiata alla lussuosa palazzina in cui abitava il signor Schenkensohn. Suon. La porta venne aperta dalla cameriera:
Allora, il signor Schenkensohn  sempre a letto? Non  ancora morto? Bene. Andr direttamente da lui. Non si pu?Come, non si pu? Io mica sono un intruso che viene dalla strada. Del resto, perch sto a parlare con voi? Chiamatemi qui sua moglie o sua madre o sua figlia o almeno qualche sua zia.
In anticamera si present una donna piangente. Siete la signora Schenkensohn, vero? Be, come va vostro marito grazie a Dio? Voglio vederlo al pi presto. Chi sono? Sono lo tzaddik di Gomel e sono venuto a Francoforte e ho saputo che un ebreo era malato e naturalmente sono venuto qui a far visita allebreo. So bene che vostro marito  un buon ebreo che osserva tutte le leggi.
La signora Schenkensohn esitava. Ma Lazik insisteva:
Quando sono stato dal famoso rabbi Ioshe Voi non conoscete lo tzaddik di Dvinsk? Bene, una volta andammo insieme da un malato. Era a letto come vostro marito e certamente stava per morire. Ma rabbi Ioshe vide che, dentro, un osso gli si era attaccato a un altro, e allora ordin alle ossa di obbedire allordine dato da Dio e tutta le ossa ritornarono al loro posto, tanto che il malato chiese subito che gli dessero un intero pollo.Non  mica una cosa tanto semplice, sapete? Luomo ha 248 articolazioni e 365 ossa, in tutto 613 pezzi, esattamente quante sono le buone azioni. Vi state chiedendo come faccio a sapere tutte queste cose pur essendo cos giovane? Ma io non sono mica tanto giovane, ho passato i cinquanta,  Dio che mi d due anni per ogni anno. Perch Dio non sa soltanto punire, sa anche ricompensare. Io vi assicuro che vostro marito domani o dopo salter in piedi come un saltimbanco.
La signora Schenkensohn si inond di lacrime:
Tutti i dottori dicono che non c pi speranza Ho dato ordine alle sinagoghe di leggere i salmi per le lettere del nome Wulf perch lui si chiama Wulf. Eppure si indebolisce sempre pi.
Lazik disse con aria dimportanza:
Voi siete una donna e Dio vi perdoner per questi stupidi discorsi. I dottori vedono solamente la pelle. Dentro non vedono. Adesso gli dar io unocchiata e vi dir tutto.
La donna accompagn Lazik nella stanza del malato. Un minuscolo vecchietto giaceva sopra un enorme letto di legno intagliato in mezzo a mobili lussuosi, lampadari dorati, quadri, tappeti. Era gi privo di coscienza. Lazik domand:
E quanti anni ha esattamente?.
Ottantatr.
Lavevo capito subito. E va bene, io vedo tutto e vi dico:al malato difetta unarticolazione dentro. Probabilmente ha dimenticato di compiere una buona azione. Certo, ha pregato, e ha osservato lo Jom Kippur e ha fatto offerte per la sinagoga.Ma credo che ancora non abbia nutrito nessun povero tzaddik con un buon pranzo. E siccome lui adesso non pu correre in cucina, occupatevi voi di questo, e quanto prima, invece di versare inutili lacrime. Domani o dopodomani sar un saltimbanco.
Nella camera adiacente, dove accompagnarono Lazik, cerano tutti i parenti del malato. Alcuni piangevano rumorosamente, altri discutevano sommessamente la quotazione delle azioni delle compagnie di navigazione di Amburgo che il signor Schenkensohn era andato accumulando. La sorella del malato, avendo saputo che Lazik era un rabbino spirituale della Galizia o della Lituania, ne fu assai contenta:
Perch a Francoforte  cos difficile trovare un vero rabbino che conosca tutte le regole? E quando un uomo  malato  ora di pensare a Dio.
Le regole io le conosco come le mie dita. Avevo trentanni quando i dieci pi importanti rabbini gi mi diedero la smikhe e diventai un rabbino con tutti i diritti. E poi per dieci anni sono stato accanto al famoso tzaddik di Vinnica. Come mi chiamo? Rabbi Leser.
Diteci, rabbi Leser, che cosa ne pensate: un malato pu cambiare nome? Il rabbino di qui ha detto che questo pu giovare. Perch se nel libro delle sorti  gi detto che Wulf deve morire, questo riguarda solamente chi si chiami Wulf.
Il rabbino di qui ne sapr pur qualcosa. Forse ha sentito con un orecchio solo. Ma io adesso metter tutto a posto.
In qualche modo gliela faremo a questangelo che vola. Egli  Wulf? Be, adesso  gi Mendel. E, se sta scritto che domani deve morire Wulf, il vostro caro Mendel domani manger un pollo, perch langelo si metter a cercare Wulf. Vedete com semplice? Il rabbino di qui avrebbe lasciato passare ancora due ore e vi avrebbe preso un mucchio di marchi. Io invece rester qui e, se questa notte non star meglio, da Mendel lo far diventare Chaim, e tutto a bassa tariffa.
Dopo una bella dormita, Lazik domand allegramente:
Bene, come se la passa il nostro caro Mendel?.
 morto.
Morto? Lo sapevo che sarebbe morto. Solo che non volevo addolorarvi mezzora prima dellevento. A piangere luomo fa sempre in tempo. Ma io ho visto subito a Magonza che unebrea non poteva partorire perch Dio non aveva unanima libera sotto mano. Allora ho capito: Dio aveva gi messo gli occhi su unanima, quella del vostro Mendel per esempio. Be, che farci! Gli faremo il funerale.
E qui Lazik ebbe modo di darsi da fare. Un ebreo, infatti, si deve seppellire secondo tutte le regole, in modo che possa facilmente alzarsi il giorno che suoner la tromba del Messia. Quel rabbi Leser conosceva bene le regole!
Come fare per la terra? piangeva la vedova. Perch bisogna pur mettergli della terra di Palestina sotto la testa, cos i vermi non lo toccheranno.
Lazik la tranquillizz:
Fra mezzora vi porto della terra di Palestina.  terra di prima qualit. Proviene direttamente dalla bara di Rachele e me laveva regalata lo tzaddik di Rovno. La conservavo per me. Ma adesso io vado in Palestina per morire laggi. Quando suoner la tromba sar gi sul posto, senza bisogno di dover ancora correre. Quindi vi ceder questa terra. E del prezzo parleremo dopo i sette giorni di cordoglio. Sono uno tzaddik io, fino a prova contraria, e non un bandito.
Lazik usc in strada. Giunto al parco, raccolse frettolosamente un pugno di terra nel fazzoletto e poi si intener:
Dove morir Reutschwanetz? In quali risciacquature getteranno il suo ignominioso cadavere?.
I parenti avrebbero voluto disporre delle corone intorno al defunto, ma la pia sorella protest:
Questo  proibito. Non  vero, rabbi Leser? Questo pu nuocergli.
Certamente, le corone sono proibite. Ma bisogna metterci della paglia. Che cos la paglia? Fiori appassiti. E quando un fiore  strappato, gi  appassito, sicch io, bench sia un rigorosissimo tzaddik, vi permetto di mettere quante corone volete.
Uno dei figli del defunto, uomo estremamente calcolatore, si inquiet:
E come fare con il vestito? Loro dicono che bisogna farlo a pezzi dal dolore.
Si capisce benissimo: voi indosserete il mio vestito: vi star un po piccolo, ma di fronte a un dolore simile non c da pensare alleleganza. Poi lo farete a pezzi; tanto  stato strappato ad altri funerali. E il vostro lo darete a me e questo costituir un acconto per i necessari kaddish.
Tutti i figli e i nipoti del defunto sindignarono quando gli proposero di mangiare uova sode. Ma anche qui Lazik trov il modo di aggiustare le cose.
Son gi fin troppe per voi le sciagure che avete! Le uova sode le manger io e voi prenderete un brodo di pollo, perch lo tzaddik di Gluchovo ha gi spiegato che dalluovo esce la gallina e dalla gallina esce il brodo.
La sapienza e lingegnosit di Leser sbigottirono tutti gli ebrei di Francoforte, che venivano dagli Schenkensohn per esprimere le loro condoglianze. Il presidente della comunit ebraica, il signor Meuser, noto agente di borsa e filantropo, avendo saputo della sostituzione delle uova sode con il brodo di pollo, esclam entusiasta:
Ecco che cosa vuol dire un uomo che studia giorno e notte la Tor! Nelle sue mani la severa legge diventa leggera come pelo di cammello. Dite, rabbi Leser, se la vostra presenza ha sempre arrecato tanta gioia agli ebrei, perch essi non vi hanno trattenuto in patria?.
Mi sembra di aver gi detto che vado a morire in Palestina. Se mi farete ancora domande del genere, me ne andr domani stesso. Fra laltro io so anche arrecare tutto il contrario. Anche a Gomel cera un ebreo che mi si era appiccicato con domande insolenti. Tutto a un tratto si era messo a fare delle inchieste: Sarebbe interessante sapere di dove venite e che cosa avete in tasca e dov il vostro diploma. Ebbene, che gli  successo? Nella sinagoga io sono uscito a benedire il popolo. Noi Reutschwanetz siamo Kaganiti1 ed io sollevai la mano essendo il pi importante dei Kaganiti. Allora tutti, si capisce, chiusero gli occhi, perch non si pu guardare un Kaganita che benedice il popolo. Lui invece mi guard. Forse voleva controllare se tenevo le dita come si deve Ridicolo! Io infatti conosco le mie dita a memoria, come il Talmud. E che cosa accadde a quellebreo che diremo curioso? Dopo dieci secondi divent cieco.
Il racconto di Lazik produsse su tutti una forte impressione. Il signor Meuser tuttavia non ne cap la morale, tanto che, sentendo che lo tzaddik di Gomel era un Kaganita, cominci a pensare a una cosa sola: come trattenerlo a Francoforte? Allora la prese da lontano:
Voi siete ancora giovane e il Signore vi doner tutti i vostri novantanni, se non tutti i centoventi, per cui io non capisco: che fretta avete di recarvi in Palestina? Riposatevi un po prima del lungo viaggio. Qui troverete considerazione e tranquillit. Potrete pregare nella nostra sinagoga. Per essa io ho offerto delle belle somme e vedrete che porte e che candelabri e che Tor. Certo, una cosa sola le manca: un Kaganita. Ma se voi pregherete con noi, non ricuserete certo di benedirci. Credetemi, esimio rabbi Leser, qui non ci saranno dei miscredenti come nella vostra patria. Nessuno da noi vuol diventare cieco gratis. E, daltra parte, per arrivare alla Terra Santa la sola fede  poco. Laggi hanno corso le sterline egiziane e io ne conosco la quotazione Vi prego, accettate la nostra proposta.
Lazik rimase in silenzio per un minuto, perch cos si doveva, quindi rispose:
Sono tremendamente mosso a piet per voi e, da buon ebreo, non parto pi per la Palestina. Adesso cominciate a darmi assicurazioni concrete.
Il giorno seguente, nella stanza di Lazik entr un certo Schwarzberg, che umilmente gli fece un inchino:
Io voglio pregarvi, stimatissimo rabbi, di prendere sotto la vostra protezione il mio ristorante kosher; cos potr scrivere sul menu Sotto il controllo del signor rabbino. Altrimenti da me non viene a mangiare nessun ebreo perbene. Ho gi sentito dal signor Meuser che voi sapete conciliare la severa legge con le esigenze della nostra epoca. Non vi propongo nessun compenso monetario, no; sia detto fra noi, voi diventerete comproprietario e io vi offro il venti per cento dei profitti netti.
Lazik accett ben volentieri. Si limit a soggiungere:
E ogni giorno tre pasti completi.
Dopo cos facile successo, facendosi ardito, Schwarzberg pass subito al concreto:
Voi ben sapete, rabbi, che noi ci manteniamo puri, ma cos sciupiamo un poco la carne. Secondo la legge, infatti, bisogna tenerla per unora nel sale.  facile immaginare come si guasti il sapore del roast-beef o anche di unentrecte. E con chi se la prendono i clienti? Non con Mos, ma con il ristorante. Anche il signor Meuser vuole che tutto sia secondo le regole, per vuole mangiare del buon roast-beef. Cos io ardisco domandarvi se non  possibile salare questa carne per mezzora invece che per unora. In questo caso potr servire delle bistecche molto pi gustose di quelle di Rosen e batter subito tutti i concorrenti.
Che cosa volete che siano le ore? Quando un uomo ha fame e davanti a lui sta unentrecte, un minuto diventa unora. Cos ha detto un saggio tzaddik di Balta. Ma tutti hanno fame prima del pranzo e io vi autorizzo, in precisa armonia con la legge, a salare la carne esattamente per un minuto. Solo non salatela per dieci minuti, se no, invece di una bistecca, mi darete per pranzo qualche pianto babilonese.
Schwarzberg ammicc teneramente a Lazik. Il mattino dopo venne da lui per altre spiegazioni.
Vi dir francamente, stimatissimo rabbi, che ai clienti non piacciono n lolio di cocco, n lo strutto. Io sono persuaso che quel miscredente di Rosen cuoce lo schnitzel2 con il burro. Che cosa deve fare, vi domando, il pio Schwarzberg?.
Nella legge  detto: Non mangiare il vitello nel latte di sua madre. Il burro si fa con il latte. Ma chi vi dice quale mucca  la madre del dato vitello o anche di un bue adulto? Dunque, non si pu cuocere la carne nel burro.
Schwarzberg emise un profondo sospiro.
Ma aspettate a sospirare, non correte! Voi potete sempreservire carne di maiale. A me, per esempio, piacciono molto le costolette di maiale e il maiale non pu essere figlio della mucca, sicch voi arrostite alla vostra salute delle sane costolette di maiale in burro di vacca con contorno di patate croccanti. Questo  secondo la legge e vedrete che quando il signor Meuser manger una costoletta di maiale, si metter a gridare assolutamente entusiasta: Che vitello saporito avete qui!.
Ma, secondo la legge, la carne di maiale in genere.
Lazik lo interruppe:
Se, secondo la legge, il porco ha troppo poche dita alle zampe perch lo si possa mangiare, voi non contatele. Perch dovreste occuparvi delle dita del suino? E poi, quando parlate con un dotto rabbino, potreste anche fare a meno di filosofare. Punto e basta.
Schwarzberg, ormai incapace di resistere, vers lacrime di commozione:
Dio comunque mi ha ricompensato perch ho dato quaranta pfennig a quel mendicante! Voi non solo siete un rabbino attento, ma una totale benedizione.
Una settimana dopo Lazik si merit nuovamente dolci elogi. Era la vigilia del digiuno dello Jom Kippur e il signor Meuser sospirava tristemente: come avrebbe fatto a digiunare per un giorno e una notte di seguito? Allora and per consiglio da rabbi Leser.
Io ho la podagra. E poi non ci sono abituato potrei anche morirci. Ma, secondo la legge, non posso chiedervi di esimermi dal digiuno; perch allora nel libro delle sorti mi annoterebbero qualche sciagura e tutte le mie azioni cadrebbero subito. Cos  gi successo a Weissman.
Lazik rispose con gravit:
Arrangeremo subito tutto. Certo, ci vorrebbero tre rabbini, ma uno tzaddik come me pu valere facilmente per tre.Mettetevi il vostro nobile cilindro e sospirate. Io vi ordino di mangiare di tutto, domani. Rispondetemi: Io non voglio violare lo Jom Kippur. Ecco, cos E sospirate. E ancora una volta io vi ordino in nome di Dio e secondo lintera rigorosissima legge di mangiare domani di tutto. Perch il digiuno  un pericolo di morte certa per il vostro debole cuore. Ecco fatto.Adesso potete sorridere. Domani mangerete pollo e nel libro delle sorti scriveranno che le vostre azioni salgano allultimo piano.
Incantato, il signor Meuser domand:
E non si potrebbe fare lo stesso anche per mio fratello? Lui non ha la podagra,  vero. Ma qualcosa ce lha. Ha un polipo nel naso, per esempio. Anche lui pu morire di esaurimento.
In quattro e quattrotto.
Lazik liber dal digiuno non solamente il fratello del signor Meuser, ma altri trenta e passa ebrei di Francoforte. Andava di casa in casa e, per un modesto compenso, conciliava gli stomaci ebraici con la coscienza ebraica. Dopo questo fatto lautorit di rabbi Leser si consolid in modo definitivo. Lazik benediva gli oranti nella sinagoga. Non ricordava perfettamente come si facesse, ma gli ebrei chiudevano pii gli occhi e lui poteva ballare il fox-trot. Dava anche consigli per la vita familiare. Mangiava succose costolette nel ristorante di Schwarzberg. Insomma, viveva beato e contento.
Un giorno, dopo aver ben pranzato, stava camminando in compagnia del signor Meuser per una delle strette viuzze della vecchia Francoforte. Il signor Meuser domandava a Leser se non vi fosse nella legge qualche divergenza di idee a proposito degli ombrelli.
Non riesco a capire perch il sabato non si possa portare lombrello. Anche di sabato piove. Io vado in sinagoga e mi bagno. Ne avete mai parlato, per esempio, con lo tzaddik di Dvinsk?.
Come no! E abbiamo trovato una bellissima scappatoia. Quando piove, comincia il pericolo. La pioggia non  affatto meglio di una pallottola di mitragliatrice, perch per via della pioggia ci si pu raffreddare e morire. Secondo la legge, se ti aggrediscono ti puoi difendere; allora si pu portare di sabato anche un bastone. La pioggia vi aggredisce e voi vi difendete. Negli insegnamenti di rabbi.
Lazik non fin il suo dire. Si sent afferrare per un braccio da un omaccione gigantesco:
Finalmente ti ho ritrovato, farabutto! Ti sei rimpinguato e messo in ghingheri! Adesso ti insegno io a rubare i prosciutti!.
Il signor Meuser prov a prendere le difese di Lazik:
Voi vi sbagliate.  una persona stimata da tutti.  il nostro rabbino.
Ahim, Lazik non aveva dubbi! Davanti a lui stava Otto Worhms. In fondo, da Magonza a Francoforte cerano due passi. Era per talmente entrato nella sua nuova parte che si mise a urlare contro il salsicciaio infuriato:
Non sentite che sono un rabbino? E non solo un rabbino, ma un Kaganita? Ma lo sapete voi che cos un Kaganita?  il pi nobile dei discendenti. Io non ho neanche il diritto di andare al cimitero per non affliggermi e voi venite qui a disturbarmi con il vostro impuro prosciutto.
Otto Worhms si mise sarcasticamente a sghignazzare:
Ah, adesso  diventato impuro? Ma quando te lo sei pappato sotto i miei occhi, mica era impuro, vero? Animale! Scusate, signore, io non vi conosco, ma voi siete una persona perbene. Come mai ve la fate con questo mascalzone? Io lavevo raccolto per piet e lui voleva mandarmi in rovina. Mi ero gi accorto da un pezzo che alla chetichella aveva messo gli occhi sulle salsicce di fegato. Ma io ho un cuore mite, stavo zitto. Quando per, proprio sotto i miei occhi, si  preso un pezzo di prosciutto, non ho resistito. Quella volta se l svignata, ma ora gli do io una lezione con questo randello.
Lazik non neg pi; sorridendo con fare colpevole, si limit a dire:
Voi mi nutrivate male, signor Worhms, e il prosciutto era ancora caldo e chiunque capisce che non ho potuto trattenermi.
Dato che il fatto accadeva un giorno che non era sabato, il signor Meuser aveva lombrello e precedette il salsicciaio. Anche Otto Worhms, del resto, non rimase con le mani in mano. Picchiarono Lazik luno con lombrello, laltro con il bastone, luno da destra, laltro da sinistra, finch non cadde sul selciato.

NOTE.
1 Kaganiti o Coheniti: discendenti dei sacerdoti, segno questo di particolare distinzione.
2 Cotoletta viennese.


28.
Cera un tempo che a Levka il barbiere piaceva cantare, mentre infilava nellorecchio del cliente il pennello da barba: Ohi, Parigi! Ohi, Parigi! Mica sono tetti grigi!. Ora, ritrovandosi in piazza dellOpera, Lazik si ricord di quella canzoncina.
Va bene, io sto su questangolo. Ma come faccio ad attraversare la strada? Sarebbe un suicidio repentino. Eppure, presto o tardi dovr pur attraversare, perch mica si pu vivere in un angolo permanentemente. Unautomobile, dieci automobili, cento automobili dov un passaggio per il piccolo Reutschwanetz?.
Si prov a calare un piede gi dal marciapiede, ma subito lo ritir come se lavesse immerso nellacqua bollente.
A un tratto vide un poliziotto sulla cui manica stava scritto: Man spricht deutsch.1 Lazik timidamente gli si avvicin:
Signor segretario erudito! Non vi sembra che questi veicoli intralcino un po la circolazione? Io, per esempio, devo per qualche motivo passare dallaltra parte, per nello stesso tempo ho ancor cara la mia penultima vita.
Aspettate. Quando far un gesto con il bastone e si accenderanno i dischi rossi, potrete attraversare.
Lazik si mise ad aspettare. Effettivamente, dopo qualche minuto si avver quanto promesso. Le automobili si immobilizzarono come inchiodate al suolo. Istantaneamente la piazza si vuot e i pedoni, come un gregge impaurito, corsero da un marciapiede allaltro. Tutto questo piacque assai a Lazik. Egli ripet varie volte il divertente traghetto e poi, definitivamente commosso, si avvicin al poliziotto:
Potrei toccare il vostro bastoncino magico? Non si pu? Per caso, voi non sareste un Mos di legge parigina? Perch trucchi del genere li combin Mos quando gli ebrei attraversarono il mare. Che cosa? Devo proseguire? Va bene, vado, ma agitate ancora una volta questo bastoncino affinch le onde si aprano davanti a me.
Lazik si immerse nei suoi pensieri. E adesso? Certo, l cerano segretari eruditi, e arabe, e banane, e una torre cos scientifica da poter dissipare subito tutto loppio; perch arrivava addirittura in cielo, e su in alto era gi dimostrato che non cera nessun Dio, ma solamente il telefono senza fili. Ma che poteva fare il povero Reutschwanetz abbandonato a se stesso? Cominciamo pure dal fatto che l si parlava in tuttaltra maniera. Di tutta la parlata di Gomel loro capivano soltanto merci, ma cera ancora da trovare chi ringraziare.
Cos meditando, Lazik a un tratto sent parlare russo. Non stette a perder tempo:
Fa piacere in mezzo alle arabe sentire questa lingua possente. Anche voi, forse, siete di Gomel?.
Un uomo robusto si volt a guardarlo sospettosamente.
Piantatela! Non avete trovato il tipo che fa per voi!.
Ah, ho gi capito. Voi non siete di Gomel, al contrario. Ma perch ve la prendete? Io sono un disgraziato di moscovita e ancora non conosco le maniere di qui. Volete che vi confezioni delle magnifiche tolstovki,2 da sentirvici dentro come due conti doltretomba? Va bene, questo non va. Punto e basta. Dei conigli non parlo neppure. Ma potrei, fra laltro, eseguire un delittuoso fox-trot, dato che qui si svolge una vita cos araba. Perch gridate? Non sono sordomuto. E fate male a credere che vi basti scappare saltelloni perch io resti qui ad agonizzare; vi raggiunger comunque. Di saltellare son capace anchio. Mi domandate che cosa voglio? Molto semplice: vivere. Come dicevano da noi ai corsi di abc politico, questo  per cos dire il programma massimo, ma per ora mi bastano delle banconote estere, ossia delle copeche parigine, una cinquantina, per una porzione di mediocri bitki. Che cosa centra qui labc politico? Centra in tutto.Qui voi siete gi una base e io desidero essere la vostra sovrastruttura.
Andatevene al diavolo! Andatevene dai vostri bolscevichi!.
Questo davvero non lo posso fare, perch gi vengo di l. Ero al servizio di Boris Samojlovi? e, quando sono venuti a cercarlo, ho dovuto fuggire a gambe levate. Credete che non fossi candidato? Ridicolo! Avrei anche potuto diventare un sontuoso commissario, ma poi ci si  immischiata la compagna Serebrjakova e mi hanno epurato in un battibaleno.
I russi adesso non scappavano pi davanti a Lazik. No, rallentavano anzi il passo. Cominciarono a domandargli se avesse lasciato da molto tempo la Russia, se fosse rimasto a lungo nel partito, che posti vi avesse occupato, chi avesse visto laggi Lazik raccontava frottole a tutto spiano.
Lo sa il diavolo dove vogliono andare a finire! O sono parenti della Puke, o gente della Pospolita.
Quando Lazik disse che dava del tu al compagno Serebrjakov; che aveva portato oltre confine nastri di mitragliatrice; che a Mosca lavevano nominato segretario erudito dellAccademia comunista, ma che tutto questo era crollato in seguito a unondata di inattesi sentimenti, dato che lui, Lazik, era stato in prigione, qui aveva riflettuto, e poi, di punto in bianco, facendo irruzione di notte nel Cremlino vi aveva offeso un migliaio di bandiere, luomo aitante bisbigli a quello che laccompagnava:
Questo ebreuccio ciarliero ci pu tornar comodo.
Fiutato il cambiamento, Lazik si fece ardito:
Ma s, anche con Trotzkij parlavo a tu per tu di questo rompicapo cinese Ma adesso voglio domandarvi unaltra cosa: quand che si pranza qui, in genere? Lultima volta io ho pranzato esattamente quattro giorni fa. Dopo di che ci sono stati solamente salti attraverso la frontiera e un nuovo orizzonte. A proposito, da questo caff esce un profumo sincero. Sapete che odore si sente? Credete che sia caff o ignominiosa limonata? Macch, io scommetterei che questo  odore di fegato di vitello con la smetana e perfino con la cipolla.
Sentite, se effettivamente voi siete un bolscevico pentito, noi vi aiuteremo a ricuperare il vostro buon nome.
Ma io so pentirmi come nessuno lo sa! Avevo gi cominciato a pentirmi due anni fa per via dei pantaloni di Pfeiffer e da allora non faccio appunto altro che pentirmi. Anche a proposito del buon nome non preoccupatevi: in caso estremo si pu tagliar via il Reut, se qui  di moda un altro colore. Sar semplicemente Schwanetz, senza nessuna tinta di partito.
Voi terrete una conferenza.  molto semplice. Vi diremo noi che cosa dire. E la colletta andr a vostro favore. Ma, prima di tutto, vi faremo conoscere il nostro movimento nazionale.
A questo punto Lazik si fece serio e inconciliabile:
No, prima di tutto fatemi conoscere questodore. Entriamo in questo caff e organizziamo il vostro sommovimento nazionale.
Perch no, si pu entrare e bere un aperitivo. Garon, tre Picon!.
Lazik si inquiet:
Per favore, niente trucchi arabi! Volete che io tenga una conferenza che faccia rumore e poi mi date questi aneddoti umidi!.
Ignat Aleksandrovi? Blagoverov, uomo aitante e direttore dellorgano nazionale Le campane a stormo russe, sorrise con aria di superiorit.
Qui tutti bevono laperitivo.  per farsi venire lappetito.
Allora Lazik fece un salto e si mise furiosamente a pestare i piedi.
Per farsi venire appetito? Macch, per commettere reati da codice penale! Se gi cos io sono pronto a scannare un uomo vivo, dopo laperitivo lo scanner senzaltro. Datemi immediatamente quel fegato alla smetana o almeno un grosso panino, altrimenti mi bevo questa provocazione e poi scanno tutta Parigi!.
Mangiato un sandwich, Lazik osserv delicatamente:
Dovrete rovinarvi, perch lappetito continua. Se non avessi avuto appetito, avrei forse attaccato discorso con voi? Avrei preferito attraversare da mattina a sera questa magnifica piazza. Wrstel? Benissimo. Adesso potete spostare il vostro movimento.
Ignat Aleksandrovi? toss significativamente:
Innanzi tutto, che la cosa non vi offenda Come dirvi? Ma s, lorigine. Nella nostra organizzazione c gi un ebreo. Quando ha visto qual  stato il risultato di tutte quelle conclamate libert,  stato il primo a venire da noi con tanto di scuse. Singhiozzava: Tremo come Giuda. Gli ebrei hanno venduto la nostra madre Russia. Dove sono le reliquie di san Pitirim? Dov lo scampanio delle quarantamila campane?. E noi lo abbiamo perdonato. Adesso lavora per il nostro giornale, si occupa della raccolta degli annunci. Quindi non affliggetevi. Vi considereremo come una felice eccezione. Il nostro movimento  diretto da sua altezza imperiale.
A questo punto Lazik interruppe Ignat Aleksandrovi?:
 obbligatorio mettersi sullattenti o basta farlo mentalmente? Perch dopo tutte quelle salsicce non mi riesce tanto facile.
Ma Ignat Aleksandrovi? non lo ascoltava. Stava ripetendo con grande enfasi lultimo articolo delle Campane a stormo russe:
Tremate dunque boia di Miljukov nelle carceri! Con noi  tutto il mondo civile e quaranta secoli di storia russa. I Romanov hanno creato la Russia, e tutto il nostro paese ortodosso, trattenendo il respiro, attende limperioso incedere dellaugustissimo signore.  cos o no?.
Certo che  cos. C Pfeiffer che langue nellattesa. Tutto il giorno guarda fuori della finestra. E anche a proposito del respiro lavete azzeccata molto bene. Chi volete che laggi si metta sfrontatamente a respirare quando qui gi echeggia laugustissimo incedere?.
Bevuti altri due Picon, Ignat Aleksandrovi? batt un colpetto sulla spalla di Lazik:
Simpaticissimo ebreuccio! Meno male che sei capitato subito da noi e non da quelli della Voce Libera. Perch l sono tutti agenti della ?eka. Ebrei che si spiano a vicenda. E poi pagano cinque centesimi la riga. Da noi troverai la cuccagna. Domani stesso passo lintervista. Vasilij Andreevi?, buttate gi. A titoli di scatola: Il pentimento di un agente della ?eka. Cominciate cos: Ieri nei locali della redazione, grondando lacrime,  entrato di corsa un boia Come vi chiamate? Sono il boia Schwanetz. Gridava: Chiedo perdono alle vedove e agli orfani innocenti. Tutta la Russia schiava sente lo scampanio del vostro Campane a stormo. A Kargopol, la folla esasperata ha letteralmente linciato un commissario ebreo . Bene, poi continuate voi Non dimenticatevi per della Voce Libera: A Penza tutti sono sdegnati per la provocazione di Miljukov. Dateci sotto! Senti, ebreuccio, domani ti pagher lintervista. Ti dar venti franchi, parola donore!.
A questo punto, il taciturno compagno di Ignat Aleksandrovi? acquist improvvisamente la favella:
A me, Ignat Aleksandrovi?,  gi il secondo mese che non pagate lo stipendio. Linverno  alle porte e vado ancora in giro con il soprabito di mezza stagione.
Di questo, fratello mio, parleremo dopo. Adesso abbiamo affari di stato. Dunque senti, Schwanetz, per la conferenza riceverai cento o duecento franchi, ma  una cosa una tantum. Lo capisci pure tu che non si possono tenere conferenze ogni giorno. Mentre invece puoi guadagnarti dei bei soldi. Tu hai delle relazioni laggi e a noi occorrono persone di fiducia un po dappertutto. Occupati dunque dellorganizzazione.
Perch no, posso farlo. Gi ho moltiplicato i conigli morti a Tula e con voi far il migliore dei raccolti. Diciamo, voi adesso siete in due, senza contare quellincedere. Ci rimane solo da comprare una matitina. Verso lautunno dellanno prossimo potrete essere anche seicentododicimilaquattrocentotrentotto.  semplice come due pi due e lo stipendio mensile.
Dopo il quarto Picon, Ignat Aleksandrovi? si appesant. Commosso, borbottava:
Sei in gamba tu, Schwanetz! Anche se sei ebreo, si vede che ami la matuka Russia. Ti far far carriera, io. Alle Campane si paga a riga. Per lorganizzazione, un fisso indennit, diaria, eccetera. Poi ti far fare la conoscenza dei rumeni. Ottimi ragazzi! Accolgono con la massima gentilezza, e non ti tengono in anticamera come gli inglesi, macch, ti salutano dandoti la mano. E pagano puntualmente, in dollari. Tu gli racconterai di Kargopol, e se cominciano a chiedere della Bessarabia, sorridi.Sai come li ho conquistati io? Con il sorriso! Che volete che ci interessi gli ho detto la vostra Bessarabia? Io avevo una tenutella in quel di Kaluga e piango giorno e notte per il dispiacere che voi non siate arrivati fino a Kaluga. Capisci? Qui ci siamo fatti diplomatici. Io e Vasilij Andreevi?: ecco il nostro organico,ah ah! E i soldi sulla botte!.
Un merci tutto parigino! Certo, la Romania non mi alletta. Ne ho abbastanza della musica polacca. Ma qui con loro me la intendo in mezzo minuto. Anchio sono del vostro organico, anche se sulla botte non mi mettono niente. Ho gi regalato Tula ai polacchi. Perch dovrei essere avaro di questa Kaluga con i rumeni?.
I quattro Picon destarono finalmente lappetito in Ignat Aleksandrovi?, che se ne and a pranzo. Il taciturno Vasilij Andreevi? port Lazik al ristorante Harem des boyards. Ricordandosi del soprabito di mezza stagione, Lazik domand previdente:
Non sarete come Archip Stojkij, che dimenticava il portafoglio a casa, eh? Perch in tasca io ho un buco.
Non temete!.
Vasilij Andreevi? si diede un dolce colpetto sul petto.
Sono rimasto con voi per avvertirvi. Quel Blagoverov  un animale astuto. Vi spremer fuori tutto ci che vi si pu spremere e poi vi butter via. Agisce sempre cos. Ben presto butteranno fuori anche lui. Allora il capo sar io. Capite? Una sola cosa lo interessa: ha trovato un ebreo che fa i rifornimenti e attraverso lui vende non so quali fertilizzanti ai bolscevichi. Bel patriota! E anche a proposito dei rumeni le sballa grosse. Voi mi siete piaciuto fin dal primo sguardo. Quei rumeni sono dei grandi imbroglioni. Da loro non si cavano nemmeno dieci franchi. Io vi proporr qualcosa daltro. Solo, prima pranziamo.
Anche a me voi piacete, e pi di quel rumeno di Kaluga. Mi siete piaciuto, se non dal primo sguardo, dalla prima parola. Si vede subito che il capo siete voi, perch voi cominciate subito dal pranzo e non da chiss che. Ma cos che stanno portandoci? Questo non se lo sognava neanche la signora Dreckenkopf!.
S, qui danno da mangiare mica male. Provate un po il caviale, nostro, nazionale, di Astrakan. Lo fornisco io. Me lo procuro attraverso un avventuriero che fa da mediatore con i bolscevichi e poi lo rivendo. Bisogna pur vivere in qualche modo. Adesso parliamo di affari. Con il solo Campane a stormo non si campa. Vi far incontrare io delle brave persone. Anzi, non delle persone, ma oro. Cechi di Revel. Conoscete Revel?.
Lazik si fece pensieroso.
Revel? Sarebbe a dire acciughe, no?.
Non solo acciughe, mio caro: anche sterline inglesi; Revel  uno stato a s. Laggi dite tre parole sul conto di Trotzkij e avete un assegno in tasca. Vi va? Un po di vodka? Alla vostra! Al nostro movimento nazionale! A sua.
Piet per i miei reni! Non sono in grado di piegarmi in due ogni volta. Meglio che beviamo allacciuga.
Urr!.
In un primo tempo Lazik si rinvigor. Beveva vodka, mangiava bistecche Stroganoff e intratteneva una conversazione amichevole con Vasilij Andreevi?: Qui non  affatto come al Venezia. Ditemi, a proposito, da quale porta si dovr scappare?.
S, questo  un angoletto di vecchia Russia. Grande cosa le tradizioni di un popolo. Sapete chi  quello che ci serve? Un colonnello. Ehi, ehi! E le signore! Tatjana Larina! Io vamo, quanto pi.3 Semplice, come la trementina. Ma noi quel Blagoverov lo liquidiamo! Ecco, presentatevi. Il nostro agente per la raccolta degli annunci, il signor Grinstock.
Lazik si rianim:
Pure a Gomel c un Grinstock,  persino dirigente dellasilo dinfanzia modello. Non sareste per caso parente?.
Il signor Grinstock fece un gesto sdegnato allindirizzo di Lazik:
Io non ho parenti in mezzo ai boia sanguinari.
Poi, chinandosi su Lazik, bisbigli:
E anche se fosse mio fratello, che stupidi discorsi son questi? Io procuro gli annunci pubblicitari per il giornale. Oggi ne ho procurati addirittura tre: due bar notturni e uno specialista in dermosifilopatia. Posso permettermi una cena.
Per Lazik era sempre pi difficile pensare, mentre Vasilij Andreevi? ci dava sotto con le domande:
Dettatemi almeno i nomi di dieci bolscevichi che conoscete bene. Prepareremo gli elenchi per sapere chi distruggere quando verr il momento.
Dieci cognomi, dite? Ma i bicchierini quanti erano? Cinque? Bene, ecco, scrivete: Trotzkij, Reutschwanetz, Boris Samojlovi? Ancora? Va bene. Coniglio. Era il soprannome di partito. Hindenburg. Dreckenkopf. Acciuga. No, non sono affatto ubriaco, anche questo  un soprannome, e poi basta torturarmi! Credete che io sia unagenda degli indirizzi? Capisco bene che volete portare tutta questa roba agli estoni e avere un assegno in tasca. E a me che cosa resta?.
Fattosi un po brillo, si mise a gridare:
Io sono un vigilante rumeno! Io e Trotzkij ci diamo del tu! Io sono pieno di mitragliatrici!.
Lo picchiarono. Lo sollevarono a braccia facendolo dondolare. Ormai non capiva pi niente. Come poi assicur Vasilij Andreevi?, Lazik afferr una scatola di acciughe e tent di rifilare un pesce a testa a ogni cliente:
Un assegno gi pronto! Gli regaleremo Parigi con tutte le sue arabe! Evviva lincedere!.
Volarono bicchieri, bottiglie, tavoli. Alla fine Lazik fu buttato in strada. Si avvicin un poliziotto. Vasilij Andreevi? prese le difese del suo compagno di bevuta:
Non  niente, ha bevuto un po troppo.  un boia e sta pentendosi. Cerca sollievo. Anima slava!.
Dopo aver ascoltato tutto questo, il poliziotto afferr gentilmente Lazik per un braccio e lo port alla pi vicina toilette. Negli occhi torbidi di Lazik si accese un fuocherello di coscienza. Egli allora bofonchi estatico al poliziotto:
Voi solo mi avete capito. Merci! E ancora merci!.

NOTE.
1 Si parla tedesco.
2 Camiciotti alla russa.
3 Allusione allEugenio Oneghin di Pukin.


29.
Poco prima di tenere la sua conferenza, dimprovviso Lazik si fece triste. Si arrampic a fatica sullalto letto della sua squallida camera dalbergo, dove laveva sistemato Vasilij Andreevic, e si abbandon a tristi riflessioni:
Sicch io ero un onesto artigiano individuale. Il giorno della possente festa del primo maggio marciavo insieme con tutti gli altri sarti e sopra di noi sventolava la bandiera non ancora offesa con il ditale dargento. Ed ecco che adesso mi sono ridotto a queste folli acciughe. Ah, madame Puke  lo vedete, io vi apostrofo alla parigina, non in un modo qualsiasi , ah, madame Puke, che cosa avete fatto a Reutschwanetz? Adesso devo andare con le mie gambe a questo pogrom al cento per cento, come se non conoscessi la loro ginnastica svedese.
E Lazik sbotton malinconicamente il colletto della camicia; poi, socchiudendo un occhio, si mise a scrutare il proprio corpo tutto pieno di lividi.
Ecco, questo  ancora della Pospolita E questi due per via dellolio di merluzzo E questo? Non me ne ricordo Forse dopo il discorso sul prosciutto, ma pu anche essere per la coda di scimmia Gi, e questi sono di Parigi Sarebbe interessante domandare a qualche dottore in filosofia quanti ne pu portare una normale superficie abitabile di ebreo A me, per esempio, sembra di essere gi sovraffollato. Ma tutto il guaio sta nel fatto che un livido si sovrappone allaltro ed  una rotazione terrestre che non finisce mai. Adesso  ora di andare. Nella pancia gi mi ronzano le melodie e Carlo Marx non per niente si era fatto crescere la barba, qualcosa aveva pur capito fino al punto a capo. Invece di tutte le parole dotte se ne pu dire una sola: Lappetito smuove la vasta umanit.
Arrivato a questo punto, Lazik strizz gli occhi: ora vedeva davanti a s polpette di carne tritata con le patate. Cerc di ricordarsi: che odore avevano? Rimase cos sdraiato un bel po, ridigerendo gli gnocchi della signora Dreckenkopf, gli sfrizzoli delle nozze di Dravkin e persino la salsiccia da cacciatore. Lo fece tornare in s la voce arrabbiata di Vasilij Andreevic:
Ma che, siete impazzito? Tutti sono gi riuniti e voi state qui a dormire!.
Effettivamente, nalla sala cera una trentina di persone. In prima fila stavano dei vegliardi che parevano camerieri. Masticavano pasticche di liquirizia e certe volte russavano. Dietro ronzavano vivacemente dei giovani che facevano sfoggio di giacche alla moda. Ignat Aleksandrovic sal sul podio. Egli era il presidente permanente del circolo La croce e lo scettro.
Cedo la parola al bolscevico pentito Lazar Matveevic Schwanetz. Ci parler del movimento nazionale in patria. Prego le vedove e i vedovi presenti in sala di mantere la calma. Sebbene sulla coscienza di Schwanetz vi siano molte macchie, egli si  sinceramente pentito e vuole ritornare in patria per togliersi di dosso lonta del passato conducendo unattiva lotta conto gli usurpatori.
Lazik guard mestamente la sala, il lampadario, il tavolo ricoperto di panno verde con una brocca dacqua e un campanello; contempl anche se stesso. Troppo tardi! Niente da fare ormai Si alz, fece un cortese inchino, sorrise.
Compagni.
Per tutta risposta i giovani presenti in sala ruggirono. Lazik rabbrivid.
Mi scuso tanto, certe volte mi scappa fuori il modo di parlare di Gomel. Lo capisco bene che qui non c nessun compagno, ma ditemi, a proposito, come devo chiamarvi? Signori, dottori, poliziotti o pan commissari?.
Ignat Aleksandrovic agit il campanello.
Voi dovete rivolgervi allauditorio dicendo egregi signori e gentili signore.
Benissimo. Egregi signori imperatori e persino signore, bench di signore qui non ce ne sia nessuna, anzi una in tutto in seconda fila. Comincer senzaltro dalle minoranze nazionali, dato che quel biondino mi sta gi gridando che sono un ebreo. In realt io non sono un ebreo, ma solamente un modesto Mos della legge di sua maest limperatore. Guardiamo le cose in una prospettiva storica. Ci sono anche gli ebrei, si capisce. Essi confezionano sfrontatamente pantaloni oppure dirigono a Gomel sanguinari asili dinfanzia. Ridono in modo inaudito, perch hanno venduto Cristo e la matuka Russia, tutti insieme per trenta rubli dargento qualsiasi. Ma quellegregio signor Grinstock non vende affatto la madre sua; al contrario, si muove nazionalmente. Lui raccoglie per le Campane a stormo russe gli annunci venerei e dunque non  un ebreo, ma un simpatico Mos. Cos io prego quel biondino di stare calmo, perch non mi piace quando si grida. Anchio adesso sono come Grinstock e voi dovete ascoltarmi con assoluto rispetto.
Dietro urlavano:
Cekista! Boia! Non si pente?  una vergogna!.
Ignat Aleksandrovic ricorse di nuovo allaiuto del campanello:
Il locale ci  concesso fino a mezzanotte. Inoltre dobbiamo tener conto dellorario del metr. Prego il rispettabile pubblico di contenersi e, quanto a voi, Lazar Matveevic, data lora tarda, vi prego di cominciare a pentirvi.
Gi, come se fosse tanto facile! Ho gi dimenticato tutto quello che mi avevate detto e non so neanche di che cosa debbo pentirmi. Certo, posso pentirmi dellaffare delle acciughe, ma perch bisognava proprio propinarmi un bicchierino dopo laltro? E poi, anche se ho lanciato qua e l dei pesci, c stato un signore che mi ha buttato addosso un intero vassoio.  pi pesante, no?.
Il biondino non desisteva:
Quanti ne hai fucilati, cane di un cekista?.
Signor presidente, se questo egregio biondino non smette di interrompermi, io perdo il filo. Ero sul punto di passare alla situazione in patria e lui  gi l a constatare che io sono un cane. E poi non si pu dare addosso alla gente con delle domande cos stupide. Che cosa centrano adesso le fucilazioni? Io non sono un tiratore scelto. Io sono un sarto. Ma se questa giovane leva minaccia di rompermi il grugno, dir anche che ne ho gi fucilati settemila. Stavo l e sparavo con la mitragliatrice e loro, si capisce, cadevano, e in loro sinfiggevano terribili pallottole e loro gridavano: Che razza di scherzi sono questi, cane di un cekista? Se non la pianti di fucilarci con i cannoni chiamiamo subito un miliziano. Ma io ero sordo a queste urla degli orfani. Ho fucilato Pfeiffer che aveva addosso gli artistici pantaloni fatti da me. Adesso siete contenti? Passo al presente momento. Del fatto di Kargopol gi sapete dai giornali, e poi io non ho studiato larmoniosa geografia. Perch insistere sui dettagli quando dobbiamo tener conto di non so quale orario del metr? Basti dire che lintera matuka Russia vi attende trattenendo il respiro. Vi aspettano tanto che quando, per esempio, suona il postino o, peggio, lignominiosa lavandaia, tutti si sbagliano e corrono fuori con le viole del pensiero, e poi piangono, perch invece del cavallo bianco giungono indecenti mutande. E lincedere? No, no, non se ne pu parlare senza versare grosse lacrime. C, per esempio, Tkacenko che sale le scale e Boris Samojlovic mi fa: Hai sentito quel passo, quellincedere?. Una cosa sola io non capisco: perch non arrivate mai? Non si pu mica giocare cos con la pazienza della gente! Io, per esempio, ero fedele a Fenja Geranovic, sebbene lei cinguettasse con Schatzman. Ma quanto potevo aspettare con la mia corporatura? Ho aspettato, aspettato, ma poi ho visto Njusja e tutto se ne  andato a carte quarantotto. Secondo me, per voi  ora di muovervi, prima verso quello spietato metr e poi verso la matuka.
I giovani, abbandonati i loro posti, si erano raggruppati intorno al podio.
Infamia! Che fesserie son queste? Come osa il lurido cane? Gli insegniamo noi!.Date alloratore la possibilit di terminare il suo dire grid il presidente.
Abbasso! Al diavolo!.
Il campanello tintinnava disperatamente. Lazik si copr la faccia con le mani.
Volete che termini? Ho gi terminato. Che cosa? Devo parlare ancora? Va bene, mi ci provo. Parler ancora dello spostamento nazionale. I bolscevichi, si capisce, sono dei traditori nel vagone piombato, perch non ci si pu far scappare unoccasione cos bella. Non gli danno crediti esteri? Vuol dire che loro non sanno trattare. Ma qui c il vostro straordinario corpo di spedizione e adesso io so bene come si deve agire. In un partito ci possono essere due fazioni o anche dieci. Questo succede anche a Gomel. Limportante  che tutti alzino le mani insieme. Allora si ha la disciplina di ferro. In che cosa sta la differenza, diciamo, fra Ignat Aleksandrovic e Vasilij Andreevic? Uno va dai rumeni e gli rifila la Bessarabia, mentre laltro riceve assegni dalle acciughe.  una questione di gambe. Perch a Parigi, a quanto vedo, con trenta monete dargento non ci campi, dato che in quellharem c una bistecca Stroganoff davvero matta. Io vi supplico, spostate il vostro pugno! Sono gi qui a fare una proposta concreta: se, per esempio, mettessimo Mosca in un fagottino e la portassimo Che centrano adesso le vostre mani? E se dovete assolutamente menarmi, menatemi dietro, cos almeno non ne vedr le sanguinanti orme. Allarme! Farete tardi per il metr!.
A un tratto unidea felice pass per il capo a Lazik. Afferr rapidamente la brocca che stava sul tavolo e si mise a innaffiare il pubblico. Quando poi lacqua fu finita, lanci in mezzo alla sala la brocca, il bicchiere, il campanello. A tutto quel fracasso, giunse il guardiano.
Signori, il locale  stato concesso fino alla mezzanotte. Fate il piacere, sgomberate immediatamente!.
Lazik fu il primo a obbedire al suo ordine. Svelto, scivol fino alla porta.
Ma immediatamente la sua testa si riaffacci di nuovo: Egregio presidente, dov la vostra colletta per due o tre sandwich da fame?.


30.
Per strada si accost a Lazik uno smilzo ebreuccio che amichevolmente gli disse:
Ah, eccovi qua! Vi serve forse un cerotto? Ne porto sempre con me: sono infatti un reporter della Voce Libera e devo andare a tutte le manifestazioni degli immigrati.
Un cerotto? Voi volete scherzare! A me servono dei bendaggi militari e, per il momento, anche cinque franchi per uno spuntino.
Andiamo alla Rotonde. L vi rifarete. Bene, avete visto adesso che razza di pubblico? Dovevate venire da noi. Da noi, anche se amano qualche patriarca, almeno non ti fanno subito una specie di pogrom. Voi siete un novellino qui, arrivato da poco dalla Russia, e sapete bene che si aspetta laggi. Il granduca non centra per nulla. Laggi aspettano solo le elezioni e il parlamento. Non lavete notato? Ma s, voi siete ancora terrorizzato. Noi capiamo bene che taluni lavoratori anche laggi si danno da fare. Bisogna saper distinguere il grano dal loglio. Noi non mettiamo affatto una croce su tutto. Prendete gli scrittori. Loro si sono venduti,  una cosa che si capisce da s. Ma ci sono anche le eccezioni. Chi di noi non venera Pukin o perfino Ajvazovskij?1 Insomma, con noi vi metterete daccordo facilmente. Terrete una piccola conferenza.
Lazik lo interruppe:
Per nessun genere di banane! Molto meglio fare i salti con una coda posticcia!.
Va be, non agitatevi! Vi darete forza con dei sandwich. Adesso andiamo alla redazione. Vi presenter al responsabile della sezione economica.  un cervellone, una testa, il primo sociologo del mondo. Una celebrit europea! Lui vi spiegher tutto chiaro e tondo, molto meglio di me. Io infatti non sono un politico; io, a esser franchi, sono un produttore. Se vi serve, per esempio, un alloggio con una minuscola buonuscita,o delle buone calze da donna per ventisette franchi al paio, ricordatevi di Ssskind.
Il capo della sezione economica, Sergej Michajlovic Agramov, accolse Lazik con estrema cortesia. Lo interrog a lungo sulla situazione delle semine, sul crescendo dellopposizione nellArmata Rossa, sui prezzi del madpolam, persino sul numero degli aborti, e rispondeva da solo a tutte le domande. Finalmente Lazik non pot trattenersi dal manifestare il suo interesse:
Ma voi siete davvero un cervello europeo! Vi guardo e mi stupisco: come fate a parlare e a scrivere nello stesso tempo?  una magia di sicuro. E vi si pu chiedere che razza di dizionario state scrivendo qui?.
Trascrivo le vostre parole.
Le mie parole? Allora son gi due magie in una volta sola. Io non faccio altro che tacere come un pesce ammaestrato.
Ecco, sentite: Dialogo con un importante specialista sovietico. Fin dalla nostra prima domanda sullo stato danimo a Mosca, X ha risposto: Le Campane a stormo russo non godono di nessuna autorit. La popolazione attende con impazienza .
Potete fare a meno di continuare a leggere. Quello delle calze da donna mi ha gi spiegato che cosa aspetta la vasta popolazione russa.
Allora Agramov lanci unocchiata sofferente a Lazik:
Vedo che siete ormai permeato dallinfezione sovietica.  spaventoso! I pionieri gli ottobrini corruzione di menti infantili.
Mi scuso, signor sociologo, ma io ormai ho trentatr anni e sono stato persino ammogliato una volta e mezza, considerando come met quella storia degli gnocchi.
Avete trentatr anni? Siete due volte pi giovane di me. Politicamente siete un neonato. Com spaventoso che un immenso paese sia governato da bambini come voi! Voi adesso mi citerete Marx; ma conoscete i testi pi seri? Un paese con uneconomia arretrata non pu pretendere legemonia mondiale. Questi pulcini credono di avere scoperto lAmerica. Si son impadroniti del potere per caso. Mi hanno portato via la cattedra. Devono andarsene. Posso dimostrarvelo subito in base alle cifre.
No, non dimostratemelo. Sono molto debole nel far di conto. Per i conigli ho penato tre giorni. E poi, alla vostra rispettabile et, perch dovreste annichilirvi con tutta questa aritmetica? Credete che non abbia pena per voi? Moltissima, anzi. Voi, che siete un calcolatore cos europeo, vi perdete con le calze da donna. Capisco bene la vostra tristezza di scienziato. Io, si capisce, con voi non posso discutere, perch voi di certo avete fatto quattro universit estere, mentre fino a trentanni me mi hanno nutrito solamente doppio, sicch di tutto Marx io so soltanto che  esistito e che aveva la barba. Qualcosa tuttavia ne capisco. Mica soltanto Marx aveva la barba. Io, per esempio, posso far luce sulla vostra ultima tesi con una sola storia del Talmud. Non mi direte che il Talmud  uninvenzione dei bolscevichi. No, loro volevano persino toglierlo, il Talmud, dal Charcsmak, e il Talmud ha pi anni di quanti ne abbiate voi. Sicch ecco che cosa si dice della morte di Mos.
Sulla sua personalit sembra che sia il caso che io mi soffermi. Voi dirigete semplicemente una sezione e avete qui dieci o venti cervelli. Ma Mos era tutto: sociologo come voi, generale, e perfino scrittore; insomma era un cervello europeo. Ma siccome gli ebrei vagarono, mica  uno scherzo, per una quarantina danni nel deserto, lui fece in tempo a diventar vecchio, e, vi prego di non prenderla come giusta allusione, venne il momento anche per lui di morire. Dio con molta calma gli disse: Mos, muori, ma quello rispose: No, non voglio. E si capisce! Cos discutevano giorno e notte. Quando ho letto queste cose nel cheder mi si sono rizzati i capelli in testa. Finalmente, Dio si stanc. E disse a Mos: Tu sei stato il capo assoluto del mio popolo, ma adesso sei vecchio e devi morire. Ho gi pronto il candidato.  Giosu Navin.  pi giovane di te e sar il nuovo capo assoluto. Mos sussult per loffesa, e disse: Ma io non voglio morire. Bene, non sar pi il capo. Pascoler montoni. Permettimi solo di vivere ancora per un po . Che dire, Dio rimase turbato: allora sulla terra la gente era ancora poca e probabilmente non aveva fatto in tempo ad abituarsi alla morte degli uomini. Deciso: il vecchio Mos avrebbe fatto il pastore di montoni e il giovane Giosu sarebbe stato capo assoluto. Sentite che offesa? Ben peggio che non la vostra cattedra! Per tutto il giorno il disgraziato Mos pascolava montoni e la sera tutti si radunavano attorno ai fuochi per ascoltare discorsi intelligenti. Tutti naturalmente si aspettavano che Mos incominciasse la sua lezione, ma Mos taceva, Mos si faceva pallido come questa parete e a un certo punto disse fra le lacrime: Io sono vecchio e mi hanno cacciato. Eccovi qui Giosu, lui adesso sa tutto: dove bisogna andare per uscire dal deserto, come ricevere la manna, come vivere, come divertirsi e come piangere. Che dire, il popolo  sempre il popolo. Tanto per salvare le apparenze la gente sospir e poi and da Giosu, ma nel frattempo Giosu si era gi messo a discorrere con Dio di tutte le faccende correnti. Mos era cos abituato a queste conversazioni che tese lorecchio pure lui. Macch, non udiva nulla. Allora cominci a perdere la pazienza e grid a Giosu: Be, che cosa ti ha detto Dio?. Giosu era giovane e, si capisce, ancora un galletto, perci se ne infischiava delle lacrime del vecchio. E cos rispose: Quel che mi ha detto, ha detto. Quando eri tu capo assoluto, io non ti domandavo mica di che cosa parlavi con Dio. No, semplicemente ti obbedivo, mentre adesso tu devi obbedire a me. E Giosu cominci la sua prima lezione. Mos si rendeva conto che era ancora troppo giovane: una cosa non la sapeva, unaltra laveva dimenticata. Avrebbe voluto immischiarsi, ma non aveva pi n fuoco, n intelletto, n vere parole. Parlava e il popolo non lo capiva. Ancora il giorno prima lo portavano in palmo di mano e adesso invece gli gridavano: Sarebbe meglio, vecchio, che te ne andassi fra i tuoi montoni. Fu qui che Mos non resistette. Nessuno sapeva come amava la vita, che poca voglia aveva di morire! E tuttavia non poteva sopravvivere al suo tempo. Si mise a gridare cos forte che lacer tutte le nuvole: Va bene, non discuto pi. Muoio. Si capisce, signor sociologo, voi non siete Mos e io non desidero affatto la vostra morte prematura. No, io lo so che ogni persona vuole vivere, persino io, anche se sono lultimo dei pigmei. Ma voi non dovete prendervela con qualche insolente pioniere. Non  colpa sua se ha solamente quindici anni.  giovane e strilla e sputa su tutto. Sulla vostra cattedra di quercia lui organizza danze nazionali. Che farci, sulla terra non c giustizia. Ma se siete un cervellone, perch gli gridate fuori? Lui non se ne andr, mentre voi gi ve ne siete andato, e siete l con i vostri montoni e punto e basta. Mandate piuttosto a prendere una bottiglia di vino e berremo insieme alla nostra giovent che  morta. Agramov socchiuse ironicamente gli occhi:
Il vostro paragone non regge alla critica. In genere, i paralleli nella storia sono pericolosi. Nel dato caso si trattava di evoluzione, di avvicendamento delle generazioni, di progresso. Da noi, invece, si  avuta una rottura violenta. La rivoluzione  un delitto, il comunismo unimpresa da bambini. Solamente uomini ignoranti possono credere nelle utopie. La sociologia moderna.
Fermo! Volete di nuovo ammazzarmi con la vostra cattedra di quercia? Io non sono una celebrit. Io parlo con voi a cuore aperto e voi impiantate una discussione. Credete che non sappia che cos la rivoluzione? Domandate piuttosto quante volte sono stato in prigione. Se non ci fossero state queste scene storiche, adesso sarei ancora l a stirare pacificamente i pantaloni del caro Pfeiffer. Io non la venero affatto, questa rivoluzione. Non  mica mia sorella e neanche Fenicka Geranovic! Ma non posso gridare proibite le nuvole, perch io, Reutschwanetz, ho paura dei temporali e vado perfino a nascondermi sotto il cuscino quando ce ne  uno. Certo, un temporale  una grande seccatura, ma dicono che sia necessario per non so quale atmosfera, per non parlare poi della pioggia la quale innaffia i vari orti. Quindi  inutile che mi domandiate delle deviazioni dellorganico di comando o dei disordini a Buchara. Queste cose io non le so e voi comunque le scriverete da solo.  meglio che vi racconti unaltra storia sempre del medesimo Mos. Forse andr a pennello per il nostro discorso. Mos allora era giovane. Non era capo, ma soltanto un limpido candidato. A un tratto Dio gli dice: Vasubito dal faraone e digli che lasci in libert gli ebrei. Mos si incammin alla cieca, cerc il palazzo egiziano, diede una spinta a tutti i portieri e disse al faraone:
Lascia subito liberi gli ebrei, o mal tincoglier.
Il faraone socchiuse gli occhi come fate voi:
Che razza di scortese utopia  questa? e tu chi sei?. Io sono lambasciatore del dio ebraico Geova. Geova? Il faraone corrug perfino la fronte. Geova? Questo dio non lo conosco. Ehi voi, segretari eruditi, portate qui lelenco completo di tutti gli dei!.
I segretari portarono l unintera biblioteca, perch di dei a quei tempi ce nerano molti di pi di quanti non siano oggi i cervelloni come, diciamo, voi. Giorno e notte tutti gli studiosi dEgitto esaminarono gli elenchi. Ecco il dio con il muso di cane, ecco quello con la coda di pesce, ma di Geova neanche un cenno. Allora il faraone scoppi in una gran risata:
Be, che ti avevo detto? Quel tuo dio non esiste affatto, dato che non c nel nostro magnifico elenco, e tu sei un ragazzino impudente. Vattene subito fuori! .
Ma voi, signor sociologo, certamente sapete che il faraone se la pass molto male. Che cos che state scrivendo di nuovo? Il fatto successo al faraone?.
Io non ho tempo per gli aneddoti storici. Adesso chiudo lintervista con voi. Ecco: X ha pure confermato che limpostazione dellistruzione superiore  deplorevole. I vuz2 sono un esempio di trascuratezza, di ignoranza, di insolenza. Le vecchie cattedre oggi sono in mano a giovanotti semianalfabeti. Ho esposto bene il vostro pensiero? Adesso potete andare.
Lazik sospir:
Diciamo pure che  il mio pensiero. Voi avete frequentato quattro universit e comunque non riuscirei a contraddirvi. Adesso, per piacere, contate le righe o datemi semplicemente una ventina di franchi.
Agramov guard meravigliato Lazik:
Quali franchi? Quali righe? Qui voi non centrate per nulla. Questo  un articolo mio. Siate tanto buono da lasciare immediatamente questo locale.

NOTE.
1 Noto pittore.
2 Istituti universitari sovietici.


31.
E adesso dove vado? Attraverso allinfinito questa piazza finch qualche araba distratta non mi schiaccia? O mi arrampico su questa torre scientifica e mi butto gi dallalto? Tanto, prima o poi si deve morire. S, ma una cosa  morire dopo aver mangiato, bevuto, chiacchierato: allora non  neppure morte, ma un bel sogno sul letto. Mentre morire a digiuno scoccia. Ora io non sono ancora preparato per siffatti minuti musicali. Tutti, si capisce, vedrebbero che dalla torre vola gi un uomo addolorato e si toglierebbero i cappelli: eccolo l, casca gi e pensa alle vette alpine. E invece io, da impudente quale sono, in quel momento penserei ai sandwich di ieri alla Rotonde. Se si alza lo strato di sopra, si ha una sorpresa emozionante: formaggio o persino pt No, io non sono ancora pronto per la morte e la miglior cosa  andare di nuovo alla Rotonde. Forse ci trover quel Ssskind con le calze e gli chieder, se non lintera sorpresa, almeno lo strato di sopra.
Lazik entr timidamente nella Rotonde, ma, guardandosi attorno, si rianim subito. Ssskind non era nel caff,  vero, ma in compenso egli scorse non pochi clienti dallaspetto rispettabile. Si distinguevano dagli altri parigini sia per lo sguardo malinconico, sia per la biancheria sudicia.
Di certo, se non sono di Gomel, sono dei dintorni.
Lazik si accost al tavolino pi vicino:
Siete di Gomel per caso?.
Niente affatto, io sono di Kremencug.
Be, non fa poi tanta differenza. Lavevo ben pensato che eravate delle vicinanze. E qui di che cosa vinteressate? Di calze da donna o di arredamento?.
Voi di Gomel siete rimasti proprio indietro! Chi perde tempo oggi con le calze, le modelle o i com? Voi magari credete che io mi serva di una mela o di una bottiglia. Come se fossimo ancora allanno scorso! Se ho bisogno di una natura morta, io non ci penso tanto su. Prendo un pezzo di carne o un uccello o magari anche un coniglio.
Lazik non si tenne e si mise a baciare il malinconico sconosciuto.
Anchio! Anchio! Abbiamo davvero la stessa anima!.
Lo sconosciuto tuttavia si aggrott, sospettoso:
Volete forse imitarmi? State attento che la cosa non passer liscia. Gi adesso mi derubano abbastanza. Io non vi mostrer i miei quadri, ma anche se ve li mostrassi, voi non riuscireste a combinar nulla.  finito il tempo delle cose nude e semplici!Adesso qualsiasi mercante che si rispetti esige che ci sia della sensibilit. Ecco, vedete, a quel tavolino sta seduto Len?uk, che mi scopiazza sempre. E quello con il cappello rosso  Monkin.Lui ha preso una mia vacca e lha semplicemente spostata un filo. Ma i mercanti hanno ancora un po di naso. Lo vedono che il mio pezzo di carne vibra tutto. Non sono mica stupidi se mi pagano milleduecento franchi per il quindicesimo numero.
Quelli che gli stavano seduti attorno gli davano corda:
La sua carne suona Al Salon dAutomne, vicino al suo quadro han dovuto metter un poliziotto, per la ressa.
Ma come? Non sapete con chi state parlando? Quello  Rosenpup e il suo nome sta su tutti gli steccati. Di lui si scrive tanto che non si riesce nemmeno a leggere tutto.  di lui che il critico Couybon ha detto ad alta voce:  figlio di Renoir e presto divorer suo padre come Zeus ha divorato Cronos. Bello, no?.
E che i Monkin mediocri provino ancora a farsi avanti! Ma loro se ne stan seduti alla Rotonde e bevono il loro disgraziato caff, mentre gli americani dan la caccia a Rosenpup.
Rosenpup sintener.
Oggi si pu bere un pochetto. Ho venduto due carnie offro io. Ma da che cosa cominciamo? Dalla birra o dal cognac?.
Lazik non venne invitato. Rimase mestamente in disparte. Alla fine, incapace di resistere, supplic:
Mi scuso, ma regalatemi la felicit di sedere accanto a voi. Mi limiter a star seduto e non berr nulla. Io voglio dirvi che vi adoro. Ho letto il vostro nome sullo steccato e ho pianto ad alta voce. Della carne, poi, non parlo. Che centra qui quellidiota di Monkin? Lui ruba i rimasugli, mentre voi mostrate un bel pezzo sano e grasso. Credete che a Gomel non abbiano sentito parlare di voi? Laggi non si parla daltro e si dice che Kremencug ha sorpassato tutti. Ho tenuto io stesso una relazione su di voi. Gridavo: Questo figlio di Zeus divorer tutto quello che vorr. A proposito, gi mi  venuta sete. Mi offrite qualcosa, vero? Voglio un caff e dei sandwich a sorpresa, che dentro ci sia pt o prosciutto; solo, per piacere, tre caff e cinque sandwich. Non meravigliatevi, non sono affatto povero, oggi ho gi pranzato e anche il mio nome andr sugli steccati.  mia abitudine inghiottire il pane in un boccone: io sono un grande originale.
Terminati il caff e i panini, Lazik decise di parlare franco:
Qui c una vita simpaticissima!  molto pi piacevole che non pentirsi prima dellincedere. Ma ditemi, monsieur Rosenpup, voi avete una macelleria con acclusa selvaggina o siete semplicemente un cuoco famoso? Ve lo domando, in quanto non ho capito molto bene due o tre modi di dire parigini.
Furibondo, Rosenpup spacc tutti i bicchierini:
Ha il coraggio di fare lo spiritoso, questo mascalzone!E dopo cinque sandwich per di pi! Lavevo sentito subito che era daccordo con Monkin e con Len?uk. Quando conversate con il primo artista del mondo, dovete per prima cosa tacere. Lo so, voi volete derubarmi! Rubarmi un coniglio verde o una vacca. Ma non vi riuscirete! Non vi faccio varcare la soglia. E andatevene insieme a Len?uk a comperare i critici perch non scrivano su di me! Come se non sapessi chi  che orchestra questo silenzio dopo il Salon! Len?uk e voi! Chi  che mi ha portato via tutti i mercanti, tanto che oggi non vendo pi nulla. Monkin e voi! Andatevene subito, oppure.
Lazik prefer non udire le minacce. Perch sciuparsi lumore dopo tante saporite sorprese? Si alz in fretta, disse merci e si avvi verso Monkin.
Monsieur Monkin, presentiamoci. Che cosa? Non sapete con chi parlate? Eppure  strano. Io, per esempio, conosco gi tutti i dettagli sul vostro conto. Gi a Mosca gridavo dappertutto: Monkin ha divorato Zeus. Stavamo l e ci stupivamo di come ronza la vostra carne.  buffo pensare che quel fesso di Rosenpup possa derubarvi. Di certo voi avete una serratura americana e lui  una nullit. Sono stato adesso da lui e gli ho scaraventato in faccia tutta la verit, tanto che ha spaccato quattro bicchieri. Mi chiedete chi sono? Io sono Lazik Reutschwanetz, sono il secondo artista del mondo, se voi, diciamo, siete il primo. Noi due possiamo organizzare una possente alleanza.  vero, il mio nome non  ancora sugli steccati, ma questo perch per il momento mi tengo nascosto: ci sono degli autentici americani che mi danno la caccia. Io sono una celebrit segreta. Dove sono i miei quadri? Gi in commercio. Non posso dirvi lindirizzo. molto piccante. Ah, voi siete ebreo? La cosa non un terribile segreto. Ve lo dir fra qualche giorno. Anzi, prender pure voi in questenorme commercio. Ma adesso parliamo del momento attuale. Di bere non ho pi voglia, ma verr da voi a passare la notte, perch a Parigi non ho ancora trovato un locale adatto. Non abbiate paura, io non vi deruber, non sono una nullit come Rosenpup.
Monkin si rianim.
Questo che avete detto  giusto. Una vera nullit! E osa ancora gridare a tutti i critici che io sono un imbrattatele. Ma  lui che non capisce niente di pittura.  rimasto cos in ritardo che fa ridere guardarlo. S, adesso bisogna imbrattare, bisogna gettare il colore, perch si senta la carne; e invece lui dipinge, lui disegna,  un ridicolo avventuriero. Mi ha portato via un mercante: Guardate, Monkin non riflette sulle tele. Ma domandate un po a quello stesso mercante e lui per primo vi dir: Adesso riflettere non  pi necessario;  necessario piuttosto far s che in ogni centimetro vibri la carne.
Lazik appoggi caldamente Monkin:
Di Rosenpup non vale neanche la pena di parlare.  un vuoto centimetro. Quanto a me,  dallinfanzia che condivido le vostre tesi. Ma noi non litigheremo. A quanto pare, si pu anche dividere il mondo fra due incontestabili celebrit. Io non parlo di bottiglie vuote o di purea di mele. Questo lo lasciamo ai Dreckenkopf. Ma voi vi prendete la carne e i cavoli e i piatti e tutto quel che vi garba e io far solamente banane di coniglio, perch in questo sono un assoluto specialista. Ma adesso andiamo a dormire, perch sono stanco di tutta questa sensibilit.
Il mattino dopo Monkin mostr a Lazik le sue opere:
Su, guardate questa tela. Qui tutto fluisce da un oggetto allaltro.
Lazik socchiuse un occhio, poi laltro, e con aria dintenditore filtr fra i denti:
Simpatico quadretto. Cio, volevo dire che  geniale come Zeus. Tutto sussulta talmente che  persino diffcile guardarlo a digiuno. Ogni pezzo ti entra direttamente in bocca. Dite, dove vi siete procurato delle cos meravigliose costolette per farle posare davanti a voi?.
Monkin si stup:
Queste non sono costolette.  il mio autoritratto. Del resto, larte sta forse nella somiglianza? La somiglianza adesso non  pi di moda. Io prendo solo dei pezzetti. Io gli do la vita. Capite? Adesso ho cominciato una natura morta con anitra. Ecco, guardate che tela gustosa: anitra e carota, su un fondo di velluto oliva. Ho solo paura che lanitra sia fatta in modo troppo arido.
Data unocchiata al quadro, Lazik rapidamente chiese:
E dov loriginale vivo?.
Eccolo l sul tavolo. Bene, io vado di fretta. Non mi  rimasto un soldo in tasca e a digiuno nessuna idea procede. Andr da tutti i mercanti, prover a rifilare a qualcuno questo autoritratto, anche solo per cinquanta franchi. Quel farabutto di Rosenpup ha riempito tutte le gallerie delle sue porcherie. Voi potete restare. E, se uscite, mettete la chiave sotto la porta.
Lazik rimase. Per due o tre ore attese pazientemente il ritorno di Monkin.
Monkin torn solamente verso sera. Come stabilito, trov la chiave sotto la porta. Sul tavolo cera un biglietto:
Caro monsieur Monkin, parola donore che non  colpa mia! Lo dicevate voi stesso che a digiuno le idee non camminano. Io mi pento come non mi sono pentito alla conferenza. Ma vi chiedo: perch mi avete lasciato solo con lei? Ho lottato lungamente. Chi lo sa quante volte mi sono avvicinato e poi allontanato! Poi ho visto un fornello a petrolio e persino una pentola. Voi certamente mi perdonerete. Infatti un polavevate gi disegnata e i pezzetti vi verranno in mente. Non siete un povero Rosenpup qualunque. La carota pure lho presa, perch senza contorno manca il sapore. Il fondo di olive, invece, ve lho lasciato tutto. Sono un vero delinquente e sono degno di ogni sputacchiamento; ma con lappetito non si scherza. Un giorno vi ripagher con gli interessi. Vi regaler tutti i mercanti del mondo, ma intanto prosperate da vera prima celebrit mondiale e non conservate un cattivo ricordo di me. Il vostro compagno Lazik Reutschwanetz. P. S. Facevate male a calunniarla, dicendo che era secca. Dietro cera tanto di quel grasso che mi lecco le labbra ancora adesso.


32.
Passarono due settimane e alla Rotonde ormai tutti conoscevano Lazik. Egli si faceva pagare sandwich e salsicce dagli americani che venivano a vedere come vive la bohme parigina. Si comportava in modo disinvolto:
Poi racconterete nella vostra America come davate la caccia al celebre Reutschwanetz. Voi non avete visto i miei conigli verdi e non li vedrete, perch io vivo come un monaco, solo per larte. Che cosa ne capite voi di succulenti centimetri? Come se non vedessi che mi guardate fisso con occhi che non hanno niente di pittoresco.
Gli americani obbiettavano timidamente:
Noi essere stati al Louvre Noi avere veduto Gioconda.
Mi imbarazza persino star seduto vicino a voi. La Gioconda Ma se  una bottiglia e lha dipinta lultimo dei miei allievi.
Lazik assimil rapidamente i costumi della Rotonde. Ora sapeva spaventare i novellini, farsi prestare un franco cogliendo qualcuno di sorpresa e rifilare la tazza vuota al vicino assopito. S, Rosenpup e Monkin erano irrimediabilmente perduti. In compenso, fece amicizia con Lencuk. In questo seppe precedere Monkin:
Adesso verr quel ladro che ruba tutto a Lencuk e dir che gli ho rubato, per esempio, unanitra. Ma non ci crede neanche lui, che del resto ruba il proprio stesso ritratto al primo che gli capita.
I pittori erano perplessi: da dove era saltato fuori quel Reutschwanetz? Che cosa faceva? Lazik rispondeva evasivamente: lindirizzo era un segreto; tutto presto si sarebbe chiarito, e per lavvenire lui era tranquillo. Certuni dicevano: Nientaltro che un imbroglione, ma altri replicavano: Non si deve invidiare cos laltrui successo. Costoro assicuravano che qualcuno aveva visto i quadri di Lazik e per poco non aveva perduto la bussola per lentusiasmo: ecco dovera la vera pittura! Altro che Monkin e Rosenpup!
La gloria di Lazik cresceva. Viveva mezzo affamato, ma, strappati venti franchi a un danese commosso dalla grandezza dellarte, ordin immediatamente dei biglietti da visita: Lazar Schwans. Artista pittore.
Schwans aveva un suono parigino, era breve e gentile. Merci, monsieur Schwans. Una cosa da commuovere alle lacrime.
I biglietti da visita e il portamento fiero fecero il resto. Un giorno alla Rotonde si avvicin a Lazik un signore vestito assai bene che sollev la bombetta e disse:
Siete voi monsieur Schwans? Voi, vero? Ho sentito molto parlare di voi. Io infatti vengo sovente alla Rotonde a prendere laperitivo. Abito qui accanto. Il mio negozio di watercloset  qui dietro langolo. Vorrei parlarvi. Si tratta del fatto che nel nostro ramo adesso c crisi e tutto il tempo non faccio che sentire come si arricchiscono i mercanti di quadri. Mi hanno detto che un mercante ha pagato a un artista venti franchi per quadro. Lartista  morto e adesso ogni suo quadro vale centomila franchi. Ecco che cosa significa mettere in circolazione il capitale. Mi hanno pure detto che qui gli artisti muoiono presto e certo la cosa conviene ai mercanti. Cos ho deciso di occuparmi un poco darte. Cerco un giovane genio per rischiare. Di voi dicono che siete un enigma. Questo mi piace. E poi, scusate tanto, ma voi non avete una complessione da atleta, per cui ho il diritto di contare che, Dio ve ne scampi, possiate morire abbastanza presto.
Lazik osserv:
S, lo penso anchio. Reutschwanetz o, secondo la maniera di qui, Schwans,  un fuoco dartificio e brucia in un istante. Di me gi  rimasto poco: solamente lappetito, la filosofia e due o tre storielle sporche. Ma che cos che voi mi proponete?.
Vi propongo di firmare un contratto a vita. Dovrete fare cinque quadri al mese e darli a me. Io vi pagher cinquanta franchi il pezzo. Ma, prima di tutto, voglio vedere i vostri lavori.
Questultima cosa non la capisco. Come se non conosceste la tavolozza di Schwans! Leggete sugli steccati! Non  tela la mia, ma sensibilit, tanto che tutte le signore di Parigi piangono come davanti al muro di Gerusalemme, anche se hanno davanti un coniglio verde o persino la vostra autorit. La somiglianza  uno scandalo dei tempi trapassati. Io non rifletto neanche un momento, fluisco soltanto fuori di me stesso, e imbratto, come il pi geniale degli imbrattatele. Prendete un millimetro: non esiste,  pura aritmetica, mentre nei miei quadri esso vive, vibra,  gi un pezzo materiale in una cornice doro. Nello stesso tempo, immaginatevi, echeggia la mia tosse premortale. Voi piangete, mi date lolio di ricino; ma io ricuso il vostro consiglio e muoio. E voi vi trovate in mano unintera fabbrica di tele. Voi diventate di colpo un Rothschild. Altro che quegli idioti di closet!.
Io capisco che non vogliate mostrare i vostri lavori agli altri artisti. Ma a me potete mostrarli. Sul serio, io merito fiducia. Il mio negozio sta qui da diciassette anni. Ecco il mio biglietto da visita: Achille Gonbuisson.
Monsieur Achille, se insistete cos, vi dir che mi  successo un piccolo inconveniente. Io avevo soldi. Ogni giorno mangiavo anitre, correvo in automobile attraverso la piazza,mi ordinavo vari biglietti da visita, sul tipo di questo. Ma poi i soldi casualmente sono terminati, io ho fatto forza al mio cuore, ho digrignato i denti, ho messo tutti i miei preziosi quadri in un sacco e li ho impegnati presso un mercante di olio di fegato di merluzzo per cinquanta miseri franchi. Questo accadrebbe a chiunque, anche a Monkin e perfino alla Gioconda. Voi vorreste darmi cinquanta franchi per un solo pezzo allo scopo di rivenderlo dopo la mia incontestabile morte esattamente per centomila, e laggi ci sono cento pezzi e mi basterebbe portarea quella querela dolio di fegato cinquanta franchi per consentirvi di piangere di fronte ai miei capolavori.
Achille Gonbuisson si raschi la gola, sospir e diede a Lazik i cinquanta franchi.
Ecco, firmate. Che farci: chi non risica, non rosica.
La sera stessa Lazik cerc Monkin alla Rotonde:
Vi avevo scritto in quel biglietto suicida che avreste ricevuto cento volte tanto. In primo luogo, eccovi lindirizzo di un ottimo mercante. Non badate al fatto che nella vetrina abbia quelle bianche sconvenienze. Nellanima ha lentusiasmo pittorico. Potrete vendergli perfino la vostra costolettaautoritratto, perch era molto che non vedevo un fesso cos al cento per cento. E, in secondo luogo, adesso vi porto nel pi lussuoso ristorante e ordinerete lanitra che pi vi garba, completa di contorno.
Bevuto un bicchiere di vino al ristorante, Lazik si mise a piangere:
Io piango per la bellezza. Se al mondo, diciamo, esistono quella Gioconda e il figlio di Zeus e voi con il vostro ritratto, come si fa a non piangere? Nellanimo infatti io sono un vero artista. Quante volte ho disegnato mentalmente gli occhi di Fenicka Geranovic sullo sfondo dei lill di Gomel! Se c poi qualcuno che  sensibile, questo sono io. Oggi in un caff ho visto una ragazza e per poco non sono caduto sotto unautomobile araba! Aveva gli occhi fino alle orecchie e le labbra come la bandiera che valorosamente io portavo nei miei giorni felici. Non sapete a proposito chi sia? Perch ho deciso: o la bacio o muoio. Vedete quanto sentimento c in me! Adesso scaravento i colori e lei gi vibra dentro la mia testa. S, tutto  cos, ma che cosa ne sar di me domani?  bello morire damore, ma non di ginnastica svedese, e quel watercloset al posto delle mani ha mitragliatrici!.
Il giorno dopo Lazik decise di starsene in casa e di non avvicinarsi a meno di un chilometro dalla Rotonde. Ma, ricordando gli occhi della persona che laveva sedotto, non resistette:
Ci andr in punta di piedi e mi rifuger tutto il tempo nei portoni. Che muoia pure, ma voglio vederla prima di morire!.
Ahim, non lei vide, ma monsieur Gonbuisson.
Voi mi avete imbrogliato!.
Mettete via, per piacere, le vostre mitragliatrici! Che cosa ci potevo fare se sono andati perduti?! Ho perduto molto di pi io che non voi. Prendete un lapis e fate i conti. Voi avete perduto cinquanta franchi, moltiplichiamo per uno fa sempre cinquanta; mentre io ne ho perduti cento: moltiplichiamo per cinquanta, fa cinquemila. Vedete? E nondimeno io non lho ucciso, quindi mettete le mitragliatrici nelle tasche interne. Io ho pianto tutta la notte, ho gli occhi gonfi. Forse verso sera mi rimetter e allora vi far istantaneamente dieci completi capolavori, ma, si capisce, al momento non ho tele, n colori, n un coniglio che posi incondizionatamente per me. Se voi rischiaste ancora una volta.
Balle! Credete forse, perch in base al biglietto da visita siete un pittore e io vendo watercloset, di potermi prendere per il naso? Vi potrei portare alla prefettura. Vi potrei schiacciare sul posto. Vedete queste mani? Ma io far lultima prova. Vi dar tela, colori, modello E voi lavorerete da me. Sotto chiave. Capito?.
Detto questo, Achille Gonbuisson si trascin a casa il trepidante Lazik.
Che cosa volete dipingere? Un uomo? Una donna?.
No. Questa  la stagione trapassata. Io dipingo soltanto la carne. In una parola, voglio dipingere un coniglio, ma che non abbia quella mascalzonata di pelliccia, che sia gi definitivamente arrostito.
Achille Gonbuisson si affrett a portare tela, colori, pennelli e un grosso coniglio. Brontol:
Ne inventano questi artisti! Ecco, ho fatto fatica a trovarlo in un negozio. Sapete quanto costa? Diciotto franchi!.
Achille Gonbuisson chiuse a chiave Lazik e se ne and. Lazik osserv la finestra: no, di l era impossibile scappare, era alta quasi come la torre scientifica.
Ricordandosi delle istruzioni di Monkin, cominci a imbrattare la tela di colore, ma i colori imbrattavano soprattutto le sue mani. I pennelli ben presto si ruppero. Non ne venne fuori niente: n il suo autoritratto, n il coniglio.
Adesso quello mi accoppa. Questi sono gli ultimi minuti del condannato Reutschwanetz. Che farci? Se una morte simile mi attende, voglio almeno mangiarmi per lultima volta questa banana arrosto.
E cos Lazik si abbandon a uninspiegabile beatitudine. Quando ritorn Achille Gonbuisson, del coniglio erano rimaste solamente le ossa accuratamente rosicchiate. Achille Gonbuisson si mise a ruggire:
Dov il quadro?.
Oh, addio patria mia! Addio, matuka Gomel! Dov il quadro? Ancora non c. In primo luogo, poteva anche non riuscire. Da noi a Gomel cera il fotografo Chejfetz, che per venti copeche faceva la fotografia anche a due persone insieme e in abito di nozze, ma sovente non gli veniva fuori nulla.  come andare a caccia grossa, si pu fare anche cilecca.
Animale! Imbroglione! Prendi i pennelli e dipingi! Guarda il modello!.
Con molta mitezza, in un tono intimo Lazik disse:
Non esiste pi. Ma perch mi scuotete cos? Non per questo mi usciranno di tasca i cento quadri! Vendete i vostri watercloset e lasciatemi in pace. Oh, mi fate male! Io non sono un artista per star l a imbrattare la stoffa. Io sono un onesto sarto. Non picchiatemi! Potrei anche rifarvi i pantaloni. Adesso muoio Credete di avermi spremuto un quadro? Sono un farabutto? Questo coniglio  lunico coniglio in tutta la mia sofferente esistenza!.


33.
La Rotonde era ormai calpestata, come un prato dalla mandria di un nomade. Gli americani avevano persino smesso di rivolgersi a Lazik. Vedendolo da lontano, i clienti abituali gridavano: Non abbiamo un franco!. I camerieri gli chiedevano in anticipo i soldi per il caff. Invano Lazik andava assicurando che lenorme livido sulla sua fronte aveva unorigine sportiva.
Ho partecipato alle corse, cinquecento millimetri allora, ma laraba si  capovolta sulla schiena.
La storia di come si era pappato un coniglio a spese di Achille Gonbuisson fece il giro del quartiere. Un amico di Monkin, Spritz, disegn una caricatura: La nascita di Venere. Vi si vedeva Lazik nudo, pieno di lividi e di ecchimosi in mezzo alla spuma marina. Stava dentro una tazza di ceramica, prodotto di Achille Gonbuisson, e si copriva pudicamente, mentre dallalto piovevano su di lui i doni della terra: polli, anitre, conigli. Lazik non si offese; si limit a osservare, ristabilendo la verit:
Quella roba aveva tuttaltra forma. Del resto, non si tratta della somiglianza.
La caricatura fu appesa alla Rotonde e un americano la comper da Spritz per cento franchi, come ricordo del cliente pi caratteristico del caff. Lazik prov a immischiarsi e a chiedere un sandwich, ma fu vergognosamente allontanato.
Quando tutte le possibilit furono bruciate e cominci a incombere la morte per fame sotto uno di quegli steccati sui quali dovevano figurare i nomi vittoriosi di Rosenpup o di Monkin, giunse inaspettata la salvezza. Louis Kohn, ben noto negli ambienti mondani di Parigi come snob, buongustaio e donnaiolo, visto Lazik davanti alla vetrina di una misera salsicceria, gli diede asilo; non solo, del sudicio straccione fece il suo segretario personale. Lazik adesso faceva sfoggio di un paio di larghissimi pantaloni e sospirava:
Tutta stoffa sciupata che basterebbe per tre.
Mangiava nei migliori ristoranti e andava in giro con una limousine da quaranta cavalli. Il suo ritratto fu pubblicato sulla rivista di moda maschile Adam con la seguente didascalia: Monsieur Lazarius Schwans, il nostro giovane ospite, principe del Polessie, amico di Monsieur Louis Kohn. Lazik ritagli il ritratto e se lo mise diligentemente nella tasca in cui ancora conservava il ritratto del flagello portoghese.
Tuttavia, prima di parlare del nuovo destino di Lazik, devo soffermarmi su quella sconosciuta dalle labbra di corallo grazie alla quale egli aveva avuto la ventura di far la conoscenza della pesante mano di Achille Gonbuisson. Ogni sera ella se ne stava seduta in un piccolo caff di fronte alla Rotonde, e ogni sera Lazik si metteva davanti alla porta per guardare ancora una volta i suoi troppo lunghi occhi. Mademoiselle Chiquet pareva non accorgersi di lui. Una volta che usciva barcollante dal caff sotto lazione dei cocktail che aveva bevuto, lo prese per un groom e gli ordin:
Chiamate un taxi!.
Emozionato dalla divina voce, Lazik non si muoveva. Lei gli diede una spintarella con lombrellino e quando lui finalmente chiam il taxi, gli diede un franco. Lazik gett la moneta contro il finestrino dellautomobile:
Compratevi con questa somma qualche orchidea, perch io vi amo assai pi di quanto abbia mai amato Fenicka Geranovic!.
Quando il destino di Lazik mut bruscamente, la prima cosa che egli fece, dopo aver chiesto il permesso a Louis Kohn, fu di andare difilato al sospirato caff. Si sedette a un tavolino accanto a mademoiselle Chiquet e ordin una bottiglia di champagne. Per tutta la sera non distolse gli occhi da lei. La ragazza alla fine non resistette:
Che cosavete da guardarmi come un gatto larrosto?.
No, nessun gatto pu guardare cos. Neanchio, quando avevo quel mio defunto appetito, neanchio guardavo cos larrosto, n il fegato, n i conigli. Non mi riconoscete? Sono rimasto senza fiato davanti a questa porta per tre settimane. Vi ho anche regalato il vostro franco perch vi compraste unorchidea. Anzi, sarei curioso di sapere che fiore vi siete comperata. Certo, con un franco non si pu fare una vera offerta floreale. Ma tre giorni fa io sono diventato tremendamente ricco, perch una specie di fanfarone ha trovato in me del temperamento, e domani vi comprer delle viole del pensiero per lintera somma di mille franchi, ma voi dovete permettermi di guardarvi ancora per dieci minuti con disperazione.
Mademoiselle Chiquet si eccit:
Balordo! Volete ballare?.
A nessun costo! Conosco tutti questi salti a memoria, ma attualmente non ho limpostazione scientifica. Ho paura che andrei dove non devo, come il compagno Serebrjakov.Bene, come volete. Posso sedermi al vostro tavolino? Che cosa state bevendo, champagne?.
Brindarono. Lazik tracann il calice dun fiato. La testa gli girava per il vino e la felicit. Mademoiselle Chiquet gli faceva il solletico con un ciuffo dei suoi capelli:
Siete un vero bambino.
Io un bambino? Certo, voi mi annientate con il sarcasmo. Se anche ho gi trentatr anni, non sono per ancora un vecchio. Le vere passioni non le hanno affatto i giovani destrieri con gli occhi ardenti. No, a ventanni luomo arde comunque in modo gratuito. Arde per amore o per qualche ideale classista o semplicemente per una temperatura troppo alta. Ma quanti sentimenti ha, si domanda, a questi ventanni? Una bracciata, due bracciate e bruciano istantaneamente. Che cosa resta? La brace. Ma passano gli anni e questa brace improvvisamente piglia fuoco. E ne deriva un incendio cos mondiale che non si fa in tempo a gridare attenzione che gi tutto il cuore divampa.
Anche a me piacciono gli uomini posati. Sono pi esigenti, ma in compenso capiscono che cosa gli si d. Certamente tu sei di gusto fino. Paga il conto e andiamo.
Lazik non ragionava pi. Andava addirittura da lei! Ma doverano le orchidee? Adesso avrebbe dovuto danzare per lentusiasmo. Da solo? S, da solo! Perch non si poteva? Lei si chiamava Margot. Quello s che era un nome! Di certo era una Venere fuggita di notte da un Louvre americano. Perch mai aveva bevuto champagne con le faville quando gi cos impazziva? Araba, non sussultare! Ma lei che cosa stava facendo adesso? Ah, lo baciava in un orecchio! Capite? In un orecchio di Reutschwanetz, in quel misero orecchio di Gomel respira una Dea! Le scale? Ma s, le stava salendo. Avrebbe ruggito dalla felicit come unantilope. Non si pu ruggire? Dormono? Chi pu dormire quando c il terremoto?
Entrata nella stanza, Margot si lasci cadere sul divano e cominci a ridere istericamente.
Adesso crepo dal ridere! Finora non avevo mai visto uno stravagante simile!.
E Lazik diceva con venerazione:
In questo paradiso camminer solo in punta di piedi.
Dopo aver riso abbastanza, Margot disse con unaria pratica:
Lofferta floreale non me la farai domani, ma adesso.  pi sicuro. Abbiamo bevuto champagne, no? Non capisci? Ma se sei stato tu a dirmelo Mille. S, s! Ma io non ti conosco. Non vuoi? Allora puoi andartene. Non so a quali sistemi sei abituato, ma con me si usa prima. Capito?.
Che cos questo manifesto obbligatorio? Certo, se si inventano cento cerimonie, si pu anche fare a meno di continuare a vivere. Io vi dir che un buon ebreo, prima di dormire con la moglie, deve lavarsi le mani e, dopo, lavarsele unaltra volta. Lavarsele prima, perch lo attende una cosa veramente grata a Dio, e dopo, perch, si capisce, egli ha compiuto un atto grato a Dio, ma ha toccato una cosa per nulla grata a Dio, come sarebbe a dire una pancia nuda.  pensata in maniera molto sottile, no? Ma che cosa se ne ha come risultato? Invece del pi grande amore, una specie di lavandino in continuazione. Ma voi non rispettate il rito. Perch mi tormentate con tutti questi prima e dopo? Bene, vi dar queste orchidee di carta, ma non torturate il mio cuore galoppante con questa vergognosa amministrazione.
Mettendo via i soldi, Margot cominci a spogliarsi.
Piccolo! Andiamo a nanna.
Allora Lazik ritorn completamente lucido:
Una delle due: o siete una Venere fuggita, o una marxista al cento per cento e avete frequentato le lezioni del compagno Trivas. Che cosa significa andiamo a dormire quando io apprezzo le rosee premesse? Con voi io voglio librarmi, e cinguettare, e parlare damore, e cantarvi delle ninnenanne, e portarvi sulle braccia come un quieto fuscello, e morire del fatto che non  vita questa ma un paradiso. Ed ecco che voi mi proponete delle nude funzioni. Ma voi non siete mica la signora Dreckenkopf! Gi il vostro nome olezza, per non parlare delle labbra. Se avete voglia di dormire, dormite. Ma io star seduto in questa poltrona e vi protegger con il palmo della mano dal vento affinch esso non dissipi il mio penultimo ideale.
Margot fece un gesto di dispetto:
Il diavolo ti pigli! Stattene pure l seduto! Ho proprio bisogno di te, io! Pulce!.
Aveva la nausea per il vino e la stanchezza. Fece un bagno caldo, si coric e si addorment subito.
Lazik stava l seduto e sospirava. Sulla terra non ceragiustizia. Njusja gli aveva detto che era una cimice. Margot laveva ridotto a una pulce. Ma si trattava forse di statura? Il suo amore non era meno grande della torre scientifica. Loro questo non lo capivano. Se al Louvre c una certa Venere,mica per questo gli americani la toccano con le dita. Pagano per lingresso e piangono dalla felicit di esser soli in una stanza con questa incontrovertibile pietra. Va bene, sar una pulce! Ma non minfiler subito nel celestiale paesaggio con la mia produzione artigianale. Voglio piuttosto sentire che son seduto vicino a lei. Voglio guardare questa abbagliante.
E Lazik diede unocchiata a Margot che dormiva. Allora echeggi uno squittio pieno di disperazione:
Vi supplico, svegliatevi subito! Vi hanno derubata!  una specie di nebbia mistica! Dove sono i vostri lunghi occhi? Dove sono le vostre labbra da primo maggio? Dove sono le vostre ciglia, nere come la mia paura? O sono diventato cieco per laspettativa della prima notte? Rispondetemi subito, altrimenti chiamer tutto il caseggiato perch mi si faccia ricoverare al manicomio!.
Margot si strofin gli occhi e ora guardava spaventata Lazik. Compreso infine di che cosa si trattava, cominci a imprecare:
Farabutto! Mendicante! Non per niente mendicavi i franchi. Credi che se hai rubato a chiss chi un biglietto da mille, adesso puoi permetterti tutto? Cosa credi, che sia un manichino io? Dovrei cantare con te canzoncine per bambini? Idiota! Credi che mi metta a dormire truccata? E che ne sarebbe della mia pelle? Animale! Vuoi che mi rovini la faccia per mille franchi? Mascalzone!.
Pss! Fermatevi con questo elenco! Ho gi capito: anche voi siete una succulenta tela e ogni centimetro risuona. Di certo  Monkin che vimbratta, perch la sua tavolozza  la pi ricca. Ma di notte voi diventate la signora Dreckenkopf. Tutta la differenza sta nel fatto che gli gnocchi adesso li ho io. Che orrore! Perch siete come mia zia. Lei per vendeva uova a Gluchovo. E voi? Che una donna di cos rispettabile et stia sul telaio e che la dipingano con il pennello e che lei poi galoppi al caff come una ragazza indemoniata, tutto soltanto per fare un falso, tutto questo non  una canzone di Gomel agli invalidi del lavoro, ma semplicemente una risata senzanima dal Mefistofele!.
Lazik aveva appena fatto in tempo a terminare il suo commovente discorso che gli volarono addosso i pi disparati oggetti. Inviperita, Margot non esitava nella scelta dei proiettili. Un pezzo di vaso fer il naso di Lazik.
Ridiscendendo le scale, Lazik cercava di non sospirare: gli altri infatti dormivano ancora in mezzo al terremoto. Ma era gi mattina e la portinaia lo ferm:
Di dove venite? Perch avete la faccia insanguinata?.
Lazik cerc di spiegarle ragionevolmente di che cosa si trattava:
Negli ultimi tempi mi perseguitano i manufatti del signor Achille Gonbuisson. Che farci, al proprio destino non si sfugge. Adesso il signor Louis Kohn mi sgrider, perch ho rovinato i suoi pantaloni a tre piazze, per non parlare del naso. Ma, dato che voi non dormite, sospirer forte. Io non sospiro con il naso. Il mio naso  abituato. Io sospiro come un filosofo, perch  subentrato un totale sdoppiamento e non so pi con quale ricordo debba vivere. Da una parte, Venere; dallaltra, uninvalida del lavoro, e tutto insieme  il mio amore al quinto piano a sinistra, il mio amore che vive e trepida. Voi, madame, assomigliate alla mia maledetta sorte; avete persino gi pronta la scopa. Ditemi semplicemente: che cosa sono la vita e lamore: stelle estinte?.
Ahim, la portinaia, invece di accedere a questalta filosofia, ricorse alla malaugurata scopa.


34.
Il signor Louis Kohn aveva ventottanni, ma si distingueva per saggezza e larghezza di vedute. Dal padre, fabbricante di conserve di legumi, aveva ereditato una grossa somma. E ora si sforzava di spenderla nel modo pi allegro e spensierato. Gli piaceva che delle sue stranezze si scrivesse nella cronaca dei giornali mondani. Ora Lazik aveva preso il posto di una disgraziata aragosta, che Kohn si tirava dietro al guinzaglio per i Campi Elisi.
Ah, voi siete russo? Di certo sarete bolscevico. Ottima cosa. Noi soffochiamo in mezzo allaccademismo. Io conoscevo Racine quando ero ancora nella culla. La Terza Repubblica  il regno dei piccoli bottegai. Per me voi sarete lappello dellOriente. Nei vostri occhi arde il misticismo rivoluzionario. Oh, come vorrei vedere la vostra piazza Rossa, quando i cinesi prestano giuramento a Charles Marx e le donne con i pantaloni larghi eseguono la danza dei Polovzi!1 Io adoro ci che  inaspettato, il jazz, la rivoluzione, la sincope! Poco tempo fa ho cenato in casa della viscontessa Pissetrott e allimprovviso, dopo il fagiano, ho tirato fuori di tasca una bandiera rossa. Lho fatta sventolare davanti agli accademici stupefatti. Se ne  scritto perfino sul Figaro, come di uno scherzo di cattivo gusto. Ma non era uno scherzo. Il parlamento mi teme perch io, Louis Kohn, sono un comunista.
Lazik si confuse completamente:
 tremendamente difficile viaggiare quando non si conoscono i modi di dire gi pronti. La pioggia, certo,  sempre la pioggia. Ma con la politica le cose vanno peggio. Dallaspetto io direi che voi siete proprio il contrario. Ma se qui da voi regna questa disciplina, tanto meglio. A Kiev io ero candidato del partito e laggi sono stato bocciato, ma qui, probabilmente, ce la far a passare. Come se non sapessi esporre anchio una bandiera dopo un fagiano! Ditemi, da voi non c la Commissione di controllo? E potete ballare spingendo la gamba dove vi pare? E non vi obbligano a riempire formulari tutto il giorno? E allora iscrivetemi subito a questa illustre cellula!.
Puah! Come si pu entrare in un partito simile! Vuol dire venire a contatto di gomito con la plebaglia.  lo stesso che andare in tram. Io sono un bolscevico in spirito. Io amo tutto ci che viene dallOriente. Dite, a proposito, non siete buddista? Peccato! Nella mia sala da pranzo c un Budda del V secolo. Avreste potuto pregare l davanti. Perch io non ho mai visto come prega un buddista in carne e ossa. Devessere una cosa molto piccante. Ah, voi siete ebreo? La cosa non  interessante.  una religione da piccoli bottegai. Sapete che vi dico, convertitevi al cattolicesimo. Io adoro il culto della Sacra Rosa. Certo, lidea di Dio  per coloro che vanno in tram. Ma rimangono limmagine dellimmacolata concezione, le profezie mistiche, la bruma. Infine, che farci,  di moda.  come il fatto che io non posso andare in giro con i pantaloni stretti o con una giacca lunga! Insomma, domenica prossima sar il vostro padrino e la viscontessa sar la vostra madrina.
Se il mio destino  tutto qui, va benissimo! Io sono il vero ventesimo secolo e, dopo un fagiano, posso perfino pregare davanti al vostro piccante Budda purch mi scriviate prima tutte le parole che devo dire. Volete proprio che minoltri in questa immacolata bruma? Mi ci inoltrer. A quanto pare, da voi la cosa procede senza particolari complicazioni e, lo capisco bene,  meglio che questa mia dama viscontea mimmerga nellacqua mistica che non i piccoli bottegai circoncidano voi. Punto. Sono gi un cattolico bolscevico. Adesso dite, che cosa devo fare di preciso come vostro segretario erudito?.
Non parlate cos forte e cos presto. Mi fate venire lemicrania. Dovete parlare in modo che tutti sentano che fra una parola e laltra siete pronto a morire dindifferenza.  molto pi cortese. Solo di tanto in tanto, quando io far un cenno con il capo, potrete manifestare il vostro temperamento orientale. Fra le vostre incombenze, una delle prime  di pranzare con me.
Lazik si fece raggiante, ma, dato che Louis Kohn non faceva cenno con il capo, contenne i propri sentimenti. Andarono insieme al ristorante. Il matre dhotel, che evidentemente conosceva bene Louis Kohn, annot subito: Tagliolini cotti in acqua e purea di mele. Poi domand, indicando Lazik:
E il signore cosa mangia?.
Appunto, ce ne occuperemo subito.
Louis Kohn studi la carta per almeno unora. Lazik si sforz con tutte le sue energie di trattenere labbondante acquolina che gli saliva alla bocca. Finalmente venne ordinato il pranzo.
Amico mio, voi verrete iniziato a una grande arte. Non voglio illustrarvi tutto il sistema filosofico di Savarin. Ma che cosa sono tutta lestetica, la poesia, la morale, il charleston, la musica sincopata, la seconda realt, il conte di Lautramont e, infine, il mio sorriso? Nientaltro che conquiste dei cuochi. Quattro anni fa al ristorante Paix de Nonnes mi servirono una pollastra di matre Emile. Era farcita di fegato di selvaggina con tartufi e arance, con una salsa di Jerez del 1863, e come contorno aveva cuori di carciofi alla tolosana, ossia al vino bianco e uova sbattute. Ricordo quel giorno come un poema della rivoluzione, come il primo accordo di Stravinsky, come la santa eucarestia. Io ho studiato tutti i piatti della Francia e sono probabilmente il primo conoscitore almeno dei pt del Perigord. Ma, ahim, noi tutti della schiatta dei Kohn abbiamo un fisico molto delicato. Sono stato malato di gastrite, di enterite, di nefrite, di artrite e di podagra. Posso mangiare soltanto tagliolini cotti nellacqua e purea di mele; invece di vino, acqua minerale. Io soffro come un pittore diventato cieco, perch ricordo il sapore di ogni singola salsa e non mi sbaglio mai nel riconoscere lannata di un Lafitte. Ebbene, ho deciso di acuire questi tormenti. Io vi nutrir dei piatti pi raffinati, godr del vostro entusiasmo di neofita nel fiutare laragosta o il Camembert, e di spiegarvi tutta la solennit di ogni istante. Io trasformer i vostri pranzi in un rito. Che cosa vi hanno servito? Ostriche della Marna? Non divorate! Masticate lentamente!  lAtlantico che discorre col vostro palato. Un sorso di Chablis. Colmo di aridit e di freschezza dautunno. La frescura del mattino ha sfiorato il grappolo. Non sentite un lieve sapore di polvere da sparo? Adesso vi serviranno una trota maculata e, con lei, Vouvray secco del 21.  un vino giovane, ma ha dentro i colori della Loira, il riso di Rabelais, il.
Lazik non ascoltava pi il signor Kohn; trangugiava onestamente tutto ci che i camerieri gli portavano. Ma, dopo la sesta portata, non ce la fece pi. Allontanando da s il piatto con il fagiano, ringrazi gentilmente sia il matre dhotel, sia Kohn.
Merci.  strano, ma anche lappetito finisce. Adesso possiamo parlare di qualcosa di molto elevato; per esempio di quella musica sincopata dei Polovzi, perch a questo proposito non vi ho capito bene. Perch prima parlate della piazza Rossa e poi, tutto a un tratto, della immacolata concezione? Da noi a Gomel non vi darebbero certo un buffetto sulla guancia per una cosa simile.
La moda, amico mio, la moda. La vera libert consiste nellassoggettarsi. Quelli che vanno in tram si assoggettano alla volgare moralit, mentre noi, gli eletti, ci assoggettiamo alla moda. Oggi bisogna essere un po bolscevichi, un pocattolici. Sono sfumature inafferrabili, come il pepe, il miele, i sottaceti e il maraschino nella salsa Claridge. Io non mi metter certo a ballare lonestep o a giocare a crocquet quando oggi sono di moda il black-bottom e il golf. Ma voi fate male a respingere il piatto: io sto entrando appena adesso nel gusto della cosa e voi dovrete assaporare altre nove portate. Questo fagiano ha il profumo delle profezie di Nostradamus. Ha il profumo della dolce decomposizione di tutta la civilt latina. Scommetto che non lhanno tenuto in tepore per meno di una settimana. Un po per volta ha acquisito questo suo bouquet. Annusate! Sentito lalito della morte, dei funghi mitologici, del Roquefort, del sonno millenario?.
Lazik annus con cautela il fagiano e url:
Adesso capisco perch dopo il fagiano vi siete messo a esporre tutte queste bandiere! Un aroma simile  capace di far morire. A me, almeno, sta gi venendo quella vostra sincope dei Polovzi. Sapete che odore  questo? Da noi a Gomel viaggia per la citt una specie di botte impudente e.
Tacete! Prendete una zampa! Ne avete lobbligo. Non dimenticate che siete il mio segretario personale. Un sorso di Chambertin.  del 1891. Vi avviluppa, non sentite? Lega leggermente lanima. Riscalda.  la terra della Borgogna, n sud, n nord, cuore della civilt, venti secoli; poi rottura, ecclissi, abisso, sincope; ed ecco, allultimo momento, due o tre bottiglie polverose.
Lazik riusciva appena a respirare. Il suo viso divent prima scarlatto, poi viola. E i camerieri continuavano a sostituire piatti e bicchieri, preparando nuove torture. Lazik mangiava e beveva docilmente: che farci se quello era il suo destino? Ormai non vedeva pi nulla. Gli sembrava che sui piatti ci fossero dei Budda, delle sincopi e venti secoli latini. A un tratto qualcosa lo colp al naso come ammoniaca. Intanto Kohn bisbigliava ispirato:
 Livarot, un formaggio. Lo tengono per vari anni nel letame dorato L sotto fermenta come la disperazione. Diventa aromatico e capace di dar delle fitte al cuore. Fiutatelo! Fiutate presto!.
Tutto fluttuava davanti a Lazik. Gli pareva che il formaggio roteasse. Guard le bottiglie: facevano inchini? E Kohn? Kohn annuiva con il capo. Ah, ecco! Adesso dunque era libero! Lazik salt in piedi e grid entusiasta:
Portate subito via di qui questa botte!.
Invano Louis Kohn si sforz di calmarlo:
Tutti ci guardano Non sta bene.
Che ci guardino pure. Perch mi avete fatto bere? E che razza di trovate sono queste? Invece di normali polpette dare trenta volte a un uomo della sincope con gli odori! Se quello non porta subito il pi lontano possibile dal mio naso questa madama di Gomel, io la scaravento in qualche viscontessa. Ma s, sono sbronzo. E voi che cosa credevate? Si pu non essere ubriachi dopo simili avviluppamenti? Io me ne stavo tranquillo, ma voi avete fatto cenno con la testa e allora  cominciato il mio temperamento. Come, non avete fatto cenno? Allora  stato questo Chambertin a farlo. Insomma, portatemi via subito e dritto alla meta!.
Il primo esperimento non era riuscito, ma Louis Kohn non disperava: quel lillipuziano aveva un temperamento mostruoso. Due giorni dopo egli condusse Lazik allistituto di bellezza. Vedendo la poltrona con i manubri, i bisturi, le vasche di vetro e di metallo, i flaconi, gli apparecchi elettrici, Lazik cadde in ginocchio davanti alla massaggiatrice:
Per amore, diciamo pure, di Budda, abbiate piet di Reutschwanetz! Cosa volete farmi? Tagliarmi via un pezzo di intestino sano o ammazzarmi subito con una lampadina, come nella straordinaria America?.
Non temete. In primo luogo spianeremo un po di rughette.  una cosa che non fa assolutamente male. Abbiamo quattromila attestati di gratitudine. Sedetevi qui. Rovesciate indietro il viso. Rilassatevi!.
Lazik si sedette. Prov a rilassarsi. Macch! Lo stavano rifacendo a nuovo come unirresponsabile finanziera! Bene, che spianassero pure le rughe con qualche loro speciale ferro da stiro. Si sarebbe visto che cosa ne sarebbe uscito. In qualche maniera forse si poteva cancellare tutta la sua infelicit: da madame Puke alla toilette del ristorante Paix de Nonnes! Strofinate, strofinate, tanto il dolore resta sempre dolore e Reutschwanetz resta Reutschwanetz! Di lui non farete n un Budda, n un Chambertin.
A un tratto Lazik sussult per una fitta di dolore assai sgradevole e a lui abbastanza nota. La massaggiatrice gli stava punzecchiando il naso.
Che cosa volete dalla mia appendice? Non siete mica Achille Gonbuisson. E poi, sul naso non ci sono rughe. Le rughe sono sulla fronte. Smettetela! Non ce lho mica di guttaperga!.
Non inquietatevi.  unoperazione facilissima. Sto procedendo allaccorciamento del vostro naso.
Lazik si lasci scivolare gi dalla seggiola. Facendo capriole per terra nella sua tunica di paziente, si mise a urlare:
Questo non vi riuscir! Il mio naso non  un paio di pantaloni e io dichiaro sciopero totale. Il mio naso non d fastidio a nessuno perch lo si debba tosare. Con il mio naso, fino a prova contraria, non ho dato urtoni n a voi, n a nessun altro.  a me che davano gli urtoni. E chiss, magari il mio desiderio  che sia lungo cos. Il cognome me lo sono tagliato, ma il cognome  una sovrastruttura. Che ne sapete se per caso un giorno non torner al mio paese? E nessuno mi riconoscerebbe con il naso corto, n Pfeiffer, n Fenicka Geranovic. Non mi riconoscerebbe nemmeno la Puke. Io non vi cedo la mia fisionomia! Radete le vostre sincopi! Eccovi la vostra ignominiosa tunica e niente arrivederci!.
La sera Louis Kohn gli disse con severit:
Amico mio, siete da me gi da cinque giorni e sono assai poco contento di voi. Non avete fatto alcun progresso nel campo della gastronomia. Al Select, dopo un solo cocktail, avete cominciato a baciare il barman sebbene io vi avessi pregato di far la corte a me, dato che questo adesso va di moda. Allistituto di bellezza vi siete addirittura dimostrato un selvaggio.
Ma se voi stesso volete da me dei trucchi da Polovzi.
Non interrompete! Voi mancate ai vostri doveri di segretario privato. Adesso vi sottoporr allultima prova. Guardate.
Louis Kohn condusse Lazik verso una porta socchiusa. Nella stanza adiacente cera una giovane donna completamente nuda, seduta in poltrona. Sbadigliando pigramente fumava una sigaretta. Lazik chiuse gli occhi per delicatezza.
Simpaticissima persona. Vi consiglio soltanto di seguirla con attenzione affinch non derubi se stessa degli occhi o delle labbra. Tre giorni fa ho imparato che succedono anche questi trucchi. Ma voi, si capisce, siete uno specialista e tutto per voi si svolge come nel romanzo di Curose. Vi auguro uninquietissima notte.
Voi cominciate a farmi uscire dai gangheri. Ho gi lemicrania. Datemi la mia polverina. Credete forse che ve labbia mostrata per il vostro piacere? Adesso dovrete accingervi allincombenza pi seria di segretario privato. Sapete gi che noi Kohn siamo di complessione delicata. Una volta andavo fiero delle mie conquiste. Ma adesso, ahim, sono condannato a una dieta senza limiti Insomma, voi giocherete con la mia nuova amica e io vi guarder e rivivr ogni vostro movimento. Desidero dolore sensuale. Capito?.
Mi sembra di aver capito.
Lazik salut gentilmente la dama:
Io mi chiamo Schwans. Segretario personale. Vi prego, non sentitevi in imbarazzo. Archip Stojkij, quello, per esempio, non era imbarazzato per nulla. Diciamo che adesso voi prendete fuoco. E, in genere, io non guardo voi, bens il soffitto. Dite, anche voi siete una specie di segretaria personale? E non dovete annusare ogni giorno quellimpudente formaggio? Vi dir qualcosa in un sussurro, perch lui  l seduto dietro la porta: limportante  che non vi facciate accorciare il naso.  una vera tortura. Ma perch stiamo a cianciare quando dovremmo lavorare? Solo che io non so che giochi si usino qui, perch a Gomel giocano, diciamo, a stukolka o a sessantasei. Del resto, non vedo neanche le carte.
Lazik corse fuori e domand affaccendato a Louis Kohn:
Perch non c il mazzo di carte?.
Per la prima volta Kohn and fuori di s:
Voi mi assassinate! Lemicrania Neanche le polverine mi fan niente. A quanto pare, sul vostro conto mi sono sbagliato Dov il vostro temperamento? Bevete questo cocktail per farvi venire coraggio Adesso andate subito da lei! Io non posso pi aspettare! Come fate a starvene tranquillamente seduto quando avete accanto una ragazza nuda? Dovete folleggiare con lei!.
Lazik si fece pensieroso:
Niente da dire, un bel problema! A quanto pare, niente carte, perch voi siete senza pelliccia. Ma s, forse avete freddo a star sempre seduta. Ebbene, folleggeremo! Solo che non mi ricordo pi come si fa. A gatti e sorci, credo. Voi saltate e io salter, ma voi miagolate anche, mentre io, per esempio, mi ficco sotto questo divano e faccio il sorcio atterrito.
Lazik sintrufol elegantemente sotto il letto e qui si mise sommessamente a squittire. Allora Louis Kohn non si tenne ed entr di corsa nella stanza:
Idiota!  questo il temperamento? Oh, se potessi io! Venite subito fuori di l! Bevete ancora un cocktail. Bevuto? E adesso al lavoro! I vostri costumi barbari li fate sempre vedere quando non  il caso Vi ordino di dimostrarvi un libero selvaggio! Fate tutto quel che volete! Io muoio! Io ho sete di dolore!.
E va bene, se mi fate cenno con il capo, dopo questi due avviluppamenti, posso anche diventare sfrontato. In primo luogo, cara madame, vi supplico di mettervi subito almeno delle mutandine da bagno, perch voi non siete Venere e questo non  un Louvre americano. Fra laltro, io sono innamorato di Margot Chiquet bench essa sia uninvalida del lavoro, sicch ho il cuore gi occupato. Ma di certo a voi piacciono le offerte floreali, sicch eccovi un portafoglio pieno di questa sincope e andatevene pure a casa. E uno. E voi, sincope in capo, sdraiatevi qui sul divano con la vostra faccia di Polovzi in gi e potete anche starvene non come a casa, ossia togliervi i pantaloni, perch io ho delle buone bretelle e, in quattro e quattrotto, vi far sentire un dolore cos sensuale che comincerete a pregare davanti a ogni singolo Budda. Che cosa? Non volete? E io devo fare il selvaggio? Bene. Eccovi questo in faccia, cominciamo pure dal portacenere. Adesso pigliatevi queste orchidee con il loro vaso. E adesso posso anche passare a Budda se  vero che pesa cinque secoli.
Alla scampanellata si present un cameriere, canuto e grave.
Jacques, assumerete temporaneamente le mansioni di mio segretario privato. Adesso resterete solo con la signorina. Ma prima buttate fuori questo mascalzone e dategli una bella lezione come congedo.

NOTE.
1 Antica popolazione della Russia, da tempo estinta.


35.
Per Lazik cominciarono di nuovo giorni neri. Fece il lavapiatti in un ristorante e il groom nella baracchetta di una fiera, fece girare lorganetto, vendette noci cinesi; di tanto in tanto veniva arrestato, malmenato e quindi rilasciato.
Una volta lo espulsero. Arrivato alla frontiera belga, sospir tristemente: Comincia il tennis. Sal su un treno che andava in direzione contraria e senza biglietto torn indietro. Durante il viaggio lo buttarono fuori. Allora vendette labito di Louis Kohn e fece ritorno a Parigi.
Pi di una volta, mentre pernottava sotto il ponte, malediceva se stesso:
Idiota, perch quella volta non hai mangiato fino in fondo quel fetente fagiano?.
Sovente si recava al quartiere ebraico, in rue des Rosiers. Quando aveva soldi, ci andava a bere un t, a mangiare unaringa tritata e a sostenere conversazioni filosofiche: sul Talmud, sulla signora Dreckenkopf, sui bolscevichi. Una volta incontr laggi anche uno di Gomel. Ascoltato il racconto delle avventure di Lazik a Francoforte, Jankelevic esclam:
Che voglia avete di rovinarvi la salute sotto un umido ponte quando potreste vivere come Chamberlain? Io sono stato a Londra e lo so. A quanto pare, sulle spalle avete una testa e non chiss che cosa. Dunque andate subito a Londra da mister Bottomholow. Lui vi far diventare un nobile missionario, perch  il primo farabutto della Gran Bretagna. Come se Monka merkin non fosse vissuto per ben quattro anni di queste prediche!.
Che dire, lidea non era cattiva. Ma come arrivare fino a Londra? Di soldi non ce ne volevano poi tanti. Supponiamo che facesse di nuovo il groom o la scimmia o anche il demonio. In fin dei conti, avrebbe potuto pure fare Jom Kippur per una settimana. Insomma i soldi li avrebbe rimediati. Ma il passaporto?
Il passaporto potete averlo dalla Lega delle Nazioni.
Ricordandosi dellindimenticabile pan commissario polacco, Lazik si turb:
Sarebbe a dire la lega con modeste bastonature?.
Niente di simile: metterete sul tavolo cento franchi ed entrerete in quella lega come rappresentante della pi giudiziosa delle nazioni. Ma, forse, per voi sar pi vantaggioso diventare rumeno, perch i Chamberlain adorano i rumeni e per gli stessi cento franchi potete diventare un entusiasta nativo della Bessarabia e ricevere il passaporto rumeno con la regina in persona sul retro.
Non erano passati due mesi che Lazik stava dinanzi al signor Bottomholow.
Che cosa desiderate, fratello in Cristo?.
Desidero rafforzarmi. Ahi, di nuovo sto dicendo qualcosa di sbagliato.  per via del turbamento mistico. Al contrario, desidero assumermi unentusiastica missione. Non so ancora di preciso come si faccia, perch con Jankelevic si  parlato pi che altro di passaporti, ma voi adesso mi spiegherete tutto e uscir da questa missione con il cappello. In che cosa son peggiore di uno merkin qualsiasi?.
Mister Bottomholow sorrise dolcemente e questo sorriso tranquillizz Lazik: no, Jankelevic non laveva ingannato! Non sorrideva cos neanche il guercio Natik, che per di pi era fesso.
Dite ai vostri fratelli che Israele ha errato. Ha dato al mondo lAntico Testamento, ma poi ha lapidato gli apostoli. La nostra Chiesa  la figlia della Sinagoga.  tempo per il figliol prodigo di ritornare nel grembo materno! Noi accogliamo a braccia aperte i giudei che aprono gli occhi. Noi li stringiamo al nostro cuore. La nostra casa  la loro casa. La Sacra Scrittura  gi stata tradotta in seicentosettantotto lingue e noi la diffondiamo dappertutto. Che i giudei vengano come ospiti desiderati al nostro banchetto. Voi ne conoscete i costumi e i riti. Voi vi guadagnerete prudentemente la loro fiducia e li condurrete alla festa di Cristo. Il nostro comandamento  semplice: santo battesimo, amore, astinenza dalle bevande forti, purezza, silenzio domenicale. Dite loro che si affrettino.
Con prontezza Lazik rispose:
Glielo dir! Glielo dir senzaltro! E adesso passiamo al concreto. Solo che non so come chiamarvi, perch fratello  troppo. Sapete, non siamo neanche somiglianti di faccia. Forse me la posso cavare con un cugino?.
Chiamatemi semplicemente mister Bottomholow.
Bene, non posso dire che sia tanto semplice per un ebreo di Gomel, ma sono pronto a valicare qualsiasi suono. E voi, a proposito, chiamate me mister Reutchwench. Dunque, sentite, mister Bottomholow, io dir tutto quello che mi avete detto come un loro buon conoscente e loro mi ascolteranno come fossi addirittura Mos, perch io sono il rabbino principale di Francoforte. Ma non si tratta di questo. Io, per esempio, mi trovo a Londra gi da cinque giorni e non ho pranzato ancora una volta. Per cui voglio subito prender parte al vostro banchetto. Se non avete vino,  solo un mezzo guaio; in primo luogo, strada facendo si pu entrare in un bar; in secondo luogo, io ammetto anche la bevanda pi fiacca, per esempio il t con il latte. Solo al menzionarlo, mi viene lacquolina in bocca. Stringetemi presto al vostro cuore e conducetemi in quella casa!.
Figliolo, voi confondete le ricchezze celesti con quelle terrene. Io ho quattro case e due fabbriche, ho un piccolo capitale, ma di anima sono forse pi povero di voi. Eppure  detto: Beati i poveri di spirito. Non dimenticate, fratello mio: di spirito! Per questo sul mio conto sono tranquillo.Andate subito dai fratelli che hanno errato e dite loro che il Messia  gi venuto. Loro non se ne sono accorti. Cheorrore!.
Mister Bottomholow scoppi a piangere. Lazik si mise a consolarlo:
Non spargete tante lacrime! Sono cose che succedono. Loro non se ne sono accorti, perch sono terribilmente distratti. In quel momento stavano certo mangiando un pesce ossuto o perfino dormivano del pi profondo sonno. Ma glielo dir io che  gi venuto. Solo, adesso rispondetemi senza alcuna allusione di purezza: mi darete un anticipo oppure no? Io sono ricco di spirito, ma non ho nessuna fabbrica. Mi interesserebbe poi sapere in che maniera pagate: al mese o al pezzo, ossia per ogni nipote prodigo?.
Voi riceverete sedici scellini alla settimana. Eccovi una sterlina affinch vi vestiate in modo corretto. Adesso potete andare.
Lazik fece un cortese inchino. Andandosene, tuttavia, si ricord della cosa principale:
E dov il grembo materno?.
Quale grembo?.
Ma se lavete detto voi che quelli si debbono trascinare in non so quale grembo. Allora datemi lindirizzo preciso.
Mister Bottomholow si limit a fare un gesto di tristezza.
Lazik si accinse immediatamente alladempimento dei suoi doveri. And a Whitechapel. Miseria? Ma non aveva forse mai visto la miseria nella sua vita? E tuttavia rest allibito quando vide le buie spelonche, i cenci e le facce affamate degli abitanti di quel quartiere. Dimenticando la prudenza, si mise a sbadigliare forte:
Niente da dire, bella la Gran Bretagna. Comunque adesso vedo che la nostra Gomel  un vero chic.
Del resto, nessuno stava a sentire giudizi cos sospetti. Le donne che ceran l intorno facevano asciugare dei pannolini, raccoglievano bucce di patate e si scambiavano insulti. Lazik racimol senza fatica una decina di ebrei affamati:
Cominciamo dal principio, ovvero andiamo in quellodoroso ristorante. Che cosa si mangia qui? Bene! Dieci porzioni di carne con pudding di patate e dieci bottiglie di birra! Adesso possiamo parlare dei progetti per il futuro. Io non sono un insolente che banchetta in solitudine. A me lha detto Jankelevic e io son gi qui a proporlo a voi: si tratta di una bella organizzazione. Quel fanfarone ha quattro fabbriche e seicentosettantotto edizioni. Che cosa voglia  impossibile capirlo, e poi non  nemmeno interessante, perch, ve lo dico io,  un lussuoso fanfarone. Ma ha le sue fantasie e, soprattutto, ce lha con la parentela e io per lui sono un fratello, sono un figliol prodigo e ancora chiss che cosa, e la sinagoga  la madre della chiesa, insomma non  neanche capace di raccapezzarsi dove stia il padre e dove il figlio. Ma io vi porter nel suo grembo e voi dovrete gridare che eravate prodighi mentre adesso volete la totale purezza. Poi probabilmente lui comincer a stringervi al cuore, ma non dategli calci, perch  un malinconico cos impudente che, se lo si piglia a calci, magari si mette a piangere. Capito? Poi vi dar qualcosa e del resto qui pago io per tutta la musica. Vi va?.
Occorre dire che la proposta di Lazik fu accolta allunanimit? Sorridendo orgoglioso, Lazik port tutta la sua compagnia da mister Bottomholow:
Glielho gi detto. Vedete come ho fatto presto? Non  la voce mia, ma la tromba di Gericone dal Sinai. Del resto si pu capire benissimo, perch non avevano mangiato nulla. Sono dei ricchi di spirito, ma senza nessuna beatitudine. Vi prego, stringeteli presto al cuore e che ricevano qualcosa pure loro, perch io ho speso tutta la vostra distinta sterlina per dieci porzioni.
Le speranze di Lazik non si avverarono. Mister Bottomholow sospir:
Voi non gli avete detto la cosa principale: non gli avete detto che non di solo pane vive luomo. Vedo, fratello mio, che siete ancora mal preparato alla vostra alta missione. Eccovi alcuni libri per la salvezza dellanima. Vi consiglio prima di ogni altra cosa di leggerli attentamente. Poi potrete predicare, spiegando i testi stampati in neretto. Il sabato vi metteremo a disposizione una piccola sala. L riunirete le pecorelle che hanno aperto gli occhi e le abbaglierete con la parola di Dio. E adesso andate pure, figlioli miei! Mi aspettano i cinesi, che desiderano pure loro aprire gli occhi.
Lazik prov a metter parola:
E che si fa per la sterlina perduta? Se n pur andata per queste pecorelle mezzo cieche.
Ma mister Bottomholow gli regal soltanto un nuovo ammaestramento:
A proposito, fratello mio, non dimenticate che anche la birra  una bevanda forte.
Uscendo in strada, Lazik abbracci tutto il suo gregge con uno sguardo trionfante:
Bene, che vi avevo detto? Non potete certo sostenere di aver gi visto in qualche posto un fanfarone come lui. Solo non capisco perch abbia un naso cos acuto. Ha fiutato subito la birra. Qui ci ha azzeccato. Ma con la parentela ha fatto di nuovo una gran confusione. Io sono suo fratello e voi i suoi figli, per cui voi siete i miei cari nipotini. Non sa neanche lui quel che vuole. Ora vuole che vi accechi come lultimo dei delinquenti; ora che apriate subito gli occhi. Eppure, in qualche modo noi gliela faremo. Sabato prossimo chiamate qui tutti quelli che hanno una bella orchestra nello stomaco. Io far una predica cos tonante che persino i muri beleranno come pecore. Allora avremo da lui almeno cento sterline. Intanto, per, comperiamoci del pane per la cena spirituale, perch della sterlina  rimasto un piccolo frammento.
La sala dellassociazione Salvezza dIsraele il sabato era piena zeppa. Il ricordo del pudding di patate e i discorsi sulle quattro case di mister Bottomholow avevano messo in subbuglio Whitechapel. Lazik si arrampic allegramente in cattedra:
Pss! Terzo campanello! Vedo che la compagnia gode di un successo inaudito. A Gomel neanche loperetta moscovita raccoglie tanto pubblico. Bene, io comincio. A voi, adorate pecorelle, e a te Israele Mowsched, che sei stata salvata, celebre pronuba della nostra Gomel doro, salve! Adesso vi spiegher il grassetto. Solo vi prego di una cosa. Per favore, per il mio e per il vostro appetito non statevene seduti come statue. Quando vi dir diventate ciechi, chiudete subito gli occhi, perch vi ha colpito al naso la parola salvatrice; e, quando grider abbiate la vista, guardateci bene, sbarrate gli occhi fin sulla fronte perch  con questa parola che si procede alloperazione chirurgica. Capito? Chi non ha capito, alzi una mano. Bene, abbassate le tre mani che hanno errato e ora ascoltate in stragrande maggioranza. Grassetto numero uno: Israele, guarda: il Messia del quale parlavano i tuoi profeti e che tu attendi  da tempo venuto. Un grosso punto e potete diventar ciechi, mentre io vi spiegher tutto. I profeti, si capisce, emettevano esclamazioni. Se vivessero oggi, probabilmente li caccerebbero in prigione. Ma che cosa gridavano quei pazzi agitatori? Noi li abbiamo studiati nel cheder e ben conosciamo i loro numeri. Per esempio, strillavano che sulla terra tutto va male e che il forte offende il debole, che la verit si pu nascondere in una profonda tasca come se fosse un giornale, che certuni hanno molto e altri poco e che tutto questo  semplicemente una porcata babilonese. Loro, si capisce, insinuavano sottilmente che pu prodursi il completo contrario. Tutto a un tratto giunse il Messia e allora comincia una meravigliosa giustizia. Rothschild vien fuori a pascolare in una pozzanghera insieme a voi, e ha un pudding come voi; il pan commissario e miss Puke la smettono di infierire sui punti deboli di Reutschwanetz e, invece delle guardie di frontiera, fioriscono meravigliose orchidee. Certo, Messia  un sottile pseudonimo. Dunque cosa  successo? Salta fuori che lui  gi venuto.  strano pensare che noi non ce ne siamo accorti! Riacquistate subito la vista, comprese le tre mani di minoranza! Non vedete forse che sulla terra c giustizia al cento per cento? Mister Bottomholow, per esempio, ha quattro case, ma non gli servono; lui vive nelle nubi spirituali,  un povero di spirito. E voi domandategli perch non vi d queste case. Perch ha piet di voi. Se aveste un letto con i piumini, anche voi diventereste poveri di spirito, mentre adesso siete semplicemente poveri. Ma io vi supplico, fate una passeggiata attraverso la lussuosa Londra e vedrete subito che il Messia  gi venuto. Mi dite che Rothschild non pascola ancora? Ma lui non  una pecora. Lui mangia polli. E se avete delle sterline in pi, anche voi potete mangiare polli proprio come lui. Ma anche se non avete sterline, avete un assegno per il paradiso doltretomba, perch questo  detto nel nono grassetto, e voi potete cambiare questassegno in qualsiasi banca. Poi avete la libert di parola. Per esempio, potete dire Ho tanta voglia di mangiare e nessuno vi far obiezione. Per quanto riguarda i panconi delle prigioni, non bisogna andarci, bisogna rispettare la personalit altrui. Da noi a Gomel cera un sensale che si chiamava Gurcik. Una volta se ne stava seduto e mangiava unoca con polentina di grano saraceno. Ecco che alla finestra si avvicina un mendicante e comincia a chiedere del pane. Allora Gurcik pronunci tutto un grassetto: Questi sfrontati non mangiano e non ne danno nemmeno agli altri. Anchio, per esempio, ho colpa, perch a Kiev ho acchiappato la gamba che non dovevo. In una parola, su tutta la terra regna una libert inaudita e mister Bottomholow stringe tutti al suo cuore e io considero accettato allunanimit che il Messia  gi venuto. E per gli elementi oscillanti adesso legger nel settimo testo che verr di nuovo e questo si chiama il secondo avvento. Se ha dei risultati cos brillanti, penso perfino che possa venire di continuo. Sicch venga pure e noi andremo al banchetto. Vi avviso per che se non ci andate saltelloni, quel fanfarone dar tutto agli assetati cinesi, perch anche loro conoscono la strada del suo grembo. Scriviamo una risoluzione con la firma. Diciamo che noi siamo suoi fratelli e figlioli e nipoti e perfino padri, solo che lui ci faccia confezionare dalla sua fabbrica qualche mattonella doro, perch nel grassetto numero quattro si dice apertamente che gli affamati si debbono nutrire e perfino vestire con lultima camicia e lui probabilmente ha pure la penultima, dunque che ci vesta e ci nutra se noi siamo unanimemente cos affamati che la mia predica viene soffocata dallopera concorde di cento voci. Per cui.
Ma Lazik non riusc a terminare. Facendosi largo tra la folla gli si avvicin un tizio poveramente vestito e che nellaspetto non differiva per nulla dagli altri ascoltatori.
Seguitemi gli disse severamente.
Dove? Se nel grembo, la strada la conosco pure io, e poi l danno lo stipendio solo il luned.
Allora linsistente sconosciuto mostr a Lazik un certo tesserino. Lazik guard ed esclam indignato:
Non sono ancora Chamberlain per saper leggere queste gentilezze granbritanniche! Qualcosa per gi capisco. Ditemi semplicemente: dove devo seguirvi, di qua o di l?.
Ma il segugio, ignorando la ricca esperienza di Lazik, rispose ufficialmente:
Io sono un rappresentante di Scotland Yard. Siete in arresto come agitatore bolscevico.


36.
Mister Rottenton sbigott subito Lazik:
Voi siete un corriere bolscevico. Eravate diretto da Arcangelo a Liverpool. Portavate fondi segreti del Komintern e persino una lettera di Trotzkij a due cattivi inglesi. Al momento dellarresto siete riuscito a passare il denaro agli affiliati della banda criminale e a inghiottire il documento.
Questultima cosa parve a Lazik troppo buffa. Bench i baffetti rasi di mister Rottenton si rizzassero severamente, Lazik non si tenne e sbott in una risata.
Lo capisco benissimo a che mirate! Volete accusarmi di aver mangiato carte importanti. A questo non ci erano arrivati neanche i pan commissari.  una cosa tanto spassosa che io soffoco dal ridere, anche se questi suoni mi saranno forse fatali. Possibile che vi vengano in mente cose simili? Ma allora siete un vero comico, con tourne specialissime. Lazik Reutschwanetz, sarto per uomo di una comunissima Gomel, dove tutti mangiano costolette o polpette, o magari piccioni, si nutrirebbe di fogli di carta scritti! No, mister non so come vi chiamate; sebbene abbia girato intorno per due giorni a una scimmia che si era ammalata, di questo ancora non sono capace.
 inutile che neghiate. Vi propongo di svelare il luogo dove sono nascosti i fondi segreti, come pure di ricostruire il contenuto del documento che avete inghiottito.
Sentite, pu forse darsi che anche la parola documentosia uno pseudonimo? Del genere, diciamo, di quel sontuoso banchetto fra le pecorelle erranti? Chi pu mai sapere che razza di trucchi scozzesi siete capaci di inventare qui! Gioved ho effettivamente inghiottito un grosso pezzo di carne e un pudding di patate. Quel che  vero  vero. Ma da quei tempi  passata tanta saliva sotto i ponti! Per cui non posso affatto ricostruire tutta quella roba col sugo. Credete che a me non dispiaccia? Se sapessi ricostruire quel che ho inghiottito, diventerei un mister come voi. Mi farei crescere i baffi per far paura e punto e basta.Che trepidino pure, io mi siedo a tavola e grido: Hallo! Hallo! Fegato delle nozze di Dravkin, per piacere, ricostruisciti!. Non sarebbe una vita questa, ma un paradiso.
Questo tentativo di stordirmi non vi porter a nulla. Se confessate, noi vi rimetteremo in libert. Se vi ostinate, anche noi ci mostreremo ostinati. Allora dovrete trattenervi in Inghilterra.
Quando ero ancora un novellino, queste fermate mi facevano paura. Allora volevo ritornare al pi presto in libert. Ma adesso mi sono abituato. E poi, qui da voi le prigioni sono abbastanza asciutte, non come a Grodno; la cucina,  vero, vale poco ma comunque si tratta di risciacquatura e non di carta da inghiottire. Del resto non ho alcun posto dove affrettarmi ad andare. Per cui un mese o due mi tratterr.
I baffi di mister Rottenton saltellarono irosi:
Siete un fanatico di partito.
Ed egli decise di scuotere con la severa logica quel settario senza paura. Raccont a lungo a Lazik quanto fosse potente limpero inglese, quanto vi prosperasse lindustria, quanto fossero devoti gli indiani, amanti della pace gli irlandesi, e persino come si fossero inaugurate quattro pasticcerie e una scuola superiore di ricamo a perline nelle isole Salomone, dove abitavano specialissimi cannibali che adoravano il re Giorgio, mister Chamberlain e i sottaceti inglesi. Lazik ascoltava con interesse. Infine annu:
Che magnifica relazione! Anche da noi alla scuola di abc politico dicevano che lo sfacelo economico era sceso del duecento per cento e che adesso la gente non si soffiava pi il naso con due dita, ma con molte di pi. Congratulazioni, misternon so come vi chiamate. Dite, e con che cosa mangiano i sottaceti quegli antropofagi? Forse con un documento in perline, ma allora probabilmente avete fatto confusione: Gomel non  suunisola, non naviga, ma se ne sta ferma e tranquilla e soltanto gi in basso ribolliscono le acque del grande So.
Incapace di apprezzare le cognizioni geografiche di Lazik,mister Rottenton continu il suo discorso patriottico. Ora irrideva allimpotenza della Russia: disordine, caos nellindustria,erario vuoto, un esercito misero, rivolte alla periferia.
Paragonate la nostra flotta con la loro: una nave di linea e una barchetta. Le nostre leggi con le loro leggi: cento volumi e la cedoletta che voi avete inghiottito. Le nostre finanze con le loro finanze: la banca di Gran Bretagna e pochi pence rubati, come quelli che voi siete riusciti a occultare. E, infine, la nostra intelligenza con la loro intelligenza: voi ed io. Ci basterebbe soffiare e loro volerebbero in aria come pagliuzze. Come osano non sottomettersi a noi? E pensare che anche fra gli inglesi si trovano esseri infimi, i quali credono nella loro balorda dottrina! Se non fosse per quei cento tomi, io li impiccherei, ma devo aspettare finch mister Chamberlain non avr compilato il centunesimo tomo sopprimendo gli altri cento. Allora s che gliela faremo vedere!.
I baffi di mister Rottenton si agitavano furiosamente e Lazik decise di divertire il suo interlocutore con una storia di Gomel.
 proprio quel che  successo al Dio inventato. Tutto a un tratto non gli andava a genio che gli ebrei facessero le riverenze davanti a un certo Baal. E allora si  messo a gridare: Che cosa sono queste spese fuori bilancio? Il vostro Baal non sa fare un bel niente.  semplicemente un pezzo di cattivo legno e non un Dio plenipotenziario. Io posso mandarvi subito una pioggia di sangue, le cavallette, il colera, insomma, tutto quel che mi pare. E lui che pu fare? Proprio nulla. E Dio brontol tanto da mattina a sera che tutti gli ebrei si scocciarono. Allora un tipo intelligente decise di farla finita con quella scena che andava per le lunghe. Egli disse a Dio:
Adesso chieder a Baal duecentomila denari per me e una condanna a morte egiziana per Ciperovic.
Dio sghignazz: fingeva che la cosa lo facesse ridere.
Stiamo a vedere che razza di condanne a morte egiziane sapr trovare per te!.
Cos questo Baal non pu far niente.
Certo che non pu far niente se non  altro che un palo telegrafico.
E allora perch sei geloso di lui? Quale ebreo sarebbe geloso di un ceppo di legno?.
A questo punto il Dio inventato si confuse e se ne and a casa in punta di piedi. Questa storia lho sentita quando ero ancora a Gomel e, si capisce,  la met della storia, perch di sicuro anche Baal era agitato. E a me un dottore erudito ha detto che lagitazione fa venire i foruncoli. Dunque vi supplico, nonagitatevi! Se quelli l non hanno niente, eccezion fatta per una totale stupidit, perch agitarsi? Soffiate e subito loro voleranno per aria e a voi resteranno le vostre devote pasticcerie.
Lazik si era sbagliato: la sua storia non calm mister Rottenton.
Delinquente! Spia! Spudorato! Come osate sfottere la costituzione dellimpero? Non voglio pi discutere con voi. Degnatevi di rispondere alle mie domande. E senza tante reticenze. Altrimenti ve la passerete male. Voi siete un corriere bolscevico. Provenivate da Arcangelo Firmate.
Bene Prendo la penna. Comunque  sempre meglio di quando i vostri baffi ballano. Chi lo sa che razza di sistemi avete qui! Ecco, siete contento che ho firmato? Adesso ditemi dov che naviga questa Arcangelo perch io non ci sono ancora stato. Non potrei andarci a fare il rabbino o la scimmia?.
Non fate il furbo! La lettera ve la siete inghiottita.  troppo tardi per tergiversare, ecco qui la vostra firma. Il contenuto del documento ci  ben noto: Trotzkij dava informazioni sulla imperversante cricca bolscevica e insisteva perch si agisse a Liverpool. Eccovi carta e penna. Ricostruite il testo. Se.
Lazik lo interruppe:
Non se, ma gi.
Sulla sua faccia apparve un vago sorriso, che testimoniava della sua tensione creativa. Pochi minuti dopo egli consegnava a Rottenton un foglio tutto scritto:
Egregio compagno di tutti i trucchi inglesi! La nostra cricca si diverte come la banda degli ultimi impudenti. Con i soldi rubati dallerario vuoto ci mangeremo un pudding di patate con il sugo sotto il frastuono del caos di tutte le periferie. Intorno ci sono soltanto generali cinesi e kulebjaka1 con i cavoli. Non  neanche vita questa, ma uno scatenamento da far ridere. Ma voi laggi acchiappate mosche o perdete il vostro preziosissimo tempo? Io vi grido: agite sin dora! Eccovi venti pence affinch vi cingiate di nastri di mitragliatrice dalla testa ai piedi. Il nostro piano  molto semplice: far saltare in aria le pasticcerie delle Salomone, cos agli antropofagi resteranno solamente i sottaceti e voi manderete da loro questo mister con i baffi che strillava adesso contro di me. Non so ancora il suo nome completo. Poi bisogna invitare tutti gli indiani devoti a un banchetto nel grembo e di Liverpool resteranno solamente quattro o cinque nudi sassi. Ma vi prego in ginocchio: non state con le mani in mano! Quando io dir un-due-tre, cominciate, e se li acchiappate tutti vi offrir un maialino con polenta cos grasso che vi leccherete tutte le vostre rosse dita di spia e di boia. Bene, statemi in gamba, io sono stanco, e salutatemi vostra moglie. A proposito, come vanno i bambini? Il vostro fino alla tomba
Trotzkij
Bravo! Questo s che  un documento! Com spontaneo! E anche a proposito di quel noto inglese con i baffi  ottimo: locchio di Mosca. Mi congratulo con voi. E adesso tornate in prigione.
Se mi dite bravo, perch devo andare in prigione? Io ero daccordo di trattenermi solo per non offendere i padroni, ma si capisce che preferisco galoppare per le libere strade.
Ma mister Rottenton non ascoltava pi Lazik.
In prigione Lazik disponeva di fin troppo tempo e, sforzandosi di raddolcire il cuore di mister Rottenton, scrisse ancora varie lettere: di Trotzkij a Zinoviev, di Zinoviev a mister Bottomholow, persino di miss Puke a mister Bottomholow. (Queste ultime abbondavano di consigli fraterni). E tuttavia non veniva rilasciato. Si era cos appassionato alla nuova occupazione che decise di scrivere una lettera autentica a qualcuno. Ma a chi? A Fenja Geranovic? Non si poteva, lavrebbe intercettata Schatzman. A Mincik? Perch turbare se stesso e pure lui? Allora forse a Pfeiffer? In ogni caso, Pfeiffer era il locatario responsabile.
Lazik consegn anche questa lettera al secondino:
Ecco, mandatela, dato che qui non avete uno stato ma un ufficio postale. Solo, per piacere, non fate pasticci. Questa non  per Zinoviev, n per Chamberlain.  in tutto e per tutto per un anonimo.
Caro Pfeiffer! Vi scrivo dalla diciottesima inferriata, per cui  difficile solamente il principio. A quanto pare, non mi perdo danimo sebbene la mia vita adesso sia una storiella del repertorio di Levka. Come dicevate voi luomo  pi debole della mosca e pi forte del ferro. Che cos che io non sono stato? Se dovessi riempire un formulario, consumerei una libbra di carta bollata. Vi mando il mio ritratto di un breve istante, quando per dovere mangiavo mazzi di fiori puzzolenti, ma voi non prendetelo sul serio. Se assomiglio a una libellula di teatro, in realt sono un normale ebreo che ha avuto dei piccoli insuccessi nella vita. Non mostrate questo ritratto alla cara Fenja, nata Geranovic; non so con quale Schatzman stia adesso. Che non guardi la mia lussuosa cravatta. Magari direbbe: Quel pigmeo adesso mette su arie. Trasmettetele soltanto un completo saluto da parte del giustamente oltraggiato Reutschwanetz. Qui  gocciolata sul foglio una lacrima arbitraria, quindi perdonatemela. Scrivetemi come state voi e la vostra cara moglie e quel brillante di Rozocka e quellintelligentone di Lejbcik e quel tesoro di Monicka. Di chi sono i pantaloni che indossate adesso, mio caro Pfeiffer? Quando salta un bottone o si spaccano di colpo dietro, vi ricordate del buffo Reutschwanetz che era l pronto con lago? Il mio cuore si lacera e io mi dibatto come una tigre. Chiss se vedr di nuovo Gomel e gli alberi sulla riva del So, e tutti gli amici, e persino lignominiosa botte, o invece morir in mezzo a questi cento tomi? Ma taccio, tenendo conto della totale censura. Grido perfino urr per la loro nave di linea della regina. Addio, caro Pfeiffer! Probabilmente presto morir. In primo luogo, mi sogno sovente di essere gi sotto terra; in secondo luogo, anche se questo  solo un sogno, limportante  che loro vogliono render pubbliche le varie lettere e lautore intanto  gi allaltro mondo, se  un grande poeta, diciamo come Pukin. Non arrabbiatevi se invece di una lettera salta fuori unallusione, perch voi lo sapete bene che cosa vuol dire quando tutti intorno si interessano di voi, come se fossero la madre o il fratello Mille punti. Se morir, meglio che non calino la bandiera al nostro sindacato degli artigiani individuali. Sono faccende troppo rischiose. No, che suonino piuttosto la marcia funebre, perch io ero un onesto lavoratore e dietro di me marcia il fresco reparto dei riservisti. E voi, Rozocka, Lejbcik, Monicka, crescete! Fiorite! Cosa che vi augura dalla tomba il semivivo Reutschwanetz.
Lazik aveva faticato invano, perch Pfeiffer non ricevette mai questa lettera. Non erano trascorsi tre giorni che Lazik venne di nuovo convocato da mister Rottenton. Entrando nellufficio, Lazik si affrett a domandare:
Devo scrivere ancora dellaltro? Mi si stanno inaridendo le rime. Ho letto la vostra lettera a non so quale agitatore orientale. Possibile che vogliate tornare a Gomel?.
Ah, adesso avete capito che io vengo da Gomel e non da Arcangelo. Se voglio tornarci?  un interrogativo. A quanto pare, lo voglio. Sebbene laggi probabilmente mi caccerebbero subito in galera. A Parigi ho votato per laugustissimo incedere, sicch da noi potrebbero in genere fucilarmi. Ma anche qui per me  kaputt e allora mi rimane una nuda curiosit: al mio paese almeno, prima di morire, vedrei com andata a finire tutta quella tenerezza per Schatzman.
No, io non vi lascer, povero Reutschwanetz, cascare in quella trappola! Ben presto loro devono cadere. Scoprir davanti a voi tutte le carte: noi abbiamo soffiato. Adesso lattesa  solo a nostro vantaggio:  vero che ancora non volano per aria, ma domani o dopo voleranno come pagliuzze.
Naturalmente!  per questo che oggi siete di buon umore? Ecco,  quando lumore  cos celestiale che a me piace discorrere. Ma perch pensate tutto il tempo a loro? Non nevale la pena. Guardate, vi  persino spuntato un foruncolo sul naso. Sapete chi sembrate? Una vecchia cuoca. Era una cuoca perfettamente ortodossa che stava in un mulino vicino a Gomel e l viveva anche il vecchio Syrkin, che mangiava solamente roba cotta alla kosher. Era un uomo cos arretrato che solo al vedere un porco gli veniva il raffreddore. E che cosa ti vede urka della cellula? Che la pignatta bolliva, Syrkin contava i sacchi e intanto la cuoca metteva alla chetichella dentro alla minestra un pezzo di strutto di maiale, e la cosa si ripeteva ogni giorno di Dio. urka, si capisce, non si tenne e domand: Perch queste aggiunte?. Ma lei tranquillamente gli disse: Perch il giudeuccio non entri nel regno dei cieli. Cos fate pure voi con me. A proposito, sono qui gi da due mesi,dunque dovete aver fatto in tempo a stampare tutto quello che mi sono inghiottito e adesso mi si pu buttare fuori.
No, noi non vi possiamo rilasciare cos semplicemente. Perch adesso siete legato a noi. Vi propongo condizioni vantaggiosissime. Raccoglierete per noi informazioni fra gli ebrei di Londra e acchiapperete gli agitatori bolscevichi. Undici sterline al mese.
Lazik sospir:
Si vede proprio che non desiderate strutto di maiale! Ebbene, che volete farci, dovrei prendermi un piccolo anticipo.
Uscito in libert si diresse a Whitechapel. Qui fece una mangiata, acquist a basso prezzo un vestito rivoltato e un passaporto lituano, dopo di che, senza pensare allavvenire, si rec alla pi vicina stazione. Vedendo scritto su una cassa un nome che conosceva, prese un biglietto per Liverpool. Qui giunto, si mise a vagabondare lungo le strade del porto, esaminando le navi. Dove andare? Mah faceva tutto lo stesso! Non per in Romania e non in quelle isole Salomone! A un tratto, sulla tolda di una nave vide una folla di ebrei. Davvero unaltra Gomel
Dove andate cos in coro?.
Dove? Nella patria nostra, si capisce, ovvero dritti in Palestina.
Lazik si fece meditabondo: perch non andare con loro? Forse gli ebrei sarebbero stati pi gentili di quei granbritannici! Bene! Era pure lui un fiammeggiante sionista e ora partiva a tariffa ridotta per la sua patria.
Poco prima che la nave salpasse Lazik sent una certa inquietudine. Ecco cosa voleva dire labitudine! Fu cos ridicolo che comper una cartolina con la figura della nave di linea e vi scrisse:
Caro mister Rottenton! Mi sono abituato a scrivere e scrivo anche a voi. Siete comunque un bel fesso di scozzese. Non sareste per caso parente di mister Bottomholow? Ma non  di questo che si tratta. Ho dimenticato di dirvi che sono effettivamente un corriere, che avevo inghiottito la carta e su di essa cera un vero segreto. Adesso sono arrivato a Liverpool e ho ricostruito qui tutto con spirito compatto. Sicch state attento con i vostri sottaceti! Di qui torner indietro, ma non a Gomel, bens ad Arcangelo, perch per caso voi ci avete messo il dito. Con i vostri soldi ci siamo bevuti alcune bottiglie di vino e adesso io sghignazzo come un indiano devoto. Potete scrivermi al vostro fermo posta oppure anche non scrivermi,ma radetevi i baffi, senn tutti i gatti che incontrate rideranno di voi. Vostro fino alla tomba, mister Lazik Reutchwench.

NOTE.
1 Pasticcio russo con vari ripieni.

37.
I soldi non bastavano. E tuttavia Lazik riusc a installarsi sulla nave. Puliva le scarpe dei passeggeri di prima classe. E chi non cera l? Disoccupati di Whitechapel, emigranti lituani, vecchi tzaddikim che andavano in Palestina a morire, baldanzosi sionisti che da mattina a sera urlavano a squarciagola gli inni nazionali, apparizioni dei tempi andati che per pregare indossavano tallt e filatteri, e, accanto a loro, perfino comunisti. I fortunati di New York cambiavano dollari; i chassidim della Galizia tiravano fuori sospirando gli zloty1 dalle palandrane, mentre qualche spaurito macellaio nascondeva a tutti un unico orfano cervonec2 come se fosse un proclama clandestino.
In prima classe cera unatmosfera grave e noiosa. Una ricca ebrea di Chicago andava a vedere la Terra Santa. In attesa della generosit del Signore Iddio, china sulla tazza di porcellana della toilette, essa gli rimetteva giorno e notte la sua anima che evidentemente non serviva a nessuno. Funzionari inglesi si facevano vicendevoli scherzi, bevevano Porto e camminavano sulla tolda spostando metodicamente le lunghe gambe nei pantaloni quadrettati. Qui non cerano n anatemi, n preghiere, n racconti di pogrom, n discussioni fra comunisti e sionisti, n biografie interessanti. Qui Lazik lustrava le scarpe. Inoltre ascoltava, parlava, sospirava.
Certe volte si sedeva su una botte e, solitario, fantasticava. Nella lettera a Pfeiffer non aveva mentito: durante quegli anni di peregrinazioni era realmente dimagrito e invecchia to. Adesso gli davano pi di quarantanni. Era malaticcio, tossiva, si lagnava di aver male al petto, al fianco. Al minimo sforzo la sua fronte si ricopriva di un freddo sudorino. Forse si era raffreddato o era stato il salsicciaio di Magonza che si era dato troppo da fare, non so, fatto sta che bastava guardare i suoi occhi febbricitanti per esclamare: Ehi, cari gomeliani, voi ve la passate bene fra lispettore delle finanze, le operette e gli sfrizzoli doca, ma intanto il nostro Lazik Reutschwanetz muore! Ne ha viste molte, ha conosciuto lamore e il dolore, tutto ha conosciuto, ma adesso se ne sta seduto in disparte, tossisce, singobbisce, e non ha nemmeno la forza per raccontare a questo tzaddik timorato di Dio di quando Levka durante lo Jom Kippur si papp proprio davanti alla sinagoga unintera salsiccia alla salute di tutti i digiunanti, cos che Kogan lasci colare sul selciato la sua ignominiosa acquolina. No, eccolo l seduto, avviluppato in un vecchio sacco, che si rimira il mare.
Perch non dite niente? domand a Lazik uno degli ebrei di New York.
Io devo lustrare le scarpe, a parlare non sono tenuto. Fino a prova contraria, nella mia vita ho conversato abbastanza. Se mi vedeste senza camicia, certamente rimarreste sbigottito, perch sul mio corpo non c un posticino senza un timbro, come se fosse un passaporto. Io dicevo due brevi parole e loro passavano, diciamo, a un pieno pugilato. Perch vado in Palestina e non in America o al nudo Polo? Io penso che gli ebrei non sanno battersi in modo organizzato e questa  per me ancora una piccola chance di vita. Posso ben immaginarmi che randelli elettrici esistono in America! E sul nudo Polo probabilmente ci sta un dottore di polizia, fornito di due pugni. Invece gli ebrei me ne hanno date poche.  vero che a Francoforte il signor Meuser mi ha spaccato in testa lombrello, ma si pu paragonare un ombrello a un randello grosso come una salsiccia? Io penso che nella Palestina ebraica la pianteranno di timbrarmi. Allora avete perfettamente ragione e quella  davvero una santa terra. Perch non tengo conferenze? Mi sono stancato. Pu succedere a tutti. E poi, come fate voi a saperlo? Adesso, magari, io sto chiacchierando con tutta questacqua impazzita.
Il vecchio Berka di Gomel diceva che ogni cosa canta. Voi credete che questo sacco taccia. No, sta cantando i suoi motivi. Gli stupidi, si capisce, sentono solamente le parole belle e pronte, ma gli intelligenti sentono la melodia. Ecco perch quando due stupidi sono insieme non possono star zitti: si annoiano e cominciano obbligatoriamente ad agitare le lingue. Io non sono affatto la prima testa al mondo, ma qualcosa sento. Sento, per esempio, come canta questo mare, e il cielo; e loro sono il vero mondo, e queste tre classi con tutti i loro fischi sono invece soltanto una nota falsa. Io ho gi sentito nella mia vita come cantano le cose pi svariate. Quando tagliavo bene un paio di pantaloni, essi si rallegravano, e cantavano. Ogni cosa desidera esser migliore, come me e come voi, solo che gli uomini si vergognano dei bei motivi, mentre i pantaloni si svelano sino in fondo.
Berka diceva che quanto pi intelligente  un uomo, tanto pi numerose sono le melodie che egli sente; eppure Berka era un arretrato chassid e sentiva soltanto come cantavano le anime degli ebrei pii nella sua sinagoga. Se si deve credere a quel che dice lui, Mos sentiva invece come cantano le anime di tutti gli ebrei al mondo. Io, si capisce, so quanto ci sia in questo di semplice oppio. Io sento soltanto molto di rado qualche breve suono e allora rido dalla felicit e poi ricomincia lesistenza sordomuta. Sarebbe interessante sapere se c un uomo che sente tutte le melodie insieme: degli ebrei, di questi granbritannici, dei gatti, delle palandrane e persino dei duri sassi. Il cuore di un uomo cos intelligente passa di sicuro dal petto alla testa, pi vicino alle orecchie per poter sentire pi comodamente, perch con il cervello si pu escogitare una torre senza fili, come a Parigi, e l cogliere le varie parole, ma una vera melodia non si pu acchiappare in un tubo: la si pu sentire solamente con il cuore.
Adesso vedete che certe volte anchio posso parlare. Menomale che non vado ancora nella vostra America! L sono capaci di prendere una lingua ebrea e di farne un dollaro numerato con la testa del presidente ammogliato.
Il tempo era bello e Lazik contemplava le rive fiorite del Portogallo.
Che razza di penultima bellezza! Ecco che ho visto con i miei occhi questa specie di paradiso inventato! Qui di certo ci sono tante orchidee che ne fanno del ridicolo fieno e le banane qui nessuno le guarda, come da noi i girasoli. Le rosicchiano soltanto i pi incoscienti dei portoghesi. E i palazzi! Vedete questi palazzi? A pensarci bene, per, non  comunque il paradiso. Io ho in tasca il ritratto del flagello del Portogallo. Lho portato con me attraverso tutte le prove. Ebbene, caro flagello, guarda un po l la tua patria! La cosa pi probabile  che questo flagello adesso se ne stia nelle galere portoghesi. Certo, un sole simile  gi una mezza felicit ed  per tutti. Ma anche i portoghesi vogliono mangiare. Mica si possono fiutare orchidee tutto il giorno. Ed ecco che, al posto del Portogallo, si ha semplicemente Gomel. Che cosa credete, che, se la si guarda da lontano, anche Gomel non sia bella? Si possono persino emettere sospiri di entusiasmo. Perch da lontano si vede una sponda ripida, e alberi possenti, e il parco Pakevic con tutti i suoi preziosi berceaux. La felicit si vede a cento verste di distanza, mentre il dolore bisogna saperlo fiutare. Ecco tutto. Possiamo proseguire e non si sa nemmeno che cosa sognare: se un bel furore delle masse mette in libert quel flagello, in galera ci mettono un altro, perch la terra  dappertutto la terra: graffia, e luomo  fatto dappertutto della stessa pasta: o  uno sfrontato con pieni poteri e con la ginnastica svedese, oppure un coniglio scannato. No, meglio guardare questo mare, dove, si capisce, c pure linfelicit dei pesci; ma almeno non ci sono parole altisonanti.
A Gomel ho sentito una storia molto sottile sul re David.  poco dire che era un re, perch David era anche un magnifico poeta e aveva tutto a portata di mano: vino, e tamburi musicali, e pranzi al primo suonar di un campanello, come in prima classe, e quanta carta voleva, per cui ogni giorno componeva qualche bella poesiola. Ed ecco che una volta gli riusc davvero bene. Se ne stava seduto, sgobbava, non riusciva a inventare qualcosa di nuovo per glorificare ancora il suo Dio inventato. Gli mancavano le parole. Una volta che si  inventata una cosa come un Dio, bisogna sapere come rivolgerglisi, ma lui prendeva parole belle e pronte e nessuna andava bene, tutte erano piccole, cos che Dio spuntava fuori da ogni parte come da un abituccio da bambino. Ed ecco che a David vengono in mente due o tre parole mai sentite. E allora compone poesie di prima qualit. Naturalmente ne  felice e prende il suo quaderno sotto braccio e le legge a tutti e ascolta i complimenti: Voi siete il re David, un nuovo Pukin, siete un genio riconosciuto da tutti. Perch a tutti i poeti piace vantarsi. urka Bezdomnyj voleva che dessero il suo nome alle sigarette invece di chiamarle Cervonec. Dunque  facile immaginarsi a che cosa arrivasse quel re canterino. Per poco non scoppiava per la gloria. Aveva gi letto i suoi versi a tutti: alla moglie, ai figli, ai cortigiani, ai critici, e anche semplicemente agli ebrei suoi conoscenti. E ormai non cera pi nessuno a cui leggerli. Passeggiava in giardino e splendeva tutto di felicit come un samovar ben lustro. A un tratto ti vede un rospo e il rospo gli domanda con un sorriso impudente:
Che coshai da splendere tanto, David, come se ti avessero lustrato con il miele?.
David avrebbe anche potuto non rispondere. Lui era un re, era un genio, era questo e questaltro, e perch mai avrebbe dovuto conversare con un rospo sconosciuto? Con i rospi, in genere, non si conversa. Li si scaraventa via perch non sintrufolino fra i piedi. Eppure re David non era urka Bezdomnyj. Qualcosa lui capiva oltre ai complimenti. Cos rispose al rospo:
Ma s, io splendo! Io ho scritto delle poesie meravigliose. Stammi a sentire!.
E si mise a leggergli le sue magniloquenti parole. Ma era difficile confondere il rospo, che domand:
E questo  tutto?.
Questo  un solo verso. Ma io ho scritto migliaia di versi, perch ogni mattino mi sveglio e mi rallegro di essere vivo e allora compongo le mie belle esaltazioni.
A questo punto il rospo scoppi a ridere. Certo, i rospi non ridono affatto come gli uomini, ma, quando trovano una cosa buffa, comunque ridono.
Io non capisco che coshai da gloriarti tanto, David. Io, per esempio, sono il pi sfortunato dei rospi, eppure faccio la stessa cosa che fai tu. Non hai sentito forse come gracido, anche se non mi fanno nessun complimento? E in che cosa, ti domando, le tue parole altisonanti sono meglio del mio anonimo gracidare?.
Re David arross per la vergogna. Adesso non splendeva pi. No, camminava modestamente per il giardino e ascoltava come canta ogni piccola erbetta. E dunque fu lultimo dei rospi che lo fece diventare saggio.
Ma guardate questo mare! E le nuvole! Non sono forse meglio di tutti i nostri discorsi?.
Ahim, Lazik non ebbe la ventura di ammirare a lungo le bellezza della natura. Si lev il vento dellovest. Cominci il rullio. Lazik riusc a malapena a trascinarsi sotto coperta.
Che razza di fox-trot mortale  questo? Mare mio, ho finito appena adesso di lodarti e salta fuori che anche tu sei contro il disgraziato Reutschwanetz! Basta adesso! Ho gi visto che sai combinare ogni razza di scherzi, ma io ci potrei pure morire. Oh, Fenicka Geranovic, meno male che adesso non mi vedi!.
Echeggi una scampanellata. Una cameriera si mise a gridare furiosa:
Le scarpe della cabina quarantatr! Presto! Perch non le avete pulite?.
Posso fare solamente il completo contrario. E non parlatemi pi di scarpe quando io sto trionfalmente morendo. Che cos questa terra santa dove per un piccolo ebreo  cos difficile arrivare? Meglio camminare per quarantanni sul duro deserto. Levate di mezzo queste scarpe altrimenti succeder un guaio!.
Brillava il sole, il mare placato era tutto azzurro e il bastimento Victoria procedeva regolarmente per la sua rotta.I passeggeri di prima classe si cambiavano per il pranzo. Il campanello trillava senza interruzione. Ma non cerano ngli stivali del maggiore inglese, n le scarpe dei due allegrituristi, n le scarpine della ricca ebrea. A prora si dimenavaunombra minuscola. Lazik continuava a starsene in piedi,appoggiato alla murata. Finalmente un domestico lo rintracci:
Tutti ti cercano e tu che fai? Stai pescando? Dove sono le scarpe?.
Io io non posso.
Non fare il fesso. Il ballo di san Vito  finito.
E se per caso si ricominciasse a ballare? Il mare mica obbedisce al campanello, cos io mi sono messo addirittura nella giusta posizione.
La cosa era saggia, ma evidentemente il domestico non amava la filosofia. Cominci a picchiare Lazik con gli stivali del maggiore inglese. Gli stivali erano robusti, e avevano gli speroni.

NOTE.
1 Moneta polacca.
2 Moneta russa da dieci rubli.


38.
Arrivato a Tel Aviv, Lazik scorse subito una decina di ebrei che stavano nei pressi della stazione e agitavano le braccia. Avvicinatosi, ud parole in antico ebraico. La sua meraviglia fu non poca.
Perch organizzate un minin1 per la strada? Non c, qui, una sinagoga per le vostre arretrate preghiere?.
Cretino, chi vi ha detto che stiamo pregando? Noi stiamo discutendo il corso della sterlina egiziana e qui tutti parlano nella cantante lingua della Bibbia, perch questo  il nostro paese; e voi dimenticate al pi presto il vostro dialetto idiota!.
Lazik si limit a darsi una grattatina. Lui le conosceva quelle lingue cantanti! Quelli volevano organizzare una borsa biblica? Bene. Chi  che non ha le sue fantasie? Limportante era piuttosto unaltra cosa: dov che si poteva mangiare da quelle parti?
Si mise tristemente a errare fra le case nuove, i giardini, i negozi. Sulle insegne dei panettieri cerano vere lettere dellalfabeto ebraico. Un fatto! Ma le pagnotte restano pagnotte e, per comperarle, bisogna versare comunissime monete moderne
Lazik si sedette su una panchina del viale. La fame cominciava a intorbidargli la vista.
Una terra come tante altre. Io, per esempio, non sento che sia mia, perch di certo non  mia, ma di Rothschild o addirittura di Chamberlain, e non sento neanche che sia santa. Graffia pure lei, come dappertutto. Ma guarda chi vedo! Abramcik,come avete fatto a capitare fin qui? Quanti anni sono passati!Quando siete giunto dalla cara Gomel? Gi da tre anni? Inezie! Be, come vi siete sentito durante quel ballo umido?.
Abramcik sospir tristemente:
Non me ne ricordo neanche, perch da allora ho ballatotanto, che la nave ormai mi sembra semplicemente una culla.Ho provato a scavare la terra, ma mi sono preso un piccolo colpo di sole sicch sono rimasto sei mesi allospedale. Poi, una notte, gli arabi mi hanno picchiato a sangue e sono tornato daccapo allospedale. E poi mi sono messo a vendere giornali indialetto e mi hanno picchiato di nuovo, non pi gli arabi bensgli ebrei. Ma quella volta non mi hanno neppure lasciato entrare allospedale. Bene. Ho deciso di fare il mendicante a Gerusalemme.  una faccenda abbastanza vantaggiosa. Vi ricorderete,credo, che a Gomel le ebree devote mettevano in una scatola di latta cinque, dieci copeche, e poi arrivava uno dalla Palestina e si prendeva tutto. Bene, risulta che queste scatole sono appese dappertutto e se ne hanno dei grossi zeri, per cui basta baccagliare davanti al muro del pianto e per questo ti prendi uno stipendio mensile. Io baccagliavo tanto da sembrare che mi scannassero. Ma tutto  andato a carte quarantotto per via di una cicca. Mi ero dimenticato che non ero pi a Gomel, ma a Gerusalemme, e mi sono messo a fumare una bella cicca che avevo raccolto appena passato un inglese. Che cosa credete?Salta fuori che si era di sabato  ricordate la felicit del sabato a Gomel?  e me le hanno suonate in modo tale che poi riuscivo a malapena a strisciare. Gli gridavo: Se  sabato, non si pulavorare e voi invece lavorate a menarmi!.
Ma loro non volevano neanche ascoltare. Adesso sono capitato di nuovo in questa magnifica Tel Aviv e di certo qui tirer le cuoia. I vecchi tzaddikim, quando venivano in Palestina a morire, non erano mica idioti. La loro, qui,  loccupazione pi conveniente. Perch mai ho creduto ai loro bei discorsi e mi sono precipitato qui? Sono stato semplicemente un fesso e quando, ai corsi di abc politico, mi dicevano: Abramcik, c qualcosa su cui voi non avete ben riflettuto, avevano perfettamente ragione. Ma voi, Reutschwanetz, siete quasi un marxista; come mai siete capitato qui?.
Questo ve lo racconter unaltra volta, dopo uno spuntino e non prima. Perch voi non sapete nulla. Quando siete partito per Odessa, io confezionavo ancora galif; allora per le vie di Gomel, oltre a veri esseri umani, passeggiavano solamente cartacce unte e non quella cittadina Puke. Io sono capitato dentro un vortice storico. Qui, per esempio, ci sono arrivato da una specie di Liverpool fatta apposta. Avevo limpressione che qui lavrebbero piantata di suonarmele. Ma, dopo la vostra sanguinosa confessione, comincio gi a tremare. Perch io sono diventato un corpo cos consunto che mi pu uscir fuori da un momento allaltro tutto lo spirito. Fa niente, sia quel che sia! Prima di tutto voglio mettere qualcosa sotto i denti. Mi conviene forse andarmene a Gerusalemme a baccagliare sotto quel muro?.
Baccagliate. L per i soldi non li danno tutti i giorni, ma una volta al mese e dovrete aspettare esattamente tre settimane. Le conosco io le loro selvagge trovate!.
Che cosa mi rimane allora? Io voglio mangiare. C forse qualcuno di Gomel qui?.
Eccome no! Non qualcuno, ma David Goldbruch in persona. Vi ricordate che aveva lufficio di via Vladimirskaja?  partito gi ai tempi dei primi bolscevichi con un vestito a noleggio, diciamo da portiere. E adesso  qui. A quanto pare,  nel loro comitato palestinese e grida dappertutto che questo  un paradiso di aranci. Ho provato anchio a intrufolarmi da lui, ma lui non ha fatto altro che chiudere la porta. Eppure possiede, fra laltro, tre sontuose case e dentro c un tale chic che gli inglesi pagano mezza sterlina soltanto per darci unocchiata.
Deciso: vado da Goldbruch.  semplice, voi non avete saputo parlargli. Come?  nel comitato e caccer Reutschwanetz anche se questo Reutschwanetz  venuto appositamente dalla comune natia Gomel nel suo paradiso di aranci? No, non pu essere! Vedrete, Abramcik, che questa sera io vi offrir zampetti di vitello con le patate, o, per esempio, studen;2 non so che cosa vi piace di pi, ma a me vanno tutti e due.
Goldbruch viveva davvero fra quattro guanciali. Dirigeva opere edilizie, certe volte costruiva anche per gli altri, ma il pi sovente per s; destate viaggiava per lEuropa, dove raccoglieva denaro, raccontava chiss che sullesportazione delle arance, faceva baldoria con ragazze rimaste nella diaspora e poi ritornava a Tel Aviv: Le cose procedono, questautunno mi costruir unaltra bella villetta.
Goldbruch ricevette Lazik in un berceau. Stava sdraiato e beveva limonata ghiacciata. Un ventilatore elettrico rinfrescava il suo petto nudo. Sebbene Lazik non si ricordasse di preciso che razza di uomo fosse quel Goldbruch, si mise subito a gridare con entusiasmo:
Dodja! Vedete che il mondo  piccolo e ci siamo incontrati di nuovo! Be, come state?.
Lazik socchiuse perfino un occhio, come faceva Monkin quando guardava un quadro:
Siete un po abbronzato, ma proprio preciso, come vivo. Vi avrei riconosciuto anche in una piazza di Parigi. Che cosa? Non sapete chi sono? Prima di tutto sono un vostro vicino di casa. Voi abitavate in via Vladimirskaja. Adesso, perdonatemi,  diventata via Bandiera Rossa. E io abitavo in via Klara Zetkin. A due passi. Anzi, mi piacerebbe saperlo: chi vi faceva i pantaloni? Di certo Zimach. Adesso mi riconoscete? Io sono il sarto Reutschwanetz. Come sarebbe a dire che questo non vi dice nulla? Lo dico io, e questo basta! Come stanno i vostri figlioli? Che cosa? Non avete figlioli? Per chi costruite le vostre case allora? Be, non affliggetevi, figli ne potete ancora avere. A proposito, che cos che state bevendo? Una vergognosa limonata? E quand che si pranza da voi?.
Per tutta risposta Goldbruch url in modo cos furioso che Lazik vol indietro di dieci passi.
Perch urlate come se foste nel deserto?.
Perch siete uno sfrontato. Dite francamente che cosa volete da me e andatevene a spasso!.
Che cosa voglio? Per esempio, un pezzetto di natia salsiccia su un pezzo di antico pane ebraico.
Lavorate!.
Ah, voi avete qualcosa da rivoltare? Datemi qui un ditale e, in un secondo, io vi rivolter o vi accorcer quel che volete.
Io non ho lavoro da darvi. Siete sarto? Allora avete fatto male a venir qui. Qui ci sono pi sarti che pantaloni.
E che far, diciamo, domani se prima di domani non sar morto?.
Niente. Sarete come tutti gli altri, un normale disoccupato.
E danno qualcosa da mangiare? Allora sarei daccordo.
Se gli danno qualcosa? Un fico secco. Da noi c un vero stato ed esiste forse uno stato in cui non ci siano disoccupati? Starete quieto e aspetterete che finisca questa crisi.
Quant che dovrei aspettare digiuno? Dite un annetto o due? Vi esibite forse in qualche circo, voi? Ma io vi domando apertamente: che succeder se adesso prendo dal vostro prezioso buffet un panino biblico?.
Semplicissimo: vi butteranno immediatamente in prigione. Da noi c un vero stato ed esiste forse uno stato senza prigioni? Gi sto schiacciando questo campanello perch vi buttino in strada: ho troppo caldo per delle conversazioni cos idiote.
Me ne vado da me. Arrivederci, Dodja; arrivederci allanno prossimo, e, diciamo, a Gomel. Non vi garba? Per consolarvi costruitevi unaltra casetta. Piuttosto, sapete che vi dico? Qui non ho visto neanche un maiale. E come potrebbero esserci dei maiali quando questa  la nostra patria ebrea? Ecco un aspetto negativo. Perch esiste forse uno stato senza maiali? Ma non agitatevi, calmatevi. Voi avete comunque un vero stato e dunque avete anche dei maiali, perch voi, per esempio, di profilo.
Lazik non riusc a concludere il suo paragone. Vedendo un domestico largo di spalle, si limit a esclamare: Si comincia! E addirittura con i Golia!. Dopo di che sgattaiol lestamente per la porta. E cos Abramcik non ebbe n gli zampetti di vitello, n lo studen.
Cominci per Lazik il solito avvicendarsi di mestieri, profumi che gli laceravano lanimo nelle ore del pranzo, calci, conversazioni filosofiche e sogni sulla dura terra. Ma per lui era sempre pi difficile sopportare quella vita: le gambe gli mancavano, la tosse gli lacerava il petto e di notte sognava il So, le melodie internazionali, la morte.
Per un paio di settimane visse da Mogilevskij, che vendeva stoffe a Giaffa. A Tel Aviv cerano troppi negozi, ma a Giaffa gli affari andavano bene; lunico guaio era che gli arabi le suonavano agli ebrei. Ogni mattina, dirigendosi da Tel Aviv a Giaffa, Mogilevskij si metteva il fez per sembrare un arabo. Anche Lazik dovette ornare la sua testa del berrettino rosso. La cosa gli piaceva: il fez non era mica una coda, il fez era come allopera. Ma una sera, fiutando il maltempo, Mogilevskij se la svign con la cassa a Tel Aviv. Lazik rimase a far la guardia alla merce. Arrivarono gli arabi. Gridavano chiss che cosa, ma Lazik non li capiva. Si prov semplicemente a convincere la folla in un buon dialetto di Gomel:
Ma s! Io sono un arabo al cento per cento. A casa ho un vero harem e un busto del vostro Maometto.
Ma questo non fece alcun effetto agli arabi.
Mogilevskij cacci via Lazik: Voi non sapete vivere in vera amicizia con loro. Lazik si gratt la schiena e disse tristemente:
Anche loro sono affetti da pazzia, come veri arabi! In genere gli ebrei se la passano magnificamente su questa terra ebraica. Solo che io dove andr a morire: sotto questo steccato o sotto quellaltro?.
Faceva il mendico, aiutava un pollivendolo a sgozzare le galline, riempiva cuscini e quietamente moriva. Una volta, con laiuto del montatore Chiin di Gluchovo, riusc a intrufolarsi in un cabaret notturno. Ballavano ragazze truccate, per nulla peggio di Margot Chiquet, e lanciavano verso il soffitto le gambe nude. Cantavano strofette indecenti. Del resto, Lazik capiva a fatica il loro contenuto: in antico ebraico lui sapeva soltanto pregare. In compenso, i fianchi delle artiste gli produssero unimpressione esagerata. Facendosi largo a urtoni fra i rispettabili spettatori che bevevano champagne, egli balz sulla scena:
Qui s che fioriscono le sante arance! Io cado in ginocchio. Sono innamorato di voi tutte, prese allingrosso. Quante siete? Otto? Bene, io sono innamorato di otto arance, e preferisco morire qui di eroico amore che non su una strada di ignominioso appetito.
Evidentemente alle ragazze questo piacque. Cominciarono a ridere. Una di loro disse perfino a Lazik in russo:
Siete lultimo dei complimentosi. Si capisce subito che siete di Odessa.
Supponiamo di no. Io sono di Gomel. Ma questo non ha importanza. Passiamo alla questione delle arance.
A questo punto uno del pubblico corse verso Lazik, mettendosi a gridare:
Inpudente! Come osate introdurre il vostro dialetto di schiavo in questa elevata atmosfera? Mentre loro parlano nella sacra lingua di Sulamita saltate fuori voi e insudiciate le nostre nobili orecchie con la vostra sporcizia di Gomel. Di certo siete un bolscevico inveterato!.
Gettato uno sguardo al tipo che urlava, Lazik allib: era David Goldbruch. Rapidamente Lazik gli domand:
Godja, Golia  con voi?.
Mascalzone. Ha pure il coraggio di far lo spiritoso mentre tutti i membri del comitato siedono a questo tavolo. Ehi, portiere, liberate la nostra valle di giovani palme da questo pigolone!.
Il portiere dapprima pest un poco Lazik e poi lo consegn a due poliziotti:
Il signor Goldbruch ha detto che questo  un bolscevico sicuro.
I poliziotti si misero a loro volta a malmenare Lazik.
Fermatevi! Voi chi siete? Ebrei o dottori di polizia?.
Ebrei, si capisce. Ma oggi tu perderai alcune costole. Questi inglesi gi strillano che noi non sappiamo sbarazzarci del bolscevismo. Bene! Vedranno come arrangeremo te.
Mezzo morto, Lazik fu portato in prigione. Qui baci teneramente il ritratto del flagello del Portogallo; disse diciannovesima e si mise a piangere.
Non si battono peggio dei pan canterini. Niente da dire,  un vero stato! Non so quante costole avessi e quante me ne siano rimaste, non ne tengo il conto. Ma una cosa so, che per Reutschwanetz  la fine.
La mattina dopo lo condussero allinterrogatorio. Vedendo luniforme inglese, Lazik allib:
Che centrano qui i granbritannici? Forse pure voi siete scontento che non abbia parlato con quelle arance nella lingua della defunta Sulamita?.
Linglese domand severamente:
Siete bolscevico?.
Che centra qui lalta politica quando ci che mi ha fatto impazzire sono le loro gambe? E che avete da trafiggermi con il vostro sguardo intelligente? Oppure avete ricevuto una cartolina con panorama da mister Rottenton? Allora cominciate direttamente con lo scavarmi la fossa.
Noi non tollereremo il bolscevismo qui da noi! Lo sradicheremo. Ripuliremo il nostro paese da tutte le spie di Mosca!.
Allora Lazik si fece pensieroso:
Interessante: dormo o non dormo? Forse quei Golia mi han fatto diventar matto?  vero che mi hanno scombussolato le costole, ma potrebbero aver dato uno scossone anche alle cervella. Per esempio, non capisco perch vi mettete a ricordare il vostro grande paese con le lettere di Trotzkij e persino con il pudding di patate quando non ci troviamo a Liverpool ma nellebraica Palestina?.
Voi dimostrate una nera ingratitudine. Noi vi abbiamo ridato la vostra patria. Noi vi proteggiamo. Questo si chiama mandato. Adesso avete capito? Noi abbiamo costruito un porto militare per la flotta inglese e un aeroporto per i voli dallInghilterra allIndia. Noi non risparmiamo nulla per voi. Ma linfezione bolscevica non la tollereremo.
Lazik si mise a fare inchini:
Merci! Merci fino alla tomba! Ma, ditemi, non potreste levare da me personalmente questo mandato, dato che io sono un Reutschwanetz cos irriconoscente? Tanto, presto morir lo stesso e dunque lasciatemi morire in libert, in modo che possa vedere queste fiabe aranciate, e il sole, e la pungente terra, la quale chiss perch mi ha generato, e poi, fra un mese o due, potrete proteggere totalmente la mia tomba contagiosa. Vi do senzaltro questo incontrovertibile mandato. Mi avete gi ridato la mia patria con questo lussuoso porto e anche un aerodromo; voi siete un granbritannico e unanima doro. Ridatemi dunque un po daria fresca e di nubi che galoppano nel cielo in modo che io possa sorridere ormai sullorlo della tomba!.

NOTE.
1 Preghiera collettiva.
2 Gelatina di carne.

39.
Lazik rimase per due mesi nella prigione di Gerusalemme. Quando ne usc, gli aranci fiorivano, ma lui non poteva sorridergli. Riusc a fatica a giungere fino al muro del pianto.
Che cosaltro posso fare? Me ne star qui e pianger. Forse mi andr bene: domani  proprio il giorno in cui distribuiscono i soldi delle scatole di latta. Allora mi mangio un bue intero.E, in caso contrario, fa nulla. Almeno sar interessante morire accanto a una cosa adatta. Chi piangerebbe per me? E cos, invece, sentir tante urla laceranti quante non ne ha mai sentite nessun riccone. Qui possono esserci un trecento avventurieri e ululano da mattina a sera. Per loro, si capisce, fa lo stesso per chi piangere, sicch piangeranno pure sul defunto Reutschwanetz: Ohi, perch sei crollato, nostro mirabile tempio!.
Ricordandosi delle sue nuove incombenze, Lazik cominci a battersi il petto e a gridare. Accanto a lui un ebreo fulvo si dava tanto da fare che Lazik dovette tapparsi le orecchie:
Non potreste piangere di due gamme pi sotto? Altrimenti mi saltano tutti i timpani!.
Lebreo fulvo si volt a guardarlo. Allora Lazik grid:
Che miraggi sono questi? Possibile che siate voi, Abramcik? Ma com che adesso siete fulvo se prima eravate bruno?.
Pss! Mi sono semplicemente tinto la barba perch non mi riconoscano dopo quel fatto della cicca. Su, baccagliamo insieme!.
Si misero a baccagliare tutti e due. Lazik piangeva diligentemente il tempio distrutto, ma la sua testa era occupata da ben altro. Quando i piagnoni se ne andarono a casa, egli disse ad Abramcik:
Sentite, Abramcik, voglio farvi una proposta concreta. Che ne dite: non  ora che ce ne torniamo in patria?.
Abramcik rimase attonito:
Ho sentito bene? Perch, fino a prova contraria, in patria ci siamo gi tornati! Cosaltro volete adesso?.
Molto semplice: proporvi di tornare in patria. Qui, certo,c una lingua cantante, e la terra santa, e la polizia ebrea, e persino il mandato con la divisa britannica; niente da dire, quic un paradiso di arance, ma io voglio tornare in patria. Non so dove siate nato, voi, forse sotto gli aranci arabi. Per quanto mi riguarda, io, fra laltro, sono nato a Gomel e per me ormai  ora di tornare a casa. Ho girato il mondo, ho visto come vive la gente e che razza di particolare boxe c in ogni paese. Adesso non sogno altro che la mia inobliabile Gomel. Pu anche darsi che le forze mi sorreggano e che ci arrivi vivo Vedr di nuovo il bel quadretto col So che scintilla sotto la riva, gli alberi in alto e il pubblico vicino al teatro e il bazar con gli arretrati girasoli. Vedr di nuovo Pfeiffer. Gli dir: Caro Pfeiffer, come ve la passavate qui senza di me? Chi vi cuciva i pantaloni, per esempio? Di certo Zimach. Vedete, qui c una piega che non  affatto al suo posto. E Pfeiffer si inonder di lacrime. E il piccolo Monjua mi salter intorno: Zio Lazja, dammi cinque copeche per gli zuccherini!. E io, si capisce, gli dar tutta la mia anima. Rivedr Fenicka Geranovic. Lei andr a passeggio con il suo giovane figlio nel lussuoso parco Pakevic. E io nonsollever affatto un vile chiasso. No, io le dir: Buon mattino! Fatevi una bella passeggiata. Che il vostro piccolo eroe cresca bene. Io sono stato in venti paesi e in venti prigioni. Ho traversato tutti i mari a guado. Ho visto come fioriscono le orchidee.Ma, tutto il tempo, pensavo solamente a voi. Adesso, si capisce,muoio, e voi non fateci nessun caso, ma soltanto portate sulla mia tomba un fiorellino di Gomel. E che non sia unimpudente orchidea, ma la pi sventurata margherita che cresce a ognipasso. S, io dir tutto questo a Fenicka Geranovic, dopo di che morir con beatitudine inaudita.
Voi parlate completamente a vanvera di morte. Siete ancora giovane e potreste perfino sposarvi. Non capisco soltanto una cosa: come ci andrete laggi, a Gomel? Non  mica qui dietro langolo.
Che dirvi, salir di nuovo su quellaltalena e chiuder gli occhi. E va bene, mi sgomitolino pure tutte le budella! Una delle due: o muoio o arrivo a casa.
Ma siete diventato matto? Chi vi ci far andare?.
 molto semplice. Jankelevic a Parigi mi ha spiegato tutto secondo ogni paragrafo. Prendo un foglio e immediatamente fondo una plenipotenziaria Unione per il ritorno in patria. Del resto sar una grande federazione: non saranno affatto obbligati ad andare a Gomel. No, potranno tornare a Fastov e persino a Odessa. Raccoglier cento firme e le mander a Mosca per raccomandata a tutti i pi sontuosi commissari e allora ci verr a prendere una vera nave. Credete che qui siano pochi gli aspiranti? Juzka non grider forse urr? Il vecchio Schenkel non mi salter al collo? Partiranno tutti! E io non voglio rimandare troppo la cosa. Vado subito in giro con il formulario.
Effettivamente, dopo aver sentito dellUnione per il ritorno in patria Juzka saltell dalla gioia, offr persino del pecorino a Lazik. Con Schenkel ci fu invece un equivoco. Schenkel non si mise affatto ad abbracciare Lazik. Si mise invece a discutere:
Perch dovresti andare laggi? E che sei, un commissario? Perch l si vive molto bene, niente da dire! Tutto un miele! Credi forse che ti copriranno doro perch sei tornato da loro?.
No, questo davvero non lo penso. E vi dir la verit: penso precisamente il contrario. Non posso mica dimostrargli, infatti, che Boris Samojlovic  una cosa e io unaltra. Io sono stato suo nipote consanguineo e loro, si capisce, mi domanderanno dov quel prezioso involto. Sar gi una bella cosa se non ci si immischier la cittadina Puke. E se fosse davvero rimasta per sempre a Gomel? Una citt cos bella pu anche esserle piaciuta. Allora mi fucileranno in quattro e quattrotto. Ma sta forse qui il punto? Io voglio comunque morire a casa mia.
Tu, Reutschwanetz, sei giovane e stupido. Dove vai a ficcarti? Laggi ci sono le cellule, e lispettore delle finanze, e questo non si pu e questaltro  proibito, e basta un niente perch ti mettano dentro.  il pi incontestabile degli inferni. Che razza di cretino pu andare anche solo mentalmente verso simili torture?.
Voi, si capisce, siete pi vecchio di me, ma quanto a intelligenza la questione  aperta. Bene. Laggi  linferno e qui  il paradiso. A dire il vero, io non ho notato che qui ci sia un particolare paradiso. Neanche voi vivete come un angelo, ma soltanto di croste secche. Ma pu anche darsi che io sia miope. A Gomel, Levka cantava tali strofette su Parigiche ti veniva lacquolina in bocca. Bene, io ci sono stato a Parigi e neanche l mi sono accorto che fosse un magnificoparadiso. Laggi me le hanno semplicemente suonate. Ma diciamo che il paradiso  in America, perch, grazie a Dio,in America io non ci sono stato e cos non mi metter a discutere con voi. Accetto questa premessa e tuttavia voglio partire lo stesso.
E ora vi racconter una storia di Gomel e vedremo che cosa vi metterete a cantare allora. Di certo voi avete sentito parlare dello tzaddik di Rovno. Non era giovane, n stupido come me. Per voi dovrebbe essere unautorit indiscutibile, dato che voi vi attenete a questi brontolamenti prescritti. Sicch ecco che un giorno un austero talmudista si reca da questo tzaddik e gli fa i pi amari rimproveri:
Sentite, rabbi, io non vi capisco assolutamente. Tutti dicono che siete un ebreo devoto e io abito vicino a voi e mi sembra che la vostra non sia una casa, ma un cabaret. Io me ne sto seduto e leggo il Talmud e i vostri hassidim ne fanno di tutti i colori: cantano e ballano, ridono forte come se fosse loperetta di Mosca.
Lo tzaddik gli risponde calmissimo:
Ma s, ridono come bambini, cantano come uccelli e saltano come capretti. Perch nel loro cuore non hanno la nera ira, ma la gioia e un pieno amore.
Il talmudista si arrabbi talmente che per poco non si trangugi la punta della sua barba, perch masticava sempre la punta della barba quando voleva escogitare una parolina intelligente. E tuttavia non escogit nulla. Disse semplicemente:
Questi sono dei discorsi piuttosto sconvenienti per un ebreo. Perch voi sapete, rabbi, che quando noi studiamo per unora il Talmud, facciamo esattamente un passo verso il paradiso. Dunque, quando non studiamo il Talmud, retrocediamo precisamente verso linferno. I vostri hassidim cantano come uccelli idioti invece di leggere il libro sacro. Dov che li spingete? Verso linferno. Ma allinferno c un orrore riconosciuto da tutti. Laggi certuni vengono fatti bollire e altri arrostire e altri ancora vengono appesi per la lingua. Certo, se questo vi piace, potete anche ballare unora prima che vi bolliscano. Ma io studier il Talmud per andare a finire in paradiso. Lass fa sempre caldo: n freddo, n torrido, una bella temperatura, una buona compagnia, ossia dappertutto solamente angeli; tutti se ne stanno seduti con le corone doro e leggono la Tor. Lass ci sono rose senza spine e alberi senza bruchi, e neanche un cane da guardia per strada. Sicch come pu essere che voi non vogliate andare in questo paradiso?.
Lo tzaddik fece soltanto un sorrisino:
No. Si capisce che ti sono grato per gli intelligenti consigli, ma questo paradiso bello e pronto io non lo voglio. Secondo me, ci possono vivere solamente gli angeli, perch loro non sono uomini, non hanno n cuore, n fegato, n passione. Ma un uomo non deve temere anche se cade in basso. Come ci si pu sollevare in alto se non si casca mai? Tu mi hai raccontato di qualche paradiso altrui. Questo non  il mio paradiso e il mio paradiso in genere non esiste, ancora non lho fabbricato, ma non ho nessuna voglia di guardare delle belle scenette. Se molto rider e molto pianger e molto amer, che dirti, forse allora, sullorlo della tomba vedr il mio insanguinato paradiso.
Ecco che cosa rispose lo tzaddik di Rovno a quellerudito talmudista. E io vi invito a tornare. Certo, laggi  brutto e difficile. Laggi non c nessuna bella temperatura, ma soltanto correnti daria mortali. Ma laggi gli uomini cercano qualcosa. Probabilmente si sbagliano. Pu anche darsi che non volino affatto in alto, ma in qualche posto pur volano, e non si limitano a sbadigliare su cuscini belli e pronti. Voi, Schenkel, si capisce, avete unet rispettabile, e dunque restate qui, ma tu, Breudek, e tu, Zelman, voi siete giovani destrieri, dunque date qui subito le vostre infuocate firme!.
Quali firme? Che cos questassembramento sulla santa strada? Sicch saresti tu lagitatore in capo? Su, vieni qui per una bella firma!.
Lazik ormai sapeva che gli ebrei sanno battersi. E perci si mise a scappare. In principio lo rincorsero. Correva sulla strada che usciva di citt, pauroso perfino di tirare il fiato. Ma non poteva correre pi di tanto. Con tristezza pens:Come quellebreo nudo intorno a Roma. Sent che le forze lo abbandonavano. No, non sarebbe tornato in patria!
Si ferm. Nessuno pi gli correva dietro. Intorno cerano soltanto neri campi, rade luci di fattorie, stelle, silenzio.
Dov il mio paradiso? O non lho ancora tagliato nella stoffa?.
Facendosi forza, corse ancora.


40.
Lazik camminava lungo la strada senza sapere neanche lui con che meta e perch. Non poteva camminare e tuttavia camminava. Gli pareva di aver gi percorso mille verste. Non era Gomel quella dietro la svolta? Ma contro il torrido cielo biancastro continuavano a nereggiare le cupole e i minareti di Gerusalemme. Lazik continuava ad andare. Finalmente croll a terra. Ora giaceva in mezzo alla polvere della strada.
A quanto pare, qui si pu mettere un buon punto finale.
Ma no, ancora non volevano lasciarlo in pace. Rimbomb il clacson di unautomobile e lautista, frenata la macchina, si mise a imprecare:
Cafone! Come osi ingombrare la strada?.
Lazik sorrise con aria di colpa: va bene, non avrebbe ingombrato. Lui era istruito, lui sapeva che un simile insetto schiacciato non poteva ardire di ostacolare la circolazione.
Che cosera quel vecchio padiglione? Di certo non ci abitava nessuno. L non avrebbe irritato nessuno con il suo sconveniente aspetto.
E Lazik si trascin fino al padiglione di pietra. Dentro cera buio e faceva fresco. Egli scorse un ebreo barbuto con il berretto e una sontuosa signora. La signora aveva indosso tanti brillanti che Lazik strabuzz gli occhi: scintillavano come stelle intorno a una fioca candela. E quella seta scricchiolante! E quella penna sul cappello! Ansando dorgoglio e dasma  ma era inutile, perch il grasso le straboccava sul pavimento  la signora diceva allebreo barbuto:
Mi leggerete le preghiere pi eleganti, perch, grazie a Dio, ho ancora di che pagarvi. Sono venuta qui da New York e mio marito possiede laggi il ristorante pi elegante. Sono venuta a vedere la terra degli avi; che questi patriarchi constatino: non tutti gli ebrei sono diventati degli infelici mendichi, no, qualcuno si  fatto strada. Io voglio dare una soddisfazione ai miei avi. Significher pur qualcosa, per loro, vedere unebrea chic come me.
Il guardiano barbuto diceva strisciante:
Vi reciter dieci preghiere tali che tutti i patriarchi in paradiso saranno stupefatti. Ma ditemi il vostro prezioso nome e, magari, il nome della vostra indimenticabile mamma. Io li scriver su un foglio di carta e getter la carta dietro questa pietra, direttamente verso Rachele in persona.
La signora apr la borsetta:
Posso anche sacrificare il mio biglietto da visita. Tastate dietro: queste non sono lettere, questa  incisione,  il biglietto da visita pi chic. Io mi chiamo secondo lultima moda: Victoria, ma mia mamma vendeva aringhe e vi dir in segreto che si chiamava Chaia.
Il guardiano gett il biglietto dietro la pietra e, dondolando, si accinse a bofonchiare le preghiere. Ma la signora lo ferm:
Basta adesso con gli avi!  ora di pranzare e lauto mi attende.
Se nera appena andata, che lattenzione del guardiano fu attratta da Lazik sdraiato accanto alla porta. Egli guard con disprezzo i cenci di Lazik. S, quello non scintillava di brillanti!
Si domanda che fai tu qui.
Io? Io gi.
Che cosa significa gi?.
Sto gi morendo.
Allora il guardiano si mise a gridare:
Avete mai visto un simile impudente? Ma lo sai dove sei? Questo non  affatto il posto per simili accattonaggi, questa  la tomba di Rachele in persona. Lo capisci che specie di importantissimo sacrario  o sei completamente istupidito? Qui non si muore, qui mi si d un po di soldi e io getto un biglietto e recito delle preghiere. E poi si va via. Hai capito? Perch non ti muovi? Come ti chiami tu e come, diciamo, tua madre? Rispondi presto, finch non c nessuno, e io ti far questo servizio alla tariffa pi conveniente.
Lazik sorrise tristemente:
Fate male a inquietarvi. Diciamo che mi chiamo Dolore e mia madre Tristezza. E poi?  inutile che muoviate le labbra. Tanto i calli sulle labbra ce li avete gi di sicuro. Io non sono affatto sordomuto perch voi dobbiate conversare in vece mia con la natura, e non sono nemmeno quella scrofa americana; non ho neanche un penny; sicch smettetela dinquietarvi. Fra unora probabilmente sar morto.
Impudente! Bestemmiatore! Sacrilego! Ultimo dei cani! Levati subito dai piedi se no ti dilanio! Se ogni mendicante si facesse venire in mente di morire in un posto santo come questo, che cosa succederebbe? Vattene a morire in una risciacquatura! Questa tomba di Rachele non  fatta per te.  fatta per le persone perbene.
Lazik non si muoveva.
Potete strillare quanto vi pare, ma di qui io non me ne vado, una volta che vi ho detto che muoio. Quando potevo ancora vivere, tutti gridavano: Impudente Reutschwanetz, come osi vivere qui?. E mi tormentavano. E io me ne andavo, perch volevo ancora vivere. Ma adesso per me fa tutto lo stesso. Volete torturarmi? Torturatemi. Che scandalo, davvero! Lazik Reutschwanetz ardisce morire in un posto cos chic! Ma rassegnatevi. Anche quando ero vivo non sapevo mai scegliermi i posti adatti. No, soffiava il vento e io montavo su una vettura di terza classe. Cos pure adesso. Finch potevo, mi sono arrampicato, e lho fatto abbastanza. Credete che lo sapessi che qui ci abitava questa tomba di Rachele? No, io credevo che non ci abitasse nessuno. Volevo morire gentilmente, per non offendere nessuno con il mio ultimo sospiro. So bene che non si pu sospirare forte. Ma ecco che, arrampicandomi, sono arrivato sin qui e qui ci siete voi. Dunque non strillate contro di me cinque minuti prima del punto finale. Siate un po pi originale, ditemi prego, favorite, perch io non ho mai sentito questi suoni cos inaspettati!.
Il guardiano per si ostinava:
Qui non si usa affatto morire, e poi chi pagher i tuoi stupidi funerali?.
Allora Lazik gli disse, con insolita severit:
Sapete che vi dico, ebreo? Mi avete scocciato. Voi mi impedite di morire. Adesso devo pensare a qualcosa di elevato e voi mi state dietro per dello stupido denaro. Io non ho denaro e voi potete gettare il mio corpo morto anche in un fosso, per me fa lo stesso. Ma adesso che dentro di me tutto risuona, voglio pensare solamente alle cose pi elevate.
Il guardiano si mise a sghignazzare:
Guarda un po che tipo importante! Capirei ancora se tu fossi uno tzaddik erudito o un ministro o un signore munifico con un grosso capitale, perch allora avresti di che voltarti indietro a guardare: quella  gente che fa una vita sontuosa.Ma su che cosa puoi filosofare tu, se non sei altro che un misero accattone, un ignorante, un insolente della strada?.
S, io non sono un segretario erudito e non sono neanche Rothschild. Sono soltanto un sarto di Gomel. E tuttavia, prima di morire, ho bisogno di pensare. In questo momento rivedo tutta la mia vita tempestosa. Essa ribolle gi in basso, come il nostro So. A me per primo sembra buffo, quando ricordo i mesti fatti.  qualcosa che non assomiglia neanche alla vita.  semplicemente una storiella vergognosa del nostro Levka. Io rammento, io sorrido, forse cinque minuti prima dellultimo respiro. Probabilmente le persone serie muoiono in tuttaltro modo. Loro contano quanti libri hanno scritto, quando hanno organizzato rumorosi rivolgimenti o a che prezzo hanno venduto le varie merci. Voi avete ragione, signor guardiano tombale, io muoio come un vero scemo. Potete portare qui la vostra preziosa candela e allora vedrete che le mie gambe non si muovono pi, che io comincio a morire dalle gambe, ma sulla mia faccia c il pi impudente sorriso. Io sorrido, perch comunque penso alle cose pi elevate e, anche se voi siete un rozzo insolente, adesso vi racconter la mia ultima storia. Sar la storia del piffero.
Voi, si capisce, sapete chi era il Besht, perch  quello che ha inventato tutti i chassidim. Per voi queste cose sono come due pi due, dato che voi mangiate in un posto di morte, mentre per me sono soltanto un bel pregiudizio. Io vedo attraverso la vostra nebbia, ma le persone intelligenti restano sempre persone intelligenti, anche quando giocano a nascondino. Niente da dire, il Besht era una grossa testa e tutti gli ebrei lo stimavano. Soltanto a fare un discorso con lui, crescevano di una intera spanna. Non vi parlo poi del cuore che aveva. Secondo me, era molto pi giusto del suo Dio inventato, perch nessuno ha mai visto arrivare del male da parte del Besht, mentre da parte di Dio Be, non voglio amareggiarvi troppo prima di congedarmi.
Dunque la citt in cui abitava il Besht era una citt eletta, sebbene non vi fosse nessuna statua di bronzo. Era una ridicola cittaduzza fra Gomel e Berdicev, mica una Parigi o una Berlino. In compenso, ci vivevano gli ebrei pi intelligenti e pi pii, e con loro il Besht. Bene. Arriva lo Jom Kippur, e gli ebrei si raccolgono nella sinagoga. Debbono pentirsi dei loro peccati; se ne pentono. Certo, non avevano peccato affatto. Possono forse peccare persone cos perbene? No, anzi si pentono pi che altro per educazione. Guardate quel pubblico! Ecco dove sono i vostri tzaddikim e i signori munifici. Quello sa a memoria il Talmud, quellaltro ha offerto trecento rubli per un nuovo arredo, quellaltro ancora digiuna in permanenza, e questo prega giorno e notte; non sono neppure ebrei, ma angeli belli e pronti.
Ma che cosa succede? Dio spalanca il libro delle sorti e soppesa i vari peccati. Gli ebrei devoti vogliono chiedergli piet. Si battono il petto, piangono, gridano, ma non ne hanno alcun sollievo. Ognuno sente di avere in cuore una pietra ed  inutile versare lacrime, non ci si pu far nulla, sono troppi i peccati in quella giusta citt.
Non potete immaginarvi langoscia che allora si impadron di tutti! Nella sinagoga si levava un tale lamento che persino gli uccelli che volavano sopra il tetto cascavano gi dalla tristezza. La giornata, per essere dautunno, era eccezionalmente calda; si erano addensate nubi e gi voleva rimbombare il tuono, ma non poteva. Gli ebrei pensavano atterriti: Siamoperduti, Dio non perdoner i nostri peccati, ecco che la suapenna gi scricchiola, ecco che ci verga la condanna alla pinera morte. Forse verr per tutti il colera o ci sar un nuovo pogrom e fustigheranno le nostre pance, violenteranno le nostremogli e calpesteranno i nostri bambini. Ohi, poveri noi! Per noi non c piet! Quale colpa orrenda abbiamo commesso?.
E tutti gli intelligenti si pentivano dei vari peccati stampati, ma dei loro peccati non si ricordavano; e del resto come potevano ricordarsi delle varie sciocchezzuole umane? Quello che sapeva a memoria tutto il Talmud, non conosceva di contro neanche una parola di quelle semplici. Non poteva consolare un disgraziato, non poteva vezzeggiare un bambino, non poteva ridere alla festa con i poveri. E quello che aveva offerto mille rubli per un sontuoso arredo non sapeva che cosa fosse il pi comune bisogno. Egli dava due copeche per strada ai mendicanti riconosciuti, ma non aveva offerto un bel regalo a un povero sarto che il sabato non aveva n candela, n pane. Credeva che tutti si accontentassero di un magnifico arredo. E quello che digiunava non sapeva dar da mangiare a un affamato. E tutta la loro giustizia durava un paio dore. Se la mettevano addosso come un tallt di seta. E adesso il Dio inventato si era stancato di quella farsa. Ed ecco che gli ebrei gridano, ma le loro grida non trovano la strada. Allora si rivolgono al Besht: Giacch il Besht  con noi, non possiamo perderci. Lui  di casa, da Dio, lui chieder per noi il perdono completo!.
Il Besht sta l e prega. Ma sul suo viso c un dolore terribile, tanto che fa male guardarlo. Perch lui non soltanto  intelligente, lui vede i cuori degli ebrei. Prende in mano i loro peccati e le braccia gli cascano: peccati siffatti non li regge nessuno. Vorrebbe piangere, ma non ha lacrime.  come questo cielo prima del temporale: si sono addensate nubi, non c aria da respirare, deve venir gi la pioggia, deve tuonare, ma no, non pu. In un giorno simile c qualcosa di silenzioso e di raccapricciante sulla terra. E il vecchio Besht ha paura. Chiede al Dio inventato: Dammi le lacrime e io ti supplicher di perdonare tutti gli ebrei. Ma Dio era diventato sordo. Voleva essere giusto. Si era tappato le orecchie per non commuoversi. E invano il Besht intercedeva.
Gli ebrei avevano sempre pi paura. Vedevano che il Besht si tormentava. Vedevano che neanche lui poteva essere daiuto. Ormai non gridavano neanche pi. Avevano gi gridato fino a perdere tutta la voce. Cera silenzio nella sinagoga, tanto silenzio come prima della morte; tanto silenzio, guardiano, come adesso nella mia anima. Agli ebrei sembrava di udire il fruscio delle pagine: era Dio su in alto che voltava unaltra pagina del libro dei destini. Adesso si sarebbe udito il tuono. Adesso egli avrebbe chiuso il pesante libro e sarebbe giunta la fine, la fine per tutti!
A un tratto, in mezzo a quel dolente silenzio, accadde una cosa del tutto sconveniente. Dove mai non sintrufolano i vari sfrontati mendicanti? Ecco che un povero sarto capit proprio sulla tomba di Rachele, in quella sinagoga dove cerano tanti ricconi e tante celebrit. Era arrivato con il suo piccolo figliolo, che aveva tre anni o al massimo quattro. Era venuto a pregare e il bambino, si capisce, in testa non aveva la filosofia, ma tuttal pi birichinate infantili. E nella sinagoga il bimbo si annoiava. Tutti erano in piedi e pregavano. Pass unora, ne passarono due, e il bambino si stanc. Cominci a tirare la manica del padre: Voglio andare dalla mamma, ma Shulim aveva altro cui pensare: anche il povero Shulim si era messo in mente di parlare con Dio. Il bambino non sapeva che cosa inventare e allora si ricord di avere in tasca un piffero di latta. La mamma gli aveva comperato il giorno prima al mercato quel ricco regalo. E allora lui tir fuori il piffero e fece per suonare, quando il padre, grazie a Dio, se ne accorse:
Ioska, metti via subito quella stupidaggine! Oggi  Jom Kippur e bisogna piangere e non suonare la trombetta.
Ma Ioska era testardo. Lui non voleva piangere. Lui voleva assolutamente soffiare nel piffero. Tutti intanto vedevano che grande scandalo stava per scoppiare. Gi avevano tanto peccato, e adesso anche quella vergogna nella sinagoga! Si capisce che Dio si sarebbe offeso Ne furono persino contenti. Chiss, tutta la colpa forse non era dei peccati, ma di quel sarto impudente. Come aveva fatto a intrufolarsi l? E cos cacciarono via Shulim. Ma a questo punto si intromise il Besht. Certo, durante la preghiera non si pu chiacchierare, ma il Besht comunque disse:
Lasciate in pace quel bambino! Se vuole soffiare nel piffero, che soffi pure!.
Ioska, si capisce, soffi. Soffi a suo pieno piacimento. E rimbomb il tuono, e sprizzarono dagli occhi del Besht vive lacrime, e subito tutti gli ebrei provarono sollievo. Non avevano fatto in tempo a riprendersi che cal il crepuscolo, si accesero le stelle, il digiuno ebbe fine. Adesso si abbracciavano con lacrime di gioia: Ecco, Dio ci ha perdonato tutti i nostri peccati. Non per niente abbiamo pregato e non per niente abbiamo digiunato! Se con noi c il Besht, come pu adirarsi Dio contro di noi?. E circondarono rispettosamente il Besht: Rabbi, grazie alla vostra preghiera ci siamo tutti salvati.
Ma il Besht scosse il capo.
No. Cera buio nel cielo e lass si svolgeva una lotta mortale. I vostri peccati pesavano talmente che nessuna lacrima di pentimento poteva controbilanciarli. Dio si era tappato le orecchie. Dio mi aveva proibito di piangere. Dio non ascoltava pi le mie preghiere. Ma ecco che  echeggiato il suono di un piffero, e Dio lha udito. Dio non ha resistito. Dio ha sorriso. Era un divertimento cos stupido, da sole cinque copeche, ed era una cosa cos sconveniente durante il grande digiuno! Ma io vi dico, ebrei intelligenti, che non sono stati affatto i vostri argomenti e non sono state le mie preghiere che hanno salvato la nostra citt; no, lha salvata quel piffero di latta, il semplice buffo suono che veniva da un cuore di bambino Guardate, presto, come sorride Ioska!.
Lazik tacque. Aveva parlato troppo. Adesso respirava appena. Non si capiva come fosse riuscito a dire tutta la storia del piffero. Il sudore ricopriva il suo corpo. Il guardiano brontolava:
Comunque non  una cosa ammissibile permettersi trovate simili durante lo Jom Kippur! Tu ti sei inventato tutto per tapparmi la bocca. Ma adesso hai parlato e puoi andartene via di qui. Mi senti?.
Lazik non rispondeva nulla. Non sospirava neanche. Lazik stava silenziosamente e lievemente morendo.
Il guardiano fiut del tabacco, si gratt la barba; poi, senza capire che cosa fosse accaduto a quellinsolente accattone, prese una candela e lavvicin alla faccia di Lazik.
Be, che cos questa maniera di comportarsi?.
Lazik giaceva immobile. Non respirava pi. Sul suo viso cera un sorriso infantile. Ecco, cos sorrideva il piccolo Ioska quando gli avevano permesso di soffiare nel piffero. E, vedendo il sorriso di Lazik, il guardiano allib. Si dimentic dei soldi per il funerale. Non ripet le solite preghiere. No, lasciata cadere a terra la candela, scoppi a piangere.
Dormi in pace, povero Reutschwanetz! Tu ormai non sognerai pi n una grande giustizia, n un piccolo pezzetto di salsiccia.
Parigi, aprile-ottobre 1927.
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FINE.
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Postfazione di Paolo Genesio.
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Devo lasciare Kiev, come gi una volta ho abbandonato la natia Gomel. Sono le leggi della natura; sento che mi attende una circolazione forzata. Io mi consolo con le parole di un intelligente tzaddik. Egli disse che muoversi vuol dire vivere e stare sempre nello stesso posto vuol dire morire. Cos il protagonista della Tempestosa vita di Lazik descrive il movente della sua scelta di una vita errabonda che lo porter a morire in terra dIsraele sulla soglia della tomba di Rachele. Romanzo di stampo picaresco e presumibilmente modellato sul Buon soldato vejk di Haek, vi si narrano le peripezie di un piccolo sarto ebreo, presentato come un ognuno ebreo che attraversa lintera Europa di allora, dalla Polonia alla Germania, dalla Francia allInghilterra. Con la sua mitezza ciarliera nutrita dello humour agrodolce proprio della letteratura yiddish, egli mette ovunque a nudo ottusit burocratica, virulenza nazionalista, spietatezza razziale e coercitivit istituzionale. Come osserva Zigmunt Bauman, il mondo saturo di nazioni e di Stati nazionali aborriva il vuoto privo di caratteri. Gli ebrei si collocavano in questo vuoto: erano questo vuoto.

Ilja Ehrenburg era nato a Kiev nel 1891 da una famiglia borghese ebraica; trasferitosi a Mosca, non termin gli studi perch a sedici anni fu arrestato dalla polizia zarista; evit il processo emigrando in Francia. A Parigi risiedette dal 1909 al 1917, e la capitale francese diverr la sua citt delezione. Le dedicher nel 1942, in piena guerra patriottica, un romanzo, La caduta di Parigi, che gli valse il premio Stalin. Nel libro, allanalisi della societ francese nel suo degrado danteguerra si mescolava la gratitudine per gli importanti incontri fatti: da Picasso a Gide, da Breton a Malraux e Aragon. Una volta tornato nella Russia post-rivoluzionaria, le sue posizioni antibolsceviche lo costrinsero, dopo alcuni anni, a tornare a Parigi dove condusse una vita bohmienne da intellettuale aperto a tutti gli stimoli delle avanguardie. Espulso anche da l, peregrin in Europa e da Berlino ader al movimento Cambiare i confini, accettando cos il nuovo governo in patria. Nel 1924 torna in Russia e come compagno di strada inizia la sua collaborazione con il regime bolscevico  sono gli anni precedenti allirregimentazione degli intellettuali operata con il realismo socialista. Anche ad esso, quando sopraggiunse, seppe ad ogni modo far fronte con il romanzo Il secondo giorno (1932), dedicato alla politica dei piani quinquennali. Lattivit giornalistica lo impegn sia in Spagna, durante la guerra civile, che in patria, dopo laggressione nazista. Fu nella veste di giornalista al fronte che con il suo odio verso gli invasori elettrizz milioni di soldati dellArmata Rossa impegnati nella battaglia per la salvezza del loro paese. Alla fine della guerra, con Vasilij Grossman, scriver Il libro nero per denunciare al mondo limmane sterminio degli ebrei sovietici appena scoperto, ma Stalin ne proib la pubblicazione Nel dopoguerra riesce a sfuggire alle sanguinose epurazioni degli intellettuali ebrei che Stalin attu negli ultimi anni della sua vita. Alla sua morte pubblic Il disgelo, dando cos nome allepoca che segu la morte del dittatore.
Negli anni del revisionismo si impegn a riabilitare autori morti nelle prigioni sovietiche e nei gulag, come Babel e Mandeltam. Tra il 1956 e il 1962 esce la sua voluminosa autobiografia dal titolo Uomini, anni, vita, dove lo sguardo europeo e occidentale dellautore offriva una nuova prospettiva al lettore sovietico intristito negli anni della guerra fredda.
Ilja Ehrenburg mor nel 1967 e la risonanza che levento ebbe lo conferm come lo scrittore sovietico pi multiforme sia per i generi praticati che per la grande variet ideativa delle sue opere.
Di questa natura poliedrica lebraismo  senzaltro il fondamento. Ci lo avvicina agli altri grandi giornalisti europei tra le due guerre, come lui ebrei e disincantati; basti citare Emil Ludwig, Arthur Koestler ed Egon Erwin Kisch. Una volta egli dichiar che il suo unico vero romanzo era stato La straordinaria vita di Julio Jurenito (1921). Il Lazik ne  il completamento. Julio Jurenito  il grande agente provocatore che ha il compito di smascherare le vergogne e i mali della civilt moderna, e la Russia sovietica non faceva eccezione. Lenin apprezz molto il romanzo per la sua componente distruttiva. Il Lazik, invece, fu proibito in Russia e apparve, in lingua originale, a Parigi nel 1928. E ci  esemplare del cambiamento di atteggiamento del partito verso gli intellettuali.
Nella sua autobiografia, Ehrenburg narra delle circostanze in cui venne a conoscenza della storia chassidica che utilizz nel finale del Lazik. Nel giorno di Yom Kippur, in uno shtetl della Volinia dove viveva il famoso Baal Shem Tov, tutti gli ebrei erano riuniti nella sinagoga in attesa delle stelle della sera, che segnano la fine del Giorno dellespiazione. Ma le stelle non comparivano e tutti tremavano per la propria sorte, disperando del perdono divino, finch non si ud il suono di un piffero. A questo punto scrive Ehrenburg in Uomini, anni, vita tutti si scagliarono contro il sarto (padre del bambino cui era stato regalato un piffero di latta) pensando che fosse quella la ragione per cui Dio voleva castigare gli abitanti della cittadina Ma lo tzaddik vide invece che Dio aveva sorriso.
Paolo Genesio.
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FINE.
